Stefano
Fassina, responsabile Economia del Pd: "Il ddl di stabilità, per
quanto è ora possibile sapere, ha un segno profondamente regressivo sul piano
sociale e economico. L'accoppiata minor aumento dell'Iva e riduzioni delle
prime due aliquote Irpef penalizza i redditi più bassi, in particolare i 10
milioni di incapienti, ossia quanti hanno redditi inferiori al minimo
imponibile. Vuol dire che pensionati al minimo, giovani lavoratori
e lavoratrici disoccupati e senza indennità di disoccupazione, esodati,
pagheranno più Iva, senza alcun sollievo dall'Irpef,
mentre quanti hanno redditi imponibili inferiori a 30.000 euro all'anno,
non riusciranno a compensare la maggiore Iva.
Inoltre,
vengono tassate in Irpef anche le indennità di invalidità e di
accompagnamento, pari rispettivamente a 280 e 480 euro mensili. Chi ci guadagnerà
saranno soltanto i redditi più elevati. All'effetto regressivo
dell'Irpef si aggiunge l'intervento restrittivo sui lavoratori e le lavoratrici
che assistono familiari non autosufficienti.
Infine, vi sono il taglio del sostegno scolastico ai ragazzi e l'ulteriore pesantissimo taglio ai servizi sanitari.
Quale criterio di equità segue il governo Monti? Robin Hood alla rovescia?".
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