L’economista Tito Boeri sostiene che la
maggioranza parlamentare stia cercando di smantellare la riforma Fornero con la
proposta di modifica di taluni criteri pensionistici.
All’origine dell’accordo bipartisan (tutti
i partiti che sostengono Monti), la perenne campagna elettorale nella quale
vive la classe politica, mai come ora invisa alla pubblica opinione.
Peccato che Boeri non rilevi o non ricordi
che la riforma Fornero è un provvedimento iniquo, soprattutto per una fascia
anagrafico-contributiva di italiani. Non sarà la proposta parlamentare a
smantellarla. Nella migliore (o peggiore delle ipotesi) corregge dei criteri.
Ovviamente, ha un costo. Che vi debba essere un’adeguata copertura, ok. Poiché
Monti succhia soldi sempre dai soliti,
continui a succhiare da noi per farci pagare questa modifica che, di fatto,
introduce degli scalini per coloro che hanno una certa anzianità contributiva
legata al raggiungimento di un’età anagrafica.
Non vedo come si possa parlare di
smantellamento, quando nulla sarebbe regalato ai diretti interessati. Perché,
ad esempio, i lavoratori in questione andrebbero in pensione con il sistema
contributivo anziché misto (retributivo fino a 18 anni di contributi,
contributivo per il rimanente periodo).
Caso mai, caro Boeri e cari tutti coloro
che parlano e scrivono da redditi medio-alti e da condizioni sociali più
privilegiate, vediamo di dare senso e serietà al concetto: i diritti acquisiti
non si toccano. I diritti acquisiti non si devono toccare, i privilegi, sì. Che
sia in parte restituito e con gradualità ciò che da anni parecchi
privilegiati - per età anagrafica e anni
di lavoro (pochi) – hanno incassato a spese di coloro che continuavano a
lavorare, in primis: coloro che improvvisamente si vedono penalizzare dalla
mannaia Fornero.
E’ mai possibile che in questo paese non si
riesca a conciliare l’esigenza di ridurre spese/aumentare entrate con il
praticare equità. Quanto meno, sarebbe auspicabile
che dopo una fase nella
quale “non si guarda troppo per il sottile” (tradotto: si succhiano soldi per
coprire buchi) si spendesse in queste direzioni:
1. riformare/ristrutturare il paese secondo
priorità definite;
2. spendere per investimenti (di questo fa
parte anche ciò che attiene al punto 1) in modo tale da alimentare nel medio
periodo nuove entrate;
3. ridurre in maniera significativa l’evasione
fiscale;
4. attuare azioni di sostegno alle fasce più
deboli con uno stato sociale efficiente e non clientelare e assistenzialista.
C’è un organo sessuale maschile di partito,
movimento, aggregazione in grado di dirmi anche solo un’idea – concreta – con
la quale attuare i suddetti punti? Se c’è, avrà il mio voto.
Lo so….passerò il fine settimana elettorale
al mare...e al ritorno troverò i seggi chiusi.
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