venerdì 19 ottobre 2012

Tv, Rai 5: Electric Dreams


Non sarebbe difficile (anzi…è facile) per un buon autore televisivo, capace di prendere spunti ma non scopiazzare, prendere questo format e introdurre delle varianti per crearne un altro con la stessa idea di base. Un format più coinvolgente e interattivo.
Ovviamente…mi guarderò bene dallo scrivere che tipo di varianti si potrebbero apportare…



da: Avvenire

Rai5, la famiglia gioca al passato
di Mirella Poggiolini




Costruito senza dispendio sulla scia di molti programmi di cui si alimentano pay-tv e canali del digitale, Electric Dream – tre puntate in onda  da mercoledì sera su Rai5 – è una sorta di ritorno agli Anni ’70 che, immagina una famiglia inglese pronta a sbarazzarsi dei vantaggi recati dalla tecnologia negli ultimi quarant’anni per dimostrare quanto l’elettronica abbia distolto da una vita semplice e sana giovani e meno giovani. Ecco quindi che, in una sorta di “Extreme makeover home”, la casa ritorna com’era allora: il telefonto è uno solo, fisso e in corridoio, il riscaldamento è centralizzato viene spento, computer e altri aggeggi attuali spariscono, il congelatore non è stato ancora diffuso, la tv è a due canali, la musica arriva dal grammofono, e le tappezzerie e gli arredi riassumono il colore forte e i grandi disegni che hanno caratterizzato il decennio.
Se per un verso notiamo, con qualche compiacimento, che 40 anni fa la casa media in Inghilterra era meno comoda di quanto fossero le nostre, pensiamo con nostalgia al tempo andato, il che sembra inevitabile nei frangenti attuali: e le risatine e gli urletti di marca anglosassone, con cui i personaggi del film accolgono  i cambiamenti, fanno da sottofondo a una ricognizione in cui è facile per ognuno ripescare qualche ricordo. Una sceneggiatura più densa e attori meno spaesati avrebbero forse interessante l’esperimento,  che riconduce a una rivalutazione della vita semplice e la famiglia appare più coesa e meno distratta da apparecchi che tendono a isolare, davanti a schermi sempre accesi. E se lavare i piatti non è una gran conquista, come nota la massaia, e la lavatrice è ora un’abitudine necessaria, resta,di positivo, l’immagine forse ingenua ma cattivante di una famiglia che gioca al passato e intanto si diverte a ricreare il suo piccolo mondo giocoso, in un impossibile, e divertente, recupero del tempo andato. 

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