sabato 16 dicembre 2017

Noemi: nuovamente ad un Festival di Sanremo….nuovamente con Diego Calvetti



Dev’essere l’”effetto” di tornare a lavorare con Diego Calvetti. Chissà perché…e chissa dove vuole arrivare con questa scelta, Noemi. Intendo: ritornare con Calvetti e ritornare al Festival di Sanremo.


C’è da sperare, per lei non per me, che visto che ricalca il palco di Sanremo, abbia scelto un brano giusto per Sanremo. Personalmente, il precedente Noemi-Calvetti a Sanremo nel 2010 con il ‘Per tutta la vita’, scritto dal duo Calvetti e Ciappelli (che molto meglio fecero con “L’amore si odia”) non mi ha mai convinto.
E’ un brano che non mi piace, uno di quelli che non ho mai più ascoltato.

Che questa nuova partecipazione a Sanremo sia con un brano del livello di ‘Sono solo parole’, scritto dal bravo e convincente Fabrizio Moro. Questa canzone non è un brano tipicamente sanremese, ma un bel pezzo che nel contesto sanremese funziona. 

Rosy Abate, sta per iniziare il filotto?: la seconda stagione, la terza, la quarta….




Considerando che scappando dal convento dove si era rinchiusa, ha interrotto l’accordo che aveva fatto con lo Stato, nella seconda stagione  dovremmo trovare in galera Rosy Abate.

Pietro Valsecchi e Mediaset vogliono raschiare il fondo del barile perché non hanno fiction che funzionino se non questa appena terminata con Giulia Michelini. Ci sarebbe Solo 2, ma è da vedere se riuscirà a ottenere lo stesso risultato di Rosy Abate. A proposito…………..con tutto il rispetto di Bocci, in questa fiction il numero uno, l’indispensabile è Peppino Mazzotta, non Marco Bocci.

Al momento, Taodue deve puntare su Rosy Abate. Quindi inizierà il filotto: la seconda stagione, la terza, la quarta, la quinta stagione, e così via…A questo punto una domanda sorge spontanea: quando Rosy Abate si ricongiungerà con Leonardino?
Quando sarà pronto per…il servizio militare che, con il passare degli anni e delle stagioni di questa serie sarà nel frattempo ripristinato nello Stato italiano.

Ah….Leonardino cresce, cresce, fino a diventare…………l’erede di Rosy Abate.

Banca Etruria: cara Boschi, conta l’interessamento non il risultato



da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Massimo Pillera


Quello che Maria Elena Boschi omette di dire è che tutti questi contatti ormai certificati, aventi la Banca Etruria come oggetto, avrebbero potuto procurarle anche guadagni materiali. Nel conteggio delle azioni familiari detenute dalla sua famiglia, nel caso i suoi contatti fossero andati a buon fine, la famiglia Boschi avrebbe potuto trarre vantaggio economico dalla fusione o dall’acquisto della banca: magari il fratello non si sarebbe licenziato ed avrebbe fatto una brillante carriera, il padre avrebbe avuto più elasticità nel manovrare asset finanziari del territorio.

Noi non possiamo sapere cosa sarebbe successo se, con “i fatti esposti” dalla ministra a presidenti di gruppi bancari ed allo stesso Vegas (che nega possibili interventi della Consob, per palese mancanza di competenze sul tema aggregazioni bancarie), le sorti di Banca Etruria fossero state modificate. Anzi dalle dichiarazioni di Vegas, capiamo che la ministra anticipa a Vegas l’imminente nomina di suo padre a vicepresidente della banca aretina. Anche in questo caso la cronologia è sostanziale.

Piazza Fontana : 48 anni dalla strage


“Oggi parliamo di fake news, di ingerenze politiche dei russi.
Ma ci siamo dimenticati dei depistaggi, delle coperture da parte dei nostri servizi dei fascisti neri, dei giornalisti a libro paga dei servizi, di Gladio e della loggia massonica e segreta P2”

da: http://unoenessuno.blogspot.it/


Era un venerdì quel 12 dicembre 1969, 48 anni fa, a Milano.
Sono passati tanti anni da quella bomba esplosa nella banca dell'Agricoltura in piazza Fontana, da quelle morti che oggi alla domanda “ma tu dov'eri quel 12 dicembre” in pochi potrebbero o saprebbero rispondere.
L'Italia è un paese senza memoria.

E anche con poco pudore e rispetto per le sue vittime: a 48 anni dalla strage, cosa ci ricordiamo della bomba nella banca dell'agricoltura? E degli altri attentati? Delle bombe scoppiate sui treni, nelle piazze, nelle stazioni? Bombe fatte scoppiare per uccidere, per creare terrore, per preparare il terreno a qualcosa di mostruoso (se possibile, ancora più dei corpi straziati).

La mano proditoria e furtiva di Caino ha sorpreso fratelli ignari e ne ha fatto strage. Ancora una volta il sangue innocente di Abele sparso a macchie enormi offende la mia diletta città.
A quest'ora grave e sacra meglio si addirebbe il silenzio ..
[Dall'omelia dell'arcivescovo di Milano, nel giorno dei funerali delle vittime della strage].

Non è vero che non esiste più destra e sinistra. O che il fascismo oggi non esista (o non costituisca un problema).

Legge sul biotestamento: testo



da: http://www.lapresse.it/

Otto articoli su consenso informato, terapia del dolore, Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)
Ecco il testo della legge sul Biotestamento, approvato in aprile dalla Camera e oggi, 14 dicembre 2017, dal Senato in via definitiva.

Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento
Art. 1.
(Consenso informato)
1. La presente legge, nel rispetto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.
2. È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l'autonomia decisionale del paziente e la competenza, l'autonomia professionale e la responsabilità del medico. Contribuiscono alla relazione di cura, in base alle rispettive competenze, gli esercenti una professione sanitaria che compongono l'équipe sanitaria. In tale relazione sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte dell'unione civile o il convivente ovvero una persona di fiducia del paziente medesimo.

lunedì 11 dicembre 2017

Bitcoin: la moneta virtuale che non piace alle banche



da: Il Fatto Quotidiano

Bitcoin, chi li compra fa un atto di fede. Ecco la moneta virtuale che non piace alle banche
di Loretta Napoleoni

Il fenomeno più interessante dell’economia della condivisione sono i bitcoin. Molti non saranno d’accordo con questa affermazione poiché i bitcoin sono entrati a far parte degli strumenti finanziari, tant’è che la prossima settimana il mercato futuro di Chicago inizierà a quotarli. Ma proprio il fatto che siano riusciti a sfondare tutte le barriere corporative della finanza mondiale, dall’emissione di moneta delle banche centrali fino ai controlli delle clearing houses, imprese finanziarie che ‘assicurano’ la solvibilità delle transazioni delle consorelle, prova la potenza del sistema peer-to-peer, e cioè quello della condivisione.

Per chi non conosce la storia della moneta elettronica che nel 2017 ha fatto registrare tra i più alti tassi di rendimento dell’investimento, i bitcoin sono nati nel 2008 con lo scopo specifico di rendere obsoleto un sistema monetario fiduciario dove la creazione di denaro nasce dall’emissione del debito ed i controlli sono in mano alla casta finanziaria.

Noemi, secondo singolo: I miei rimedi

Dopo "Autunno", e in attesa dell'uscita dell'album nel 2018, ecco il secondo singolo di Noemi. Il brano è stato scritto da Dario Faini, Roberto Casalino e Daniele Incicco (il cantante dei La Rua).

La guerra culturale di Trump (che porta ad altre guerre…)



da: https://www.internazionale.it/

Trump prosegue la guerra culturale che aveva promesso
di Alessio Marchionna

Nell’ultima settimana è andato in scena uno schema che si ripete periodicamente da quando Donald Trump è entrato alla Casa Bianca, quasi un anno fa. Il presidente prende una serie di decisioni estreme destinate ad avere conseguenze importanti sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo; la maggior parte dei commentatori e dei politici resta spiazzata e si affanna per trovate l’ipotetico filo comune che lega scelte apparentemente irrazionali (e in alcuni casi in contrasto tra loro); gli sforzi di tracciare un profilo politico che serva da guida per il prossimo futuro falliscono, e l’opinione pubblica mondiale si ritrova con una serie di domande apparentemente senza risposta.

Perché Trump ha deciso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele in un momento in cui le tensioni regionali sono ai massimi storici? Perché decide di ufficializzare il suo appoggio al candidato repubblicano al senato Roy Moore, accusato di aver molestato alcune minorenni tra gli anni settanta e ottanta, mentre in tutto il mondo sembra esserci un risveglio contro la violenza di genere?

mercoledì 29 novembre 2017

X Factor 11, Maneskin: Chosen

Massimo Gramellini: Salvini senza fine



da: http://www.corriere.it/

L’ennesima triste gaffe di Salvini («Fine vita? Io mi occupo di vivi, dei morti ci occuperemo poi») farà gongolare gli apostoli del politicamente scorretto in salsa becera, ma conferma la tendenza della politica a difendere una cosa giusta tirandone in ballo una sbagliata. Immagino che Salvini volesse denunciare la scarsa attenzione dei suoi colleghi di sinistra per i temi del lavoro, di gran lunga i più vicini agli interessi e alle ansie dei cittadini. Ma, per sostenere le ragioni di quelli che lui chiama «i vivi», ha mancato gravemente di rispetto verso tanti che morti non sono: i malati e le loro famiglie, che da tempo immemorabile aspettano un segnale di vita dalle istituzioni. Non si capisce per quale ragione si debbano stabilire gerarchie tra i diritti fondamentali. Perché non si possa affrontare da Paese adulto la questione del testamento biologico e al contempo prendere di petto il crollo degli stipendi, la riduzione delle tutele per i dipendenti, il tartassamento fiscale delle piccole imprese.
Nel giorno in cui una lavoratrice dell’Ikea di Corsico, madre separata con figlio disabile, viene licenziata in tronco per avere chiesto di cambiare il turno delle sette del mattino, sarebbe ora che la politica

martedì 28 novembre 2017

Mia nonna, i miei studenti e CasaPound



da: http://www.glistatigenerali.com/
di Antonio Vigilante

Quest’anno faremo incontrare i nostri studenti con alcuni richiedenti asilo ospitati nel territorio. E’ il terzo anno che lo facciamo. Lo facciamo perché riteniamo che sia compito della scuola consentire agli studenti di conoscere la realtà sociale, e poter parlare con dei migranti è un modo per avere conoscenze di prima mano, per così dire, su un fatto sociale importante, al centro del dibattito politico. Per quanto mi riguarda, è una preziosa occasione di approfondimento delle mie discipline: insegno Scienze Umane, e potersi mettere in cerchio con persone provenienti dalla Nigeria, dal Bangladesh e dal Pakistan e confrontare i nostri punti di vista, i valori, le prospettive, è un modo per fare antropologia concreta. Ben prima che se ne accorgessero anche i giornali, abbiamo ascoltato dalla loro bocca – ma i racconti erano a bassa voce, quasi che quel male potesse ancora colpirli, a raccontarlo – dell’inferno libico, quella zona franca nella quale i migranti restano intrappolati anche per anni: e molti vi lasciano la vita.

La risposta degli studenti è stata generalmente positiva, ma quest’anno alcuni di loro hanno fatto sapere che nei giorni degli incontri non verranno

lunedì 27 novembre 2017

Rosy Abate: riecco la “cattiva” che collabora con il poliziotto (dove l’ho già vista questa trama…)



Come volevasi dimostrare.
L’originalità non è il tratto distintivo di Valsecchi e sceneggiatori di Rosy Abate come non lo era ai tempi di Squadra Antimafia dalla sesta stagione in avanti.

Rosy Abate è riscesa in guerra, non per sua volontà, ma perché le hanno detto che suo figlio è vivo. E fin qui ci sta. Oddio….dovrebbero spiegarci come ha fatto a sopravvivere Leonardino. Ma può essere che in uno slancio di logica lo spieghino  - in maniera credibile o ridicola – nelle prossime due puntate.
Se quanto sopra ci sta, ecco arrivare lo “slancio di originalità”. Rosy Abate che collabora con un poliziotto per catturare il mafioso. Dove l’ho già vista ‘sta trama?

Ora.
A parte l’”inciampo” iniziale gravissimo nella prima puntata: il numero di cellulare esistente che ha procurato a due persone una persecuzione telefonica, le puntate finora in onda non mi pare abbiano mostrato quelle ridicolaggini, sviste, ecc…delle ultime serie di Squadra Antimafia.
Come ho scritto precedentemente,  tra la mafiosa e la suora ci stanno parecchie vie femminili di mezzo; tra la mafiosa in azione e la relegata in convento ci sta una Rosy Abate “convertita” alle legge e che cerca una nuova vita fosse anche attraverso qualche ultima azione.

venerdì 24 novembre 2017

X Factor 11: per i Maneskin non c’è gara, sono già i vincitori



I Maneskin sono i miei vincitori di X Factor.
Se non ci saranno “stranezze”, l’ultimo scontro dovrebbe essere tra questi diavoletti e il “principe azzurro”: Lorenzo Licitra. E i diavoletti Maneskin dovrebbero sbaragliare e vincere. Se non succederà, saranno comunque i vincitori di fatto di questa undicesima edizione che non mi ha coinvolto, tranne loro.

Rita Bellanza doveva uscire dopo aver scempiato la Donna cannone. Per me chi scempia De Gregori (e non è la prima volta a X Factor) va espulso/a. Hanno voluto che arrivasse all’inedito. Adesso può andare a casa…




da: http://www.adnkronos.com/


Fenomeno Maneskin, chi sono i fantastici 4 di X Factor
"Vogliamo distinguerci" amano ripetere. E come potrebbe essere altrimenti? Quando salgono sul palco i Maneskin non ce ne è per nessuno. "I coatti de Roma", come si fanno chiamare, sono la rivelazione di questa edizione di X Factor, il talent di punta di Sky Uno, che grazie a loro carisma e talento, ogni settimana macinano consensi a colpi di riff e cover azzeccatissime. Merito di quel mix micidiale di eccentricità e sfrontatezza, certo, ma anche della voce graffiante del frontman Damiano consapevole di essere già proiettato, assieme ai suoi compagni, nel gotha dei numeri uno.

Ego sconfinato ma talento innato, Damiano David è il bello e dannato della band. Capelli lunghi, sguardo affilato, su Instagram vanta già 98mila follower, mentre sul palco fa il paio con la bionda bassista Victoria, l'unica ragazza del gruppo, che vanta origini danesi. E danese è anche il nome che hanno scelto (Maneskin significa 'chiaro di luna').

Sky Q ufficiale: che cos'è, come funziona, quanto costa



da: http://www.corriere.it

Il nuovo set-top box Sky Q Platinum trasmette le immagini ai Q Mini su rete senza fili, ma dialoga anche con smartphone e tablet: così si possono usare fino a 5 schermi allo stesso tempo. Prezzi dai 4 euro mensili (per i clienti più fedeli)
di Paolo Ottolina

Che cos’è
Sky Q è la nuova piattaforma tecnologica di Sky. Non un nuovo o un semplice decoder, ma un insieme di soluzioni hardware e software che fa diverse cose.
Sky Q integra le trasmissioni broadband satellitari e l’Ip tv via Internet. Mette insieme le varie innovazioni nell’esperienza di visione televisiva che Sky ha aggiunto alla sua offerta negli ultimi anni. Allinea Sky all’esperienza di visione “fluida” su dispositivi diversi cui ci hanno abituati i servizi di video on demand (Netflix, Amazon Prime Vision, Infinity, Tim Vision e così via).
«Dimenticatevi la parola “decoder”, da oggi nasce un nuovo modo di guardare la televisione, un modo che tiene conto delle diverse esigenze, del tempo libero che uno ha a disposizione e che è uno dei nostri beni più prezioso» ha detto l’ad di Sky Italai, Andrea Zappia (nella foto). Sky Q è «un box - ha precisato l’ad - che in realtà è un piccolo computer». Non c’è più una smart da inserire,

Cosa fa
L’esperienza di Sky Q è pensata al momento per chi ha più di uno schermo televisivo in casa. Per ora si parte infatti con Sky Q Platinum, un set-top box collegato al satellite e alla rete di casa via wifi (o via cavo Ethernet) che gestisce tutto l’intrattenimento domestico. Si collega infatti a degli apparecchi “figli”, gli Sky Q Mini. Oppure ai vari dispositivi mobili (smartphone e tablet iOS oppure Android).

giovedì 23 novembre 2017

Conti pubblici, dal 2014 sono peggiorati: ‘Obiettivi rivisti al ribasso ogni 6 mesi. Governi pensano al tornaconto elettorale’



da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

L'ANALISI DEI NUMERI - Durante i governi Renzi e Gentiloni il debito è aumentato di oltre 176 miliardi, la spesa corrente è lievitata di 25 miliardi e gli investimenti pubblici sono scesi al minimo storico. L'unico dato positivo è il calo degli interessi sul debito, merito di Draghi. Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review e oggi direttore di un osservatorio sulla finanza pubblica: "Si è scelto di ridurre un po' le tasse senza tagliare le uscite"
di Chiara Brusini

“Dal 2014 abbiamo puntualmente rivisto al ribasso gli obiettivi ogni sei mesi. I governi, invece che risanare i conti, hanno preferito ridurre un po’ le tasse – per esempio con il bonus Irpef di 80 euro e l’eliminazione dell’Imu prima casa – senza tagliare la spesa. Forse per comprarsi qualche punto in più di crescita. O, a essere malevoli, per cercare di vincere un’elezione o un referendum“. L’economista Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, fino a fine ottobre direttore esecutivo nel board del Fondo monetario internazionale e oggi alla guida dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica, evita di dare esplicitamente ragione al vicepresidente della Commissione Ue Jirki Katainen. Ma il messaggio è chiaro. Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan hanno un bel dire che “non siamo più il fanalino di coda” e “la finanza pubblica migliora”. Come rilevato dalla Commissione Ue nella lettera inviata a Roma il 22 novembre, i numeri messi nero su bianco nei documenti ufficiali dal governo di Matteo Renzi e da quello “fotocopia” del suo successore raccontano un’altra verità. Negli ultimi tre anni e mezzo i nostri conti pubblici sono peggiorati.

martedì 21 novembre 2017

Milena Gabanelli: video striscia quotidiana su Corriere.it e ospite a La7




da: http://www.ansa.it/

Gabanelli, videostriscia su Corriere.it e ospite La7
Rcs annuncia nuovo accordo di collaborazione con la giornalista

Una video-striscia quotidiana su Corriere.it, con numeri, mappe e proposte concrete, e la partecipazione come ospite ai programmi di approfondimento di La7: lo prevede il nuovo accordo con Milena Gabanelli annunciato da Rcs. Gabanelli ha detto addio alla Rai il 15 novembre, dopo aver annunciato le dimissioni dalla tv pubblica il 31/10. La storica conduttrice di Report ha rifiutato l'offerta della condirezione di RaiNews 24 al fianco di Antonio Di Bella, per lo sviluppo dell'offerta web della Rai, e il ritorno alla conduzione del programma di inchieste.

"Siamo orgogliosi", dice il direttore del Corsera Lucio Fontana, "sperimenteremo insieme una nuova frontiera del giornalismo e del data journalism, esplorando anche nuovi format di fruizione e di linguaggio e aprendo insieme nuove strade per il futuro della nostra professione". "Quello che oggi mi interessa di più - commenta Gabanelli - è portare informazione di qualità su quei mezzi e piazze virtuali dove si sta formando la classe dirigente di domani".

Il sistema bancario italiano, dalla Popolare di Lodi alla Popolare di Vicenza: le colpe della vigilanza di Banca d’Italia




da: http://www.glistatigenerali.com/

Le due colpe della vigilanza della Banca d’Italia
di Andrew Sentance

Una banca deve avere un patrimonio solido in grado di coprire eventuali perdite senza arrivare al collasso, travolgendo i depositi. Che una banca non debba autofinanziarsi è di tutta evidenza fondamentale: se un istituto presta i soldi a un investitore che li mette nel capitale della banca, il patrimonio di quest’ultima non è altro che fumo.

Correva l’anno 2004 quando la Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani fece un aumento di capitale per finanziare l’acquisizione di Banca Antonveneta. Dopo il fallimento di quest’operazione e, insieme alle accuse contro l’ex-Governatore della Banca d’Italia, si scoprì che la Popolare di Lodi finanziava vari amici per comprarne le azioni nell’aumento di capitale.

No, non è stata la monetina: cosa insegna a Milano e Roma l’EMA perduta




da: http://www.glistatigenerali.com/

di Jacopo Tondelli

A un metro dal traguardo, si infrange il sogno di avere a Milano l’EMA, agenzia europea del farmaco destinata a traslocare a breve da Londra dopo la Brexit. La sconfitta arriva nel modo peggiore da digerire, dopo tre votazioni condotte sempre in testa, e arrivando quindi all’ultima votazione-spareggio che vedeva Milano contrapposta ad Amsterdam. All’ultimo voto le due città raccolgono lo stesso numero di preferenze e quindi si va, come da regolamento, al sorteggio. Il sorteggio premia Amsterdam.

Da questa storia di politica e lobbying possiamo raccogliere diversi dati sul presente e qualche insegnamento sul futuro.

Milano non era favorita, e gli umori di chi ha costruito e seguito da vicino la candidatura, negli ultimi giorni, erano altalenanti con una tendenza diffusa al pessimismo. Si temeva addirittura che la città non potesse arrivare nemmeno a superare le prime votazioni. Così non è stato. Perché Milano ha costruito evidentemente una buona e solida reputazione in Europa e nel mondo, e perché i vari livelli istituzionali italiani si sono spesi davvero generosamente nel sostenere questa partita. Tanto da arrivare davvero a un passo dalla meta.

lunedì 20 novembre 2017

Papa Francesco: messaggio sulle questioni del ‘fine-vita’



da: http://w2.vatican.va/content/vatican/it.html

Messaggio del Santo Padre al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita in occasione del Meeting Regionale Europeo della "World Medical Association" sulle questioni del “fine-vita”
16 novembre 2017

Al Venerato Fratello
Mons. Vincenzo Paglia
Presidente della Pontificia Accademia per la Vita

Invio il mio cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto “fine-vita”, organizzato in Vaticano unitamente alla Pontificia Accademia per la Vita.

Il vostro incontro si concentrerà sulle domande che riguardano la fine della vita terrena. Sono domande che hanno sempre interpellato l’umanità, ma oggi assumono forme nuove per l’evoluzione delle conoscenze e degli strumenti tecnici resi disponibili dall’ingegno umano. La medicina ha infatti sviluppato una sempre maggiore capacità terapeutica, che ha permesso di sconfiggere molte malattie, di migliorare la salute e prolungare il tempo della vita. Essa ha dunque svolto un ruolo molto positivo. D’altra parte, oggi è anche possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare. Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona.

giovedì 16 novembre 2017

Tari gonfiata: la strada per i rimborsi è in salita e a farne le spese saranno comunque i cittadini e le imprese




da: Il Fatto Quotidiano

Secondo fonti Anci "gli eventuali errori su determinate tariffe non hanno prodotto nessuna maggiore entrata" per i Comuni. Di conseguenza "la correzione comporterà necessariamente la rimodulazione delle tariffe sulla generalità dei contribuenti per garantire la corrispondenza tra entrata e costi del servizio". Colpiti anche magazzini e uffici. Ecco cosa si può fare e come
di Fiorina Capozzi

Il Comune sbaglia a calcolare la tassa sui rifiuti (Tari), il governo ne prende atto e i cittadini e le imprese ne fanno le spese con ipotesi di rimborsi e conguagli ancora tutti da definire. Per chi, poi, ha rottamato le cartelle esattoriali per mettersi in regola, oltre al danno, c’è anche la beffa: praticamente impossibile recuperare i soldi della Tari “gonfiata”. Di che cifre stiamo parlando? “Fra i 100 e i mille euro”, secondo una stima dell’avvocato tributarista Franco Muratori. Ma ogni comune è una storia a sé, tutta da ricalcolare. “A questo punto ci auguriamo solo che non ci siano colpi di spugna che esentino le amministrazioni dai rimborsi ai cittadini che hanno pagato di più”, precisa l’avvocato Carmelo Calì della Confconsumatori, che assieme alle altre associazioni dei consumatori, si prepara a dar battaglia per tutelare chi ha versato nelle casse pubbliche più del dovuto. Al momento non è ancora chiaro quanti e quali siano i comuni

mercoledì 15 novembre 2017

Serie Rosy Abate, il numero di cellulare mostrato: un primo grossolano errore cui seguirà l’approssimazione, le incoerenze, già viste in Squadra Antimafia?




Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Il vizio degli sceneggiatori ma anche della regia di Squadra Antimafia dalla 5.a serie in poi, è quello dell’approssimazione nello scrivere e nel girare alcune scene fino ad arrivare al ridicolo in certe sequenze.
Adesso è arrivato lo spin-off di Squadra Antimafia: Rosy Abate. E’ auspicabile che certe “mancanze” non si ripetano. Eppure, già alla prima puntata l’hanno fatta grossa. E la responsabilità è della regia e del montaggio più che degli sceneggiatori. In una sequenza si è visto chiaramente e interamente un numero di cellulare attivo. Poiché in Italia i deficienti non mancano, sono partite un sacco di telefonate. Vittime, una coppia di Domodossola inondata di chiamate con insulti e minacce.
Questo “errore” configura un reato: trattamento illecito di dati personali. La pena va da sei a ventiquattro mesi.
Vediamo come finirà questa vicenda e se nel prosieguo delle puntate, il lupo dimostrerà di non perdere il vizio: cioè sceneggiatura e regia non faranno cazzate.

Se anche se non vi saranno errori pacchiani (si spera), l’impressione è che gli sceneggiatori abbiano dimenticato parte del racconto di Squadra Antimafia e saltino fuori incongruenze e contraddizioni, nonché buchi di sceneggiatura.