lunedì 13 febbraio 2012

Art. 18, Monti e Camusso e l'articolo di Giannini in 'la Repubblica'


In merito all’articolo di Massimo Giannini (e non solo) ne la Repubblica, in risposta alla reazione di Susanna Camusso su un presunto incontro segreto con il premier Mario Monti (post sotto) a tema: articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Non credo che la Repubblica si sia inventata incontri segreti tra Mario Monti e il leader della Cgil Susanna Camusso.
Quanto meno, che ci fosse un’intenzione di Monti di incontrarsi con la Camusso e che qualcuno si sia mosso in tal senso. Perché farlo in segreto anziché alla luce del sole?!
Ma vivaddio! Per non turbare i mercati!

Con ciò, questo “inevitabile” “doveroso” articolo di Massimo Giannini mi fa ridere.
Perché non si è mai visto un quotidiano al mondo – tanto meno il quotidiano del gruppo Espresso-la Repubblica – non avere una linea, delle opinioni su come perseguirle. Non si è mai visto un quotidiano letto da giornalisti di altri quotidiani, dalla classe politica e da altri osservatori, mettere qua e là degli articoli senza una costruzione logica basata sulla propria linea editoriale che è anche una linea politica precisa. Che è anche: “per noi, si dovrebbe fare così; per noi è accettabile così”.
Nulla è casuale. Tanto meno gli articoli di opinioni (?) e fatti (?). In merito a queste due parole: ‘opinioni’ e ‘fatti’, Giannini farebbe meglio a leggersi ‘Sei lezioni di Ewdar Carr’. Capirà che la distinzione tra fatti e opinioni è una bufala per chi gira con l’anello al naso.
Gli articoli che si susseguono da giorni nel quotidiano di De Benedetti sono – come sempre – la chiara indicazione di una precisa linea politica. Nella fattispecie, la esprime – guarda un po’ – proprio Massimo Giannini, quando respigendo le accuse di aver «orchestrato una qualche oscura e misteriosa “campagna”», o di «far saltare la trattativa con le parti sociali, per sabotarlo» aggiunge: «Solo libera e corretta informazione. Se poi da tutto questo scaturirà un buon accordo per modernizzare il nostro mercato del lavoro, senza far strage dei diritti ma estendendoli a chi non ne ha alcuno, sarà tanto meglio per l´Italia.»
Io leggo questa frase di Massimo Giannini – vice direttore di la Repubblica – come segue: si può modificare l’articolo 18 se in cambio si danno garanzie ai lavoratori precari, ai giovani, a coloro che sono buttati fuori dal mercato. Se si modernizza il mercato del lavoro.
E qui siamo al trucco.

Che intende Giannini per modernizzare il mercato del lavoro. Perché questo è il punto. Mi punge vaghezza che la “modernizzazione” del mercato del lavoro “accarezzi” le richieste dei capitali esteri. Il che, è legittimo, ma  non è detto che sia la panacea.
Mi punge vaghezza che la “modernizzazione” di Monti e Giannini sia diversa da quella della Camusso. Che, sia chiaro, è da stabilire se sia in grado di comprendere che siamo nel 2012 e che l’occupazione non si crea con slogan o alimentando privilegi e sperequazioni che pagano, a distanza di anni, i lavoratori cui mancano pochi anni per andare in pensione e i giovani privati di un mercato del lavoro.

Nel mentre che capiamo la diversa concezione di “modernizzazione” de la Repubblica, pardon: di Massimo Giannini e della Camusso, gli opinionisti di De Benedetti potrebbero ritornare a dedicarsi al PD.
Ah…già…Eugenio Scalfari ha inziato domenica. Bacchettando alcuni deputati che vorrebbero trasformare il Pd in un partito socialdemocratico

Vai a capire che vuol dire per questi: socialdemocrazia. Ma vai anche a capire che vuol dire questa frase di Scalfari: “Il Pd è nato appena quattro anni fa come partito riformista e innovativo ed ha avuto il voto anche di molti liberali di sinistra ed ex azionisti come anch’io sono.
Che significa. Che “riformista e innovativo” è in antitesi a socialdemocratico? E “liberale di sinistra” che roba sarebbe?
Sono certa che Eugenio Scalfari mi “illuminerà” in tal senso. Non appena il quotidiano la Repubblica (Giannini incluso) tornerà ad occuparsi in modo prioritario del partito di Bersani. Le elezioni non sembrano vicine ma, un quotidiano come la Repubblica, sa che è bene “attrezzarsi” in tempo….
Soprattutto se il candidato del centro destra (nel quale colloco anche Casini) dovesse essere uno dei ministri del governo Monti…

Art. 18 statuto dei lavoratori, incontro segreto Monti e Camusso: Massimo Giannini – ‘Il dovere della notizia’


da: la Repubblica

Il dovere della notizia
di Massimo Giannini

Non c´è bisogno di aver letto la “lezione” di Joseph Pulitzer alla Columbia University, per sapere che “un giornalismo onesto e indipendente è la forza più possente che una civiltà moderna abbia mai sviluppato”.  Per questo, pur prendendo atto della smentita congiunta di Palazzo Chigi e della Cgil a proposito dell´incontro segreto tra Monti e Camusso per concordare una riforma dell´articolo 18, non possiamo che confermare la veridicità della notizia. Esprimiamo la massima considerazione nei confronti del presidente del Consiglio, di cui apprezziamo l´impegno profuso per mettere in sicurezza il Paese e modernizzare la sua economia. Abbiamo un profondo rispetto per il segretario generale del più importante sindacato italiano, di cui comprendiamo lo sforzo nel tutelare i suoi iscritti e al tempo stesso allargare la base della sua rappresentanza sociale anche ai giovani, ai precari e agli “invisibili” del mercato del lavoro. Ma vorremmo rassicurare entrambi.
Nel metodo, nella sua lunga storia Repubblica non ha mai avuto l´abitudine di «inventare» notizie «assolutamente infondate». Meno che mai per «forzare la mano» di qualcuno. Il compito di un giornale «onesto e indipendente», appunto, è sempre e solo quello di cercare informazioni, verificarle attraverso fonti sicure e attendibili, e poi pubblicarle. È quello che è accaduto anche in questa circostanza. La notizia di un faccia a faccia tra Monti e Camusso ci è arrivata da una fonte sicura e attendibile. Ci è stata confermata da ambienti autorevoli. L´abbiamo pubblicata, com´era nostro dovere, senza porci la solita, insinuante domanda che inquina da troppo tempo il discorso pubblico italiano: cui prodest? Non è un nostro problema. Un quotidiano ha un solo “giudice”, al quale rendere conto ogni giorno con la qualità della sua informazione: il lettore. Tutto il resto non conta.
Nel merito, né Palazzo Chigi né la Cgil possono smentire (e infatti non lo fanno) che il confronto sulla riforma dell´articolo 18 sia ormai prossimo a una svolta. Questo è, a prescindere dalle posizioni «note e stranote» della Cgil. Non si vede perché pubblicare un retroscena che spieghi questo livello più avanzato della trattativa debba essere interpretato come un tentativo di «far saltare il confronto» o di esercitare «pressioni improprie». Per confortare questa lettura vagamente complottista, tra l´altro, la Cgil incappa in un palese salto logico. Recita il comunicato: “Prima due fondi di Scalfari, ora una notizia falsa in prima pagina: chi vuole forzare la mano?”. La risposta è: nessuno. E non si vede quale possa essere il nesso tra il retroscena di Claudio Tito pubblicato ieri e gli editoriali di Eugenio Scalfari pubblicati la settimana scorsa. La prima è una notizia, i secondi sono opinioni.
Con una notizia non si può polemizzare. Su un´opinione si può discutere, come in effetti ha fatto la Camusso, rispondendo per lettera al nostro giornale e confutando la tesi di Scalfari sul riformismo di Luciano Lama. Quello che non si può fare è collegare idealmente e strumentalmente le due cose. Come se Repubblica avesse orchestrato una qualche oscura e misteriosa “campagna”. Per fare cosa, poi? Mettere la Cgil con le spalle al muro, per aiutare il governo (come sembrava trasparire tra le righe nella lettera di risposta della Camusso al primo editoriale di Scalfari)? O far saltare la trattativa con le parti sociali, per sabotarlo (come sembra emergere dal comunicato stampa di ieri)? Nessuna forzatura, nessun sabotaggio. Solo libera e corretta informazione. Se poi da tutto questo scaturirà un buon accordo per modernizzare il nostro mercato del lavoro, senza far strage dei diritti ma estendendoli a chi non ne ha alcuno, sarà tanto meglio per l´Italia.

Amici 11, Stefano Marletta: ‘Rosso’


La prima volta che ho sentito questo brano ho pensato: mai sentito, di che è? Ho capito poco dopo che si trattava di una canzone scritta da un concorrente di Amici: Stefano Marletta. Faccia da anti-reality, bel pezzo. Costruzione originale. E poi,  il ragazzo (almeno in questo pezzo) sfoggia una qualità piuttosto rara tra i nuovi arrivati, soprattutto nei cosiddetti talent dove il ‘karokismo’ domina: sa scandire le parole. Non butta via niente. Non toglie, non carica. Se anche le altre sue composizioni sono al livello di ‘Rosso’, buon per lui e …per chi lo produrrà.

Questo Stefano Marletta con “Rosso” è tutt’altra cosa rispetto alla poppazza gastro-enterica dell’Amoroso e della Marrone. Ha scritto uno dei pezzi migliori tra quelli che ho sentito, negli anni, a X Factor o dopo l’uscita da questo talent o da Amici.

Devo anche dire che il brano, che si fa sentire volentieri senza avere nulla di banale, facile, mi riporta a qualcosa..qualcuno…
Le note iniziali alla melodia di un genio di cantautore…e questa parte: ”per non farti scegliere il passato che è passato”…”coloriamo ogni spazio in più”, nel modo di cantarla mi ricorda un tizio e una bellissima canzone…strano…che le mie orecchie facciano un po’ di confusione. O no, Maionchi?
E brava (furbetta) zia Mara…


Strage Eternit: condannati a 16 anni i vertici dell’azienda



Eternit: condanne a 16 anni di carcere
Il pm Guariniello: "Processo storico"
In aula 15 sindaci e una folla di parenti delle vittime

Condannati a 16 anni i vertici dell'Eternit di Casale. E' la decisione pronunciata dal giudice Giuseppe Casalbore al maxi processo di Torino contro lo svizzero Stephan Schmidheiney, 64 anni, e il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 90 anni. L'accusa aveva chiesto per i due, accusati di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche, una condanna a 12 anni, aumentati a 20 a causa della continuazione del reato.

Il tribunale, secondo quanto si ricava dalla lettura del dispositivo della sentenza, che è tuttora in corso, ha ritenuto i due imputati colpevoli di disastro doloso solo per le condizioni degli stabilimenti di Cavagnolo (Torino) e Casale Monferrato (Alessandria). Per gli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli) i giudici hanno dichiarato di non doversi procedere perchè il reato è prescritto.
 Il Presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore è passato a elencare gli indennizzi a favore delle parti civili, che sono alcune migliaia.

Per tutti i familiari delle vittime  la Corte ha stabilito un risarcimento

Whitney Houston: ‘I will always love you’

Whitney Houston: ‘I have nothing’


Whitney Houston: ‘All At Once’ – Sanremo 1987


Whitney Houston se n’è andata. Mi dispiace. Per la persona, più ancora che per l’artista.

Uomini e donne, trono Cristian Galella: per Teta e poche altre, seconda parte…


Ciao Teta, rispondo ai tuoi ultimi commenti nel post

Sui servizietti nelle rivistuncole ci prendi sicuramente!

Premesso che, senza aver visto nulla:
1. sono pronta a scommettere quanto ho di più caro al mondo che il Galella ha capito alcuni meccanismi e li abbia usati;
2. ai tempi in cui "corteggiava" la Frizziero, diversamente da altre persone (Fanny..Tanias....un saluto a loro se passassero di qui….), ritenevo che lei gli piacesse; benché lo stare attaccato alle “sottane” del Mora diceva alla Frizziero, giustamente, chi fosse e cosa ci si potesse aspettare da lui.
Del resto, dopo il “dolore” provocato dalla ‘tronista’ napoletana si è subito accomodato sul trono e, non si sa per quale “mistero cerebrale”, ha creduto che lei potesse scendere le scale per venire a “corteggiarlo”.

Detto quanto sopra….
Il fatto che non abbia ulteriormente allungato il trono non è per un ritrovato spirito del cavaliere o per una diversità sostanziale dai comportamenti di un Angelucci e di una Frizziero. E’ vero, sceglie la prescelta Tara anziché farla tornare e risottoporla ai "maltrattamenti", cioè a quella parte di meccanismo che serve al tronista per allungare il brodo e restare al più a lungo possibile sulla sedia rossa.
Non so se il Galella sia cambiato e in che rispetto a quattro anni fa; può essere che non volesse sottoporre la ragazza al meccanismo trito e ritrito del programma, ma, quel che mi pare logicamente intuibile è che lui poteva andarsene, scegliere, senza che questo gli costasse nulla. Anzi…

La sceglie pochi giorni prima di San Valentino. Ergo: vuoi che non facciano (dopo che andrà in onda la puntata registrata qualche giorno fa) un servizietto, una copertina (seppure da dividere con altri) con il regalo che i due "innamorati" freschi di U&D si fanno?.
Le serate, gli "impegni di lavoro" che crescono con la presenza a Uomini e donne sono già nelle tasche del Galella. Rimanere sul trono a "maltrattare" la prescelta non gli avrebbe portato altre entrate economiche.
Lui e Tara erano già la coppia voluta dal web, dal pubblico che vede il programma come una soap opera. Conclusione: tanto vale andarsene. Questo, senza che Maria De Filippi e la redazione potessero aversene male.

C'era - mi pare evidente - un “accordo” tra Maria De Filippi, redazione, e il Galella: torni sul trono, selezioniamo meglio della volta scorsa, tu sei in condizioni diverse perché la cotta per Paola è passata e sai che lei con U&D ha chiuso. Lui accetta – si deve rifare l’immagine della sua prima volta da tronista -,  fa la sua parte e decide di interrompere l'ultimo meccanismo che non serve né a lui, né alla redazione. Perché entrambi: Galella e redazione sono riusciti a mandare alla Frizziero (che spero non guardi manco una puntata di questo programma) il “messaggio”: potevi provarci, avresti dovuto fidarti perchè i miei sentimenti erano sinceri e io non faccio passare agli altri ciò che hanno (non solo Paola ma anche la redazione) fatto passare a me.....

Dopo quattro anni, né il Galella, né Maria De Filippi e redazione hanno "digerito" come andò quella volta: quando Paola Frizziero rifiutò il “pacco” ben confezionato della signora Fascino e redazione perché pensava che si sarebbe trovata nella medesima situazione di quando stava con Salvatore Angelucci.
Dopo quattro anni, ancora si gira intorno al comportamento della Frizziero. Che ha chiuso con il programma e con il suo indotto dal maggio 2008. Che neppure per una volta si è palesata in quello studio per “chiarire” cosa fosse successo e perché.
Capisco che fantasia e originalità siano bestemmie per un programma come Uomini e Donne, che tutti i “troni” siano clonazione di altri precedenti ma…si deve sempre sfrucugliare su Paola Frizziero?

La scelta "improvvisa" del Galella è funzionale a ciò che gli serve fuori per il suo "lavoro". Che poi non sia una persona che agisce solo in maniera strumentale, può essere; ma che avesse ormai più convenienza a uscire che a restare mi pare logicamente evidente.

Cara Teta, concludo…
Passerà San Valentino. Passerà la primavera. Arriverà l'estate. C’è tempo per instaurare una relazione come..per lasciarsi. Con successiva chiamata al trono. Di Tara.

A proposito…
Questa Tara è stata solo una "vittima" o...ha capito parte del gioco del Galella e glielo ha retto?
Perché il “messaggio” che si voleva mandare alla Frizziero è stato composto e rappresentato da Galella, Maria De Filippi e redazione ma...non è che una parte attiva e non involontaria l'abbia avuta anche questa Tara?
La risposta, per chi n’avesse interesse, arriverà nei prossimi mesi.
Al massimo: palinsesto autunno-inverno 2012.
Se invece sono rose….fioriranno.
Oddio…anche le rose appassiscono…

Sanremo 2012, 62° festival della canzone italiana: regolamento delle serate e sistema delle votazioni


Il 62° festival di Sanremo si svolge nelle serate del 14, 15, 16, 17 e 18 febbraio 2012. I cantanti sono raggruppati in due squadre: Artisti e Sanremosocial.

Il festival prevede:
- una competizione tra canzoni “nuove” interpretate da 14 Artisti individuati secondo criteri di contemporaneità, fama e valore riconosciuti;
- una competizione con canzoni “edite” individuate tra canzoni famose della musica italiana, conosciute nel mondo in versioni internazionali, interpretate dagli stessi 14 Artisti coppia con cantanti ospiti internazionali nel corso  della  serata tributo “VIVA L’ITALIA!” (giovedì 16 febbraio 2012);
- la fase finale della competizione Sanremosocial con canzoni originali presentate e interpretate da 8 artisti giovani.
- per la sezione Artisti, nelle prime quattro serate, la suddivisione delle “canzoni-artisti”, l’ordine di esecuzione in ciascuna delle serate e/o i relativi criteri saranno determinati dall’Organizzazione; per la sezione Sanremosocial, nella seconda serata, gli abbinamenti delle “canzoni-artisti”, nelle varie sessioni ad eliminazione diretta, saranno determinati dai voti del popolo della rete su Facebook; nella quarta Serata per la sezione Sanremosocial e nella quinta e ultima serata per la sezione Artisti sarà il sorteggio a determinare l’ordine di esecuzione delle “canzoni-artisti”.

Le cinque serate sono così strutturate:

Prima Serata (martedì 14 febbraio 2012)
Interpretazione-esecuzione delle 14 canzoni degli Artisti con votazione della giuria demoscopica del Teatro Ariston. Verrà stilata la graduatoria in base ai voti ricevuti nella serata e le 12  “canzoni-artisti” più votate  saranno ammesse alla Seconda Serata.
Presentazione degli 8  artisti giovani di Sanremosocial.  

Seconda Serata (mercoledì 15 febbraio 2012)
Interpretazione-esecuzione delle 12 canzoni degli Artisti, con votazione della giuria demoscopica del Teatro Ariston. Verrà stilata la graduatoria in base ai voti ricevuti nella serata e le 10 “canzoni-artisti” più votate saranno ammesse alla quarta serata.
Interpretazione-esecuzione delle 8 canzoni degli artisti giovani di Sanremosocial, in quattro sessioni da due “canzoni-artisti” ad eliminazione diretta, con votazione del pubblico attraverso il sistema  del televoto.
Le 4  “canzoni-artisti” che risulteranno più votate nelle rispettive sessioni saranno ammesse alla quarta serata.

Terza Serata  (giovedì 16 febbraio 2012)
Serata evento “VIVA L’ITALIA!”.  
Interpretazione-esecuzione delle 14 canzoni famose della musica italiana da parte di tutti i 14 Artisti in coppia con cantanti ospiti internazionali, che non potranno essere artisti già presenti in competizione o previsti  tra altri ospiti al Festival,  e  votazione del pubblico attraverso il sistema del televoto.
Verrà comunicata e premiata l’interpretazione-esecuzione più votata dal pubblico.
Interpretazione-esecuzione, in versione “edit” (breve), delle 4 canzoni degli Artisti non ammesse dalla giuria demoscopica nella prima e seconda Serata, con votazione del pubblico attraverso il sistema del televoto.
Gli Artisti potranno decidere se proporre già in questa serata la “versione liberamente rivisitata” della canzone, preparata in origine solo per la serata del “venerdì”, affiancati da artisti ospiti italiani e/o stranieri, che non potranno essere artisti già presenti  in competizione o  previsti tra altri ospiti al Festival. 
Verrà stilata la graduatoria in base a questa votazione e le 2 “canzoni-artisti” più votate saranno ammesse alla quarta serata.  

Quarta Serata (venerdì 17 febbraio 2012)
Interpretazione-esecuzione delle 12 canzoni degli Artisti, con sistema di votazione misto, giuria tecnica della “Sanremo Festival Orchestra” e pubblico attraverso il sistema del televoto.                            
Gli artisti proporranno la propria canzone in una “versione liberamente rivisitata” affiancati da artisti ospiti, che non potranno essere artisti già presenti in competizione o  previsti tra altri ospiti al Festival. 
Verrà stilata la graduatoria in base ai voti ricevuti nella serata e le 10 “canzoni-artisti” più votate saranno ammesse alla Serata Finale.
Interpretazione-esecuzione delle 4 canzoni finaliste di Sanremosocial con sistema di votazione misto, giuria tecnica della “Sanremo Festival Orchestra” e pubblico attraverso il sistema  del televoto, con due “golden share”  della giuria Radio e del popolo della rete su Facebook.
La canzone-artista più votata verrà proclamata vincitrice tra le canzoni degli artisti giovani di Sanremosocial.

Serata Finale  (sabato 18 febbraio 2012)
Interpretazione-esecuzione delle 10  canzoni degli Artisti con sistema di votazione misto, giuria tecnica della “Sanremo Festival Orchestra” e pubblico attraverso il sistema del televoto, con “golden share”  della Sala  Stampa.
Le 3 “canzoni-artisti” più votate saranno ammesse alla seconda fase della serata finale. 

Interpretazione-esecuzione delle 3 canzoni degli Artisti più votate, in versione “edit” (breve), con nuova votazione solo del pubblico attraverso il sistema del televoto.
La “canzone-artista” più votata verra’ proclamata canzone vincitrice assoluta del 62° Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Vaticano, le rivelazioni sull’attentato al Papa: guerra intestina per la successione a Ratzinger



Complotto vaticano, dietro l’appunto la guerra intestina per la successione a Ratzinger
Il documento svelato da Il Fatto contiene messaggi precisi contro il cardinale Scola, ritenuto il favorito di Ratzinger come futuro Papa. Nel mirino anche il segretario di Stato Bertone. Dietro il cardinale Castrillón, il prelato che ha consegnato l'informativa al Santo Padre, si muovono ambienti ultraconservatori

L’esplodere dei veleni in Vaticano è segno dello sfacelo. La guerra delle fotocopie testimonia l’autunno di un regno, caratterizzato da un monarca che si sente psicologicamente sicuro solo con il suo braccio destro eppure è consapevole della sua incapacità a guidare con pugno di ferro la macchina curiale. Intorno sta la pletora dei curiali irritati e insoddisfatti, che mandano all’esterno documenti segreti come segnali di fumo per manifestare che così non si può andare avanti. Non si può leggere l’ultimo rapporto sulla “fine di papa Ratzinger” senza intrecciarlo alla penosa vicenda della cacciata di Viganò – colpevole di aver denunciato corruzione – e senza tornare con la mente ad un’altra minaccia di morte: quella del “corvo” contro Bertone.

È sempre il Segretario di Stato nell’occhio del ciclone. L’ “appunto” segreto sul viaggio del cardinale Romeo in Cina, che come una bomba a grappolo semina astio e cattiverie contro figure chiave del pontificato ratzingeriano, porta brutalmente alla luce la crisi profonda che travaglia il governo di Benedetto XVI.

Una prima notazione: la missione del cardinal Romeo in Cina, i suoi commenti in una cerchia riservata, le sue possibili valutazioni sul disinteresse del pontefice per il governo quotidiano della macchina vaticana, le sue speculazioni sulla durata del regno di Benedetto XVI – intrecciati a elementi grandguignoleschi come una cospirazione assassina contro il romano pontefice – sono il pretesto per colpire due pezzi da novanta cari al Papa.

Strage Eternit: oggi la sentenza del processo



Strage Eternit oggi è il giorno della verità
Guariniello: "Gli imputati temevano quest’indagine
Uno mi fece spiare prima ancora che iniziassimo"
di Alberto Gaino

Tre giudici di Stephan Schmidheiny e di Jean Louis de Cartier si sono presi quasi tre mesi di tempo per riflettere e definire gli orientamenti della sentenza Eternit che verrà letta oggi dal presidente Giuseppe Casalbore, forse per ore, considerati i numeri «impossibili» di questo processo trasnazionale. Prima ci sarà ancora la breve replica di un difensore, l’avvocato Cesare Zaccone, decisa per consentire più che altro al collegio giudicante di ritirarsi in «pre-camera di consiglio» dal 21 novembre scorso e prepararsi a giudicare l’erede svizzero della multinazionale dell’amianto, ripresentatosi come filantropo nella sua seconda vita, e un anziano barone belga, accomunati nella stessa richiesta di pena: 20 anni di carcere.

I pm torinesi Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace li hanno accusati nelle 65 udienze del processo di disastro doloso e omissioni altrettanto volontarie di norme antinfortunistiche per essere stati, l’uno dopo l’altro a partire dagli anni ‘60, al vertice della multinazionale da cui dipendevano le fabbriche italiane dell’Eternit: a Casale Monferrato c’era la più vecchia, a Bagnoli (Napoli) quella che ha avuto più lavoro (prima del fallimento per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia).

Il processo torinese ha ricompreso le politiche aziendali e i morti degli stabilimenti minori di Rubiera (Reggio Emilia), l’ultimo ad avere chiuso, e quello di Cavagnolo, sulla sponda sinistra del Po e in provincia di Torino. La fabbrica Eternit che ospitava questo paesone era la più piccola della multinazionale in Italia, ma il fatto di rientrare nella competenza territoriale della procura torinese l’ha resa giudiziariamente strategica. Se lo stabilimento Saca non fosse mai esistito, infatti, questo processo non si sarebbe mai celebrato.

Un processo che persino il presidente della Corte d’appello torinese, Mario Barbuto, ha definito con orgoglio un evento storico nella relazione sull’amministrazione della giustizia nel 2011. Guariniello ricorda che «Schmidheiny aveva incaricato una società milanese di pubbliche relazioni di monitorare

Grecia in rivolta: proteste contro le misure dell’Unione Europea



Atene in fiamme contro l’austerità

Cinquanta, forse 100.000 persone in piazza ad Atene. Una piazza che ha lasciato vedere la colonna di fumo a chilometri di distanza. Nella degenerazione delle proteste scoppiate nelle ore precedenti il voto sulle nuove misure di austerità decine di banche e negozi nel centro della capitale sono stati date alle fiamme.
L’esasperazione è della maggioranza, le violenze no. Ma la contrapposizione tra il Parlamento e la piazza sta tutta nelle parole del Premier Papademos secondo cui il voto era “l’ultima chance per evitare un catastrofico default e l’uscita dall’euro”.
I feriti sono oltre 50, una trentina le persone arrestate dalle forze dell’ordine. Il fumo dei lacrimogeni è arrivato sino alle porte del Parlamento in piazza Syntagma. Secondo le forze dell’ordine, che hanno lanciato un’appello alla popolazione affinchè collabori allo spegnimento delle fiamme, gli edifici incendiati sono almeno 18.

venerdì 10 febbraio 2012

Il Teatro degli Orrori: ‘Non vedo l’ora’

Il Teatro degli Orrori: ‘Io cerco te’

Cinema: film in uscita dal 10 febbraio 2012



Tre uomini e una pecora

 

Star Wars Episodio I – La minaccia fantasma




Tre uomini e una pecora
Tre uomini e una pecora è un divertente "scontro di civiltà" tra gli amici di lui e la famiglia di lei perché: