da: Il Fatto Quotidiano
Provincia
di Milano, Podestà: “Mi dimetto, non mi dimetto, non l’ho mai detto”
L'annuncio
su twitter apre una giornata di psicodramma per il presidente, che avrebbe
tentato la strada di una candidatura alle politiche con l'Udc. Da qui la
necessità di lasciare la carica almeno sei mesi prima del voto, ma la sua
offerta sarebbe stata respinta. Nel fuorionda del fatto.it la discussione con
il portavoce: "Hai mandato veramente 'sti twit? Una stronzata"
Mi dimetto. Non mi dimetto. Ho annunciato
le dimissioni. Non ho annunciato le dimissioni. E’ stata una giornata di psicodramma
per Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, finita nel pomeriggio
con una conferenza stampa in cui il politico del Pdl assicura che resterà al
suo posto. E se già si fa fatica a comprendere la versione “ufficiale”
dell’interessato, si aggiungono i retroscena. Il più accreditato dei quali
vuole che Podestà abbia annunciato le dimissioni per poter correre alle elezioni
politiche, dato che per legge possono candidarsi i presidenti di Provincia che
abbiano lasciato il loro incarico almeno sei mesi prima del voto, previsto ad
aprile. Ma dopo aver ricevuto un no dall’Udc – a Milano Podestà rappresenta la
minoranza del Pdl – il presidente sarebbe tornato in fretta sui propri
passi.
“Credo non ci sia motivo per dare le
dimissioni”, ha affermato in conferenza stampa, spiegando che in un
momento difficile “bisogna rispettare il patto con i cittadini”. L’esposizione
dei fatti che avrebbero portato all’equivoco è stata quanto meno contorta.
Podestà ha assicurato di non aver cambiato idea rispetto a quando, poche
ore prima, aveva convocato la conferenza stampa medesima con un messaggio su Twitter.
Che recitava: “Alle 16 conferenza stampa sulle ragioni delle
mie dimissioni.
Governare una provincia in queste condizioni è (quasi) impossibile”. Poi ha
“spiegato” che è sempre stata sua intenzione andare avanti, ma di aver
discusso “pure con la famiglia” e di aver capito le ragioni di altri presidenti
che oggi si sono dimessi, chiamando in causa i tagli del governo. E alla fine
ha anche attribuito la colpa al suo ufficio stampa, che avrebbe sbagliato a
scrivere il “twit” incriminato. Nel fuorionda carpito da ilfattoquotidiano.it,
il presidente si rivolge al portavoce Andrea Radic. “Tu hai mandato veramente
‘sti twit?”. “Sì”. E il presidente: “E’ una stronzata. Se lo hai fatto è una
cosa inaccettabile” (guarda il video qui sotto). In precedenza, Podestà aveva
spiegato ai giornalisti che il twit conteneva un “mie” di troppo, dal che si
dedurrebbe che fosse sua intenzione parlare di “dimissioni” altrui.
Sui motivi delle annunciate dimissioni
erano circolate diverse ipotesi. Da una parte nel 2014 la Provincia di Milano
scomparirà perché nascerà l’Area metropolitana. Dall’altra, appunto, una
possibile candidatura alle prossime elezioni politiche. Altra ipotesi, un
gesto per protestare contro i tagli alle Province (stesso motivo addotto dalla
presidente di Asti, Maria Teresa Armosino), e quindi che si tratti di una
provocazione. E’ il caso anche del presidente della Provincia di Biella Roberto
Simonetti (che è anche parlamentare della Lega Nord).
E ancora tra tre giorni Podestà si presenterà davanti al
giudice per l’udienza preliminare per il caso delle firme false presentate
per consentire alle liste Pdl di partecipare alle elezioni regionali del 2010.
L’accusa per l’attuale presidente della Provincia di Milano è quella di falso
ideologico. All’epoca il presidente della Provincia era coordinatore
regionale lombardo del Pdl: è imputato perché sarebbe stato il promotore della
presunta falsificazione delle firme a sostegno della lista di Roberto Formigoni
e di quella provinciale del Pdl per le regionali del 2010.
L’estate scorsa il procuratore aggiunto Alfredo
Robledo aveva chiesto il processo per altre nove persone, tra cui Clotilde
Strada, all’epoca responsabile della raccolta firme del partito e che è stata
anche collaboratrice della consigliera regionale Nicole Minetti.
E poi, sullo sfondo, c’è il crepuscolo del
Pdl, perfino a Milano. Mentre Silvio Berlusconi dice di
ritirarsi per far spazio a un’area dei moderati la più ampia possibile,
il partito resiste solo nella figura del presidente di Regione, Roberto
Formigoni.
Milanese, classe 1947, Podestà ha iniziato
a lavorare con Silvio Berlusconi nella Edilnord nel 1976, diventandone anche
amministratore delegato. La sua carriera politica è iniziata nel 1994 in Forza
Italia quando è stato eletto al Parlamento europeo, di cui in seguito è
diventato anche vicepresidente. E’ rimasto eurodeputato fino al 2009, quando è
diventato presidente della Provincia, che sparirà nel gennaio 2014 per
diventare città metropolitana. Nel maggio 2008 è diventato coordinatore
regionale di Forza Italia e poi del Pdl fino al 2011 quando è stato sostituito
da Mario Mantovani. Lo scorso febbraio si è candidato alla segreteria
provinciale del Pdl a Milano, ottenendo il 22% dei voti contro il 72%
dell’eletto Sandro Sisler.
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