martedì 15 gennaio 2013

The Good Wife alla quarta stagione: una buona serie che sta perdendo sapore…


Continuo a seguire questa serie televisiva, ma non di settimana in settimana.
Sono però riuscita a recuperare l’arretrato. Non starò a fare osservazioni sui singoli episodi anche, perché, pur continuando a ritenerla una buona serie dotata di un ingrediente che apprezzo particolarmente: l’ironia, mi pare manchi qualcosa. L’insieme degli episodi visti – a oggi dodici – sono scorsi via rapidamente con alcuni momenti di attenzione ma, sarò vittima di un’intensificazione dell’arteriosclerosi, non ne ricordo uno che meriti una menzione particolare.
The Good Wife è sempre molto attenta all’attualità americana e questo rimane uno dei meriti principali. L’altro merito – che è anche un demerito – è la capacità di “tirare”, “allungare”, procrastinare alcuni argomenti. Come si suol dire: non si fanno le nozze con i fichi. I King ci riescono.
Probabilmente, questa quarta stagione mi dà la sensazione di essere zoppa per l’”evoluzione” di Alicia.
E’ cresciuta professionalmente, è diventata ancora più abile ma è “zoppa” – ancora una volta – nel racconto del privato.
Non mi convince nella sua emotività personale.



Alicia è diventata “asettica” dai sentimenti (salvo inversione di tendenza verso la fine della quarta stagione per non perdere parte delle spettatrici). Contatti emotivi? Al dodicesimo episodio, siamo a ben due sveltine con Peter. La prima è scatenata come reazione all’intromissione della madre, la seconda è recente: nell’ultimo episodio andato in onda domenica sulla CBS che inizia – questo sì – con uno dei soliti giochetti dei King: Alicia  sta facendo sesso con un partner che non viene inquadrato. Peter? O sta ricordando qualche aggrovigliamento con Will?
Nulla è mostrato o nascosto casualmente, ci sarà quindi una ragione dell’”occultamento” maschile ma, alla quarta stagione, il trucchetto (o presa in giro narrativa) perde interesse.


E’ questo la protagonista Alicia? Una donna più fredda sentimentalmente, emotivamente distaccata dal passato e dal dolore che le ha provocato Peter, che si concede un sesso veloce da donna in carriera che non ha voglia e tempo per l’amore.
Qualche momento di malinconia – che gli americani mostrano sempre tramite un bicchiere di vino (originalità zero) – e nessun rapporto di coppia. Reale, profondo. Con piaceri e ansie.
Come non trovo originale, per sceneggiatori che hanno mostrato talvolta zampate di classe, continuare con le “bevute psicanalitiche” al bancone del bar. Nulla di nuovo rispetto a certi standard da soap.
Ogni volta che vedo le serie americane  - quasi tutte a elevato tasso alcolico – mi chiedo come stiano messe a cirrosi epatica le donne americane.

Se i casi legali sono di buon livello, ma, al momento, non battono il meglio delle due serie, la non evoluzione di Alicia nella vita privata è una mancanza notevole per una serie ben confezionata.
Alicia è zoppa. I King sono rimasti intrappolati nel titolo della serie o, viceversa, è questo che hanno sempre pensato e voluto per la protagonista.
Sarà come sarà…mi pare che, giunta alla quarta stagione, ‘The Good Wife’ sia un branzino al sale senza…sale.

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