Diana Krall
Glad Rag Doll – 2012 Verve Records
in uscita dal 2 ottobre 2012
Diana Krall appartiene a quella categoria
senza tempo di jazz singers, o se preferite crooners, che non hanno mai fatto
di tecnica fine a se stessa e di sterili equilibrismi vocali nè sfoggio, nè le
loro armi vincenti: sto parlando del club esclusivo dei Chet Baker, delle
Billie Holiday che hanno lasciato ai posteri preziose lezioni di
essenzialità e purezza, ma anche dello stesso Elvis Costello,
compagno nella vita della Krall, dallo stile vocale asciutto ed
ineffabile. L’accostamento di Diana Krall a questi mostri sacri
della musica del ventesimo secolo non è poi tanto infondato o azzardato: come
il grande trombettista dal volto scavato o Billie, la donna travolta da mille
casini esistenziali, il fascino interpretativo della bionda interprete è
alimentato dalle calde e sottilmente erotiche pieghe della voce, dai
discreti sussurri di cui ‘costella’ (!) le curve melodiche ed armoniche delle
songs. Un po’ le stesse caratteristiche che caratterizzano il suo
pianismo blues raffinato.
Con “Glad rag doll”, suo
undicesimo lavoro in studio Diana Krall si discosta in
qualche caso dal
carattere prettamente jazzistico che ha contraddistinto le sue cover passate,
per delineare incantevoli mood di segno diverso, come le ballate (Wide river to
cross, Glad Rag Doll, Lei it rain, Prairie lullaby). L’amore incrollabile
dell’artista per il jazz nel disco rimane comunque, e bello forte,
anzi assistiamo ad un raffinatissimo e garbato recupero delle sue radici
di inizio ‘900: la Krall è andata ad esplorare minuziosamente la collezione di
polverosi 78 giri di suo padre per scegliere da una rosa di trentacinque
songs una quindicina di brani composti negli anni ’20 e ’30, classici a
volte oscuri, di sapore rag, vaudeville e swing (There Ain't No Sweet Man
That's Worth The Salt Of My Tears, Here Lies Love, We Just
Couldn't Say Goodbye, I Used To Love You But It's All Over Now) per
dare loro insieme all’abilissimo produttore-musicista T-Bone Burnett (una
garanzia) una nuova veste più consona ai tempi.
La selezione finale dei brani scelti
dalla Krall è stata rivelata solo al momento di entrare in studio. Per
raggiungere il suo scopo Diana si è circondata di musicisti-session men di
prima qualità, come il chitarrista Marc Ribot (Electric Guitar, Acoustic Guitar,
6 String Bass and Banjo), che in passato ha lavorato con nomi quali Tom Waits e
Marianne Faithful, dal tocco nervoso e bizzarro inconfondibile, oltre che lo
stesso T-Bone Burnett, e poi Howard Coward (Ukulele, Mandola, Tenor Guitar,
Harmony Vocals), Jay Bellerose (Drums), Dennis Crouch (Bass), Bryan Sutton
(Guitars), Colin Linden (Guitars, Dobro) Keefus Green (Keyboards, Mellotron).
Un disco che vede trionfare ancora una volta l’immensa classe e raffinatezza
espressive della Krall, e come si può constatare all’insegna, più che dei tasti
bianchi e neri, delle corde, che spesso e volentieri recuperano le
sonorità nostalgiche e malinconiche del jazz manouche – o gipsy jazz – create
nelle prime decadi del ‘900 dal famoso chitarrista Django Reinhardt. L’inconfondibile
pianismo ‘blue’ di Diana ritorna invece puntuale in due suadenti brani
presenti nella deluxe edition, Garden In The Rain e As long
as i love.
Lavoro in bilico, dicevamo, tra
suggestioni proustianamente profumate di antico e sussulti modernisti,
abbastanza diverso – giusto per stabilire delle coordinate artistiche – dal
recente omaggio di Joe Jackson “The Duke” al repertorio swing di Duke Ellington,
da lui trasfigurato con mano molto decisa: splendido e sottilmente
inquietante in tal senso l’arrangiamento del classico Lonely Avenue di
Doc Pomus – con uno strepitoso Marc Ribot a creare sonorità spigolose -
interpretato in passato anche da Ray Charles e Van Morrison, che pare uscito da
una delle opere mitteleuropee di Tom Waits. Infine, come non essere
infinitamente grati alla costumista Colleen Atwood ed al fotografo Mark Seliger
per aver creato per “Glad rag doll”,insieme alla Krall, una serie di
immagini straordinarie ispirate dai disegni di Alfred Cheney Johnston ritraenti
le ragazze delle Zigfeld Follies degli anni 20? In quella riportata sulla
copertina la Krall ci seduce – c’è bisogno di ribadirlo, credetemi - con una
classe erotica che non ha eguali, siete d'accordo? “Glad rag doll” è
opera ricca di fascinazioni che può tranquillamente essere apprezzata anche dai
non jazzofili per la sua meravigliosa non ortodossia, uno splendido capitolo
nella carriera di Diana Krall.
Pasquale
Wally Boffoli
Tracklist "Glad
Rag Doll" Deluxe Edition:
1
We Just Couldn't Say Goodbye 3:07 - Harry M. Woods
2. There Ain't No Sweet Man That's Worth The Salt Of My Tears 4:29 - Fred Fisher
3. Just Like A Butterfly That's Caught In The Rain 3:43 - Mort Dixon / Harry M. Woods
4. You Know - I Know Ev'rything's Made For Love 3:47 - Howard E. Johnson / Al Sherman / Charles Tobias
5. Glad Rag Doll 4:34 - Milton Ager / Dan Dougherty / Jack Yellen
6. I'm A Little Mixed Up 4:36 - Betty James / Edward Johnson
7. Prairie Lullaby 4:22 - Billy Hill
8. Here Lies Love 5:09 - Rainger / Ralph Rainger / Leo Robin
9. I Used To Love You But It's All Over Now 2:50 - Lew Brown / Albert Von Tilzer
10. Let It Rain 5:44 - Hal Dyson / James Kendis / Kendis
11. Lonely Avenue 6:57 - Doc Pomus
12. Wide River To Cross 3:51 - Julie Miller / Steven P. Miller
13. When The Curtain Comes Down 4:51 - Carl Hoefle / Al Lewis / Al Sherman
14. As Long As I Love 2:29
15. Glad Rag Doll (Alternate Version) 2:54
16. Garden In The Rain 2:55
17. There Ain't No Sweet Man That's Worth The Salt Of My 2:06
Tears (Alternate Version)
2. There Ain't No Sweet Man That's Worth The Salt Of My Tears 4:29 - Fred Fisher
3. Just Like A Butterfly That's Caught In The Rain 3:43 - Mort Dixon / Harry M. Woods
4. You Know - I Know Ev'rything's Made For Love 3:47 - Howard E. Johnson / Al Sherman / Charles Tobias
5. Glad Rag Doll 4:34 - Milton Ager / Dan Dougherty / Jack Yellen
6. I'm A Little Mixed Up 4:36 - Betty James / Edward Johnson
7. Prairie Lullaby 4:22 - Billy Hill
8. Here Lies Love 5:09 - Rainger / Ralph Rainger / Leo Robin
9. I Used To Love You But It's All Over Now 2:50 - Lew Brown / Albert Von Tilzer
10. Let It Rain 5:44 - Hal Dyson / James Kendis / Kendis
11. Lonely Avenue 6:57 - Doc Pomus
12. Wide River To Cross 3:51 - Julie Miller / Steven P. Miller
13. When The Curtain Comes Down 4:51 - Carl Hoefle / Al Lewis / Al Sherman
14. As Long As I Love 2:29
15. Glad Rag Doll (Alternate Version) 2:54
16. Garden In The Rain 2:55
17. There Ain't No Sweet Man That's Worth The Salt Of My 2:06
Tears (Alternate Version)

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