domenica 14 ottobre 2012

L'Amaca di Michele Serra


da: la Repubblica

Sottoscrivo con entusiasmo la denuncia di Nicola Piovani (Repubblica di ieri) contro la “musica passiva”, e cioè la musica non richiesta che ci assilla nei negozi, nei locali pubblici, negli ascensori, nelle spiagge, nelle piscine, sulle piste da sci eccetera eccetera. Ma sono piuttosto pessimista sugli esiti di una campagna civile che tenti di proteggere sia la musica, restituendola alla volontarietà dell’ascolto, sia le nostre orecchie assediate. Sono pessimista perché il “rumore di fondo”, esattamente come “il colore di fondo” (l’immagine onnipresente, dilagante, i video accesi sempre e ovunque) ha oramai assuefatto le nuove generazioni al punto di cancellare in loro il concetto stesso di silenzio e di vuoto. Ogni vuoto, ogni silenzio sono vissuti non come una libertà e una scelta, ma come un abbandono e una decurtazione. Si vive circondati da suoni e immagini perché farne a meno costringe a rimanere in compagnia del solo sé, nudo come si è nudi quando si è soli. Silenzio, solitudine, vuoto mi hanno procurato emozioni e felicità indicibili, ma dubito di riuscire a comunicarlo a chi è nato nella dittatura del rumore, dell’immagine, del sempre pieno.

Nessun commento:

Posta un commento