giovedì 9 luglio 2020

Nuovo ponte di Genova: se al governo ci fosse Salvini…



Che il nuovo ponte di Genova debba essere dato al concessionario attuale, cioè ASPI è inevitabile.

Ciò che invece non è inevitabile e quindi inconcepibile e inaccettabile è che, ad oggi, il governo Conte (di qualsiasi numero: 1 o 2 o altri a seguire) non abbia ancora deciso la revoca o il mantenimento delle concessioni ad ASPI dei Benetton.

Detto questo, se al governo ci fosse quel Salvini che oggi tuoneggia contro Conte, non cambierebbe nulla. La decisione su cosa fare con i Benetton vedrebbe una divisione tra M5S e Lega e, qualora la decisione venisse assunta, sarebbe favorevole ai Benetton che, guarda caso, sono tra i finanziatori della Lega.

Certo. E’ un’opinione. Una sensazione. Non è dimostrabile. Ma è decisamente ipotizzabile che con Salvini al governo la decisione sarebbe “viziata” dal suo interesse a “tenersi buoni” i Benetton. Non solo. La politica della Lega è sempre a favore di certo tipo di imprese e imprenditori. Qualsiasi cosa facciano. Dall’evasione fiscale al crollo dei ponti.

Purtroppo ci sono italiani che ancora credono alle balle dell’ex ministro degli interni del

Giancarlo Giannini: “Quando ho detto no a Robert De Niro!



da: La Repubblica - di Arianna Finos

Giancarlo Giannini, 77 anni, vincitore di numerosi David di Donatello e Nastri. Nominato all’Oscar nel 1977. L’attore avrà la sua stella sulla Hollywood Walk of fame

In attesa di inaugurare a inizio 2021 la stella che Hollywood gli dedica sulla Walk of fame, Giancarlo Giannini, 78 anni ad agosto, se n’è costruita una da solo: «Mi piace fare il muratore, ne ho incassata una sulla pietra serena del marciapiede della casa di campagna», spiega ridendo, «sono il secondo attore italiano a riceverlo dopo Rodolfo Valentino, con Anna Magnani, Sophia Loren e Gina Lollobrigida».

La stella suggella il suo lungo rapporto con Hollywood.
«In America a volte mi hanno amato più che in Italia. I primi film hollywoodiani li ho girati da noi. Nel ’68 Lo sbarco di Anzio, con Robert Mitchum e Peter Falk, ero l’unico italiano, il marine Cellini, piccoletto rispetto agli altri. Lo girammo a Taranto, la sera la troupe giocava a poker tra decine di bottiglie di birra, Mitchum non beveva e ce ne andavamo in giro. Mi raccontava di quando aveva convinto un giornalista che andava a raccogliere farvalle nei boschi, o quando aveva radunato cento invitati in smoking obbligatorio a una festa e si era presentato nudo con le parti intime coperte di panna. Era un grande consumatore di marijuana, si faceva le sigarette spacciandole per Marlboro. Io avevo studiato inglese a Londra per il ruolo,

mercoledì 8 luglio 2020

Regione Lombardia, la maggioranza “sfiducia” Giulio Gallera assessore al Welfare


Premesso che Gallera è un ottimo materiale per Maurizio Crozza e satira in genere e che, ahimè, è tra i peggiori politici in circolazione nel mondo, il voto favorevole della maggioranza su una mozione del Pd è una evidente “sfiducia” nei suoi confronti ma è anche il tentativo di scaricare su di lui ogni responsabilità della pessima gestione del governo lombardo sulla sanità al tempo del Covid-19. Si scarica Gallera per cercare di salvare faccia e culo di Attilio Fontana.


da: https://milano.repubblica.it/ - di Alessandra Corica

Gallera è solo: imboscata in aula sulla sanità privata, mozione del Pd passa con 14 voti del centrodestra
I dem chiedono la rendicontazione di quanto fatto dai privati durante la pandemia dopo una frase dell'assessore: e la mozione passa a scrutinio segreto


La pubblicazione dei fondi destinati alla sanità privata e i dati relativi al contributo delle cliniche durante l'emergenza Covid. È il fulcro della mozione del Pd che ieri in Consiglio regionale ha visto la maggioranza andare sotto. E l'assessore al Welfare Giulio Gallera essere "battuto", con l'ok alla richiesta grazie a 42 voti favorevoli e 27 contrari: l'opposizione, da sola, ieri ha raccolto 28 voti (la renziana Patrizia Baffi non ha votato). La mozione, quindi, è passata grazie a 14 consiglieri di Lega-Forza Italia-Fdi che, a scrutinio segreto, hanno votato con Pd e M5S. "È una sfiducia a Gallera", dicono i Dem.

Le frasi di Osho: Bolsonaro e il Covid…

Governo Conte, braghe calate: nuovo ponte di Genova ancora in concessione a ASPI dei Benetton




Quando Di Maio e Conte tuonavano contro Autostrade: «Via la concessione», il giorno dopo il crollo del ponte Morandi
Sono passati appena due anni dal crollo del Ponte Morandi nella quale morirono 43 persone. Una tragedia che spinse da subito il primo governo Conte proprio a Genova a promettere fermezza contro Aspi che si occupava della gestione dell’infrastruttura

Due anni fa, a 24 ore dal crollo del ponte Morandi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciava la linea dura sulla concessione ad Autostrade. Accanto a lui gli allora vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.

«Non possiamo attendere i tempi della giustizia penale – diceva il premier -. Abbiamo l’obbligo di far viaggiare tutti i cittadini in sicurezza quindi ci muoviamo per nostro conto e disporremo la revoca della concessione ad Autostrade perché non c’è dubbio che, per quanto riguarda il sistema e la convenzione in essere con Autostrade, ad Autostrade incombeva l’onere, l’obbligo, il vincolo di curare la manutenzione di questo viadotto e assicurare che tutti gli utenti potessero viaggiare in sicurezza».

lunedì 6 luglio 2020

Ennio Morricone: Giù la testa


Ennio Morricone: The Mission Main Theme


Ennio Morricone: Metti una sera a cena


Ennio Morricone: C’era una volta in America


Ennio Morricone: C’era una volta il West


È morto Ennio Morricone




Aveva 91 anni ed era uno dei più grandi compositori di colonne sonore di sempre

È morto Ennio Morricone, uno dei più grandi e famosi compositori di colonne sonore cinematografiche del Novecento. Aveva 91 anni. Qualche giorno fa Morricone era caduto in casa e si era rotto un femore; l’agenzia ANSA scrive che Morricone è morto durante il ricovero al Campus Biomedico di Roma per le conseguenze di quella caduta. La famiglia ha fatto sapere che i funerali si svolgeranno in forma privata.

Nel cinema, il nome di Morricone è legato innanzitutto alla collaborazione con il regista Sergio Leone, per il quale compose negli anni Sessanta le colonne sonore dei film “spaghetti-western” Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa, e poi negli anni Ottanta di C’era una volta in America, l’ultimo film della carriera di Leone. Ma Morricone fece anche moltissimo altro, nel cinema e nella musica.

Nella sua lunga carriera Morricone arrangiò diverse canzoni, comprese almeno un paio che è praticamente impossibile non conoscere, e centinaia di colonne sonore (alcune delle quali molto molto difficile da non fischiettare almeno per un po’, sentendole) e collaborando con

Coronavirus, ecco come e perché la Lombardia è stata travolta


da: https://www.corriere.it/ - di Milena Gabanelli e Simona Ravizza 


Comporre la foto prima dell’incidente. Questo è l’obiettivo ambizioso delle équipe del Niguarda di Milano guidata da Carlo Federico Perno e del San Matteo di Pavia con Fausto Baldanti. La data che segna la storia dell’Italia è il 20.2.2020 alle ore 20, quando all’ospedale di Codogno viene diagnosticato il primo caso di Covid-19. All’improvviso siamo messi davanti allo scenario peggiore: epidemia senza un’origine facilmente identificabile. A oggi manca il «Paziente Zero». Calmate un po’ le acque, i due ospedali pubblici hanno lavorato a un corposo studio scientifico che tenta di mettere qualche punto fermo. Il primo: stabilire quando il virus è entrato in Lombardia. Il secondo: perché si è accanito su questa regione, e ancor di più sulle valli bergamasche. Terzo: è arrivato direttamente dalla Cina o è passato da altre rotte? E quali? Non sono curiosità da virologi. È utile a comprendere meglio cosa è successo e come sorvegliare in futuro.

L’ingresso del virus in Lombardia
Mettiamo da parte le date ufficiali perché ormai abbiamo capito che c’è un’evidente responsabilità della Cina nel rilascio tardivo e parziale delle informazioni epidemiologiche (il primo ricovero all’ospedale di Wuhan di un malato di Covid-19 è dell’8 dicembre 2019, probabilmente anche prima, ma i funzionari cinesi riferiscono dell’esistenza di casi atipici di polmonite il 31 dicembre agli uffici Oms di Pechino che a sua volta prende tempo). Un ritardo di un mese che si è abbattuto come un flagello sul mondo intero. Ma quando è entrato il Covid-19 in Lombardia? Per stabilirlo Niguarda e San Matteo hanno analizzato le sacche di sangue dei donatori Avis di Lodi a partire da gennaio. Nel periodo 12-17 febbraio sono trovati i primi cinque soggetti con gli anticorpi neutralizzanti, cioè quella risposta che si sviluppa in chi è entrato in contatto con il Coronavirus mediamente 3-4 settimane dopo il contagio. Questo dato permette di stimare la presenza del Covid-19 nella Bassa lodigiana a partire almeno dalla seconda metà di gennaio.

domenica 5 luglio 2020

Giulio Regeni: non ci sarà verità e giustizia per lui e per la sua famiglia



Non ci sarà verità e giustizia per Giulio Regeni.

Non ci sarà perché il responsabile del suo massacro è il regime egiziano.

Non ci sarà perché Giulio Regeni è italiano e non americano. Se fosse stato un cittadino americano, almeno uno dei responsabile delle torture, dell’assassinio, sarebbe stato “consegnato” al governo U.S.A.
Ma invece Giulio è italiano. E, si sa, l’Italia non conta nulla. Quindi non verrà neppure “costruita” dal regime egiziano una finta ricostruzione della vicenda con un capro espiatorio o “sacrificando” qualche scalzacani dei servizi segreti.

Si sa. Nei confronti dei cittadini italiani si possono perpetrare delitti e ingiustizie e rimanere impuniti.



Si sa. In Italia, servizi segreti esteri, militari americani, ecc.. possono perpetrare stragi. Come ad Ustica. Come nei pressi di Cavalese, quando un areo militare

Patrick Zaki, prigionerio del regime egiziano: “Sto bene, un giorno sarò libero”



da: https://www.open.online/  - di Felice Florio

Patrick Zaki: «Sto bene». Lo scrive in una lettera alla famiglia: «Un giorno sarò libero e sarà meglio di prima»
Un passaggio della lettera, scritta e firmata lo scorso 21 giugno dallo studente egiziano è stato condiviso oggi, 4 luglio, dalla rete di attivisti “Patrick libero”

Centoquarantanove giorni. In carcere in Egitto, senza un processo, dopo un interrogatorio di 17 ore, torturato con scariche elettriche e percosse. Patrick George Zaki, nonostante tutto, dice di stare bene. «Cari, sono in buona salute, spero che anche voi siate al sicuro e stiate bene – si legge nella lettera che lo studente egiziano dell’università di Bologna ha spedito ai familiari -. Famiglia, amici, amici di lavoro e dell’università di Bologna, mi mancate tanto, più di quanto io possa esprimere in poche parole».

Il 27enne, per una serie di proroghe delle magistratura, attende ancora un giudizio sul suo stato di fermo. È in detenzione preventiva nel carcere di Tora, a Il Cairo. «Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima», si legge in un passaggio della missiva, firmata da Zaki lo scorso 21 giugno. «Naturalmente non ha potuto dire tutto quello che voleva, dato che queste lettere passano attraverso diversi controlli prima di raggiungere il destinatario», commentano dalla rete di attivisti “Patrick libero”.

Tommaso Merlo: Il centrodestra a Piazza delle sedie vuote




Il popolo non si è presentato in piazza, in compenso c’erano delle gran sedie vuote. A furia di convocarli per niente, anche gli elettori di centrodestra han preferito godersi il solleone che ascoltare la solita minestra riscaldata.

L’Italia sta timidamente cercando di ripartire e c’è in giro poca voglia di vuota propaganda. Del resto il consenso del premier è ai massimi e le destre indicono manifestazioni prima ancora di andarci a parlare. A conferma della loro buonafede e voglia di cooperare. Un quadro desolante. Forza Italia ha un piede nella fossa come il suo padrone che anche questa volta non si è materializzato. A fare le sue feci Tajani che si è esibito in una penosa arringa anti-giudici anni Novanta. Pare che oltre alle firme per Berlusconi senatore a vita pensino già all’imbalsamazione della salma. Sono certi della beatificazione postuma e li stuzzica l’idea di recarsi in pellegrinaggio al mausoleo una volta completata la dipartita.

Che s’ha da fa’ pe’ campà. Ma i sovranisti neri de noialtri sono messi ancora peggio in questa coda di pandemia. I loro paladini sparsi per il mondo han fatto dei danni incalcolabili. I loro deliri nazionalistici si son rivelati delle barzellette. Le paure su cui lucravano son state spazzate via e se l’Italia ce la farà sarà grazie all’odiata Europa. Eppure a Piazza delle sedie vuote neanche un cenno. Solo minestra riscaldata.

mercoledì 24 giugno 2020

Tangenti appalti ATM: domandina facile facile…



Avrei una domanda facile facile. Per il vertice ATM e per Sala, perché è il Comune di Milano a controllare l’azienda dei trasposti milanese.

ATM ce l’ha una Compliance? Ce l’ha un Audit? Come è possibile che un funzionario riesca a truccare appalti. I contratti stipulati non hanno un iter deliberativo, autorizzativo su più livelli? Non vi sono controlli ante e post?
Insomma. Che organo sessuale maschile di azienda è ATM.

Se saranno accertati i fatti che coinvolgono Bellini anche la dirigenza ATM dovrà pagarne le

Milano: gare truccate in ATM


da: Il Fatto Quotidiano - di Davide Milosa

Di nuovo la Metropolitana di Milano, di nuovo tangenti. Ventotto anni dopo l’arresto di Mario Chiesa, sulla ex Capitale morale si allunga l’ombra di Mani Pulite. E come allora si ragiona di conti esteri.

“Prima della pensione vorrei farmi un conto Gabbietta”. Lo stesso nome del “salvadanaio occulto” che nel 1992 i pm riferirono a Primo Greganti, cassiere del Pci-Pds. A parlarne oggi, con “omaggio a Tangentopoli” e “chiaro riferimento alla vendita della propria funzione” è Paolo Bellini, dominus dell’indagine della Procura di Milano, che ieri ha coinvolto 13 persone. Bellini, dal 2013, ha ricoperto il ruolo di responsabile di Atm per le linee della metropolitana. Un semplice funzionario in grado di pilotare le gare della più importante municipalizzata italiana per il trasporto pubblico sotto il naso di politici e dirigenti: 8 bandi per 150 milioni.

Questi i numeri dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza. Le accuse vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione fino all’associazione per delinquere. Un “sistema” dove Bellini era regista assoluto, capace di “giocare su più tavoli” e di allacciare rapporti illeciti con i big del settore, come Alstom e Siemens, indagati sulla base della legge 231. Bellini si proponeva come consulente portando in dote notizie riservate.

Il sistema bancario italiano, Ubi: il fondo delle Cayman e e gli affari offshore dei soci



da: Il Fatto Quotidiano - di Gianni Barbacetto

Ubi, il fondo delle Cayman e gli affari offshore dei soci
La Procura vuole capire se dietro “Parvus” ci siano i grandi soci bresciani e bergamaschi. Il diario dell’ex manager: “Ubi Int. schermava i loro patrimoni”

Chi ha detto che la finanza è noiosa? Il matrimonio tra Intesa e Ubi, per esempio, è appassionante quanto una serie tv: riuscirà o non riuscirà? Perché vi si oppongono con forza molti degli azionisti storici di Ubi, all’ombra del loro padre nobile, Giovanni Bazoli? E ancora: chi c’è dietro (e dentro) il primo azionista di Ubi, il misterioso fondo Parvus di Edoardo Mercadante, basato a Londra ma controllato da una società delle Cayman?

Sono domande che stanno incuriosendo anche la Consob e la Procura di Milano, a cui piacerebbe tanto sapere chi ha affidato a Mercadante le sue azioni. Per provare a capirlo, bisogna forse tornare ai Panama Papers, in cui sono state trovate tracce di società offshore, basate a Panama e alle Seychelles, che apparivano legate a Ubi International, la società lussemburghese del gruppo Ubi.

Lo denunciano, nell’aprile 2016, Elio Lannutti (Adusbef) e Giorgio Iannone (Associazione piccoli azionisti Ubi). Dopo venti giorni, la banca annuncia di voler vendere Ubi International,

lunedì 22 giugno 2020

Conte e l’incredibile bonus farlocco a cui tutti hanno abboccato


da: https://www.nextquotidiano.it/ - di Elio Truzzolillo

La mia personale considerazione del presidente del Consiglio è molto bassa e non l’ho mai nascosto. Altrettanto bassa è quella della classe giornalistica italiana. Tuttavia assistere a un singolo episodio in cui entrambe le mie opinioni vengono contemporaneamente confermate non è un fatto che capiti molto spesso.

Ieri sera stavo assistendo alla conferenza stampa finale di quell’inutile passerella politica che risponde all’ambizioso nome di Stati Generali. Il presidente del consiglio, parlando dei progetti finalizzati all’inclusione di genere, nomina un non meglio identificato voucher da 500 euro per le aspiranti donne manager. Riportiamo le esatte parole di Conte (dal minuto 10:40 circa):

“Un voucher di 500 euro per tre anni per le donne manager, per le donne che aspirano a diventare manager”.

La cosa mi pare subito priva di qualunque senso logico. Come si identifica una donna aspirante manager? Si fa un’auto certificazione in cui si dichiara solennemente che si vuole diventare manager? Lo dichiara la società per cui si lavora? E a che servirebbero questi 500 euro? Sarebbero un incoraggiamento? E se poi una donna non riesce a diventare manager restituisce i soldi? Che cosa è esattamente un manager giuridicamente? I 500 euro

giovedì 11 giugno 2020

Mancata zona rossa ad Alzano e Nembro: il “garantismo” di Salvini


Toh…mi ero persa il processo sulla mancata istituzione delle zone rosse di Alzano e Nembro, in bassa Valseriana. Non solo. Mi sono persa anche il processo d’Appello e la sentenza definitiva della Cassazione. Tre fasi di processo a...mia insaputa.

Mi sono accorta di essermi persa tre fasi di processo che durano anni e anni (strano...non mi era parso di essere così invecchiata..), quando ho letto il tweet del cialtrone Matteo Salvini: “Dopo tante menzogne e attacchi vergognosi, giustizia è fatta. Chi ha sbagliato deve pagare".

Se “giustizia è fatta” significa che sono state accertate le responsabilità penali e che Giuseppe Conte è stato condannato in via definitiva, cioè dopo la sentenza di terzo grado.

A quanto pare…pare invece che nulla mi sia sfuggito. Il processo non è neppure iniziato. Non sono stati ancora inviati gli avvisi di garanzia che, come il cialtrone Salvini dovrebbe sapere non sono comunque indicativi di colpevolezza.  

Il tweet di Salvini, che “confonde” l’essere chiamati nell’ambito di un’inchiesta con la sentenza definitiva di colpevolezza, dimostra che il cialtrone leader del Papeete di Salvini sa che tra i suoi elettori e fans in twitter c’è un bel numero di ignoranti.
Solo cialtroni ignoranti come lui possono pensare che “giustizia è fatta”.

Mentre aspettiamo che i giudici stabiliscano le responsabilità che a mio parere riguardano,

Decreto Rilancio, Ecobonus al 110%: rischio sprechi e allarme lavoro nero



da: https://it.businessinsider.com/ - di Marco Cimminella

Rischio sprechi e allarme per il lavoro nero: i limiti dell’ecobonus 2020 al 110% per le ristrutturazioni

Il decreto rilancio introduce nuove misure per favorire le ristrutturazioni delle abitazioni in Italia: i cittadini potranno migliorare l’efficienza energetica e l’adeguamento sismico degli edifici sborsando poco o nulla, grazie ai super bonus con detrazione al 110 per cento. In sostanza, molti potrebbero effettuare lavori in casa gratuitamente, recuperando la somma spesa abbattendo le imposte da pagare negli anni successivi oppure optando per lo sconto immediato in fattura o la cessione del credito. Il meccanismo mira anche a rilanciare i cantieri e promuovere la crescita economica del paese, dopo la battuta d’arresto causata dalla pandemia di covid-19. Ma secondo alcuni esperti, il provvedimento così come è stato elaborato presenta delle criticità: da un lato, non fa nulla contro il lavoro nero e ostacola anche l’impegno alla riduzione del fabbisogno energetico delle famiglie; dall’altro, cresce il pericolo di uno spreco di denaro pubblico, visto che il cittadino non ha più alcun incentivo a cercare sul mercato la migliore offerta in termini di rapporto qualità/prezzo, mentre alcune aziende potrebbero farsi trascinare dalla tentazione di gonfiare i preventivi.

In generale, il giudizio su questi incentivi è positivo, perché favoriscono l’ammodernamento

Film: “Favolacce” e i draghi spariti dalle mappe d'Italia



da: https://www.gqitalia.it/ - di Ferdinando Cotugno

Quello dei fratelli D'Innocenzo è finora il miglior film italiano del 2020 e contiene alcune verità spietate

«Ci sono strade che non si dovrebbero percorrere», dice Lorne Malvo, l'assassino interpretato da Billy Bob Thornton nella prima stagione di Fargo. «Una volta le mappe dicevano: qui ci sono i draghi. Oggi non lo dicono più, ma questo non significa che non ci siano più i draghi». Favolacce dei fratelli D'Innocenzo (visibile su Mio Cinema) fa esattamente quella cosa lì: ti porta a vedere i draghi di un'Italia nella quale abbiamo smesso di indicarli cartograficamente, convinti che in questo modo sarebbero spariti, e invece esistono ancora, eccome se esistono. Il cinema italiano è un posto dove non succede quasi più niente di importante, i film sono diventati inutilizzabili come mappa di quello che vediamo nella vita, sono da tempo un mondo a parte, nel quale si parla una lingua a parte. Damiano e Fabio D'Innocenzo hanno trovato la loro strada quasi alla cieca, senza appoggiarsi a niente che non fosse la loro storia, stando addosso ai personaggi, annusandoli. Alla fine ti sembra di sapere che odore avevano i protagonisti.

Favolacce inizia con un depistaggio, l'unico modo per imbattersi nei mostri in Italia. La voce narrante enuncia: «Quanto segue è ispirato a una storia vera, la storia vera è ispirata a una storia falsa, la storia falsa non è molto ispirata». È Max Tortora, così familiare per chiunque possieda una televisione, il suo è un timbro di cui fidarsi. La voce dice

mercoledì 10 giugno 2020

Al tempo del Coronavirus: I furbetti della cassa integrazione



da: https://www.huffingtonpost.it/ - di Giuseppe Colombo

L'Inps ha scovato 2.143 aziende sospette di frode in soli due mesi. Assieme a queste migliaia di assunzioni retrodatate per far risultare parenti e affini come lavoratori

L’appetito vien mangiando, ma qualcuno rischia una brutta indigestione. Perché tra le migliaia di aziende che hanno chiesto la cassa integrazione Covid - quella messa in piedi dal Governo con il decreto Cura Italia di marzo - ce ne sono centinaia che ne hanno fatto richiesta pur non avendone diritto né tantomeno bisogno. Insomma richieste fittizie, che rischiano di configurarsi come altrettante truffe ai danni dell’Inps, il cervellone che gestisce le domande. In un’ultima istanza come una frode nei confronti degli italiani perché la cassa integrazione è pagata con i soldi pubblici. Secondo i dati di cui Huffpost è a conoscenza, la Direzione antifrode e gli ispettori dell’Istituto di previdenza ne hanno scovato 2.143. In soli due mesi, aprile e maggio. Un numero enorme se si considera che sono poco meno di tutte quelle segnalate nel 2019, pari a circa 2.300. Insieme a migliaia di assunzioni retrodatate per far figurare parenti e affini come lavoratori dell’azienda e quindi beneficiari della cassa integrazione.

Quelle imprese create ad hoc
Negli scorsi due mesi è arrivata all’Inps una raffica di iscrizioni da parte di aziende che gli ispettori definiscono incompatibili con il lockdown. Aziende che non esistevano e che sono state create appositamente per ottenere l’ammortizzatore sociale che il Cura Italia