da: la Repubblica
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Kim Dotcom, ecco Megabox
musica
con pubblicità, soldi all'artista
Dalle
ceneri di Megaupload, il paradiso del file sharing (illegale) chiuso dal
Dipartimento di Giustiza americano lo scorso 19 gennaio per violazione del
diritto d'autore, nascerà - entro la fine dell'anno un servizio musicale on
demand che promette di ricompensare gli artisti attraverso la pubblicità
di
Pier Luigi Pisa
La storia si ripete. Megaupload come
Napster. Kim Dotcom come Shawn Fanning. "Pirati" che ammainano la
bandiera e si convertono alla legalità. In un music business che, in attesa
della formula perfetta per garantire l'ascolto "gratuito", ha trovato
la sua roccaforte in Giappone. Alla rigidissima legge approvata lo scorso
giugno dal governo nipponico - fino a 10 anni di carcere per chi effettua upload
di materiale coperto dal diritto d'autore - si è aggiunta infatti in questi
giorni un'altra norma shock: chi scarica musica protetta da copyright rischia
fino a due anni dietro le sbarre.
Continua senza sosta, dunque, la lotta al file sharing illegale su cui si basava Megaupload, il sito chiuso dal Dipartimento di Giustiza USA lo scorso 19 gennaio per violazione del diritto d'autore. Dalle sue ceneri nascerà - entro la fine dell'anno - Megabox, un servizio musicale on demand che promette di ricompensare gli artisti attraverso la pubblicità. Entrambi sono stati ideati e fondati dalla stessa persona: il 38enne Kim Schmitz 1, l'uomo che ha cambiato il proprio cognome in "Dotcom" in omaggio alla tecnologia che l'ha reso milionario.
Il gigante tedesco, originario di Kiel, aveva annunciato l'arrivo della sua nuova creatura cinque giorni fa: "Veloce aggiornamento sul nuovo Mega - scriveva su Twitter - il 90% dei codici è fatto. I Server sono pronti. Così come gli avvocati, i partner e gli investitori. Siate pazienti, sta arrivando". Parole seguite, nelle ultime ore, da una prova concreta del suo lavoro: un video di presentazione che racconta il "making of" di Megabox e che svela, attraverso veloci inquadrature che indugiano sull'interfaccia grafica, le caratteristiche principali della nuova piattaforma: dalla possibilità di archiviare online - senza limiti di spazio - la propria collezione musicale alla funzione "Discover" che permette di scoprire nuovi artisti.
La novità più importante di Megabox riguarda tuttavia il suo modello economico: lo streaming dei brani sarà illimitato e gratuito per tutti coloro che installeranno un'applicazione, chiamata Megakey, attraverso cui sarà visualizzata della pubblicità. Chi vorrà "saltare" gli spot, invece, dovrà pagare. Il denaro degli inserzionisti e degli utenti "paganti" andrà nella quasi totalità agli artisti. Solo una piccola percentuale - il 10% per la precisione - verrà trattenuta da Megabox. Ecco, dunque, la "rivoluzione" (legale) immaginata da Kim Dotcom: instaurare rapporti economici diretti con i musicisti. Eliminando, di fatto, la mediazione delle "odiate" case discografiche. Bisognerà vedere se quest'ultime si faranno davvero da parte. In caso contrario, come ha scritto lo stesso Dotcom, "gli avvocati sono pronti".
Megabox dunque lancia la sfida a piattaforme simili solo in apparenza. Anche Spotify, per fare un esempio, consente - nel periodo di prova gratuito - l'accesso a una quantità illimitata di brani in cambio della visualizzazione o dell'ascolto di brevi annunci pubblicitari. Ma i suoi assegni finiscono nelle casse delle major. E solo una parte di questi soldi viene girata agli artisti. La fetta della torta, per loro, sembra sia piccolissima. David McCandless, musicista indipendente, ha calcolato nel 2010 che occorrerebbero oltre quattro milioni di ascolti al mese per guadagnare 1160 dollari. Un numero di streaming, quello ipotizzato, riservato chiaramente solo alle star di livello mondiale come U2 e Madonna.
Il video di presentazione di Megabox, invece, svela una schermata eloquente. "Take control of your music career" c'è scritto sul monitor. Una sezione riservata a gruppi e cantanti, dunque, che vogliono "avere il controllo sulla loro carriera". Guadagni inclusi. Megabox tuttavia non ha intenzione di diventare uno "strumento" per artisti emergenti. La prova è la sua sezione "Exclusive Artists" che al momento include nomi di fama mondiale come The Black Keys, Rusko, Two Fingers e Will. i. am. I grandi del music business - da P Diddy ad Alicia Keys, Snoop Dogg e Kanye West - si erano già "legati" a Kim Dotcom per la produzione di un videoclip, Megaupload Song, lanciato su YouTube a dicembre 2011. Un video in cui gli artisti professavano il loro amore per il popolarissimo sito di file sharing: 180 milioni gli iscritti e oltre 50 milioni di visitatori al giorno nel periodo in cui era ancora attivo.
Appena un mese dopo Megaupload chiudeva i battenti e il suo fondatore veniva arrestato dall'FBI ad Auckland, in Nuova Zelanda, dove Schmitz si era trasferito nel 2010 per evitare un processo per insider trading in Germania. L'accusa: violazione del diritto d'autore e danni provocati per oltre 500 milioni di euro. Liberato su cauzione, Kim è rimasto in Nuova Zelanda nonostante la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti. E ha continuato a dialogare con i suoi sostenitori attraverso la rete, scrivendo su Twitter e aggiornando il suo canale YouTube "MrKimDotcom".
Lo scorso giugno il tedesco aveva pronunciato parole profetiche: "Cambierò le regole della musica e darò potere ai musicistii". Una promessa che intende mantenere: "Ecco quello che non avete - scrive Kim su YouTube in allegato al video di presentazione di Megabox - Artisti e fan senza catene". A spezzarle è stato proprio chi, in catene, doveva finirci per "amore" della musica.
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