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Lettera 43
Pensioni, Fornero è sola
Proposta dei partiti per anticipare l'età d'uscita
La
riforma delle pensioni non si tocca. Per lo meno non alle condizioni richieste
dai partiti della maggioranza.
Popolo della libertà (Pdl), Unione di centro (Udc) e Partito democratico (Pd) hanno presentato un disegno di legge, condiviso anche dalle opposizioni, con l'obiettivo di introdurre una serie di scalini e consentire ai lavoratori di 58 anni di andare in pensione con 35 anni di contributi fino al 2017.
Popolo della libertà (Pdl), Unione di centro (Udc) e Partito democratico (Pd) hanno presentato un disegno di legge, condiviso anche dalle opposizioni, con l'obiettivo di introdurre una serie di scalini e consentire ai lavoratori di 58 anni di andare in pensione con 35 anni di contributi fino al 2017.
Secco il
'no' del ministro del Welfare Elsa Fornero che, in una lettera inviata ai
partiti, ha spiegato: «Occorre fare ogni sforzo per evitare anche il solo
rischio di adottare misure che, se non adeguatamente comprese anche in sede
internazionale, potrebbero avere l'effetto di compromettere gli sforzi di stabilizzazione
finanziaria fin qui profusi dal governo e dal parlamento».
MANCA LA
COPERTURA. Parole che lasciano intravedere, limpida, l'intenzione
del governo di bocciare la proposta dei partiti. Il problema principale sembra essere la copertura: «E allora il governo ne
trovi un'altra», ha tuonato l'ex ministro Cesare Damiano, primo firmatario
della proposta dei partiti. «Se la copertura dei 5 miliardi non ci fosse
sarebbe molto grave. C'è la spending review, c'è la legge di stabilità,
questi soldi non devono essere destinati solo a una diminuzione del debito, ma
anche per correggere l'errore fatto».
«NESSUNO SCIOPERO GENERALE». Ma Fornero, che non ha alcuna intenzione di cedere, ha rivendicato i risultati ottenuti dal suo lavoro: «La riforma delle pensioni
è stata dura ma non ha generato uno sciopero generale»,
ha affermato il ministro del Welfare all'università Bocconi, spiegando che «i
sindacati sono stati scontenti, ma l'hanno sostanzialmente accettata. Fornero
ha poi aggiunto che «è stata una riforma fatta senza asservimenti alle
ragioni dei vincoli finanziari».«NESSUNO SCIOPERO GENERALE». Ma Fornero, che non ha alcuna intenzione di cedere, ha rivendicato i risultati ottenuti dal suo lavoro: «La riforma delle pensioni
Poi il
ministro si è recata alla sede del Corriere della Sera, dove ha
partecipato a una tavola rotonda: «Forse il Paese era pronto ad accettare i
sacrifici».
«RIFORMA
NECESSARIA». Una riforma che, secondo Fornero stessa «non è né
una richiesta dell'Europa né dei mercati, ma una esigenza perché il sistema non
crolli».
Il
ministro ha poi ricordato come questa operazione di «riequilibrio generazionale
più grande degli ultimi decenni in Italia» è venuta dopo momenti di esitazione
«durati un ventennio».
«Fino al
1992 si è sempre allargato la cerchia dei diritti, da lì in poi si è parlato di
riforme, ma in modo timido fino a quella del governo tecnico», ha spiegato.
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