da: TMNews
Bersani:
Renzi doveva venire all'assemblea e fidarsi del partito
Primarie,
il segretario del Pd contro il sindaco di Firenze assente all'assise: partecipi
alle occasioni in cui dice qualcosa
Mentre Nichi Vendola infiamma le primarie,
anche tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi si alza la temperatura. Dopo la
tregua sulle regole il segretario del Pd non ha infatti perso l'occasione per
manifestare tutto il suo disappunto per l'assenza del sindaco di Firenze
all'assemblea del partito che ha definito la deroga allo statuto che permette
al giovane sfidante di candidarsi. "Bisogna che partecipi anche alle
occasioni in cui dice qualcosa e si sente rispondere. La sua assenza ha colpito
molti. Ricordo, senza fare nomi e cognomi, che qualcuno è venuto anche con
attaccata una flebo" ha sottolineato Bersani a "Che tempo che
fa" su Rai3.
"Avrei gradito che Renzi ci fosse", ha ribadito il leader del Pd, perché "non serve dire 'mi fido di Bersani', bisogna fidarsi del collettivo se ci si tiene". Il segretario, che ha annunciato l'intenzione di iniziare dal Cern di Ginevra la propria campagna elettorale dopo la prepartenza di Bettola (Pc), ha comunque ringraziato il rottamatore per il fatto che ha detto che si fida di lui: "Anche io mi fido di me, ma vorrei che si fidasse, se ci tiene un po, del partito".
Iniziano intanto a definirsi il perimetro e le regole della partita. Bersani ha detto di avere l'impressione "che sin qui Di Pietro sia fuori", così come l'Api anche se
"Tabacci è una personalità del centrosinistra e può
candidarsi benissimo". Porte aperte invece al Psi e ovviamente a Pd e Sel.
"Questi contraenti la settimana prossima daranno la data, che sarà fine
novembre, daranno le regole definitive e partirà la campagna" senza escludere
che ci sia spazio per "regolare le eccezioni", cioè consentire
l'accesso al secondo turno anche per chi eventualmente non abbia votato al
primo turno.
Bersani ha infine parlato della Fiat e chiesto che si veda se l'azienda "ha il fisico per reggere da sola il settore dell'auto in Italia, se no bisogna guardarsi intorno". Ci sono infatti stabilimenti del Lingotto in Italia "che viaggiano al 10-20%" della capacità produttiva e bisogna chiedere dunque all'azienda "se è in condizione di investire in modo sufficiente per garantire una produzione a questi stabiliment. Se non è così bisogna guardarsi in giro. Noi siamo un Paese monomarca da 25 anni e facciamo meno macchine di Paesi plurimarche come la Germania, e di Paesi senza marche nazionali come Spagna e Inghilterra".
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