mercoledì 24 ottobre 2012

I conflitti d’interesse di Montezemolo, vice presidente Unicredit


da: la Repubblica

Montezemolo le banche e i conflitti di interesse
di Roberto Mania

Da candidato politico del centro moderato a manager-imprenditore pigliatutto. Anche troppo, forse. È stato un repentino ritorno all’antico quello di Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, ex presidente della Fiat e della Confindustria. In poche settimane ha abbandonato tutte le sue personali ambizioni politiche: resterà «l’allenatore» della lista Italia Futura, che vorrebbe come goleador Mario Monti, ma non andrà in campo a cercare i voti nella prossima imprevedibile campagna elettorale. Così si è ributtato nel business, Ferrari, l’Orient-Express (con l’amico Tata ha lanciato un’opa ostile da 1,9 miliardi dollari per conquistare la catena di alberghi, resort e treni con base alle Bermunde) ma anche finanza. La scorsa settimana, infatti, è stato nominato vicepresidente di Unicredit in rappresentanza del fondo Aabar di Abu Dhabi. Il fatto che abbia accettato l’incarico va letto come una conferma implicita del suo passo indietro sul fronte dell’impegno politico. Certo sarebbe stato difficile candidarsi a Palazzo Chigi con un carico così pesante di interessi. E di probabili conflitti. Resta tuttavia l’anomalia, tipica del nostro sistema di capitalismo relazionale: è normale che il vicepresidente di Unicredit abbia come socio in una sua iniziativa imprenditoriale (i treni di Ntv) Intesa San paolo, il gruppo bancario concorrente?

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