giovedì 22 maggio 2014

Milano: la lobby dei tassisti la spunta sulla concorrenza di Uberpop



Maurizio Lupi, attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed esponente del Nuovo Centrodestra, ma ancor più esponente di spicco di Comunione e Liberazione, vuole diventare sindaco di Milano.
Ieri, ha conquistato i suoi primi voti: quelli della lobby dei tassisti.

da: Lettera 43

Taxi contro Uber, Maroni e Lupi: «L'uso di Uberpop non non è legale»
Vertice in prefettura, il ministro dei Trasporti:  «L'app è in contrasto con la legge». Esultano le auto bianche.

Nessuna battaglia contro la tecnologia e l'innovazione, ma il servizio pubblico non in linea può essere effettuato solo da taxi o da servizio di Noleggi con conducente (Ncc) e chiunque altro lo svolge, lo fa al di fuori della legge: è questa la linea dettata dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, che ha cercato di mettere fine a una lotta che sta rendendo difficile da alcuni giorni la mobilità a Milano, incontrando un'ampia rappresentanza dei tassisti in prefettura assieme al governatore lombardo Roberto Maroni e al sindaco milanese Giuliano Pisapia.

PARZIALE VITTORIA DEI TAXISTI. E l'esito della riunione è una sostanziale

vittoria per le auto bianche che hanno visto sancita l'illegalità di Uberpop, ultima applicazione della multinazionale americana che consente a chiunque abbia dei requisiti minimi (fedina penale pulita, auto di proprietà, patente da più di tre anni) di diventare una sorta di 'autista fai da te'.
MARONI: «L'APP UBERPOP NON È CONSENTITA». «La normativa vigente non consente l'uso dell'app Uberpop», ha detto chiaramente il presidente della Regione Roberto Maroni, spiegando che «la legge è chiarissima e non si presta a nessuna interpretazione».
LUPI: «NO ALL'ESERCIZIO ABUSIVO». Concetto ribadito anche dal ministro Lupi, che ha chiarito che «chiunque proponga questo servizio, compie un esercizio abusivo della professione e ne risponde fino in fondo». Taxi e Ncc sono le uniche due categorie che possono garantire il servizio di trasporto dietro pagamento di un corrispettivo e quindi se Uberpop è illegale, anche sull'intero servizio di Uber «ci sarà un forte rafforzamento dei controlli» perché «qualsiasi app o innovazione che eroghi un servizio pubblico non autorizzato compie un esercizio abusivo della professione: non è permesso e non si può fare, che si chiami Uber o in qualsiasi altro modo». Quindi gli Ncc che verranno chiamati tramite il servizio Uber «dovranno partire da un'autorimessa, dovranno effettuare solo i tragitti concordati e ricevere solo le somme stabilite».
«INACCETTABILE INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO». Lupi ha chiarito però ai tassisti (che a Milano da sabato 17 maggio sono di fatto in sciopero) che «è inaccettabile qualsiasi interruzione di pubblico servizio» e ha quindi chiesto l'immediato ritorno alla normalità ai circa 30 rappresentanti di categoria che sono seduti oggi al tavolo in prefettura. «I controlli verranno rafforzati», ha assicurato il sindaco Pisapia e il prefetto Francesco Paolo Tronca ha garantito che «non ci saranno sconti per nessuno». Adesso toccherà ai rappresentanti dei tassisti far tornare tutti al lavoro: in circa 500 hanno atteso l'esito della riunione fuori dalla prefettura e un grande applauso ha accolto la notizia che Uberpop è stata di fatto considerata illegale. Ma la loro vera battaglia è contro Uber e probabilmente è tutt'altro che finita.

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