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mercoledì 25 agosto 2021

Breve guida a Dazn: di chi è, che vuol fare, quanto perde

 


 

da: Il Fatto Quotidiano – di Lorenzo Vendemiale

Il gruppo di Len Blavatnik è arrivato oltre il miliardo di dollari di ricavi, ma è in rosso per 1,4. In Italia la scommessa è quella di Tim: spingere la fibra

Le partite della Serie A, il bene più prezioso che ci sia per l’italiano, per i prossimi tre anni sono nelle mani di un ex oligarca russo, che ha costruito la sua fortuna partendo dalle macerie dell’Urss e cavalcando le onde del capitalismo occidentale, e ora si è messo in testa di costruire la Netflix dello sport, progetto che in Italia, per volontà del grande alleato Tim, significa catapultare dall’oggi al domani un Paese con un digital divide imbarazzante nel futuro dello streaming. Per gli avidi patron della Serie A, che di fronte al malloppo non ci hanno pensato troppo a consegnargli le chiavi del campionato, stiamo in una botte di ferro. Per i tifosi riottosi al cambiamento, per cui si stava sempre meglio quando si stava peggio (il monopolio di Sky e le urla di Caressa sono ricordati praticamente come l’età dell’oro), siamo rovinati.

L’ERA DI DAZN, cioè del pallone in streaming, è cominciata come tutti si aspettavano: disagi, proteste, addirittura interrogazioni parlamentari. Sembra di essere tornati al 2018, con l’aggravante di tre anni di inutili prove generali, all’esordio balbettante nel campionato italiano di Dazn, entità astratta che ancora non è entrata nel cuore degli italiani. Lev Blavatnik è convinto che ci riuscirà presto, e non per caso è diventato uno degli uomini più ricchi del pianeta.

lunedì 12 luglio 2021

Calcio, 11 luglio 2021: Italia campione d'Europa

 

🏆 Battere a Wembley, nel loro tempio calcistico, i nazionalisti, presuntuosi, antisportivi inglesi è qualcosa di indimenticabile.....👏👏👏👏👏

 

 

Mii spiace per 😘 Berrettini 👏👏👏👏👏 che mi ha procurato un'ansia che non provavo da anni per un match di tennis. Per lui è solo l'inizio..."martellerà" ancora su quell'erba. E non solo. 

 


 

mercoledì 21 aprile 2021

Superlega?: è durata una.......sveltina

 


La notte porta consiglio. Persino ai grandi club del calcio. E così la Superlega è durata una sveltina.

Adesso c'è da saldare la "parcella" a JPMorgan. Ceferin, che sta godendo per il ritorno del "figliol prodigo" Agnelli, dovrà garantire più introiti alle 12 aspiranti secessioniste.

Trovo comunque questo tentativo di scisma calcistico a dir poco strano. Possibile che questi club non abbiano valutato, preventivamente, se i tifosi di calcio avrebbero gradito questa Superlega. La contrarietà dei tifosi delle squadre escluse era scontato, ma quello dei propri tifosi andava sondato. Strano.

Non finisce qui. Il business prevale su tutto e tutti. Ergo: o i soldi arrivano dalla Superlega o arrivano da Fifa/Uefa.


da: https://www.agi.it/

La Super League non esiste più, Agnelli si arrende

Il presidente della Juve ha ammesso che senza i sei club inglesi il progetto non può andare avanti. Anche l'Inter si era sfilata. Ceferin: ammirevole ammettere di aver sbagliato, ora ricostruire l'unità del calcio

La Super League europea non c'è più: dopo il ritiro dei sei club inglesi e la marcia indietro dell'Inter, Andrea Agnelli ha preso atto dell'impossibilità di andare avanti. "Ad essere sincero e onesto, no... evidentemente, non è il caso", ha detto il presidente della Juve e grande sponsor del progetto a un giornalista della Reuters che gli chiedeva se l'idea della Superlega fosse ancora praticabile.

Il forfeit delle inglesi

Con una raffica di tweet a breve distanza l'uno dall'altro, martedì sera Manchester United, Liverpool, Arsenal e Tottenham avevano annunciato l'abbandono del progetto e a loro si sono aggiunte le altre due inglesi, Manchester City e Chelsea.

L'Inter ufficializza lo stop

martedì 20 aprile 2021

Calcio e finanza: L'invincibile Armada dei super ricchi

 


da: Il Manifesto – di Flaviano De Luca

Lucifero, il presuntuoso angelo ribelle, ha le fattezze di Florentino Perez, imprenditore spagnolo a capo di un grande gruppo di costruzioni, presidente del Real Madrid (rieletto per la sesta volta, fino al 2025), persino interessato al polo autostradale italiano. Lui ha inventato i galacticos e ha sognato l’Invincible Armada che sopravanza gli inglesi ben cinque secoli dopo, la sua amata Superlega, che dovrebbe chiamare European Premier League (paradossalmente proprio adesso che i sudditi di Elisabetta hanno fatto marameo all’Ue). Ovvero la nuova idea per monetizzare al massimo il global brand, quelle compagini un tempo chiamate squadre, delle 20 più ricche del vecchio continente. Se si può vedere ogni volta Psg-Bayern (peraltro due club che non hanno ancora dato il loro assenso), chi preferirebbe AlbinoLeffe-Pontedera? L’ennesima celebrazione del calcio come sport da pay tv, amplificato dalla pandemia che ha chiuso a chiave gli stadi e lasciato a casa il pubblico, i tifosi, quelli che si presentano con sciarpe e bandiere, urlando canzoni e cori, ragionando d’identità locale, comunità e campanilismo.

Alone di nostalgico romanticismo per quello sport incontrato da bambini, dove vincevano i più bravi e non quelli che avevano comprato il pallone o affittato il campo. Negazione di «quei valori europei di diversità e inclusione», come dicono allenatori ed ex giocatori. Niente più merito sportivo, i casi Leeds o Atalanta da dimenticare, l’importante è partecipare (alla Superlega) e portare a casa i ricchi dividendi assicurati dalla spartizione della torta. Insomma

La secessione del calcio: Superlega, soldi e potere. E il pallone va in fuorigioco

 


da: Il Manifesto – di Nicola Sellitti

Un montepremi annuale di 7 miliardi di euro garantito da Jp Morgan, così le 12 big scissioniste contano di ripianare gli ingenti debiti.

In attesa di scenari, ricadute, conseguenze, ecco i numeri. Le 12 partecipanti alla Superlega nata un attimo prima del varo della nuova Champions League hanno accumulato negli anni 5,6 miliardi di euro di debiti. E il montepremi previsto ogni anno dalla nuova lega arriva a sette miliardi di euro. Ovvero, 5,5 miliardi in più rispetto all’ultima edizione di Champions League.

Ecco il motivo della nascita della Superlega: i soldi, ogni anno, sul conto corrente. Anticipati, per ora, dalla banca americana JP Morgan, sei miliardi di euro, 3,5 miliardi di euro per l’ammodernamento degli stadi, disposta ad erogare un assegno immediato da 350 milioni di euro ai club in bolletta, sfiniti dalla pandemia e dai debiti accumulati in anni di gestioni gonfiate.

Dunque, la presa in giro di Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ieri definito «bugiardo» e «la più grande delusione» dal numero uno dell’Uefa, Aleksandr Ceferin, di una lega creata «per i tifosi» è una battuta venuta male. Di sicuro, da meno di due giorni è in atto uno scisma nel pallone. Anzi, un ricatto dei club che rappresentano

lunedì 23 settembre 2019

Operazione Eclissi non ferma IPTV e pezzotto: nel weekend canali nuovamente visibili



L'operazione Eclissi contro l'IPTV ed il pezzotto scattata la scorsa settimana non ha fermato i pirati. A denunciarlo quest'oggi Il Mattino, secondo cui nel weekend soprattutto in Campania quasi tutti gli utenti in possesso dell'abbonamento sarebbero riusciti a godere degli eventi sportivi.

Il giornale campano senza mezzi termini afferma che "ieri quasi tutti sono riusciti a godersi la larga vittoria del Napoli a Lecce o la doppietta della Ferrari a Singapore", come se nulla fosse successo ma soprattutto alla luce del sole.

Com'è avvenuto questo? Il quotidiano racconta che i rivenditori delle sottoscrizioni da 12 Euro avrebbero inviato ai "clienti" tramite delle chat di Whatsapp un nuovo codice o, in alternativa, hanno aggiornato il sistema. In questo modo gli utenti non hanno dovuto far altro che premere qualche tasto per riaccedere al sistema.

martedì 29 gennaio 2019

Evasione, fondi neri, frodi: la faccia (rimossa) del calcio


da: https://www.glistatigenerali.com/ - di Stefano Artusi

Pochi giorni fa Cristiano Ronaldo, a Madrid, ha patteggiato una condanna a 2 anni di carcere e una multa di 3,2 mln di euro. Il contenzioso con Hacienda, il fisco spagnolo, deriva dalle accuse di evasione relative al periodo di militanza nei blancos. La pena detentiva, che non dovrà scontare perchè incensurato, è stata commutata in un’ammenda di 365mila euro. Ed era appena lo scorso giugno quando si accordò per il versamento di 18,8 mln al fisco. Il tutto mentre, assiepati davanti al tribunale, lo aspettavano giornalisti e tifosi pronti ad osannarlo e a chiedere (con successo) autografi al loro ex-beniamino.

Il giocatore aveva chiesto di poter presiedere all’udienza in videoconferenza dall’Italia o di accedere al parcheggio interno dell’edificio per evitare i riflettori, richieste entrambe negate dal giudice.

L’accusa sarebbe quella di aver utilizzato società di comodo in paradisi fiscali – Isole Vergini brit. e Irlanda – per evitare di pagare le imposte dovute sui diritti d’immagine tra il 2011 e il 2014. Il patteggiamento ha consentito al calciatore di evitare un lungo processo, che avrebbe danneggiato la sua immagine, e una condanna più pesante.

Ora che milita nella Juventus, escludento il reddito percepito dal club torinese, sui diritti

giovedì 25 febbraio 2016

Ayrton Senna: in mostra a Monza



da: http://ruoteclassiche.quattroruote.it/

Ayrton Senna in mostra a Monza


Ayrton Senna torna a Monza in una mostra imperdibile. A realizzarla due autorevoli testimoni e amici del compianto campione brasiliano: Giorgio Terruzzi ed Ercole Colombo.

Dalle pagine di un libro di successo alle pareti del Museo della Velocità all’interno dell’autodromo di Monza: il racconto “Suite 200. L’Ultima Notte di Ayrton Senna” di Giorgio Terruzzi è diventato una mostra fotografica grazie alle immagini di Ercole Colombo, uno dei più grandi fotografi della Formula 1.

La mostra è stata appena aperta al pubblico e lo resterà fino al 24 luglio. Per gli appassionati di Ayrton Senna e in generale della Formula 1, o per chi il primo maggio del 1994 (quando Senna perse la vita a seguito di un incidente sulla pista dell’Autodromo di Imola) era ancora troppo giovane per capire il vuoto che quella scomparsa avrebbe lasciato nel cuore di tutti, si tratta di un’occasione più unica che rara.

mercoledì 16 settembre 2015

Marco Travaglio: Il collega Lucianone



Eh…sì…dati i “precedenti” di Moggi, che Travaglio ricorda nel suo editoriale, era ora che gli fosse riconosciuta la qualifica di “giornalista pubblicista”….meglio tardi che mai…


da: Il Fatto Quotidiano

La notizia è di quelle destinate a gonfiare di orgoglio il cuore di tutti gli appassionati della libera informazione: da ieri Luciano Moggi è giornalista pubblicista, con tanto di tesserino verde dell’Ordine consegnatogli alla veneranda età di 78 anni in una breve ma toccante cerimonia nella città di Torino,dove fino al 2006 dispiegò tutto il meglio della sua etica sportiva. Poi i noti giacobini della giustizia sportiva lo radiarono dalla Federcalcio, e fu allora che scoprì la sua vocazione giornalistica, scrivendo commenti per Libero e per il sito del settimanale ciellino Tempi e facendo l’opinionista alla radio (Manà Manà) e in tv (Sportitalia). “Mi hanno vestito di bianconero, ma questo non mi esime dallo scrivere cose negative sulla Juventus – ha commentato il novello giornalista, fresco di promozione –, in ambito sportivo non sempre le cose vengono raccontate come sono realmente accadute”.
Poi ha lanciato un severo monito all’intera categoria, richiamandola ai più profondi valori della deontologia professionale: “Spero di essere un giornalista