sabato 30 aprile 2022

I Pongolesi, alias Amici 2022: l'inedito di Luigi Strangis, la biondina di Satana e la major, la finta buonista...

 


Ho la "sensazione" che la biondina di Satana (copyright Virginia Raffaele: mai definizione della padrona del circo fu più azzeccata) e una certa major debbano rifarsi di quella scelta dell'organo sessuale maschile – fatta qualche edizione fa - di far vincere a tutti i costi il supercocco di Mariiiaaahhh, considerato da questa – e quel che è peggio dalla major in questione – simile ad alcuni artisti conclamati.

Come? Ah...sì..con Maria non si possono avere sensazioni ma solo certezze?

Ma io voglio rimanere nell'ambito della "sensazione" e, quindi, vedo Luigi Strangis in pole position per la vittoria con tanto di contratto con...........Universal. Ovviamente, posso sbagliarmi. Sia sul vincitore che sulla major...

Da quanto ho letto nel web pare che Zerbino abbia recentemente dichiarato di aver preso una cantonata  su Emma Marrone quando era Sony Italia. La sta prendendo, al contrario, su Luigi Strangis?

Non credo. Il ragazzo mastica musica. Ha qualità. Non lo metto nella categoria degli equivoci musicali e discografici (dove stanno quasi tutti i cocchi di Mariiiaaahhh), non lo metto tra i karaokisti nè tra i cugini che suonano al matrimonio del cugino per farlo fallire sul nascere.

Ma il punto è sempre il solito: quando le major cercano qualcuno che possa occupare una

Guerra Russia-Ucraina: La capanna dello zio Sam

 


da: https://www.tag43.it/ - di Mario Margiocco

Il rapporto tra Nato e Usa e la posizione dell'Ue

Gli Usa, il rapporto con la Nato e la posizione dell’Europa

Quella che Mosca sta conducendo in Ucraina non è una guerra agli Stati Uniti, ma all’Europa. Per questo il Vecchio Continente fa bene a puntare sulla Nato a cui l’appoggio di Washington non manca, nonostante la parentesi di Trump. Ma con giudizio. L’analisi.

Con l’ingresso sicuro di Finlandia e quasi sicuro di Svezia tutta l’Europa, o poco meno, si troverà sotto l’ombrello Nato. Resteranno fuori la Repubblica d’Irlanda, geograficamente defilata, e la Svizzera, insieme alla Svezia portabandiera secolare del neutralismo. Dublino e Berna hanno già accordi di collaborazione con l’Alleanza, e forse verranno rafforzati. C’è quindi una grande fiducia in Europa nell’Alleanza politico-militare più longeva della storia moderna, fiducia equivalente alla sfiducia nei confronti di Mosca. Quest’ultima riconosce come unico interlocutore strategico Washington, questione di rango fra superpotenze, e disprezza Bruxelles. Ma quella che sta conducendo in Ucraina non è una guerra per interposta persona agli Stati Uniti, lontani 8 mila chilometri, ma una guerra all’Europa. Se l’invasione fosse stata quella passeggiata che Vladimir Putin prevedeva, l’angoscia nella Capitali della Ue, e anche a Berna e Dublino, sarebbe palpabile. Siamo noi l’oggetto del contendere, mentre all’America viene contestata solo la presenza sul suolo europeo.

mercoledì 27 aprile 2022

Adriano Celentano: L'emozione non ha voce (live)

 

Adriano Celentano: testo, L'emozione non ha voce

 


Compositori: Fiorenzo Zanotti, Giovanni Bella, Giulio Rapetti


Io non so parlar d'amore 

l'emozione non ha voce 

e mi manca un pò il respiro 

se ci sei c'è troppa luce 

la mia anima si spande 

come musica d'estate 

poi la voglia sai mi prende 

e si accende con i baci tuoi 


Io con te sarò sincero

resterò quel che sono

disonesto mai lo giuro

ma se tradisci non perdono

ti sarò per sempre amico

pur geloso come sai

io lo so mi contraddico

ma preziosa sei tu per me


Fra le mie braccia dormirai

serenamente

ed è importante questo sai

per sentirci pienamente noi

un'altra vita mi darai

che io non conosco

la mia compagna tu sarai

fino a quando so che lo vorrai


Due caratteri diversi

prendon fuoco facilmente

ma divisi siamo persi

ci sentiamo quasi niente

siamo due legati dentro

da un amore che ci dà

la profonda convinzione

che nessuno ci dividerà


Fra le mie braccia dormirai

serenamente

ed è importante questo sai

per sentirci pienamente noi

un'altra vita mi darai

che io non conosco

la mia compagna tu sarai

fino a quando lo vorrai

Noi vivremo come sai

solo di sincerità

di amore e di fiducia

poi sarà quel che sarà


Fra le mie braccia dormirai

Gino Strada: Una persona alla volta / 8

 


 

Questo libro sostiene EMERGENCY

Una corsia pediatrica in un ospedale per feriti di guerra? Che cosa c’entrano i bambini con la guerra?

Nessun soldato, specie in una zona di guerra, raccoglierebbe da terra un oggetto di plastica verde che pare un giocattolo. Saprebbe riconoscere la mina antiuomo, saprebbe indicarne la marca, il modello e la potenza.

Un bambino, invece, può essere attratto da una specie di farfallone di dieci centimetri, e lo prende in mano, lo guarda, cerca di capire a cosa serva, lo maneggia… La farfalla non scoppia. O almeno, non subito: c’è tempo per giocarci, magari per passarla a un amico lì vicino. Spesso arrivavano in ospedale tre, quattro amici insieme, vittime tutti della stessa esplosione vigliacca.

In tanti anni di chirurgia non ho visto un solo adulto mutilato da una di quelle mine, tecnicamente PFM-1 di fabbricazione sovietica. Ho operato solo bambini e qualche ragazzino: chi ha perso una mano e chi tutte e due e chi ha perso un occhio o entrambi.

Armi per colpire bambini. Pensate, progettate, costruite per loro. Usate per loro, intenzionalmente.

domenica 24 aprile 2022

Gino Strada: Una persona alla volta / 7

 


 

Questo libro sostiene EMERGENCY

 La guerra com’è

Alla fine degli anni ottanta decisi di fare un’esperienza nel­l’ospedale di un Paese povero, in quello che allora si chiamava “Terzo mondo”. Curiosità, voglia di un contesto diverso.

Presentai il mio curriculum alla Cooperazione italiana: “Grazie, dottore, però ci sono circa centoventi persone che stanno aspettando di partire,” mi disse l’impiegato, indicando una pila di curriculum. “Adesso sono centoventuno,” risposi, pensando che non sarei mai partito.

La telefonata, a sorpresa, arrivò due settimane dopo: “È disponibile ad andare a Quetta, in Pakistan, nel­l’ospedale del Comitato internazionale della Croce Rossa di Ginevra? Una missione di sei mesi, ma bisognerebbe partire tra una settimana”.

In Pakistan? Che cosa stava succedendo in Pakistan? Per me era solo il Paese del­l’Himalaya. “Sì,” risposi senza esitazione.

Non potevo sapere allora che quel sì avrebbe cambiato radicalmente la mia vita.

Quetta è la capitale del Belucistan, una regione del Nord-ovest pachistano, vicino alla frontiera con l’Afghanistan. Affollatissima, rumore e polvere, bazaar, cammelli, carretti, Quetta era caos, traffico e umanità. E centinaia di migliaia di rifugiati afgani, fuggiti dalla guerra.

mercoledì 20 aprile 2022

Gino Strada: Una persona alla volta / 6

 


 

Questo libro sostiene EMERGENCY

Le Università di Pittsburgh e Stanford erano posti fatti per studiare e lavorare.

Dentro il campus c’era tutto: alloggi, aule studio attrezzatissime, ristoranti, caffè, negozi, dal­l’ovvia libreria alla meno scontata ferramenta. L’idea era che tutto dovesse essere a portata di mano per non distrarre gli studenti dai loro obiettivi. Studiavo come un matto, anche perché non avevo molto in comune con i miei colleghi oltre alla medicina. Il fine settimana mi ricavavo un po’ di tempo per andare in giro nella natura fantastica degli Stati Uniti.

Dopo un po’ mi proposero un contratto di collaborazione stabile. Un contratto economicamente vantaggiosissimo, che in Italia mi sarei sognato anche dopo dieci anni, e avrei lavorato in uno dei primi centri trapianti al mondo. Ambiente, colleghi, attrezzature, fondi, c’erano pochi posti al mondo che avrebbero potuto competere.

Ci pensai su un paio di giorni e poi decisi: gli Stati Uniti non facevano per me. Che senso ha praticare la medicina in un Paese dove per potersi curare la gente deve tirare fuori la carta di credito? Nessuno, a meno che far soldi non sia il tuo obiettivo, e di sicuro non è mai stato il mio.

martedì 19 aprile 2022

Crytical: Le mie parole sono armi

 

Crytical: Casa mia

 

Guerra Russia-Ucraina, Domenico De Masi: Gli oligarchi della tivù sbugiardati dal pubblico


Per quanto mi riguarda, Putin è un criminale in preda a un delirio di onnipotenza. Ciò premesso, condivido e sottoscrivo parola per parola ciò che scrive De Masi. Aggiungo che, soprattutto da qualche mese, per motivi miei che – chissà, forse un giorno racconterò – ho sempre sempre meno voglia di ascoltare e vedere teste di minchia in tv e/o nel web. Pur seguendo ciò che sta succedendo – non solo relativamente all'unica guerra di cui si parla, ignorando, dimenticando le altre - ho sempre meno intenzione di pubblicare post di questo o quel giornalista. O presunto tale. Di questo o di quel presunto esperto. L'appellativo di esperto di geopolitica internazionale lo dò solo a Francesca Mannocchi, Lucio Caracciolo, Dario Fabbri.

 

Guerra Russia-Ucraina, Domenico De Masi: Gli oligarchi della tivù sbugiardati dal pubblico

da: Il Fatto Quotidiano

Man mano che passano i giorni della guerra in Ucraina si moltiplicano i sondaggi trasmessi dalle varie reti televisive per rilevare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo. Il risultato è che cresce la divaricazione tra ciò che quelle reti cercano di accreditare con le proprie trasmissioni e ciò che “la gente” comincia a pensare con la propria testa. Questi media, pubblici o privati che siano, fanno a gara per dimostrare che Putin è pazzo, ma “la gente” comincia a pensare che sarà pure pazzo, ma di sicuro non è scemo. Questi media gareggiano nell’accreditare un’immagine salvifica degli Stati Uniti, ma “la gente” comincia a pensare che l’America sarà pure esportatrice di democrazia, ma i suoi interessi non coincidono con quelli europei. Questi media gareggiano nell’insinuare che in Russia monta un’ondata di dissenso per rovesciare Putin, ma “la gente” comincia a capire che la stragrande maggioranza dei russi concorda pienamente con le strategie belliche dello zar. Questi media gareggiano nel tranquillizzare i consumatori sulla disponibilità di fonti energetiche anche per il prossimo futuro, ma “la gente” è sempre più convinta che il petrolio e il gas raccattato presso altri dittatori comunque non ci affrancherà dalle forniture russe.

Da cosa dipende la sfasatura tra l’informazione fornita dagli anchor men dei media e l’opinione pubblica dei cittadini? A mio avviso dipende dall’abuso di potere

lunedì 18 aprile 2022

Gas dall'Egitto, Giulio Regeni: una domanda per Draghi....

 


Mario Draghi: "preferiamo la pace o il termosifone o il condizionatore acceso?"

 

Mario Draghi, cosa preferisci: l'aria condizionata o verità e giustizia sul caso Regeni?

 

L'accordo Italia - Egitto per il gas e il macigno del caso Regeni

 


da: https://www.today.it/

Tramite Eni importeremo dall'Egitto circa 3 miliardi di metri cubi di gas liquido liquefatto, ma l'accordo con Il Cairo pone dei problemi politici: abbiamo già dimenticato l'ultimo affronto su Regeni?

L'accordo per ulteriori forniture di gas dall'Egitto, alla luce degli ultimi sviluppi sul caso Regeni, "mi lascia tantissimi dubbi". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, ospite stamane della trasmissione "Forrest" su Rai Radio Uno. "La vicenda di Regeni - ha spiegato Letta - è una vicenda che va oltre la singola vicenda personale, drammatica", è diventata "un simbolo della necessità di difendere i diritti umani, della necessità di fare giustizia. Quindi è netta la nostra richiesta al governo di essere molto più esigenti nei confronti degli egiziani" e "quindi i dubbi" su questo accordo sul gas "sono sicuramente molto alti".

"Il miliardo o poco più di metri cubi di gas che arriverebbe da un accordo con l'Egitto non valga la credibilità del nostro Paese sul piano internazionale" spiega Erasmo Palazzotto, presidente della commissione Regeni. "Nel rapporto con l'Egitto non si può ignorare il macigno che c'è nelle relazioni internazionali tra i nostri due paesi. L'atteggiamento dell'Egitto sul caso Regeni è inaccettabile. L'ultima risposta che è arrivata è stato il no a fornire gli indirizzi degli imputati impedendo al processo di partire: è un'offesa".

L'accordo per il gas egiziano

I Pongolesi, alias Amici 2022: Carola eliminata dalla Celentano...

 


È la Celentano che ha "eliminato" Carola. Le hanno detto: solo un ballerino e lei ha scelto Michele. Che è sicuramente un ottimo ballerino anche se non ha il sex appeal di un Raphael o di un Javier.

A Carola Puddu non hanno dato il tempo di dimostrare se fosse un'altra Virginia Tomarchio. O, forse, la Celentano ha ritenuto che non lo sarebbe diventata.

E così, al tamarro Todaro non è parso vero poter nominare Carola per il ballottaggio. Se la Celentano ha preferito Michele, Todaro l'ha mandata al ballottaggio, i pongogiudici  - in primis il tamarro Stash – l'hanno buttata fuori. Sia chiaro. Anche se appare il meno peggio, il principe è un pongogiudice nè più nè meno come Stash e De Martino. Quest'ultimo lo trovo proprio divertente. Un comico nato quando esprime i suoi pongopareri con tono pacato, serioso.

Va detto che la Celentano ha avuto almeno il buon gusto e il buon senso di procurare a Carola il ruolo di Giulietta. Carola Puddu non si merita il circo di Maria De Filippi. La ragazza è giovane e ingenua e pensa che Mariiiaaahhh sia la fatina. Crescerà, svilupperà i neuroni e si renderà conto – lo spero per lei – che Maria De Filippi è più la strega di Biancaneve che la fatina di Pinocchio.

Carola doveva arrivare almeno alla semifinale. Non ho seguito nè letto della parte "uomini e donne" del programma, cioè il rapporto Carola-Luigi, ma la faccia di lui

I Pongolesi, alias Amici 2022: Carola, 'Vivaldi Storm'

 

>>>>> clicca qui per vedere il video  

 

 

Amici 21: è sempre la solita storia, che perda il migliore

 

Concordo con quanto scrive sulla De Filippi: "domande, psicoanalisi da quattro soldi e magre consolazioni prima della mazzata". Concordo su Carola e Michele. Quanto a Sissi. Canta molto bene ma finora è uscita dalla sua comfort zone solo una volta: con Vedrai Vedrai. Che ha comunque interpretato bene. La ragazza mi pare una di quei concorrenti che conosce i meccanismi del programma. E li userà per arrivare alla finale. Mi chiedo, però, quale sarebbe il progetto o – meglio – il progettino discografico su di lei? Perchè, seppure molto brava nel canto, con le sue caratteristiche – quand'anche vincesse - potrebbe finire nella "discarica musicale". Come molti altri passati nei I Pongolesi, pardon: Amici.

 

da: https://www.rollingstone.it/

Esce una delle allieve migliori ma probabilmente, nell’oceanica mediocrità di quello studio, deve considerarlo un successo

Una buona notizia c’è: mancano solo tre puntate. La cattiva è che continuano a eliminare chi non lo merita, a partire da una delle migliori ballerine mai viste in questo studio. Amici non si smentisce mai, ma questa volta non si può dare neanche la colpa al popolo bue, non è colpa del televoto ma di tre giudici che sono lì uno perché è simpatico, l’altro perché è nobile, il terzo perché… boh, chissà, magari serviva un’onomatopea. A volte qualcuno dovrebbe eliminare loro.

Sissi (Silvia Cesana) e Carola Puddu voto: 10

La prima probabilmente vincerà, la seconda è stata eliminata, dimostrando la demenziale competenza dei giurati. E infatti pronti via e Carola ha subito ricevuto la proposta di un ruolo da Giulietta nel balletto di Prokofiev. La prima ha imparato, come nel caso della sua versione di Tenco, anche a sporcarsi un po’, ad abdicare alla sua perfezione quasi irritante in favore di un’intensità, una passionalità che non spezza mai il nitore e rigore delle sue note. Ormai è l’understatement l’unico suo nemico. Come quello di Carola, inspiegabilmente e patologicamente insicura. Paga soprattutto il fatto che nella sua squadra Alessandra Celentano, pur non risparmiandole lodi, ha come al solito ceduto al fascino maschile.

domenica 17 aprile 2022

Gino Strada: Una persona alla volta / 5

 


Questo libro sostiene EMERGENCY

Il Professore guardava con simpatia il Movimento studentesco. Naturalmente ne era fuori: era un aristocratico, di fatto e di carattere, e le aule piene di rivendicazioni e di fumo non erano il suo ambiente. Eppure si capiva che ascoltava quello che avevamo da dire.

Venne a un’assemblea una volta, elegante come sempre nel suo dolcevita chiaro. L’Aula magna di Medicina ammutolì intimorita, me compreso, e lui si sedette in un angolo ad ascoltare fino alla fine. Gliene fui sempre riconoscente.

Non so se fu per questo impegno politico o per l’avidità con cui seguivo le sue lezioni, ma mi prese in simpatia. Mi scelse come uno dei suoi aiuti, il che significava disponibilità h24, ma anche una possibilità di imparare che non aveva uguali. Passavo in ospedale o in sala operatoria una grande quantità di ore tutti i giorni, non mi stancavo mai di vederlo al­ lavoro. Fremevo nel­l’attesa di impugnare io il bisturi.

Mi disse che gli piacevo perché non ero un leccaculo: me ne ero fatto un punto d’onore in un ambiente “molto competitivo” come quella scuola di specialità.

Piacergli non significava essere trattati con i guanti, anzi. Nei momenti più tesi del Movimento, appena mi vedeva al lavandino pronto per lavarmi, urlava: “Cane, cagnaccio! Ma perché mi fate aiutare dai terroristi?”. Era un suo modo di mettermi in guardia dal non oltrepassare un certo limite. Non ci avevo mai neanche pensato, a oltrepassarlo.

Don Gioba: Pasqua senza rabbia

 


da: https://www.gioba.it/

un messaggio nuovo che rovescia non solo la pietra pesante del sepolcro di Gesù, ma anche le pietre che pesano sul nostro cuore, sulla mostra mente e anche sulla nostra fede. “E’ risorto!” è una frase semplice come il nucleo dell’atomo che porta dentro l’energia del cosmo e che abbiamo il compito di far esplodere nel mondo, facendo scoppiare la pace.

(DOMENICA 17 aprile 2022 Pasqua di Resurrezione)

"Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.

Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».

EEd esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.

Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto."

 (dal Vangelo di Luca 24,1-12)

“La nonna mi ha detto che se apro prima l’uovo di Pasqua Gesù si arrabbia con me!”. Questo

17 aprile 2022: Buona Pasqua

 



giovedì 14 aprile 2022

I Pongolesi, alias Amici 2022: Carola e Michele 'You and me'

 

Che ci fa una ragazza che ha studiato alla scuola di danza dell'Opera di Parigi e poi al Canada’s National Ballet School ne "I Pongolesi", il circo di Maria De Filippi, alias Amici 2022?

Stesso discorso per Michele Esposito, Accademia di Danza di Zurigo e poi Amsterdam, per far parte della compagnia nazionale di danza. 

 

clicca qui per il video - Carola e Michele - You and me