venerdì 30 dicembre 2022

Covid, cinesi positivi: fatemi capire….



Ma se anche i cinesi o persone di altra nazionalità arrivati in Italia – o già presenti – ci contagiassero, che problema c’è?

Il Covid non è “poco più di un’influenza”? Così la pensano Meloni e compagni di merende e per parte degli italiani. Quindi….lasciamo pure che ci contagino.

Le mascherine non andavano abolite…Mantenerle è una misura logica, utile. Sui mezzi pubblici, nei locali chiusi, dove c’è affollamento, vanno usate. Questione di buon senso. Quello che manca a Meloni e a tutto il centro destra. 

Pensa un po’ se arrivasse una nuova ondata di “poco più di un’influenza”. Che fa la Meloni. Liberi tutti, vero?

Manovra, cosa entra in vigore dall’1 gennaio 2023

 


 

da: https://www.ilsole24ore.com/ - di Andrea Marini

Cambiano subito le norme sul taglio del cuneo fiscale, quelle sulle pensioni, il taglio dell’Iva su alcuni prodotti sensibili (come assorbenti e latte in polvere), fino al bonus mobili e quello per i mutui under 36

Con il via libera definitivo alla manovra da parte del Senato, il provvedimento è legge. Dal 1° gennaio del 2023 entreranno in vigore subito delle norme con cui gli italiani dovranno fare i conti: le norme sul taglio del cuneo fiscale, quelle sulle pensioni, il taglio dell’Iva su alcuni prodotti sensibili (come assorbenti e latte in polvere), fino alle novità che interessano il bonus mobili e quello per i mutui under 36.

Sale il tetto al contante

Cambia ancora la norma sull’utilizzo del contante. dal 1° gennaio è elevata da 1.000 a 5.000 euro la soglia prevista per il trasferimento di denaro contante. Il limite all'utilizzo del contante è stato oggetto negli anni di numerose modifiche (da ultimo: articolo 3, comma 6-septies, del decreto-legge n. 228 del 2021), finalizzate sia alla riduzione che all'innalzamento del limite.

mercoledì 28 dicembre 2022

Bollette, il governo consente ai fornitori di aumentare le tariffe a chi ha il contratto in scadenza. Ecco come difendersi

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Elena Veronelli

Il decreto Milleproroghe proroga il divieto di modifiche unilaterali introdotto dal governo Draghi. Ma, in contrasto con un pronunciamento dell'Antitrust, stabilisce che le società possono "aggiornare le condizioni economiche contrattuali alla scadenza delle stesse". Agli utenti conviene dunque cercare un'offerta migliore utilizzando il Portale offerte dell’Autorità per l’Energia

Scende finalmente in campo il governo per cercare di mettere ordine al caos sulle variazioni unilaterali delle tariffe di luce e gas proposte dalle società ai propri utenti nonostante il divieto previsto dal decreto Aiuti bis. L’orientamento tuttavia non è affatto a favore dei consumatori, alcuni dei quali anzi potrebbero essere particolarmente danneggiati con bollette ancora più salate per far recuperare il perso alle società. Con un passaggio nel decreto Milleproroghe, approvato lo scorso 21 dicembre, l’esecutivo proroga il divieto di modifiche dal 30 aprile al 30 giugno 2023 ma chiarisce anche il punto più contestato dalle società. Stabilendo che il blocco non si applica ai contratti in scadenza. Agli utenti che fanno parte di quella platea conviene dunque cercare un’offerta migliore utilizzando il Portale offerte dell’Autorità per l’Energia.

Cosa dice il Milleproroghe – “Il primo periodo non si applica alle clausole contrattuali che consentono all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di aggiornare le condizioni economiche contrattuali alla scadenza delle stesse, nel rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti e fermo restando il diritto di recesso della controparte”,

La propensione a evadere degli autonomi sfiora il 70%: la relazione aggiornata sul sommerso peggiora le stime. Nonostante il calo (illusorio) dei valori assoluti

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/ - di Chiara Brusini

Nell'anno dei lockdown si è registrato un record negativo per il valore assoluto di tasse e contributi sottratti all'erario: meno di 90 miliardi. Ma è un effetto ottico legato alla recessione. In realtà la tendenza a evadere (in rapporto al gettito potenziale) è aumentata per tutte le principali imposte. Da allarme rosso il dato sugli autonomi. E il "gap" dipende per la stragrande maggioranza da omesse dichiarazioni, non dai mancati versamenti di chi non riesce a pagare

Nel 2020 la crisi economica causata dal Covid ha ridotto, oltre al gettito fiscale entrato nelle casse dello Stato, anche la cifra sottratta all’erario da chi non paga il dovuto. Stando all’aggiornamento della Relazione 2022 su economia non osservata ed evasione fiscale, nell’anno dei lockdown tasse e contributi evasi si sono fermati a 89,8 miliardi contro i 99,6 del 2019 e gli oltre 102 del 2018: mai così poco. Ma le notizie positive finiscono qui. Perché le 15 pagine con le nuove stime della commissione di esperti presieduta da Alessandro Santoro, modificate alla luce degli ultimi dati Istat sul sommerso economico, dicono che la propensione a evadere dei lavoratori autonomi e delle imprese è aumentata notevolmente. Sono dati da allarme rosso, tanto più nei giorni in cui il Parlamento sta votando una manovra che prevede una dozzina di condoni – non solo per chi è in difficoltà economica, visto che non sono passati gli emendamenti ad hoc dell’opposizione – e allarga i confini della flat tax favorendo ulteriormente gli autonomi rispetto ai lavoratori dipendenti.

venerdì 23 dicembre 2022

Il mio Natale senza LEI….

 


Ogni giorno della nostra vita incontriamo delle persone. Alcune persone ci hanno amato, ci amano. Altre, non le capiamo. Non ci hanno capito. Non siamo piaciute loro.

Ogni bene di una persona, verso una persona, è un mondo. E’ una vita. Quando ti lascia una persona  che hai veramente amato, che ti ha veramente amato, la vita finisce. Certo. I giorni trascorrono. Respiriamo. Mangiamo. Ridiamo. Piangiamo. Dormiamo. E poi si ricomincia..

Ma non è più “quella vita”. La vita con quella persona non c’è più. Per questo non sopporto di sentire: “ci vuole tempo, si deve andare avanti”. Non c’è nessun tempo. Quel tempo è andato. Finito. Ne inizierà un altro. Che sarà fatto anche di emozioni, di gioie, di amore, di malinconia, di rabbia. Inizierà un’altra vita.

Ma quella persona non c’è più. Fisicamente, non è con te. Non puoi vederla. Non puoi incontrarla. Non puoi discutere con lei. Non puoi abbracciarla.

Se siamo fortunate troviamo l’amore di un uomo che ci accompagna nella vita. Ma c’è un solo amore eterno. Infinito. Senza condizioni. Senza dubbi. E’ quello di una madre.

Ti ricordi..

Quante discussioni da adolescente: per andare ai concerti, per indossare un abito che per te era: “troppo corto”. Quanta serenità negli anni successivi. Quante risate e complicità. Quanta ironia e autoironia. Quanti insegnamenti che mi porto dentro, di cui vado fiera. Che mi hanno fatto diventare una donna che ragiona con la sua testa.

Topo Gigio e Raffaella Carrà: Strapazzami di coccole

 

Carosello: Miguel son mi...

 

Carosello: Bella, dolce cara mammina…

 

Opera San Francesco: Il Natale di Valentino

 


 

da: https://operasanfrancesco.it/

 

Ricordi di Natale felici, ma ormai passati

 

Se vuoi aiutare Valentino e tutte le persone che si rivolgono a OSF, clicca qui.

 

Non è semplice trovare tra gli ospiti dei servizi di Opera San Francesco chi dia disponibilità a raccontare la propria vita, spesso misera e sfortunata, e per di più a farsi fotografare. Chi avrebbe piacere a ripensare a una condizione di povertà? Pochi.

Qualcuno però accetta perché sente il bisogno di parlare con qualcuno. E magari vuole ripensare anche alle piccole gioie del passato.

Il 6 dicembre, quando incontriamo Valentino, è sorridente anche se ha un’aria malinconica. Si è appena lavato, e già la vita gira meglio dopo la doccia. Compirà 59 anni il 30 dicembre.

“Facevo il collaboratore scolastico, poi l’operaio agricolo. Sono del Trentino. Ma il Signore mi ha mandato qui. Sono arrivato 2 anni fa. Avevo un fratello che mi era molto caro ma è morto di covid, era malato, aveva un tumore. Mi manca un casino.

Fino all’anno scorso avevo un lavoro. Vivo alla giornata adesso, dormo in un dormitorio a Quarto Oggiaro. Siamo in 4, mi trovo bene ma a volte mi tocca chiedere l’elemosina. Ho mandato anche dei cv ma mi dicono tutti che sono troppo vecchio. Poi ho fatto solo la terza media. Ora non ha senso tornare in Trentino, non ho niente e nessuno là ormai. Ho un altro fratello ma non ci frequentiamo.

Bruce Springsteen: Nightshift

 

Commodores: Nightshift

 

mercoledì 21 dicembre 2022

Serie Sky, Il grande gioco: recensione

 

  
 
 

La maggior parte dei siti titolano di “recensioni” che non esistono. Non si tratta di recensioni ma di sinossi, di descrivere la trama, citare i nomi degli interpreti e della produzione. Questi siti titolano recensioni inesistenti per attirare visualizzazioni che significano pubblicità. Molto probabile che in parecchi manco hanno visto neppure una puntata delle serie che “recensiscono”.

Sulla serie “Il Grande Gioco” che ho recentemente visto, ho trovato questo articolo che, effettivamente, è una recensione. E’ stata scritta dopo aver visto due puntate. Un po’ prematuro per titrare certe conclusoni ma devo dire che anche le puntate successive confermano le osservazioni iniziali.

Il titolo è un pò impietoso! Ma trovo decisamente centrate alcune osservazioni. Ciò premesso: Giannini sembra un po’ ‘Viperetta’ ma non scade nella macchietta. E poi….con Francesco Montanari sono indulgente…Però lui che brucia la macchina di un procuratore fa, effettivamente, un po’  Romanzo Criminale. Se lo potevano risparmiare. Ovviamente, ci sono due che paiono proprio Icardi e Wanda….E poi c’è il magnate russo…ecc..ecc..

Mia personale menzione per Elena Radonich. Brava, nonché bella. Sempre a fuoco.

 

da: https://www.ilnapolista.it/ - di Mario Piccirillo 

 

«Il grande gioco», serie tv di Sky sul calciomercato, è talmente brutta da non poter spegnere

È un’imperdibile burinata che scimmiotta Romanzo criminale. Le battute fanno involontariamente scompisciare dalle risate. Giannini sembra il Viperetta

Giulio Santagata con Luigi Scarola: L’ira del riformista / 3

 


 

Un paese senza ricchi

Una sera del 2019 l’allora vicepremier Luigi Di Maio comunicò dal balcone di palazzo Chigi che era stata abolita la povertà. Una affermazione un tantino sopra le righe visti i dati che esporrò più avanti. Aspetto invece un analogo annuncio del ministro delle Finanze che, alla luce delle ultime dichiarazioni dei redditi, proclami che in Italia è stata abolita la ricchezza.

È infatti una esigua schiera (lo 0,31%) di contribuenti a dichiarare un reddito imponibile superiore ai 200.000 euro. Per il fisco siamo un paese con una distribuzione del reddito fortemente equilibrata, con una fascia centrale di poveri-ricchi con redditi attorno ai 25.000 euro.

Io dovrei avvertire una leggera vertigine nell’apprendere che faccio parte del 5% degli italiani più ricchi; invece, mi basta scendere a prendere la mia Fiat Tipo nel parcheggio del mio condominio di media periferia perché la vertigine ceda il posto all’incazzatura. Le auto con un prezzo di listino superiore ai 60.000 euro sono molte di più del 5% e come è possibile che io sia l’unico ricco di via Giuseppe Notari?

Quartetto Cetra: Un bacio a mezzanotte

 

martedì 20 dicembre 2022

Colpo di spugna sui furbetti. Gli esperti: “Una scelta grave”

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Carlo Di Foggia

Se alla fine verrà approvata (ma risulta già il parere positivo del governo), il condono penale voluto dal governo è un vero colpo di spugna.

Il nuovo articolo 49-bis inserito via emendamento prevede l’estinzione di alcuni reati per chi aderisce alla “pace fiscale”, cioè le dieci norme della manovra - dallo stralcio delle cartelle alla definizione delle liti tributarie – che disegnano già di loro un condono fiscale , visto che riducono le sanzioni ai minimi termini (quasi sempre poco più del 5%) e in un caso (liti tributarie) prevedono anche uno sconto sull’imposta dovuta.

La nuova norma voluta dal viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, e avallata dal viceministro alle Finanze Maurizio Leo, va oltre: è una sanatoria di alcune fattispecie del testo unico dei reati tributari (dlgs 74 del 2000). Se alcuni - 10-bis (omesso versamento ritenute), 10-ter (omesso versamento IVA), 10-quater (indebita compensazione) - attengono alla riscossione, per i quali può avere un senso rinunciare al processo a fronte del pagamento del dovuto, il discorso cambia con gli articoli 4 e 5, cioè la dichiarazione infedele e l’omessa dichiarazione. Parliamo dell’evasione vera e propria e, nel secondo caso, dell’evasione totale, reato punito da 2 a 5 anni.

Governo Meloni, altra norma pro evasore fiscale: condono penale

 


E Giorgia era quella che aveva i “coglioni” e non cedeva ai ricatti di Berlusconi. Non gli ha concesso i ministri che voleva, gli sta concedendo – perché le condivide – tutte le norme che vuole. La Meloni avrebbe le palle? Sì, quelle sull’albero di Natale…

 

Scudo penale per gli evasori totali: il blitz di B. è riuscito

da: Il Fatto Quotidiano – di Giacomo Salvini 

 


Alla fine il blitz di Forza Italia è riuscito: il condono penale per alcuni reati tributari entra nella legge di Bilancio. Il colpo di spugna del governo sull’evasione è servito. E, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora, diventerà legge. La norma, annunciata nei giorni scorsi dal viceministro della Giustizia di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, e letta in anteprima dal Fatto, prevede uno scudo penale per i reati di omesso versamento, omessa dichiarazione e dichiarazione infedele. Ovvero, l’evasione fiscale vera e propria.

Per tutto il giorno, tra il ministero dell’Economia e quello della Giustizia, si sono susseguite riunioni tra Sisto, il relatore di Forza Italia, Roberto Pella, e il viceministro di Fratelli d’Italia, Maurizio Leo. Quest’ultimo ha dato una sponda politica alla richiesta dei berlusconiani di dare un colpo di spugna sui reati fiscali: l’idea era quella di un “perdono” fiscale anche penale per quei reati considerati “formali” che hanno una pena massima fino a tre-cinque anni. Un modo, è la tesi del governo, “per recuperare soldi”. Il principio è chiaro: il cittadino che evade non incorre in processi penali se restituisce tutto il dovuto. 

L’ipotesi era stata negata più volte dal ministero dell’Economia e da Giancarlo Giorgetti, che domenica sera in commissione Bilancio aveva detto: “Non ci saranno condoni”. Nel maxi-emendamento del governo, in effetti, la norma era stata stralciata. Ieri, però, su pressione di Forza Italia, è ricomparsa sotto forma di emendamento dei relatori: “L’accordo politico c’è” facevano sapere dopo pranzo fonti di maggioranza. Ma la trattativa è andata avanti per tutto il giorno con Giorgetti che ha fatto muro e Forza Italia che non mollava. Alla fine l’emendamento è stato presentato e, spiega chi segue il dossier, dovrebbe passare così com’è con il parere favorevole del governo. Nello specifico la norma, composta da tre commi, prevede l’estinzione del processo per i reati di omessa dichiarazione, omesso versamento, indebita compensazione e dichiarazione infedele. In cambio, però, il cittadino dovrà pagare tutto: in caso di rateizzazione il processo viene sospeso dopo la prima rata e si estingue una volta concluso il pagamento. E la prescrizione continuerà a correre. Una versione più hard rispetto a quella ipotizzata nel fine settimana.

Marco Travaglio: Intercetto La Qualunque

 


 

da: Il Fatto Quotidiano

In quella discarica che è ormai la Finanziaria, il governo ha infilato in extremis una riforma delle intercettazioni dei Servizi segreti, dirottandone il bilancio dalla Giustizia al Mef. Così può tagliare i fondi a quelle dei giudici e aumentarli a quelle degli 007.

Nordio l’aveva promesso: più “intercettazioni preventive, curate dalla polizia con l’avallo del magistrato, segretissime e solo spunto d’indagine”. Luigi Ferrarella ha già spiegato sul Corriere il danno per la privacy e le garanzie di noi cittadini: “Mentre le intercettazioni giudiziarie sono chieste da un pm su precisi parametri di legge, autorizzate dal controllo di un giudice e infine depositate tutte all’imputato per consentirgli di difendersi, le ‘preventive’ caldeggiate da Nordio (che non valgono nei processi, non sono menzionabili in atti, vengono distrutte, e restano dunque patrimonio conoscitivo della catena gerarchica della cerchia di “iniziati” a un formidabile serbatoio di potenziali ricatti) hanno due grosse differenze”. La prima è che le forze di polizia possono chiederle e ottenerle (dal Procuratore del distretto) un po’ per tutto: “quando siano necessarie per l’acquisizione di notizie” sulla “prevenzione” di certi delitti: come fa il pm, in tanta vaghezza, a dire no? La seconda è che le forze di polizia dipendono dal governo: a scegliere chi intercettare sono il premier di turno (Servizi), i ministri dell’Interno (Polizia), della Difesa (Carabinieri) e del Tesoro (Finanza).

Pos e commissioni: quali sono i veri costi per gli esercenti

 


 

da: https://www.corriere.it/ - di Milena Gabanelli e Francesco Tortora

Il Pos è diventato un problema. Chi lo avrebbe mai detto! Parliamo del dispositivo che permette di accettare pagamenti elettronici reso obbligatorio dal governo Monti nel 2012. Da allora la lamentela degli esercenti è sempre la stessa: commissioni troppo care! Ed era vero, soprattutto per i piccoli commercianti, ma negli ultimi 5 anni sono entrati nel mercato tanti nuovi operatori e i costi si sono più che dimezzati. Inoltre l’obbligatorietà non impone agli esercenti di accettare tutte le carte in circolazione, basta anche solo il bancomat, che ha le commissioni più basse, più una carta di credito. Allora vediamo i costi imposti dalla filiera di pagamento e quanto incidono sull’incasso di un piccolo esercente.

Chi si spartisce le commissioni

I pagamenti con moneta digitale sono un servizio e come tale hanno dei costi che l’intera filiera scarica sull’esercente. Ogni singola transazione viene spartita fra tre soggetti:

1) la banca che emette la carta di credito o di debito trattiene lo 0,2% per le transazioni con carta di debito o bancomat e lo 0,3% per quelle su carta di credito;

2) il circuito su cui si appoggia la carta (PagoBancomat, Maestro, Visa, MasterCard, American Express), cioè il gestore dell’infrastruttura che mette in comunicazione il Pos con la banca, si prende una commissione che va dallo 0,2% per la carta di debito o bancomat (in questo caso il circuito deve verificare che quei soldi sul conto ci siano e che non sia stato superato il plafond ) fino allo 0,5% per la carta di credito perché il circuito si assume il rischio che a tempo debito i soldi sul conto non ci siano;

domenica 18 dicembre 2022

Giulio Santagata con Luigi Scarola: L’ira del riformista / 2

 

  

Mia moglie dice che invecchiando mi sono inacidito, che sono sempre più spesso di cattivo umore, che mi incazzo per niente.

Forse ha ragione, ma sta di fatto che ci sono sempre più cose che mi producono un moto di vera e propria ira e di conseguenza mi arrivano alla mente pensieri che non esito a definire “cattivi”. Pensieri di cui dovrei anzi devo vergognarmi. Il fragore della folla che assalta i cancelli dei più vari palazzi d’inverno, lo ssciunk! freddo e definitivo della ghigliottina, un anacronistico “colpirne uno per educarne cento”.

Per fortuna una solida educazione riformatrice e democratica cancella immediatamente tali pensieri come fossero fantasie erotiche buone solo per alimentare l’industria del porno.

Eppure, non si cancellano i moti di rabbia che mi prendono di fronte all’insopportabile disuguaglianza che connota la nostra società, davanti all’intollerabile semplificazione dei problemi, alla stupidità del politicamente corretto, alla mercificazione di temi come la sostenibilità ecc.

La rabbia rischia di tramutarsi in ira funesta (vedi il Pelide Achille) soprattutto nel constatare che il nobile sentimento della rabbia capace di spingere l’uomo/gli uomini a cercare risposte e soluzioni cede il passo alla indifferenza, alla assuefazione e, non trovando uno sbocco, si trasforma sempre più spesso in invidia.

Maroon 5: Secret

 

The Chiffons: One Fine Day

 

mercoledì 14 dicembre 2022

Giulio Santagata con Luigi Scarola: L’ira del riformista / 1

 

  

Prefazione di Romano Prodi

L’idea centrale di questo “libello” è che ci possa essere, nel quadro politico italiano, lo spazio per un riformismo radicale, cioè per una visione radicale dei problemi e per la contemporanea ricerca di soluzioni magari parziali ma certamente concrete.

In fondo questa impostazione coglie entrambi i termini di una questione molto più ampia del pur indicativo funzionamento del sistema politico italiano. La questione di fondo che si legge in filigrana in queste pagine rimanda pari pari al funzionamento della democrazia cosiddetta liberale.

La democrazia è in crisi perché la politica (in particolare i partiti) non coglie più gli umori profondi dei cittadini, non sa ascoltare i loro bisogni/desideri e questa incapacità di ascolto genera appunto un distacco alimentato da rabbia e rancore, trasformando il modello rappresentativo liberale in una sommatoria di populismi in cerca di soluzioni autoritarie.

Ma la democrazia è in crisi anche perché, perfino nella sua versione tecnocratica che dovrebbe alimentare il consenso attraverso l’efficienza e l’efficacia dell’azione di governo, non riesce a produrre soluzioni adeguate ai mutevoli bisogni dei cittadini.

Fantasia di Walt Disney: la Danza delle Ore di Ponchielli / 2

 

Fantasia di Walt Disney: la Danza delle Ore di Ponchielli / 1

 

martedì 13 dicembre 2022

'Riflessi' di Luigi Strangis e...The Wedding Date

 

 

Il 6 giugno pubblicavo questo post dove esprimevo il mio parere sull’EP di @StrangisLuigi. In particolare, sul brano ‘Riflessi’, scrivevo: “il brano migliore dell’EP. Brano inedito, nato già chitarra e voce, con un tocco in questa frase: “mancheresti anche se io non ti avessi visto mai”.

Non so in che anno sia stato scritto questo brano. So invece che.....

Dopo aver visto una serie di cui si può fare a meno: “Odio il Natale”, trattandosi dell’adattamento italiano della serie norvegese “Natale con uno sconosciuto”, che non ricorderò certo come il meglio della produzione nord europea, mi è tornata in mente una cosiddetta commedia romantica americana: The Wedding Date. Anno 2005.

Che c’entra “con un tocco in questa frase" di Riflessi di Luigi Strangis con The Wedding Date? Dal minuto 50,14…

L’affascinante esemplare maschile di Dermot Mulroney, che intepreta il gigolò Nick Mercer, “noleggiato” da Debra Messing che interpreta la protagonista Kat Ellis, per fare il finto

Il governo di Giorgia Meloni: la prima donna presidente del consiglio che può superare i maschietti che l’hanno preceduta…

 

 


Da un lato mi dispiace che la Meloni stia confermando, in così breve tempo, ciò che temevo. Se, come dice un detto: il buongiorno si vede dal mattino, la Meloni ha cominciato benessimo. Come Berlusconi e Renzi. Cioè il peggio del peggio della politica italiana. Sinceramente, vorrei ricredermi, ogni tanto.

Dall’altro lato noto con piacere che avevo ragione di consigliare a Berlusconi (questo il post), anziché i capricci da vecchio puttaniere maschilista che si fa riprendere dalle telecamere con i suoi “appunti” su Giorgia, che doveva pazientare: la Meloni gli avrebbe dato quello che voleva. No. Non quella roba. Parlo di “norme sulla giustizia”. Siamo solo all’inizio, Silvio, vedrai che soddisfazioni ti darà la Meloni.

Sempre dall’altro lato, sono contenta che l’inizio del governo meloniano mi confermi ciò che penso da sempre della destra, centro-destra o destra-destra che sia: questo governo ha come essenza ideologica e pratica quella di favorire, consentire, tollerare, aumentare, l’evasione fiscale, garantire privilegi, aumentare le distanze sociali.

Se è questo ciò che vuole la maggioranza di chi ha votato – NON LA MAGGIORANZA

In Europa corrotti in manette, in Italia fuori dal carcere: nel pieno dello scandalo Qatargate il Senato vota per ridare i benefici ai colletti bianchi

 


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

Nelle stesse ore in cui vengono perquisiti gli uffici dei nostri eletti a Bruxelles, a palazzo Madama si vota sul cosiddetto "Decreto rave", che la maggioranza ha usato come grimaldello per fare un regalo ai detenuti per i reati contro la pubblica amministrazione: potranno tornare a ottenere i benefici penitenziari che ora gli sono preclusi dalla legge Spazzacorrotti, cioè ad avere la garanzia di non fare mai nemmeno un giorno di carcere, proprio come accadeva prima della Spazzacorrotti. L'esatto contrario del "giustizialismo in fase di esecuzione della pena" a cui la premier ha detto di ispirarsi

Mentre a Bruxelles i rappresentanti italiani finiscono in manette per uno scandalo di corruzione internazionale senza precedenti, in Italia il Senato vota per salvare i corrotti dal carcere. Nelle stesse ore in cui l’Eurocamera destituisce la sua vicepresidente e gli investigatori perquisiscono gli uffici dei nostri eletti per trovare tracce di mazzette dal Qatar, a palazzo Madama sono in corso le dichiarazioni di voto sul cosiddetto “Decreto rave“, il primo atto legislativo del governo di Giorgia Meloni. Che però, a dispetto del nome mediatico, non si occupa solo della contestata norma contro i raduni abusivi, ma di tanto altro, a partire dalla riforma dell’ergastolo ostativo (approvata in extremis per evitare il “colpo di spugna” della Corte costituzionale). Ed è proprio questa parte del provvedimento che la maggioranza, con l’aiuto di Italia viva, ha usato come grimaldello per fare un regalo ai detenuti per corruzione, concussione, peculato e

domenica 11 dicembre 2022

Arturo Graf: la corruzione

 


Se vuoi formarti un concetto probabilmente adeguato della corruttibilità di un uomo, scruta la qualità e la forza de' suoi desideri.