lunedì 29 agosto 2022

Con o senza Draghi chi governerà in Italia avrà le mani legate. Ma Meloni fa tremare la finanza

 

 

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Loretta Napoleoni

Alla fine di luglio, subito dopo l’annuncio dell’aumento di tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea, Christine Lagarde, che la guida, ha annunciato un meccanismo per gestire l’eccessiva volatilità degli spread. L’obiettivo: l’adeguamento più rapido e tranquillo delle economie alle variazioni dei tassi. In cambio di questa protezione tutti i membri della Bce hanno approvato all’unanimità lo strumento di protezione della trasmissione (Tpi). Ed ecco cosa garantisce: tutti i governi dei paesi membri della Bce potranno beneficiare del meccanismo di sostegno; qualora la volatilità dello spread sia ingiustificata e le condizioni di mercato siano fuori controllo, l’intervento della Bce sarà di entità illimitata qualsiasi sia il livello dello spread.

Subito dopo l’annuncio iniziale del Tpi, lo spread del Btp si è ridotto ma quando Lagarde ha chiarito che l’intervento era condizionato, lo spread del Btp si è ulteriormente ampliato arrivando a 2.35 pc, un nuovo massimo per il 2022. Ed ecco le condizioni: rispetto del quadro di bilancio dell’Unione Europea; assenza di gravi squilibri macroeconomici; traiettoria sostenibile del debito pubblico; politiche sane in linea con le politiche Pnrr. Con o senza Mario Draghi, dunque, l’Italia dovrà continuare a seguire esattamente lo stesso schema da lui offerto. In altre parole, chiunque governerà avrà le mani legate.

Caro energia, la beffa (eufemismo) per chi ha scelto il teleriscaldamento: bollette triplicate.

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Franz Baraggino

Caro energia, per chi ha scelto il teleriscaldamento bollette triplicate. Così la promessa del risparmio (grazie a rifiuti e rinnovabili) si è trasformata in trappola 

I rincari che hanno scatenato proteste in molte città c'entrano poco con Mosca e gli scossoni del mercato energetico. Perché le tariffe del servizio sono dettate dai singoli esercenti, unici gestori di reti dalle quali è difficile staccarsi. Così il prezzo sale anche dove il 70% del calore viene dal termoutilizzatore dei rifiuti, come a Brescia. "Servono regole nazionali, paghiamo il calore dei rifiuti come fosse prodotto col gas o l'elettrico", avverte Daniloma che ad oggi rimane inascoltato.

L’aumento dei prezzi di gas ed energia elettrica mina i bilanci di famiglie e aziende con bollette più che raddoppiate, attività che chiudono e cittadini che non ce la fanno a pagare. Ma se per la maggior parte di loro si tratta dell’effetto diretto dei rincari seguiti al conflitto in Ucraina, per altri è più difficile prendersela con Mosca o col mercato. Parliamo dei teleriscaldati, utenti di un servizio che, oltre all’ambiente, avrebbe dovuto fare bene alle loro tasche e invece li sta mettendo in ginocchio con costi che arrivano a superare anche quelli del riscaldamento a gas. Inevitabili le proteste e proposte come l’auto sospensione delle bollette nella Torino dove il teleriscaldamento conta mezzo milione di utenti e i comitati degli inquilini minacciano esposti in procura contro il gestore locale.

sabato 20 agosto 2022

Elezioni politiche 2022: l’”agenda” Letta, Calenda e Renzi

 


Sono rimasti Calenda e Renzi a credere nell’agenda Draghi? Posto che ancora non si sa che sia sta agenda, la citano per raccattare voti degli italiani che ritengono Draghi uno capace di presiedere un governo. I cosiddetti moderati, i centristi. 

Appena scatteranno le 23 di domenica 25 settembre, qualora la Meloni e il centro-destra non ottenessero voti tali da rendere inevitabile l’incarico a formare un governo da parte di Mattarella, Calenda tornerà nelle braccia di Letta asserendo il contrario di quanto ha affermato mentre gli dava un calcio nel culo. Lo “stratega” italiano – l’unico, il più grande “stratega” di tutti i tempi: il consulente del “nuovo rinascimento arabo” del principe Mohammed bin Salaman, Matteo Renzi, li seguirà, perché vuole – come i due sopra citati – il governo “larghe intese, nulla che cambia”. Che sia Draghi a presiederlo è tutto da vedere. Sono certa che qualora non ci fosse un Draghi 2 – se non sarà per volontà di SuperMario - lo “stratega” Renzi ci darà una spiegazione "strategica".

Letta ha rotto con il M5S con la scusa della mancata fiducia da parte del M5S sull'ultimo decreto Draghi. Lo ha fatto perchè pensa che il M5S sia ormai alla frutta e ha voluto fare l'ultimo giro di spremuta. Del resto, il suo progetto politico post elezioni non prevede il M5S ma...Calenda e Renzi. Letta si presenta bene, pacato, riesce anche a fare un ragionamento. Ma è e rimane il nipotino di Gianni Letta trasferito al centro-sinistra. Solo Diego Bianchi e altri illusi sinistrorsi non l'hanno ancora capito.

What is the "Agenda Draghi?"

 

 

But what’s this “Agenda Draghi”?

Each page one day of the year with a cooking recipe or how to take care of the plants? Or… with 365 aphorisms by Mario Draghi. 366 in leap years ...

 

Nei sondaggi l’agenda Draghi già non esiste più?

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Tommaso Rodano

Sorpresa: si è ristretta “l’agenda Draghi”. Ammesso che sia mai esistita e che se ne conoscano i contenuti effettivi, la strategia di coloro che impugnano la bandiera del premier dimissionario e la sventolano come un feticcio elettorale non sembra dare buoni frutti. Il più recente sondaggio di Antonio Noto, pubblicato dal Corriere della Sera, premia i due partiti meno draghisti di tutti: Fratelli d’Italia sale tra il 24 e il 25%, guadagnando un paio di punti rispetto ai giorni della crisi di governo. Il Movimento Cinque Stelle ne guadagnerebbe tre, passando dal 9-10% di un mese fa all’attuale 12-13%. Una tendenza abbastanza netta e in direzione contraria rispetto alla narrazione dei giornali mainstream sulla popolarità plebiscitaria dell’ex banchiere centrale: a beneficiare della caduta dell’esecutivo sarebbe l’unico partito che si è sempre opposto al suo governo (quello di Giorgia Meloni), insieme al Movimento di Giuseppe Conte, individuato dai media come principale responsabile della sua caduta. Gli esegeti della fantomatica “agenda Draghi” invece boccheggiano: il Pd arretra tra il 21 e il 22%, il nuovo polo centrista di Renzi e Calenda, nonostante sia appena stato lanciato con una copertura mediatica straordinaria, non va oltre il 7-8% e buca l’obiettivo della doppia cifra (quella di Noto peraltro è la stima più generosa: Gdc sondaggi li colloca al 5,1, Demopolis al 5,3).

“Penso sia un effetto legato soprattutto all’immaginario collettivo”, sostiene Noto, “che non riguarda necessariamente il sentimento degli elettori su Draghi in persona: quando ci sono elezioni dopo la caduta di un governo, gli elettori si aspettano qualche genere di cambiamento. Non si accontentano che gli venga promessa una continuità con l’esecutivo che è caduto”.

Livio De Santoli: “Cingolani senza idee, la transizione italiana ha perso troppo tempo”

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Elisabetta Ambrosi

“Ai grandi proclami quasi mai sono seguite azioni adeguate”.

“Il ministero della Transizione ecologica di Cingolani manca di strategia, non è stato nemmeno aggiornato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, rischiamo di non poter rispettare gli impegni sulla decarbonizzazione che abbiamo preso in Europa. Per non parlare di certe affermazioni su ‘lacrime e sangue della transizione ecologica’ che non hanno alcun fondamento scientifico”. A parlare è il professor Livio De Santoli, prorettore alla sostenibilità dell’Università La Sapienza di Roma, presidente del Coordinamento Efficienza Energetica e da oggi candidato M5S: “Mi candido – spiega – per mettere a disposizione il mio bagaglio di conoscenza sui tema della sostenibilità e dell’energia. La crisi ambientale è anche una crisi sociale, per questo la politica deve intervenire su entrambi gli aspetti”.

A proposito di energia e clima. Che giudizio dà sul governo Draghi?

Il lavoro complessivo è stato fatto con impegno, ma le azioni sono state troppo ondivaghe e ai proclami sono seguite timide attività. L’impegno a riprendere la curva delle installazioni verso i famosi 8 GW l’anno per tagliare le emissioni cosiddette climalteranti del 55% entro il 2030 non è stato mantenuto. I decreti fondamentali per la decarbonizzazione, come l’attuazione della direttiva sulle rinnovabili innovative o la definizione delle aree idonee alle installazioni rinnovabili, non sono mai stati emanati. Abbiamo perso tempo preziosissimo.

giovedì 18 agosto 2022

Siamo donne, oltre Giorgia c’è di più

 

 

da: https://www.tag43.it/  - di Lia Celi

Se il Paese fosse quello sognato dalla Fiamma tricolore, la Meloni se ne starebbe a casa a rammendare camicie nere. E le ragazze diventerebbero tutte madri o accuditrici. Eppure, in caso di premier donna, seppur di destra, le giovani sarebbero spinte a coltivare ambizione e leadership. Ritoccando un vecchio adagio: «Non fare quel che Meloni dice, fai quel che Meloni fa».

Il termine «catfight» per rissa fra donne è politicamente scorrettissimo – anche zoologicamente, per la verità, visto che le zuffe tra gatti in genere vedono per lo più maschi contro maschi, o maschi contro femmine, e quelle tutte al femminile sono molto rare. Oltretutto i gatti, come tutti i felini, sono tendenzialmente pigri e si scatenano solo per buone ragioni – cibo, territorio, sesso, difesa della prole – non su se sia più giusto dire «mieo» o «miao» o se una gatta sterilizzata sia ancora femmina o no. Ma che voglia di usare l’antipatico «catfight» per descrivere la polemica che ha opposto un gruppo di associazioni femministe con in testa Marina Terragni e la venerata maestra Natalia Aspesi a proposito, indovina indovinello, di un’altra donna, l’inevitabile Giorgia Meloni – per ora meno inevitabile come inquilina di palazzo Chigi che come oggetto mediatico pressoché quotidiano di critiche, osanna, stilettate e riverenze. Come scrive su Repubblica, Aspesi è stata approcciata da Terragni con un manifesto «per un orizzonte politico comune alle donne di tutti i partiti»

Sanità in Calabria: Dirotta su Cuba

 


da: https://www.tag43.it/  - di Debora Faravelli  

A L’Avana, nonostante regime comunista ed embargo, stanno messi meglio della nostra sanità: quasi 500 medici e infermieri cubani sono stati spediti in Calabria per sopperire alla mancanza di personale sanitario e alle difficoltà di reclutarlo. Ma dietro l’operazione ci sono anche altre finalità.

Per sopperire alla mancanza di personale negli ospedali della Calabria, nei prossimi mesi arriveranno circa 500 medici cubani. È quanto ha annunciato il governatore Roberto Occhiuto dopo che i bandi pubblicati dalla Regione per assumere operatori a tempo indeterminato non hanno sortito gli effetti sperati e «sono andati deserti».

Medici cubani in Calabria

L’accordo siglato con il governo di Cuba prevede l’invio di 497 medici con diverse specializzazioni, di cui una prima decina, che già conosce e parla la nostra lingua, in arrivo a settembre. Gli altri, prima di prendere servizio, faranno corsi intensivi per apprendere l’italiano. La trattativa che ha portato alla stipulazione dell’accordo è stata avviata mesi fa, ma l’amministrazione calabrese ha deciso di mantenerla riservata perché «altre istituzioni pubbliche e private stavano esplorando con insistenza la stessa strada». Il risultato raggiunto, ha assicurato Occhiuto, consentirà di affrontare con maggior serenità i prossimi step per risanare e migliorare la sanità regionale.

Fulminacci con Wilie Peyote: Aglio e Olio

 

Fulminacci: Tattica

 

Fulminacci: Tommaso


Nell’epoca delle cagate trap, trip, trop…ecco un vero talento che non fa quella roba e che ha una sua identità musicale.

 


sabato 6 agosto 2022

Energia: Tutti i nodi che Cingolani non ha risolto (mentre le bollette si impennano)

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it  - di Chiara Brusini

Energia - Dal piano di risparmio che non c’è al buco della tassa sugli extraprofitti. Tutti i nodi che Cingolani non ha risolto (mentre le bollette si impennano)

Il ministro ripete che all'Italia, nonostante il rischio di un'interruzione dei flussi dalla Russia e le quotazioni fuori controllo, non servono misure straordinarie in vista dell'autunno. Nessun razionamento all'industria né sacrifici per le famiglie. Un ottimismo che l'Autorità per l'energia non condivide, parlando di "drammatica urgenza" e ipotizzando il raddoppio dei costi. Sarà il prossimo governo a dover imporre di abbassare i termostati, fare i conti con l'opposizione locale al rigassificatore a Piombino e trovare nuove risorse dopo il flop del contributo straordinario sulle aziende energetiche

Nessun piano di emergenza per risparmiare gas. Da settimane il ministro Roberto Cingolani assicura che all’Italia, nonostante il rischio di un’interruzione dei flussi dalla Russia e le quotazioni fuori controllo, non servono misure straordinarie in vista dell’autunno. Nessun razionamento all’industria, nessuna richiesta di sacrifici alle famiglie. Un ottimismo che l’Autorità per l’energia Arera non condivide, se in un documento inviato a governo e Parlamento definisce “di drammatica urgenza” l’adozione di interventi per contenere i prezzi e ridurre la domanda. Simili a quelli che stanno adottando gli altri Stati europei, dalla Spagna

giovedì 4 agosto 2022

Elezioni politiche 2022: arriva Lucifero…..

 


Guardate le previsioni meteo tramite app o siti internet? Immagino di sì. Soprattutto quando si deve andare in vacanza o muoversi per qualche motivo. Ebbene. Avrete sicuramente notato il “terrorismo” che diffondono. “Sta per arrivare Lucifero”. “Raggiungeremo temperature mai raggiunte prima”. O, al contrario: piogge insistenti, inondazioni. Allarme giallo, arancione, rosso…

Ebbene..

Stessa cosa la campagna elettorale fatta – come sempre – in primis dalla stampa. Piò o meno – sempre meno – professionale. Più o meno – sempre più – referenziale. Autoreferenziale. L’allarme “terroristico” è la vittoria del centro destra o destra. 

Lo dico subito: non auspico certo la vittoria di coloro che lascerebbero crepare i poveracci su un barcone, che sono fautori dell’evasione fiscale, che hanno ancora legami con certi ambientini da non sottovalutare. Ma questo “terrorismo elettorale” mi pare come quello del meteo. A volte, Lucifero arriva. Altre volte, fateci caso, arriva poco dopo la “smentita”: ultimo aggiornamento: temporali in arrivo. Lo scopo dei siti meteo è quello di attirare visitatori visto che si fanno pagare le inserzioni pubblicitarie. Titoli allarmistici attirano visitatori. Né più né meno la stessa logica adottata dalla stampa dell’agenda Draghi: La Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera, Huffington Post, ecc…ecc..

Quale è lo scopo dei cosiddetti giornalisti dei “giornaloni” nonché di autorevoli intellettuali?

Ah…sì..Fermare il pericolo fascista. Ma siamo il paese a cui gran parte degli italiani (non la