Ovviamente, condivido.
Che Renzi non sia Obama.
Però..
Penso che Marchionne abbia bisogno di una “tisana
rilassante”. Le sue ultime esternazioni denotano isterismo.
Isterismo probabilmente dovuto dalla sua “allergia”
al sistema Italia: classe politica – con l’eccezione di Monti, s’intende –
sindacati.
Si sa che l’isterismo può far perdere
totalmente la lucidità. Ma Marchionne non è ancora – del tutto - in questo stato mentale. Il commento su Renzi
denota come Marchionne lo abbia “inquadrato”.
Nonostante il sindaco di Firenze, nonché candidato
alle primarie del Pd per candidarsi a vincere e governare il paese, nella sua
foga di attirare il centro-destra e sfoggiare slogan liberisti, abbia dato la
sua adesione totale al “piano strategico”
di Marchionne per la Fiat, l’amministratore delegato non è rimasto impressionato.
L’ha “inquadrato” come un affabulatore
opportunista. Uno di quelli che non manca mai nel nostro paese. Uno di quelli
da cui non compreresti una macchina usata. E..si sa…che di macchine Marchionne
se n’intende..
Per l’amministratore delegato della Fiat,
Matteo Renzi è il giovane che spinge (logicamente) per sostituire la vecchia
classe dirigente, che sforna parole di adesione al liberismo ma che non ha una
struttura ideale e di contenuti tale da far supporre che possa essere il nuovo
che avanza. L’esatto contrario di Obama. Che agli americani aveva dato l’impressione
di essere la svolta per sognare e concretizzare. Quell’Obama che, però, al
momento, ha più probabilità di perdere le elezioni che di vincerle. Come Renzi,
del resto...O no?
Povero Marchionne. Non passa giorno in cui
non pensi che in questo paese, per questo paese, non c’è nulla da fare. Se
pensa a Renzi lo capisco. Ma perché non prova a pensare anche a se stesso.
Troverà conferma, se non ha smarrito totalmente la lucidità, che un manager com’è
lui è….tanto italiano. Ma tanto “italiano”….
E’ anche lui – né più né meno – un prodotto
“tipico del sistema Italia”. Di quello che non funziona. Di quello che
impoverisce. Di quello che spaccia bufale. Di quello che straparla.
Ovviamente, non condivido la sua
esternazione su Firenze. Con la quale ha manifestato il suo stato attuale d’isterismo.
Anche in questo caso, come in precedenza nello “scontro” con Della Valle, mi
viene da dire che se al posto dell’ad Fiat ci fosse stata una femmina avrebbero
detto: esternazione da donnetta isterica.
Firenze è una piccola città? O è una città
piccola?
Marchionne non allude certo al numero di
abitanti. La “piccolezza” di cui parla è altra. E’ lo stesso concetto con il
quale ha replicato a Della Valle. Tu fai scarpe, cazzo vuoi capire di prodotti
di ben altro livello, quali le macchine. Tu, Renzi, sei sindaco di Firenze,
mica di New York. La tua visione, la tua esperienza è di governo di una città
che non ha la complessità di gestione di una grande azienda.
Questo è il retropensiero di Marchionne.
Ma, tu, Marchionne, chi cazzo sei per
crederti più capace, più esperto, vittima del sistema Italia e non colpevole d’incapacità
imprenditoriale.
Marchionne è un manager piccolo. Non un
piccolo manager. Nel senso che…non è un problema di statura fisica. Ma mentale.
Marchionne ce l’ha piccola. La testa.
Non sarà per questo che la Fiat non riesce
a essere competitiva rispetto ad altre case automobilistiche europee?
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