venerdì 18 ottobre 2013

Scontro Gubitosi (dg Rai) e Brunetta (il paggio di corte, Pdl): obiettivo Mediaset allontanare i big dalla Rai

da: la Repubblica

La battaglia Pdl per salvare Mediaset.
Rai: ecco perché vogliono indebolirci
Scontro Gubitosi-Brunetta. “Fazio un valore”. “Dimettiti”
di Alberto D’Argenio

«Brunetta e Gasparri vogliono solo indebolire la Rai per fare un favore a Mediaset». Lo dicono riservatamente i dirigenti della Rai. Non temono di affermarlo pubblicamente gli esponenti del Pd in Vigilanza. A microfoni spenti aggiungono l’ovvio, agiscono per conto di Berlusconi, fanno i guastatori per favorire il Biscione nell’eterna battaglia degli share, gli indici d’ascolto che valgono pubblicità. Dunque soldi. Ancora una volta, un partito che siede al governo si mobilita al servizio dell’azienda del Capo e dei suoi bilanci. Intanto al quarto giorno di feroce guerra sui costi dei contratti in Rai aperta domenica da Brunetta attaccando Fazio proprio nello studio di Che Tempo che fa,Viale Mazzini reagisce. Ma il capogruppo del Pdl arriva a chiedere le dimissioni del Dg Luigi Gubitosi.

Il primo effetto della polemica lanciata da Brunetta sui costi sostenuti dalla Rai
per pagare conduttori e artisti si è visto lunedì, con la fumata nera nella trattativa per il passaggio alla tv pubblica di Maurizio Crozza. Il comico che oggi lavora a La7 è consideratouno dei pochi, insieme a Santoro e Fazio, in grado di spostare ascolti, pubblicità e denaro. Che il suo passaggio a Viale Mazzini fosse saltato per via della polemica sui cachet innescata da Brunetta lo si sussurrava da due giorni, ma martedì la conferma è arrivata dallo stesso Crozza che aBallarò ha imitato il capogruppo berlusconiano «che fa le pulci alla Rai» e ha poi detto che lui per la tv pubblica sarebbe stato un affare, ma «nel dubbio di non essere un investimento per lo Stato mi sono fatto da parte». Un mancato acquisto per la Rai che si somma a quello di Benigni, il cui programma di Natale in queste ore di polemica sui compensi si sta allontanando.

Ieri Gubitosi ha reagito con un comunicato dopo essere spronato a farlo dai consiglieri Rai Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo. Il direttore generale ha difeso Fazio: «Non è un costo, ma una fonte di profitto e garantisce un’informazione trasparente, seria e di altissima qualità invitandotutte le componenti della società », anche chi «si vuole presentare con inutile aggressività». Un riferimento proprio alla performance domenicale di Brunetta. Frase che vuole sgomberare il campo dalle accuse di partigianeria del conduttore, anche se il cuore del discorso del dg punta sul fatto che il conduttore ligure porta soldi alla Rai nonostante il costo del suo contratto.

Dal Pdl reagiscono alzando i toni. Gasparri accusa Gubitosi di«non fare uso corretto dell’azienda » aggiungendo che, insieme alla Tobagi e a Colombo, dovrebbe «difendere la Rai dallo spreco di soldi dovuti a compensi milionari ». Brunetta va oltre: «Non si possono che chiedere le dimissioni di Gubitosi, è intollerabile che vanti l’equilibrio diChe tempo che fa». A squarciare il velo per conto della Rai, i cui dirigenti non possono parlare apertamente, sono gli esponenti del Pd in vigilanza. Basta sentire Paola De Micheli, per la quale «ci troviamo di fronte a un tentativo maldestro di indebolire la Rai per fare un regalo a Mediaset ». Nota Francesco Scalia quanto sia «inquietante vedere il Giornale titolare “Dopo Crozza salta Benigni”. È difficile non cogliere la conseguenza dell’azione di Brunetta: indebolire la Rai a vantaggio del suo concorrente, Mediaset. La congruità dei compensi di Fazio, Crozza o Benigni andrebbe valutata in ragione degli introiti pubblicitari garantiti dai loro programmi. Usare il proprio ruolo all’interno della Vigilanza attaccando questi contratti, con l’effetto di farli saltare, rappresenta un danno per l’azienda ed un aiuto alla concorrenza».


Nel pomeriggio Brunetta ha partecipato proprio alla riunione della Vigilanza nella quale ha attaccato la Rai. Dietro le quinte al Nazareno e a Viale Mazzini la ricostruzione è la stessa. Ricordano come la sfida di share e raccolta pubblicitaria tra le due ammiraglie, Rai Uno e Canale Cinque, volga ormai in favore della prima. E che la stagione in cui si fanno più soldi sia l’inverno. Per questo Berlusconi — è la certezza di tutti — tramite i suoi parlamentari cerca di sabotare i contratti dei maghi degli ascolti. Crozza è saltato, Benigni pure e ora si cerca di evitare che Fazio conduca di nuovo Sanremo. Già, perché se come previsto nel 2014 arriverà la ripresa, con i big al servizio della Rai i nuovi introiti finirebbero nelle casse di Viale Mazzini a scapito di Mediaset. Insomma, ancora una volta la Rai deve combattere contro quella che la Tobagi e Colombo hanno definito «la cappa del conflitto di interessi».

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