martedì 21 novembre 2017

Milena Gabanelli: video striscia quotidiana su Corriere.it e ospite a La7




da: http://www.ansa.it/

Gabanelli, videostriscia su Corriere.it e ospite La7
Rcs annuncia nuovo accordo di collaborazione con la giornalista

Una video-striscia quotidiana su Corriere.it, con numeri, mappe e proposte concrete, e la partecipazione come ospite ai programmi di approfondimento di La7: lo prevede il nuovo accordo con Milena Gabanelli annunciato da Rcs. Gabanelli ha detto addio alla Rai il 15 novembre, dopo aver annunciato le dimissioni dalla tv pubblica il 31/10. La storica conduttrice di Report ha rifiutato l'offerta della condirezione di RaiNews 24 al fianco di Antonio Di Bella, per lo sviluppo dell'offerta web della Rai, e il ritorno alla conduzione del programma di inchieste.

"Siamo orgogliosi", dice il direttore del Corsera Lucio Fontana, "sperimenteremo insieme una nuova frontiera del giornalismo e del data journalism, esplorando anche nuovi format di fruizione e di linguaggio e aprendo insieme nuove strade per il futuro della nostra professione". "Quello che oggi mi interessa di più - commenta Gabanelli - è portare informazione di qualità su quei mezzi e piazze virtuali dove si sta formando la classe dirigente di domani".

Il sistema bancario italiano, dalla Popolare di Lodi alla Popolare di Vicenza: le colpe della vigilanza di Banca d’Italia




da: http://www.glistatigenerali.com/

Le due colpe della vigilanza della Banca d’Italia
di Andrew Sentance

Una banca deve avere un patrimonio solido in grado di coprire eventuali perdite senza arrivare al collasso, travolgendo i depositi. Che una banca non debba autofinanziarsi è di tutta evidenza fondamentale: se un istituto presta i soldi a un investitore che li mette nel capitale della banca, il patrimonio di quest’ultima non è altro che fumo.

Correva l’anno 2004 quando la Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani fece un aumento di capitale per finanziare l’acquisizione di Banca Antonveneta. Dopo il fallimento di quest’operazione e, insieme alle accuse contro l’ex-Governatore della Banca d’Italia, si scoprì che la Popolare di Lodi finanziava vari amici per comprarne le azioni nell’aumento di capitale.

No, non è stata la monetina: cosa insegna a Milano e Roma l’EMA perduta




da: http://www.glistatigenerali.com/

di Jacopo Tondelli

A un metro dal traguardo, si infrange il sogno di avere a Milano l’EMA, agenzia europea del farmaco destinata a traslocare a breve da Londra dopo la Brexit. La sconfitta arriva nel modo peggiore da digerire, dopo tre votazioni condotte sempre in testa, e arrivando quindi all’ultima votazione-spareggio che vedeva Milano contrapposta ad Amsterdam. All’ultimo voto le due città raccolgono lo stesso numero di preferenze e quindi si va, come da regolamento, al sorteggio. Il sorteggio premia Amsterdam.

Da questa storia di politica e lobbying possiamo raccogliere diversi dati sul presente e qualche insegnamento sul futuro.

Milano non era favorita, e gli umori di chi ha costruito e seguito da vicino la candidatura, negli ultimi giorni, erano altalenanti con una tendenza diffusa al pessimismo. Si temeva addirittura che la città non potesse arrivare nemmeno a superare le prime votazioni. Così non è stato. Perché Milano ha costruito evidentemente una buona e solida reputazione in Europa e nel mondo, e perché i vari livelli istituzionali italiani si sono spesi davvero generosamente nel sostenere questa partita. Tanto da arrivare davvero a un passo dalla meta.

lunedì 20 novembre 2017

Papa Francesco: messaggio sulle questioni del ‘fine-vita’



da: http://w2.vatican.va/content/vatican/it.html

Messaggio del Santo Padre al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita in occasione del Meeting Regionale Europeo della "World Medical Association" sulle questioni del “fine-vita”
16 novembre 2017

Al Venerato Fratello
Mons. Vincenzo Paglia
Presidente della Pontificia Accademia per la Vita

Invio il mio cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto “fine-vita”, organizzato in Vaticano unitamente alla Pontificia Accademia per la Vita.

Il vostro incontro si concentrerà sulle domande che riguardano la fine della vita terrena. Sono domande che hanno sempre interpellato l’umanità, ma oggi assumono forme nuove per l’evoluzione delle conoscenze e degli strumenti tecnici resi disponibili dall’ingegno umano. La medicina ha infatti sviluppato una sempre maggiore capacità terapeutica, che ha permesso di sconfiggere molte malattie, di migliorare la salute e prolungare il tempo della vita. Essa ha dunque svolto un ruolo molto positivo. D’altra parte, oggi è anche possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare. Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona.

giovedì 16 novembre 2017

Tari gonfiata: la strada per i rimborsi è in salita e a farne le spese saranno comunque i cittadini e le imprese




da: Il Fatto Quotidiano

Secondo fonti Anci "gli eventuali errori su determinate tariffe non hanno prodotto nessuna maggiore entrata" per i Comuni. Di conseguenza "la correzione comporterà necessariamente la rimodulazione delle tariffe sulla generalità dei contribuenti per garantire la corrispondenza tra entrata e costi del servizio". Colpiti anche magazzini e uffici. Ecco cosa si può fare e come
di Fiorina Capozzi

Il Comune sbaglia a calcolare la tassa sui rifiuti (Tari), il governo ne prende atto e i cittadini e le imprese ne fanno le spese con ipotesi di rimborsi e conguagli ancora tutti da definire. Per chi, poi, ha rottamato le cartelle esattoriali per mettersi in regola, oltre al danno, c’è anche la beffa: praticamente impossibile recuperare i soldi della Tari “gonfiata”. Di che cifre stiamo parlando? “Fra i 100 e i mille euro”, secondo una stima dell’avvocato tributarista Franco Muratori. Ma ogni comune è una storia a sé, tutta da ricalcolare. “A questo punto ci auguriamo solo che non ci siano colpi di spugna che esentino le amministrazioni dai rimborsi ai cittadini che hanno pagato di più”, precisa l’avvocato Carmelo Calì della Confconsumatori, che assieme alle altre associazioni dei consumatori, si prepara a dar battaglia per tutelare chi ha versato nelle casse pubbliche più del dovuto. Al momento non è ancora chiaro quanti e quali siano i comuni

mercoledì 15 novembre 2017

Serie Rosy Abate, il numero di cellulare mostrato: un primo grossolano errore cui seguirà l’approssimazione, le incoerenze, già viste in Squadra Antimafia?




Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Il vizio degli sceneggiatori ma anche della regia di Squadra Antimafia dalla 5.a serie in poi, è quello dell’approssimazione nello scrivere e nel girare alcune scene fino ad arrivare al ridicolo in certe sequenze.
Adesso è arrivato lo spin-off di Squadra Antimafia: Rosy Abate. E’ auspicabile che certe “mancanze” non si ripetano. Eppure, già alla prima puntata l’hanno fatta grossa. E la responsabilità è della regia e del montaggio più che degli sceneggiatori. In una sequenza si è visto chiaramente e interamente un numero di cellulare attivo. Poiché in Italia i deficienti non mancano, sono partite un sacco di telefonate. Vittime, una coppia di Domodossola inondata di chiamate con insulti e minacce.
Questo “errore” configura un reato: trattamento illecito di dati personali. La pena va da sei a ventiquattro mesi.
Vediamo come finirà questa vicenda e se nel prosieguo delle puntate, il lupo dimostrerà di non perdere il vizio: cioè sceneggiatura e regia non faranno cazzate.

Se anche se non vi saranno errori pacchiani (si spera), l’impressione è che gli sceneggiatori abbiano dimenticato parte del racconto di Squadra Antimafia e saltino fuori incongruenze e contraddizioni, nonché buchi di sceneggiatura.

martedì 14 novembre 2017

GF vip (gli sfigati di fama), video incriminato e ricostruzione in puntata: gli autori considerano gli spettatori dei cretini?


Il GF non rientra tra i miei interessi, ma nei giorni scorsi era praticamente impossibile, navigando in internet, non incappare nella notizia dello scherzo a Travaglio e della sua reazione.
Come è stato praticamente impossibile non incappare nell’altra notiziona: il video di Cecilia, una delle “ vip” del GF , la sorellina di Belen.  Nel video, la sorellina di Belen sarebbe stata impegnata a fare sesso orale con tale Ignazio Moser, figlio dell’ex campione del mondo di ciclismo Francesco Moser. Ah…altra notiziona sarebbe il commento del padre sulla liaison del figlio con un’argentina. In sintesi, il pensiero dell’imprenditore agricolo trentino è di quelli antichi: “moglie e buoi dei paesi tuoi”.

La seconda notizia è di oggi. Ieri sera è andata in onda la puntata del GF nel quale è stata trattata la faccenda. Secondo i commenti che girano nel web durante la puntata sarebbe stato mostrato il dopo armadio. Vale a dire: hanno mostrato i due mentre uscivano dall’armadio vestiti di tutto punto.
Al vedere questo, i seguaci del programma  e commentatori nel web  sono insorti sentendosi presi per il sedere.
A dir loro, gli autori avrebbero ricreato la scena per dimostrare che la “vip” Cecilia non stava pompinando il “vip” Ignazio.

Lo ammetto. A questo punto sono andata a vedere il video incriminato.

Migranti, l’Onu denuncia il patto disumano con la Libia: Gentiloni e Minniti dormono tranquillamente?


“La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità” 

La versione pacata di Renzi, tale Gentiloni, e il ministro dell’interno Minniti, che tanto si è dato da fare per ridurre gli sbarchi dei migranti onde evitare che il PD si indebolisca elettoralmente (ma come fa indebolirsi un partito morto?) come commentano, che hanno da dire, su quanto ha denunciato senza mezzi termini l’Alto commissario Onu per i diritti umani in relazione alle condizioni dei migranti nei campi di concentramento libici.

Non solo i governi italiani (Renzi prima, Gentiloni ora) non sono riusciti a ottenere che tutti i paesi europei accogliessero una parte dei disperati che fuggono da guerre e da fame, ma non sono neppure riusciti a dettare condizioni a quella Libia che paghiamo perché trattenga i migranti diretti verso le coste italiane.

Non contiamo un organo sessuale maschile nell’Unione Europea e, infatti, gli altri paesi se ne fottono di quello che giustamente chiediamo: che ognuno faccia la sua parte, ma non conta nulla l’intera Unione Europea fottuta dalla Libia

Serie Rosy Abate: perché Marco Bocci non è nel cast

da: https://www.tvserial.it/

Rosy Abate La Serie Marco Bocci non c’è: ecco perchè

La prima stagione di Rosy Abate La Serie ha debuttato il 12 novembre su Canale 5 e, insieme alla prima puntata, ha lasciato ai fan anche una domanda: perchè l’attore Marco Bocci non è presente nel cast della fiction Mediaset? Ecco svelato il motivo!

L’attore Marco Bocci, che nella fiction Squadra antimafia – Palermo Oggi interpretava Domenico Calcaterra, non è potuto tornare nella nuova fiction su Rosy Abate perchè impegnato sul set di un’altra fiction Mediaset. Stiamo parlando di Solo, fiction che racconta la storia del protagonista Marco Pagani, agente che presta servizio per l’ISCO (servizio centrale operativo della polizia) e all’interno di un’operazione anti-mafia è stato selezionato per infiltrarsi nel pericoloso clan dei Corona, la famiglia della ‘ndrangheta che opera nel territorio della Piana di Gioia Tauro.

La seconda stagione della fiction è stata annunciata già il 1 dicembre 2016, dopo sole 12 ore dalla messa in onda dell’ultima puntata della prima stagione.

lunedì 13 novembre 2017

Serie ‘Rosy Abate’, appare un numero di telefono reale: coppia piemontese tempestata di telefonate minacciose






da: http://www.corriere.it/

“Rosy Abate”, nella serie spunta un numero di telefono: coppia piemontese tempestata di telefonate
Succede dopo la messa in onda della serie televisiva: in una scena viene mostrato un numero di telefono. Che però appartiene a un uomo di Domodossola. Da lì le telefonate, gli insulti, le minacce e persino le richieste di raccomandazione
di Annalisa Grandi

Tutto poteva aspettarsi una coppia di coniugi di Domodossola tranne che una tranquilla domenica sera si trasformasse in una notte da incubo a causa di una fiction. Succede dopo la messa in onda di «Rosy Abate», serie trasmessa su Canale 5 che ha debuttato domenica 12 novembre. Durante la quale è andata in onda una

Molestie: così i media sfruttano l’indignazione per fare i soldi



“Tutti colpevoli, che tra poco vorrà dire nessun colpevole”.

da: http://www.linkiesta.it/it/

Molestie, così i media sfruttano l’indignazione per fare soldi
All’inizio fu il caso Weinstein, e adesso? Con l’emergere continuo di nuovi casi di molestie, spesso tutt’altro che sicuri, si fa strada la tendenza da parte dei media a monetizzare sull’indignazione dei molestati/e. Oltre al solito, insopportabile, moralismo virtuale
di Francesco Francio Mazza

In principio fu Harvey Weinstein.
Tutto d’un tratto si scoprì che il maggior artefice del successo di Quentin Tarantino, il produttore indipendente che con la Miramax aveva rivoluzionato Hollywood nel nome dell’indipendenza degli autori, era soprattutto un bastardo da premio Oscar.
Con Weinstein le cose funzionavano solo in una maniera: “o me la dai o non lavori”. Il che vuol dire non solo ricatto - che fa automaticamente diventare l’altra persona una vittima, non importa che accetti o meno – ma pure estorsione: del resto, esigere un rapporto sessuale in cambio di lavoro è così diverso da esigere denaro? E allora tra quella richiesta e un’estorsione, che differenza c’è?
Il problema è che, scoperchiato Weinstein, si è passati ad una psicosi di segno completamente diverso.

Non solo Ostia: ecco tutta la mafia che prospera dove non te l’aspetti



“Mancano le testate di Roberto Spada, certo. Ma per il resto c’è tutto e di più”

da: http://www.linkiesta.it/it/

Non solo Ostia: ecco tutta la mafia che prospera dove non te l’aspetti
Da Brescello a Lavagna, anche il nord Italia ha i suoi clan e i suoi feudi mafiosi, capaci di prosperare per decenni a causa di paura e omertà. Un monito a tenere la guardia alta, sempre: perché non ci si mette niente a diventare come il municipio romano. E può succedere a tutti
di Francesco Cancellato

Zone franche, le ha chiamate il ministro Minniti. Territori perduti dove regna l’Antistato – mafia, se preferite - nelle sue numerose propaggini. Non solo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, e nemmeno solo Ostia, assurta alle cronache nei giorni scorsi a causa della testata di Roberto Spada al giornalista Daniele Piervincenzi. Una testata che ha riportato alla luce lo strapotere dei clan sul litorale romano, raccontato per anni da una collega coraggiosa come Federica Angeli, nel disinteresse del resto di quasi tutti.

E allora proviamoci, già che ci siamo, ad alzare lo sguardo. Scopriremmo, ad esempio,  che nel centro nord, tra il 2005 e il 2014 ci sono state 120 operazioni di polizia, più o meno una al mese, che hanno portato alla condanna di 1567 boss mafiosi. Che uno ogni quattro tra loro faceva l’imprenditore, o l’amministratore di controllo di una realtà imprenditoriale.

giovedì 9 novembre 2017

Aggressione a Ostia: chi sono gli Spada




 
da: http://www.ilpost.it/

Chi sono gli Spada, a Ostia
L'aggressione a un giornalista sta facendo riparlare dell'enorme quartiere di Roma dove CasaPound prende molti voti e famiglie criminali controllano le zone più degradate.

Ostia è un quartiere enorme nel comune di Roma. Ha 230 mila abitanti e se fosse una città sarebbe la 14esima più grande d’Italia. Il Municipio X di Roma, in cui si trova la città di Ostia vera e propria, è un’area che comprende quartieri residenziali come Infernetto, Malafede, Dragona e Dragoncello, e aree turistiche come il Lido di Ostia, la “spiaggia di Roma”, che attrae ogni estate decine di migliaia di romani. La zona comprende anche aree disagiate, come Nuova Ostia, dove grandi palazzi di edilizia popolare si alternano a infrastrutture fatiscenti e piazze di spaccio. È qui, a Nuova Ostia, che martedì un giornalista del programma Nemo, di RaiDue, è stato picchiato mentre faceva alcune domande sui rapporti tra CasaPound (Roberto Spada, l’autore dell’aggressione è stato arrestato giovedì pomeriggio), che alle elezioni di domenica ha ottenuto uno storico risultato, e gli Spada, una famiglia che alcuni chiamano “clan” e i cui componenti sono stati più volte condannati per reati come estorsione e minacce con l’aggravante del metodo mafioso.

Chi sono gli Spada?

mercoledì 8 novembre 2017

Rai2, Stasera casa Mika: ascolti deludenti, sarà mica colpa della….scelta o presenza…

“Stasera casa Mika” è un bel programma. Eppure gli ascolti non sono quelli attesi dopo l’andamento della scorsa stagione.

Ipotesi…

E’ sbagliata la scelta del giorno di programmazione. Può essere, ma ciò significherebbe che il programma di Mika sarebbe una sorta di tappabuchi. Se non c’è altro, guardo quello. Altrimenti, una fiction su Rai1, un filmetto su Canale 5 e due talk politici in crisi da stagioni non possono penalizzare un bel programma come quello di Mika.

Altra ipotesi: la presenza, ieri sera, di Renzi a “Dimartedì”. Il fanfarone ex presidente del consiglio ha fatto concorrenza a Mika?. Oddio!. Faccio fatica a crederlo. Oddio…potrebbe essere che parte del pubblico di Mika è antirenziano, non renziano, e quindi volesse vedere la faccia del fanfarone perdente al voto in Sicilia.

Terza ipotesi: la presenza di Luciana Littizzetto. Che ha stancato. Beh..questa la

Quello che ci dicono le elezioni in Sicilia


Quello che ci dicono le elezioni in Sicilia: sparisce il centro sinistra, come progetto politico.
Il m5s ha fallito nell'intercettare i delusi dalla politica che non sono andati a votare.
Il centro destra, seppur rimanendo un raggruppamento eterogeneo, prende sempre i suoi voti quando si riunisce.
Infine, il PD rischia di passare da "perno del prossimo governo" a stampella di un futuro governo di larghe intese sempre più a destra.

Cosa succederà nei prossimi mesi?
FI e Berlusconi si diranno l'unico argine contro i populisti e al m5s (quelli che non hanno mai lavorato, o forse si riferiva a baby Genovese ..).
Di riflesso, il M5s si dirà l'unico margine a Berlusconi.

Ogni polemica sarà buona per il chiacchiericcio che ci accompagnerà alle urne.
Con l'avanzata delle destre.

lunedì 6 novembre 2017

Noemi, Rai1 Celebration 4 novembre: Bella senz’anima



Non è solo un fatto di timbro vocale: graffiante, che entra dentro e colpisce, ma è la sua  capacità interpretativa. Una dote non comune. Di strillone in giro ce ne sono parecchie. Di artiste che danno senso a ciò che cantano ce ne sono poche.
Ennesima dimostrazione che Noemi è una signora interprete della musica italiana e internazionale. Si meriterebbe pezzi all’altezza di questi brani che ha interpretato a Celebration su Rai 1.
Chi ha orecchi per intendere….intenda. Soprattutto chi le produrrà il prossimo album…


Noemi, Rai1 Celebration 4 novembre: I just want make love to you

Il “modello sanitario” della Lombardia: addio al medico di famiglia, arriva il manager gestore



da: Il Fatto Quotidiano

Addio al medico di famiglia, arriva il manager “gestore”
Lombardia. La Regione invita i 3,3 milioni di malati cronici a scegliere un tutor. La protesta di molti dottori: “Nuovo favore ai privati, così il paziente diventa un numero”
di Gianni Barbacetto

Davvero la Regione può soddisfare meglio dello Stato il bisogno dei cittadini? Lo sostengono Roberto Maroni e Luca Zaia, presidenti di Lombardia e Veneto, che chiedono al governo più autonomia e più risorse dopo il referendum del 22 ottobre. Ma c’è una materia in cui l’autonomia e i soldi li hanno già: la sanità. E come se la cavano?
Benissimo, risponde Maroni, che in perfetta continuità con il suo predecessore Formigoni non perde occasione di elogiare l’eccellenza del “modello lombardo”. Ma ha appena varato una nuova riforma che, a detta dei critici, “è un grosso regalo ai privati” e potrebbe trasformarsi addirittura nella “morte della sanità pubblica”. Allarmi infondati? Vediamo.

lunedì 30 ottobre 2017

Truffe telefoniche / 7: Le multe a Tim, Wind, Vodafone e Tre

da: Il Salvagente

L’ultima volta che l’Antitrust si è espressa con decisione sulla questione dei servizi a sovrapprezzo è stata nel 2015 con una multa ai quattro maggiori operatori telefoni in Italia: Telecom, Wind, Vodafone e H3G (questi ultimi nel frattempo si sono fusi in un’unica compagnia). La sanzione pari a 1,75 milioni di euro ciascuno per Telecom e H3G e a 800mila euro per Wind e Vodafone, è stata comminata “per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile”. La multa è arrivata dopo le numerosissime segnalazioni ricevute dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha accertato come i quattro operatori avevano attuato una pratica commerciale scorretta di due tipi: “Da un lato, l’omissione di informazioni circa il fatto che il contratto di telefonia mobile sottoscritto pre-abilita la Sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, nonché circa l’esistenza del blocco selettivo opzionale per impedire tale ricezione”. Dall’altro, “l’adozione da parte dell’operatore di telefonia mobile di un comportamento qualificato come aggressivo, consistente nell’attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del cliente al pagamento”. Nel caso di H3G e Tim, l’Antitrust aveva rilevato anche la diffusione di messaggi che omettevano informazioni rilevanti o che determinavano l’attivazione del servizio a sovrapprezzo senza un espresso consenso.

Truffe telefoniche / 6: Sulle truffe le compagnie sparano a salve



da: Il Salvagente

Tim, Vodafone e Wind 3 spiegano le misure che mettono in atto contro i raggiri che subiscono i loro clienti. I controlli nei confronti dei fornitori sospetti, grazie ai quali fanno grossi affari, però non bastano.

Le lamentele sui servizi a sovrapprezzo continuano ad arrivare, ma i maggiori operatori telefonici non sembrano turbarsi più di tanto. E rispondono al Salvagente sulle misure messe in atto per impedire le truffe con una sicurezza dei propri mezzi eccessiva, visti i risultati. Eppure, va detto che rispetto a due anni fa alcune regole per creare degli ostacoli ai furbetti degli abbonamenti via smartphone, sono state messe in atto. Quella condivisa da tutti, oltre al “barring” (sbarramento a tutti i servizi premium, su richiesta), è il meccanismo del doppio click, che dovrebbe garantire il cliente da pressioni involontarie.
D’accordo con l’Agcom, poi, da novembre scatterà un periodo di sperimentazione di 6 mesi che prevede la completa gestione delle pagine di attivazione del servizio direttamente sulla piattaforma dell’operatore.
Dal punto di vista della concretezza, sembrano più utili i meccanismi di controllo sulle società che curano le campagne di abbonamento a questi servizi, spesso le vere responsabili di queste frodi. Wind 3 risponde di aver già da tempo attuato “una serie di misure” come il controllo di “ogni singola fase del processo di acquisto”. In particolare, “le campagne di comunicazione rivolte alla clientela, sono preventivamente verificate per garantirne una maggiore trasparenza”. E aggiunge che “è stato notevolmente intensificato il monitoraggio on line delle campagne, passando da 5.000 a più di 50.000 controlli mensili, al fine di individuare tempestivamente eventuali anomalie e adottare eventuali provvedimenti sanzionatori”.