mercoledì 14 maggio 2014

Il sistema bancario italiano, Ubi Banca: inchiesta per ostacolo alla vigilanza, truffa e riciclaggio, perquisizione della Gdf



Ubi Banca – quella degli spot con gli uccellini e ora con i pesciolini - è il quinto gruppo bancario italiano. Ci teneva a entrare nell’”elite” con Intesa, Unicredit, Monte di Paschi, già in prima pagina per indagini della magistratura.
A quanto pare ci sta riuscendo…gli uccellini stanno volando “alto” o…i pesciolini stanno affogando…


da: Il Fatto Quotidiano

Ubi Banca, perquisiti gli uffici dei vertici: ostacolo alla vigilanza e truffa. Indagati Bazoli e Pesenti
Per il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo - consigliere di Ubi fino al 2012 - e i vertici della banca bergamasca si ipotizza l'ostacolo alle funzioni di vigilanza. Il presidente di Italcementi, storico azionista dell'istituto, è coinvolto nel filone di indagine per truffa e riciclaggio che riguarda Ubi Leasing e tre suoi ex dirigenti

Fiamme Gialle nella sede di Ubi Banca, a Bergamo, e negli uffici di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, e del presidente di Italcementi Giampiero Pesenti, nell’ambito di un’inchiesta della
Procura di Bergamo per ostacolo alle funzioni di vigilanza ed altri reati. Bazoli, che di Ubi è stato consigliere dal 2008 fino al 2012, insieme all’avvocato e suo uomo di fiducia Alessandro Pedersoli, è indagato per ostacolo alle funzioni di vigilanza insieme al presidente del consiglio di gestione di Ubi-Banca Franco Polotti, al presidente del consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio e al vicepresidente Mario Cera, e ai consiglieri dell’istituto Victor Massiah e Italo Lucchini. Pesenti, storico azionista della banca (ha ancora lo 0,25% dopo una corposa vendita avvenuta nel 2013) e molto vicino a Bazoli, è coinvolto nel filone di indagine per truffa e riciclaggio che riguarda Ubi-Leasing e i suoi ex dirigenti Giampiero Bertoli, Alessandro Maggi e Guido Cominotti: i reati ipotizzati dalla magistratura di Bergamo riguardano una compravendita anomala di beni da parte di Ubi-Leasing.

La perquisizione a carico di Bazoli riguarda la sua responsabilità come presidente di un gruppo di azionisti di Ubi Banca, Associazione Banca Lombarda e Piemontese. Il banchiere 82enne, presidente della holding Mittel, è stato però anche consigliere della popolare, all’interno della quale rappresentava l’”ala bresciana”, fino a quando la normativa sui doppi incarichi introdotta dal governo Monti lo ha costretto alle dimissioni. E, secondo quanto si apprende, il reato di ostacolo all’attività di vigilanza si riferisce proprio a presunte gravi anomalie nella modalità di “comunicazione riguardo alle indicazioni dei vertici” di Ubi Banca (nata dalla fusione di Banca Popolare di Bergamo e altre popolari) che coinvolgono l’associazione: quel gruppo di azionisti, insieme all’Associazione amici di Ubi, per l’accusa avrebbe messo in campo, senza che le autorità di vigilanza ne avessero conoscenza, un sistema di regole tale da predeterminare i vertici della popolare.

Quanto ai reati di truffa e riciclaggio contestati agli ex dirigenti di Ubi-Leasing – filone nel quale è chiamato in causa anche Giampiero Pesenti – la magistratura ipotizza gravi irregolarità nella compravendita di beni di lusso, tra i quali imbarcazioni e aerei. Tali beni – sempre secondo le ipotesi dell’accusavenivano ceduti in leasing a persone fisiche e società ma, di fronte alle prime difficoltà di pagamento delle rate, venivano sottratti a coloro che avevano sottoscritto il contratto e subito ceduti, a un prezzo di gran lunga inferiore al valore reale, a persone vicine a Ubi-Leasing.

La notizia dell’indagine è un duro colpo per lui, dopo un anno complicato a causa delle difficoltà dell’amico Romain Zaleski – il finanziere franco-polacco, tra l’altro azionista di Ubi, verso la cui holding Tassara Intesa Sanpaolo è la banca italiana più esposta (il totale dei crediti vantati dagli istituti di casa nostra ammonta a 2,2 miliardi) – e dei conflitti sulla gestione di Rcs (di cui è azionista anche la famiglia Pesenti): Diego Della Valle, oggi secondo azionista della casa editrice dietro Fiat, non smette di attaccarlo (anche con espliciti riferimenti a età e acciacchi, basti pensare alla ormai proverbiale definizione di “arzillo vecchietto”) e di chiederne un passo indietro. La figlia Francesca, moglie dell’avvocato d’affari Gregorio Gitti - oggi deputato dei Popolari per l’Italia – e attualmente consigliere di amministrazione del Banco di Brescia, sarebbe dovuta entrare nel Consiglio di gestione di Ubi, nomina poi sfumata tra le polemiche all’inizio del 2013. 

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