martedì 20 giugno 2017

Massimo Gramellini: Mi è caduta dal sellino



da: Corriere della Sera

Un uomo scende dalla moto e solo allora si accorge di avere smarrito la moglie. Succede. Non è che i maschi possono fare più di una cosa alla volta, con il rischio di sbagliare anche quella. Quando lui era partito quaranta chilometri prima da una piazzola dell’Astigiano, aveva già dovuto occuparsi di svariate incombenze. Allacciare il casco, staccare il cavalletto e infine viaggiare evitando le buche più dure, come cantava il poeta. Ci sta che un marito travolto da una tale concatenazione spasmodica di eventi tralasci di controllare che la passeggera nuziale sia a bordo. E non si dica che avrebbe dovuto insospettirlo la mancanza di segnali di vita alle sue spalle. Il ruolo di condottiero gli imponeva di concentrarsi sulla guida. Un cumulo di responsabilità che lo ha stremato, inducendolo a chiedere asilo a una gelateria di Chieri. Lì ha fatto la tragica scoperta, ma ha reagito con piglio virile. Scoppiando in lacrime davanti ai carabinieri: «Mia moglie è caduta dal sellino. Di lei mi resta il telefono nel baule». Stava forse per farsene una ragione, quando è stato il suo cellulare a suonare, recandogli in dono la voce adorata: «Sei veramente un cretino.

Perché in Senato si sta discutendo del caso CONSIP



da: Il Post 

Stamattina sono state presentante alcune mozioni sulla società e sulla complicata inchiesta che la riguarda: se dovessero passare, per il governo sarebbe un problema

Oggi pomeriggio è in discussione al Senato una serie di mozioni che riguardano CONSIP, la società che si occupa di gran parte degli acquisti della pubblica amministrazione e che è finita al centro di una lunga e complicata indagine. Alcune mozioni sono state presentate dall’opposizione e, se fossero approvate, rischierebbero di mettere in imbarazzo il governo e potenzialmente di dividere la maggioranza.

Le mozioni riguardano in particolare la possibilità di svolgere ulteriori indagini interne sul funzionamento di CONSIP, la sostituzione dei suoi attuali vertici – che comunque sono tutti dimissionari – e la sospensione di gare d’appalto gestite dai dirigenti indagati. In tutto sono state presentate quattro mozioni, di cui tre da parte dell’opposizione e una da parte della maggioranza (potete leggere il loro riassunto sul sito del Senato). Se le mozioni dell’opposizione venissero approvate, per il governo non ci sarebbero grosse conseguenze immediate: nell’ordinamento italiano, infatti, non sono legalmente vincolanti.

venerdì 16 giugno 2017

Fabrizio De Andrè: testo, Verranno a chiederti del nostro amore



Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta,
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure
a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non son riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezze dell'amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Fabrizio De André: Verranno a chiederti del nostro amore

Marco Mengoni: Onde

Fondi Expo, il Tribunale scarica sul Comune. “Appalti fatti da voi”



da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Manuela D’Alessandro

“Non risulta che il Tribunale abbia mai assunto il ruolo di stazione appaltante”. Roberto Bichi consegna a una nota la sintesi della riunione coi presidenti di sezione (tutti presenti) del Tribunale di Milano per discutere sugli appalti Expo alla giustizia dopo l’esposto – denuncia di Anac.  E siccome la stazione appaltante dei 16 milioni piovuti sul Palazzo di Giustizia in modo poco trasparente e senza gare era il Comune di Milano (sindaco prima Moratti, poi Pisapia)  viene immediato pensare a chi venga attribuita l’eventuale responsabilità di illeciti.  E’ un presidente che appare a chi c’era “molto teso” quello che si presenta al cospetto dei suoi magistrati ai quali chiede un parere sulla nota stampa preparata per difendere “il ruolo del Tribunale di Milano, impegnato nel garantire il massimo di legalità”.

Bichi, che gode si solida stima tra i colleghi, protegge l’istituzione da lui guidata su tutta la linea, senza distinguo tra la sua era e quella di Livia Pomodoro, di cui è stato prima vicario e poi successore. Fuori ci sono le telecamere e qualche giudice, prima di entrare, si copre il volto per non essere ripreso in quello che appare all’esterno come un robusto ‘serrate i ranghi’ di fronte all’attacco sferrato da Raffaele Cantone che nella relazione adombra responsabilità di loro colleghi.

lunedì 12 giugno 2017

Mentre i 5 stelle soffrono e il Pd si arrabatta, Berlusconi è vivo e vegeto


da: http://www.glistatigenerali.com/   - di Jacopo Tondelli

Dieci milioni di italiani alle elezioni comunali non sono 40 milioni di italiani alle elezioni politiche. Ma i quasi dieci milioni di italiani che erano chiamati al voto ieri non sono un dettaglio, un caso marginale, un accidente qualsiasi. Sono i cittadini di Palermo, di Genova, di Taranto, di Verona, di Parma, di Sesto San Giovanni, e di altri 840 comuni italiani. Sono un pezzo importante del nostro paese, e dell’espressione di democrazia rappresentativa del nostro paese. Lo sono nel contesto delle elezioni comunali dove, tutto sommato, votare i simboli astratti della lotta alla casta, o della lotta al populismo, o della propria idea di appartenenza, è un po’ meno facile senza confrontarsi direttamente con una faccia, una voce, una credibilità. Nell’Italia dei cento campanili, dei localismi plurisecolari, nel paese in cui ci si conosce tutti anche fuori dal castello natìo, le elezioni comunali sono da sempre – e da quando c’è l’elezione diretta del sindaco molto di più – un test di credibilità diretta del candidato sindaco non meno che un una misura di consenso di partiti e movimenti.

Mafia al Nord: San Marino e le sue miracolose banche



San Marino e le sue miracolose banche

da: http://mafie.blogautore.repubblica.it/ - di Antonio Fabbri

Per anni nelle banche di San Marino si sono accumulati denari senza che ci si preoccupasse troppo se fossero il frutto del nero della Riviera o, peggio, dell’attività criminale delle mafie.
La convinzione è che il crimine paga, soprattutto se il denaro lo si sa nascondere bene e nei posti giusti, attraverso i consulenti adatti e i professionisti esperti.
Quando, anche dietro la pressione degli organismi internazionali, pure sul Monte sono state approvate leggi adeguate per la lotta al riciclaggio, quel denaro ha cominciato a puzzare.
E’ una dinamica rovesciata che si scorge da lassù. Una dinamica che dagli strani passaggi di denaro - messi in atto per occultare, trasferire sostituire, lavare il provento degli illeciti – risale ai reati presupposti e fa prendere coscienza che la mano economica delle mafie gestisce i suoi affari anche attraverso attività apparentemente lecite.

Avanti tutta sui vaccini mentre la sanità perde colpi



da: http://pepe.blogautore.repubblica.it/ - di Guglielmo Pepe

Come era previsto, avanti tutta sui vaccini. Senza tentennamenti e dubbi, la ministra Lorenzin, sostenuta dal governo, ha presentato la definitiva versione del Decreto Vaccini, che non presenta cambiamenti sostanziali tranne l'autocertificazione (per i dettagli consiglio di leggere l'articolo di Michele Bocci). Adesso la linea è tracciata: vaccinazioni a go-go.
Come sappiamo in Italia - e non tra i free-vaxx ma tra i ricercatori vaccinisti - e all'estero, c'è molta discussione sulla obbligatorietà e sulla raccomandazione vaccinale. Tant'è che in mezza Europa non c'è obbligo. Noi abbiamo scelto una strada diversa. Tuttavia non si capisce perché il nostro Paese è il primo ad introdurre ben 12 vaccini obbligatori. Una scelta sulla quale anche la ministra Fedeli si era pronunciata chiedendo di spiegare ai cittadini il perché di tale accelerata.
In sincerità non capisco il perché di questo decisionismo. Tuttavia ora mi aspetto che in sede parlamentare ci sia un vero confronto e, soprattutto, ci siano le necessarie spiegazioni affinché gli italani che si sono appellati al presidente Mattarella possano avere le risposte che chiedono.
C'è poi il nodo delle punizioni: la non iscrizione agli asili, le multe e le segnalazioni al tribunale dei minori. Nel testo, come era ovvio, non si fa cenno

sabato 10 giugno 2017

Nominato il dg Rai: Orfeo, il direttore generale del…..Nazareno



 
da: https://ilmanifesto.it/

Rai, Orfeo direttore generale «Nazareno»
Viale Mazzini. Il cda dà il via libera alla nomina del direttore del Tg1 alla guida della tv pubblica. Passa la scelta di Renzi, plauso dei forzisti, tuonano i 5 Stelle: «Non è di garanzia» 
di Micaela Bongi

A destra spopola. Perfino Daniela Santanchè, che non è certo una tenera, è prodiga di complimenti nei confronti del nuovo direttore generale di viale Mazzini. L’impasse sulla nomina del successore di Antonio Campo Dall’Orto del resto si è ufficialmente sbloccata con un tweet di Maurizio Gasparri che ha annunciato al posto del consiglio d’amministrazione la fumata bianca sul nome dell’attuale direttore del Tg1 Mario Orfeo.

Su Orfeo ha insistito Matteo Renzi, di fronte al premier Paolo Gentiloni (l’indicazione del dg Rai spetta al governo) che invece nutriva dubbi, evidentemente messi da parte senza fare troppe storie. Una volta saltato l’accordo a quattro sulla legge elettorale, il segretario del Pd ha scelto di

Elezioni in Gran Bretagna: la sinistra del 900 argina la vecchia destra


 

da: http://www.glistatigenerali.com/

Uk, la sinistra del 900 argina la vecchia destra: il futuro resta da scrivere
di Jacopo Tondelli

Nel regno in cui è nata la rivoluzione industriale, in cui sono nati John Maynard Keynes e  Adam Smith, in cui Marx ha formulato le sue teorie. Nella terra che ha visto il liberismo economico diventare teoria e prassi politica compiuto, con Maggie Thatcher. Nel paese che ha praticato inventandola la Terza Via con Tony Blair fino alla scommessa rischiatutto di David Cameron. Ancora, nel paese dell’Unione Europea che ha per primo deciso di uscirne. Insomma, il Regno Unito, terra di innovazione e politica da un paio di secoli, il voto di ieri restituisce una fotografia statica che somiglia molto al passato.

Theresa May, al di là del gioco spregiudicato e a perdere che l’ha portata

giovedì 8 giugno 2017

Inchiesta Consip, montatura per attaccare Renzi o…i fuorvianti titoli della stampa (di regime renziano)


Tutti zitti


Scrive il segretario PD
“Oggi bisognerebbe dare sfogo alla rabbia. All’improvviso scopri che nella vicenda Consip c’è un’indagine per depistaggio, reato particolarmente odioso, e ti verrebbe voglia di dire: ah, e adesso? Nessuno ha da dire nulla? Tutti zitti adesso?”.

Il riferimento è alla notizia che il vicecomandante del NOE Alessandro Sessa è stato accusato dalla procura di Roma di depistaggio.
Se uno si ferma ai titoli dei giornali (e ai tweet dei renziali giulivi) l'impressione è che tutta l'inchiesta Consip sia in realtà una montatura (reato odioso, non come la corruzione o l'evasione) fatta per attaccare il padre dell'allora presidente del Consiglio.

Se però uno la notizia la legge davvero, si renderebbe conto

lunedì 5 giugno 2017

The Kolors: recensione album You



 
 
da: http://www.rockol.it/ - di Mattia Marzi e Gianni Sibilla

Chi sono i Kolors? Quelli del coretto di "Everytime" o quelli che già ad "Amici" piazzavano cover internazionali con il piglio sicuro di una rock band? Quelli che dichiarano l'amore per gli XTC e Pink Floyd, o quelli che mettono la trap nel singolo di lancio del nuovo album?

Tutte queste cose assieme, e anche altro, come questo nuovo lavoro vuole dimostrare. Nella percezione generale sono ancora quelli della hit che li lanciò nel 2015, dopo la vittoria ad "Amici", quella "Everytime" che una nota compagnia telefonica scelse come jingle dei suoi spot e che si sentì in giro per più di un anno. Rischiavano di venire divorati da quella canzone, e così, dopo l'incidente agli MTV Awards dello scorso anno, Stash e compagni hanno deciso di restare per qualche mese lontano dai riflettori e lavorare al loro terzo album, dopo "I want" del 2014 e "Out" del 2015. Anticipato dalla partecipazione di Stash a "Assenzio" di Fedez e J-Ax, da un bel passaggio a "Music" (il programma sulla musica condotto da Paolo Bonolis lo scorso gennaio su Canale 5) e dal singolo "What happened last night", esce finalmente questo nuovo album in studio del trio. Ed è un bel disco, che va oltre i generi e oltre il pop. Un disco che prova a riposizionare la band, mantenendo alcuni tratti della sua fase pop, ma esplicitando le sue radici e contemporaneamente provando a proporre un suono innovativo, almeno per il contesto italiano.

Si scrive “sistema tedesco”, si legge Mario Draghi



da: Il Fatto Quotidiano - di Peter Gomez

Si scrive sistema tedesco, ma si legge Mario Draghi. Può e deve essere raccontata così la scelta dei nostri partiti e movimenti di portarci al voto con una legge elettorale che non farà vincere nessuno. Capire come andrà a finire questa storia non è difficile. Dopo le elezioni nascerà un governo di coalizione. Durerà un paio di anni e poi (ma forse molto prima) dovrà fare i conti con i tassi di interesse che ricominceranno ad andare alle stelle. Nella legislatura che ci stiamo lasciando alle spalle è stato fatto molto poco per rimettere in sesto l’economia. Il debito pubblico è salito; il Pil ha segnato tassi di crescita ridicoli rispetto al resto d’Europa; le nostre classi dirigenti hanno continuato bellamente a rubare; la spending review ha tagliato solo le teste dei commissari che avevano provato a proporla; la riforma della scuola è stata un disastro. Se a tutto questo si aggiungono poi la forza delle mafie, la crisi delle banche, l’assenza quasi totale di programmazione industriale, i bassi investimenti e l’incapacità di innovarsi dimostrata da una parte non piccola degli imprenditori, il quadro è completo.
Quando, verosimilmente verso la metà del 2018, la Bce sospenderà l’acquisto dei titoli di Stato (già ora sceso da 80 a 60 miliardi di euro al mese), in Italia respireremo un clima vicino a quello degli ultimi giorni del governo di Silvio Berlusconi. Panico, fuga dei capitali, spread e molti ridicoli appelli a

Marco Travaglio: Il Merdinellum



da: Il Fatto Quotidiano

A furia di sentirsi dire che devono accettare i compromessi e “sporcarsi le mani”, i 5Stelle stanno facendo entrambe le cose con la legge elettorale. E non è un bel vedere. Ieri Beppe Grillo ha silenziato i mormorii interni, soprattutto di Roberto Fico e Paola Taverna che definivano il testo dell’accordo “un nuovo Porcellum”, richiamando tutti i “portavoce” (i parlamentari 5Stelle) all’ordine di “rispettare il mandato” ricevuto dagli iscritti al blog, i quali “hanno votato a stragrande maggioranza il modello tedesco con oltre il 95% delle preferenze”. Verissimo. Peccato che il maxi-emendamento “Merdinellum” non c’entri nulla col modello tedesco plebiscitato dalla base grillina: a parte lo sbarramento al 5% e i seggi metà uninominali e metà proporzionali – due trovate non proprio geniali che non c’è bisogno di copiare dalla Germania: ci possono arrivare persino dei politici italiani – tutto il resto è diverso. E non è vero, come scrive il blog di Grillo, che “le differenze con il modello tedesco sono dovute alle diversità dell’assetto costituzionale tra la Germania e l’Italia” (in Germania il numero dei parlamentari elettivi è variabile, in Italia fisso). Non solo, almeno.
1) In Germania, per la Camera elettiva (Bundestag), gli elettori hanno due schede e danno due voti, che possono essere disgiunti: uno al candidato

La piazza, le vie di fuga, le bottiglie in vendita: tutti gli interrogativi sull’incidente di Torino


da: Corriere della Sera

Poche le possibilità di deflusso, nessuna ordinanza che impedisse la vendita di birra in contenitori di vetro. E a Madrid lo stesso evento è stato ospitato al Santiago Bernabeu

La trappola di piazza San Carlo
Fatto il bilancio dei feriti e trattenendo il fiato per i tre ricoverati che ancora versano in gravi condizioni, a Torino col passare delle ore prendono spazio la polemica e gli interrogativi sull’organizzazione del maxischermo in piazza San Carlo. In un periodo in cui la minaccia del terrorismo è dietro l’angolo e in cui anche lo scoppio di un petardo può ormai scatenare il panico era opportuno radunare 40mila persone in piazza San Carlo? E a quali condizioni avrebbe potuto essere autorizzato il maxiraduno? Prefettura, sindaco e forze dell’ordine si stano incontrando proprio in queste ore ma in attesa di risposte alcuni interrogativi possono già essere individuati.
Le misure di sicurezza sono state rispettate?
Piazza San Carlo è il tradizionale luogo di festeggiamenti delle vittorie per la tifoseria juventina ma per quanto grande, il quadrilatero nel centro di Torino presenta solo cinque vie di fuga. Una, situata al vertice opposto a quello in cui si trovava il maxischermo, era aperta, altrettanto due strade lì vicino. Altre due vie invece erano ostruite da transenne: barriera necessaria a evitare il ripetersi di attentati come quello di Nizza ma che di fatto hanno impedito il deflusso della folla terrorizzata dallo scoppio. Inoltre all’interno di spazi come le piazze

domenica 4 giugno 2017

Ancora morte a Londra



da: http://www.famigliacristiana.it/ - di Annachiara Valle

Sei morti e 48 feriti è il bilancio provvisorio degli attacchi terroristici a Londra. Tra i feriti alcuni cittadini francesi. Non risultano italiani né fra le vittime, né fra i feriti. Da marzo è la terza volta che la Gran Bretagna viene colpita. L'attacco arriva a  soli 4 giorni dalla elezioni anticipate. Un commando composto da 3 jihadisti armati di coltelli e con falsi giubbotti esplosivi, poco dopo le dieci di sera si è lanciato a tutta velocità, con un pulmino bianco, contro i pedoni del London Bridge, per schiantarsi alla fine contro la barriera del ponte. A quel punto i tre uomini, armati di coltelli, sono scesi inziando ad accoltellare chiunque si trovasse vicino. Inseguiti dalla polizia sono stati uccisi in momenti diversi nel corso della notte.

lunedì 22 maggio 2017

Russiagate: il vittimismo inconcludente di Trump lo trascinerà a fondo



da: http://www.glistatigenerali.com/   - di Stefano Graziosi

Il fuoco incrociato su Donald Trump si fa ogni giorno più intenso. E non si può certo dire che lui non ci metta del suo. Lo scandalo Russiagate sembra stringersi progressivamente intorno al presidente, mentre le sue strategie di difesa lasciano alquanto a desiderare. Nel pieno dell’indagine, ha silurato improvvisamente il direttore dell’FBI, James Comey, offrendo il fianco a quanti lo accusano di avere qualcosa da nascondere. Subito dopo, è stata la volta dell’informazione di intelligence condivisa con il Cremlino: a seguito della rivelazione del Washington Post, il presidente prima ha smentito tutto, salvo poi fare una giravolta, ammettendo che quell’informazione sensibile, effettivamente, la aveva passata ai russi. Una figura barbina, che ha costretto alla retromarcia anche quanti, nell’amministrazione, si erano spesi nella smentita (McMaster in primis). Il tutto mentre l’ipotesi dell’impeachment torna a circolare insistentemente e qualcuno mormora già come altamente probabile che l’attuale vicepresidente, Mike Pence, possa presto ascendere al più alto scranno della Casa Bianca. Ed ecco allora che, in questo marasma, vale forse la pena di analizzare con più calma la situazione, evidenziando in particolare due ordini di problemi: uno tecnico e l’altro squisitamente politico.

Inseguire Grillo, mimare Silvio, trovare nemici: il nuovo spartito di Renzi



da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Gianluca Roselli

 Ora è solo segretario del Pd. Figuriamoci se dovesse tornare presidente del consiglio…”. La riflessione appartiene a un parlamentare del Pd, renziano non della prima ora, ma appartenente dell’inner circle del segretario. La nostra fonte, che naturalmente vuole restare anonima, racconta di un malessere di fondo presente all’interno del partito che il successo di Renzi alle primarie non ha lenito. Il nocciolo della questione è il seguente: cosa vogliamo fare, a parte tornare al potere, per il Paese? Qual è il nostro progetto politico per l’Italia? Quali sono le coordinate che su economia, lavoro, imprese, disoccupazione, divario tra Nord e Sud, rapporto con l’Europa, politica industriale, vogliamo dare alla nostra rotta? La riesplosione dei casi Banca Etruria e Consip, inoltre, non fanno altro che aggravare la situazione. Le polemiche degli ultimi giorni su Maria Elena Boschi e papà Renzi hanno restituito all’opinione pubblica l’idea di un fortino assediato, con Renzi e i suoi stretti dentro a difendersi, circondati da nemici all’assalto finale. E l’idea di un gruppo chiuso che cerca di fare i propri interessi, non solo politici, non è il biglietto da visita migliore da spendere per la prossima campagna elettorale. Tanto più che dal fronte giudiziario, bancario e dalle intercettazioni non si sa cos’altro potrà venir fuori da qui alle prossime settimane o mesi.

venerdì 19 maggio 2017

Thomas Bocchimpani: esce il primo album ‘Oggi più che mai’ e scrive una lettera ai suoi fan



Thomas è un ragazzo dotato musicalmente, educato, elegante, brillante, sensibile e….con una capacità comunicativa, dimostrata anche con questa lettera. Facile per lui entrare nel cuore delle persone. 
Thomas hai i numeri per riuscire nel mondo della musica ma deve ancora studiare e imparare a “dosare” le sue qualità. Ma lui queste cose le sa. E le sa Maria Totaro, che lo produce con la MM Line Production Records, che lei stessa definisce non solo un’etichetta discografica ma un’accademia ad alta formazione per lo spettacolo: “Noi cresciamo i nostri allievi”, dice la Totaro.
Continui così. Buon lavoro. Abbiamo bisogno di un modo diverso di coltivare giovani aspiranti musicisti. Non solo di ragazzi che sappiano stare per qualche tempo in una classifica di vendita. 

da: http://www.sorrisi.com/

Thomas di «Amici»: la mia lettera per voi
Il giovane talento si racconta nel giorno di pubblicazione del primo album «Oggi più che mai»
di Alessandro Alicandri

Thomas Bocchimpani, uno dei nomi di spicco al serale ha scritto per Sorrisi una lettera dedicata a tutti i suoi fan. La pubblichiamo sul sito di Sorrisi in esclusiva nel giorno di lancio del suo primo album «Oggi più che mai», disponibile da oggi 19 maggio su iTunes.

da Thomas:

Sono giorni molto ricchi di incontri e di emozioni per quello che riguarda il mio futuro dopo «Amici». Voglio scrivere per spiegarvi un po' come sono andati questi mesi, proprio nel giorno in cui pubblico il mio album d'esordio «Oggi più che mai». Magari lo state ascoltando proprio adesso!

Sono giovane ma sento di essere cresciuto tanto, come persona e come ragazzo che vuole diventare un artista. Mi vedevo di un solo colore

giovedì 18 maggio 2017

Amici 2017, Thomas Bocchimpiani: “Che bello se Morgan fosse rimasto”


da: https://www.vanityfair.it/

Thomas di Amici: «Che bello se Morgan fosse rimasto»
Esce il 19 maggio Oggi più che mai, il primo EP di Thomas Bocchimpiani, eliminato dal talent show di Maria De Filippi nonostante fosse uno dei preferiti del pubblico (oltre che di Morgan)
di Silvia Gianatti

Thomas Bocchimpiani è il diciassettenne veneto che ha conquistato il favore del pubblico di Amici 16 grazie al suo timbro profondo e a piedi sempre in movimento durante le esibizioni. Chiara ispirazione al mondo di Bruno Mars e Justin Bieber, Thomas balla e canta da sempre, circondato dalla musica fin da piccolo: suona da quando aveva 8 anni, poi ha frequentato il liceo musicale, a 13 anni ha partecipato a Io canto. Il 19 maggio esce Oggi più che mai, il suo primo EP targato Warner Music. Sonorità brillanti, chiari rimandi al sound d’Oltreoceano, testi che parlano di lui.

Ultimo eliminato del talent show nello scontro con Federica dei Blu, la sua sconfitta ha suscitato molte polemiche sui social.
                                  
Fuori dalla scuola di Amici da pochi giorni, quali emozioni sta provando?
«Stanno succedendo molte cose, per ora non ho sentito nessuno stacco lavorativo e penso sia positivo. Domenica sono tornato a casa, c’erano tutti i miei parenti che mi hanno organizzato una festa. Sono dovuto ripartire dopo