giovedì 1 novembre 2012

Fiat, licenziamenti a Pomigliano: Passera contro Marchionne



da: Il Fatto Quotidiano

Fiat, Passera: “La mossa su Pomigliano non mi è piaciuta”
Il ministro dello Sviluppo economico a Skytg24: "E' un'azienda libera e se la vedono al loro interno. Certamente è una buona notizia che Fiat abbia confermato di non volere chiudere impianti in Italia. Faremo il possibile perché siano attivi e produttivi e non quasi fermi come sono oggi"

La decisione di Fiat di mettere in mobilità 19 operai di Pomigliano per riassumere i licenziati “Fiom” criticata con forza dai sindacati non è piaciuta neanche al governo. O almeno a uno dei ministri chiave dell’esecutivo di Mario Monti. ”Non entro nel merito di decisioni interne, ma non mi è piaciuta la mossa che è stata fatta” dice il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, commentando a Sky tg24 la decisione del gruppo di Torino. “Un’azienda libera e se la vedono al loro interno. Certamente – aggiunge l’ex ad di Banca Intesa – è una buona notizia che Fiat abbia confermato di non volere chiudere impianti in Italia”. Poi un impegno, quasi una promessa: “Faremo il possibile perché siano attivi e produttivi e non quasi fermi come sono oggi”. Il tavolo di lavoro per potenziare l’export “va proprio nella direzione di rendere più competitivi gli impianti manifatturieri”. 
Oggi l’amministrare delegato, Sergio Marchionne, in una lunga intervista al Corriere della Sera ha affermato che la casa automobilista di Torino continuerà a investire in Italia. Certo è che il gruppo rispetto alla fabbrica in Campania aveva già detto che “la sua attuale struttura è sovradimensionata rispetto alla domanda del mercato italiano ed europeo da mesi in forte flessione”. E proprio per questo si era fatto ricorso alla cassa integrazione. Ma per i sindacati la decisione post sentenza è sembrata una vendetta, una ritorsione nei confronti dei lavoratori. 
Secondo il ministro, più in generale, per la crescita “si cominciano a vedere alcuni elementi positivi” tuttavia “aspettiamo di vedere che si consolidino certi fenomeni. I mercati si aspettano un’Italia che dia continuità agli impegni che in questi mesi ha dimostrato di saper mantenere”. E poi “ci aspettiamo un bel colpo di reni per giustificare l’importo importante” (1,6 miliardi stanziatoi nella legge di stabilità) chiude Passera che sollecita le parti sociali perché raggiungano un accordo sulla produttività. 

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