mercoledì 10 ottobre 2012

Gianluigi Nuzzi: Sua Santità, le carte segrete di Benedetto XVI / 4


Il 26 marzo 2011 il segretario di Stato rompe gli indugi e rimuove Tettamanzi dall’incarico sostenendo, in una missiva (pubblicata da «il Fatto Quotidiano»), di seguire l’espressa volontà di Benedetto XVI. Bertone liquida il cardinale via fax. Gli manda una lettera gelida, ovviamente «riservata-personale», di 51 righe, saluti compresi:

Signor cardinale, […] di fatto, l’impegno di Vostra Eminenza a servizio dell’istituto Toniolo si è protratto ben oltre il tempo originariamente previsto, e questo ovviamente a prezzo di ben immaginabili sacrifici. In considerazione di ciò, il Santo Padre mi ha dato l’incarico di ringraziare Vostra Eminenza per la dedizione profusa anche in tale compito a servizio di una istituzione assai importante per la Chiesa e per la società in Italia. Ora, essendo scaduti alcuni membri del comitato permanente, il Santo Padre intende procedere ad un rinnovamento, in connessione col quale Vostra Eminenza è sollevata da questo oneroso incarico. Adempiendo pertanto a tale superiore intenzione, sono a chiederle di fissare l’adunanza del comitato entro il giorno 10 del prossimo mese di aprile. In tale circostanza Vostra Eminenza vorrà notificare le sue dimissioni dal comitato stesso e dalla presidenza. Contestualmente indicherà il prof. Giovanni Maria Flick, previa cooptazione nel comitato permanente, quale suo successore alla presidenza. Il Santo Padre dispone inoltre che fino all’insediamento del nuovo presidente, non si
proceda all’adozione di alcun provvedimento o decisione riguardanti nomine o incarichi o attività gestionali dell’istituto Toniolo. […] Profitto volentieri dell’occasione per trasmettere a lei, Eminenza, e agli altri illustri membri dell’istituto il benedicente saluto di Sua Santità. Unisco anche l’espressione dei miei personali deferenti ossequi e mi confermo di Vostra Eminenza reverendissima, dev.mo nel Signore Tarcisio card. Bertone, segretario di Stato.

Tettamanzi avverte che lo scontro ha raggiunto ormai livelli impensabili. Ha poco tempo per reagire. Legge la missiva come un’ingiustizia e una grave ingerenza della segreteria di Stato nell’attività della diocesi ambrosiana. E poi davvero Ratzinger, con il quale da tempo coltiva un sereno rapporto, vuol destituirlo dal Toniolo? Il cardinale dubita che Bertone interpreti la volontà del papa. Ritiene sospetto, ad esempio, l’esplicito e continuo riferimento alla volontà del pontefice. Così in 48 ore compie la sua contromossa, e lunedì 28 marzo si rivolge direttamente al Santo Padre:

Beatissimo Padre,
sabato 26 marzo mattina per fax è arrivata alla mia attenzione, in qualità di presidente dell’istituto Toniolo, una lettera «riservata-personale» del segretario di Stato, che mi induce, in un tempo che dovrebbe essere destinato con più abbondanza alla meditazione e alla preghiera in vista della conversione, a sottoporre direttamente alla Sua persona alcune spiacevoli considerazioni. La lettera in oggetto prende le mosse dalla mia nomina a presidente dell’istituto nel 2003, pochi mesi dopo il mio ingresso a Milano, sostituendo il sen. Emilio Colombo, dimissionario non tanto a causa di modifiche statutarie, come affermato nello scritto, ma per più consistenti ragioni legate alla condotta personale e pubblica. […] Tutte queste sanzioni, riprese puntualmente dalla lettera che allego – misure senza dubbio gravissime, nel merito e nel metodo, in riferimento all’Istituto Toniolo, all’Università cattolica cui è preposto, nonché alla mia persona, in particolare in quanto arcivescovo di Milano -, sono direttamente ricondotte all’esplicito volere di Vostra Santità, cui lo scritto fa continuamente riferimento. Ben conoscendo la mitezza di carattere e delicatezza di tratto di Vostra Santità e avendo serena coscienza di avere sempre agito per il bene dell’istituto e della Santa Chiesa, con trasparenza e responsabilità e senza avere nulla da rimproverarmi, sorgono in me motivi di profonda perplessità rispetto all’ultima missiva ricevuta e a quanto viene attribuito direttamente alla mia persona. […] Sono ben consapevole che condividendo schiettamente con Lei queste considerazioni la metto in una situazione non semplice nella gestione dei rapporti di governo, me ne dispiaccio profondamente, ma comprenderà che non mi è lasciata altra alternativa. La soluzione che a me parrebbe più semplice è quella di procedere nell’opera di rilancio del Toniolo, con serenità e determinazione, senza tenere conto dell’ultima lettera pervenuta. Ma lascio a Lei di confermarmi con una sua parola autentica. […] Con stima e affetto nel signore, suo † Dionigi Tettamanzi. 


altri post precedenti nella categoria saggistica: http://taccuinodiunamarziana.blogspot.it/search/label/Saggistica

Nessun commento:

Posta un commento