lunedì 26 maggio 2014

Elezioni Europee 25 maggio 2014: vince Renzi e perde Grillo, il braccio esecutivo di (Otelma) Casaleggio.


Ha vinto Renzi. Non il Pd. Anche perché non esiste. Come non è mai esistito il Pdl.
Ciò significa che ci aspettano vent’anni di renzismo. Anzi. Neppure Berlusconi era riuscito in una competizione elettorale – seppure europea, non politica o amministrativa – a raggiungere una simile percentuale. Ergo: potremmo superare il ventennio. L’erede di Silvio ha superato il “maestro”.
Devo cominciare a trovare casa all’estero….

Perché Renzi ha vinto nettamente?
Perché gran parte dell’opinione pubblica, quella composta di persone che non seguono costantemente e attentamente le cronache politiche, con il rischio, sì, della disinformazione più che dell’informazione, ma con maggiore possibilità di notare alcune caratteristiche, contraddizioni e fanfaronate, avevano nella testa pochi ma chiari concetti:

1. Renzi ha iniziato subito ad annunciare cosa avrebbe fatto il suo governo. E, ai primi ostacoli (interni più che esterni), non ha fatto retromarcia. Velocità di annuncio e percorso dritto.
Oggettivamente, la partenza bruciante ha sorpreso tutti. Ovviamente, rispetto
agli annunci ha realizzato poco, ma, a oggi, la percezione nel ceto medio italiano è che si stia dando da fare.
Il fatto che sia presidente del consiglio senza regolare votazione è cosa che, al momento, parte degli italiani non gli mette in conto. Lo faranno se non attuerà degli interventi prioritari e necessari per il paese.

2. La mancetta elettorale di 80 euro è un atto concreto seppure limitato, ma che consegna a parte degli italiani l’idea che qualcosa si apre dal borsellino pubblico. Che poi a pagare la mancetta sia stato l’altra parte del borsellino frega un organo sessuale maschile a dieci milioni d’italiani che l’hanno incassata.

3. Renzi è colui che ha voluto la riduzione degli stipendi dei manager. E questa, a mio avviso, è la mossa più consistente e ripagante. Più significativa della mancetta elettorale di 80 euro.

4. Per quanto non sia l’argomento prioritario degli italiani, Renzi ha presentato una proposta di riforma elettorale che, per quanto mi riguarda, trovo una TRUFFA, ma è apparso a molti italiani come chi è riuscito a mettere d’accordo in pochi giorni forze politiche diverse.

E’ ovvio che, questo voto europeo non fa che confermare che stiamo proseguendo nell’era dell’uomo solo al comando. Questa è anche la caratteristica intrinseca del bipolarismo o tripolarismo all’italiana più che all’europea. Del resto, abbiamo avuto vent’anni di berlusconismo con il partito azienda di Silvio in cui tutto era deciso – e pagato – dal Cavaliere, e il partito del web, quello dell’”uno vale uno”, retto da due monarchi: Casaleggio: la mente, Grillo: il braccio esecutivo del guru del marketing.

Il M5S ha perso voti. Parecchi. Ma perché, voleva vincere? Questo è ciò che diceva Grillo…

1. M5S ai tempi di Bersani, febbraio-aprile 2013
Il M5S ha iniziato a perdere voti immediatamente dopo le elezioni politiche del 24-25 febbraio 2014.
Quando Bersani voleva o fingeva di voler governare con il M5S. Ma Grillo e Casaleggio non hanno voluto. Non avevano tutti i torti. C’erano ragioni politichesi per non accettare. Il Pd di Bersani non dava certo la sensazione di poter realizzare quegli accordi che potevano significare l’inizio di un cambiamento e, conseguentemente, il M5S si sarebbe sputtanato. O, al contrario, se qualche provvedimento fosse andato in porto, ne avrebbe beneficiato il Pd più che i Cinquestelle.
Solo che, le ragioni tattiche e strategiche o anche solo l’aver capito che Bersani voleva usare qualche onorevole e senatore del M5S, non interessano a parte degli italiani. Che ragionano con la diligenza del buon padre di famiglia: prova, solo dopo aver provato puoi dire che non ha funzionato e ci spieghi perché.
Nel contesto economico-sociale nel quale ci troviamo da qualche anno, non è previsto che un movimento che ottiene milioni di voti non accetti di “fare qualcosa” anche se in quel qualcosa c’è il trucco. E il “fare qualcosa” per una parte non irrisoria degli italiani era: accettare accordi su alcuni temi prioritari governando con il Pd.
E quando a Grillo è stata fatta presente questa delusione di parte degli elettori, la reazione è apparsa sprezzante: riprendetevi il voto. Detto. Fatto.

2. M5S ai tempi di Letta, aprile 2013-febbraio 2014
I voti persi erano in fase di recupero grazie al governo dei rimandi Letta. Ovviamente, la cosa non è sfuggita a Renzi che ha colto il momento delle congiunzioni astrali favorevoli, quando qualcuno raccontava la balla della piccola ripresina e, ha fatto due + due. Il totale è stato: #staisereno Letta. Ti trombo ma lo faccio per il bene del paese.
Se fossimo andati a votare a febbraio, il M5S avrebbe probabilmente mantenuto la percentuale di un anno prima o sarebbe sceso di non molto. Non c’è controprova ma la logica dell’italiano medio pare portare a questo.

3. M5S ai tempi di (Marc’Antonio..quello di Shakespeare)  Matteo Renzi.
Grillo inizia a usare l’unica arma a disposizione: Renzi è un cacciaballe. Ma quando si  presenta – suo malgrado – alle consultazioni del presidente del consiglio incaricato, non usa argomenti che possano smascherarlo.
Non lo lascia neppure parlare. Qui non c’è manipolazione televisiva che tenga. Il video è disponibile nella sua interezza. Chiunque può vedere e ascoltare.
Grillo assume quest’ atteggiamento nei confronti di Renzi perché lo considera un fanfarone. Questa è la versione ufficiale. In realtà, inizia a crescere il numero degli italiani che pensa che dietro a questo comportamento ci sia una scelta tattica precisa. Il M5S non vuole essere in nessun modo apparire come affiancato a qualsiasi partito – in particolare al Pd – quindi, non vuole votare nessun provvedimento. Per quanto i Cinquestelle in giro per i talk sostengano il contrario, è sempre più opinione degli italiani un po’ più avvezzi alle logiche politiche, che il M5S non voterà mai un provvedimento con i partiti della maggioranza anche su proposte che potrebbe condividere. E’ iniziata l’era del “vinciamo soli”.
Dev’essere stato il suo manipolatore mentale: Casaleggio, a suggerirgli questa scelta tattica.

4. I toni eccessivi di Grillo. Ossia: come essere il miglior supporter di Renzi.
Mentre Renzi occupava stabilmente il media politico più diffuso: la televisione. Mentre il web svolgeva il suo compito prevalente: fare da cassa di risonanza alla tv, mentre la stampa dei gruppi editoriali disinformava o strumentalizzava alcuni atteggiamenti e parole di Grillo, questo faceva di tutto per dare una mano a Renzi. Quasi temesse che da solo non ce la potesse fare.

Grillo sceglie toni eccessivi, atteggiamenti e parole che si prestano almeno a equivoci. Lui, un affabulatore e non certo un pirla, che conosce la conformazione mentale dell’italiano medio da talk televisivo e conosce la strumentalizzazione di certi gruppi editoriali, si lascia andare a certi toni che fanno scappare l’elettorato di centro destra in fuga da Berlusconi e gli astensionisti disponibili a ritornare alle urne.
Non parlo per me. I toni di Grillo non mi hanno disturbato particolarmente. Mi ha fatto un effetto peggiore sentire Casaleggio affermare che si vedeva fare il ministro. Come si suol dire: al peggio non c’è mai fine.
Ma io non sono esattamente il prototipo del cittadino medio italiano e non ho ancora capito che significhi “moderazione”. Sono un tipo passionale e determinato con una profonda allergia per i manipolatori mentali, i venditori di balle, gli strateghi del marketing.

Il cittadino medio italiano cosiddetto moderato, scappa al sentire Grillo. Che dovrebbe sapere che certi atteggiamenti funzionano nella misura in cui gli italiani sono “distratti” e disinformati. Cioè scambiano per progetti realizzati quelli che sono annunci. Funziona nella misura in cui Renzi non realizza nessun intervento necessario. Anche se di portata limitata.
E’ ovvio che l’occupazione stabile di Renzi nei media ha “fuorviato” parecchi italiani. Ma a dare una mano a Renzi ci si è messo proprio chi, secondo il gruppo Espresso-la Repubblica, doveva essere il suo principale antagonista politico: Giuseppe Piero Grillo.

Contrariamente a quanto pensa la maggior parte degli italiani e a quanto scrive – non so quanto coscientemente o inconsapevolmente - la stampa di “autorevoli” opinionisti, Grillo non è stato avverso a Renzi. Contrapposizione apparente. O per meglio dire: a volte il tuo miglior amico può essere quello che credi il tuo nemico.
Giuseppe Piero Grillo è stato il miglior supporter di Renzi. Non bastava non aver accettato di appoggiare Bersani. Non bastava non aver smascherato le televendite di Renzi. Giusto per non far correre rischi a Renzi, ecco l’ultimo regalo di Grillo: i toni nella campagna elettorale.
Persi parte dei voti di provenienza centro sinistra ci sono quelli degli scappati da Berlusconi e una parte di astensionismo disponibile a ripresentarsi alle urne. Vogliamo togliere questi voti a Renzi. Ma certo che no.
E allora ecco i toni che certo non aiutano quella parte di elettorato che è poi determinante nel sancire chi sarà il primo partito.

E che dire del guru del marketing Casaleggio.
Per lui queste consultazioni europee altro non erano che un “esperimento”. Un test per capire i target sociali ed elettorali. Gli serviva per il suo marketing aziendale. Ora dovrebbe aver colto, di là del risultato del Pd di Renzi, che più della maggioranza d’italiani non vota di pancia. Si fa abbindolare dai venditori – ma questo lo sapeva già, perché anche lui fa uso di tecniche di manipolazione - ma ci sono circa dai quattro ai sei milioni d’italiani che sono disposti a concedere fiducia ai “venditori” purché abbiano l’impressione che tra tutto quel dire ci sia anche qualcosa di concreto. Lo stesso numero d’italiani che – disinformato o informato – non accetta certe contrapposizioni. Lo stesso numero d’italiani che, soprattutto da qualche turno elettorale, decide il primo partito nella repubblica – ahimè – non più parlamentare italiana.
Tralascio l’effetto che hanno avuto le dichiarazioni di Grillo su Giorgio Napolitano. Personalmente, spero che a giugno Re Giorgio si tolga dai coglioni ma, per quei milioni di cui sopra, lui è uno che si è dato da fare per cercare accordi, per evitare che la situazione precipitasse.  Se vuoi diventare il primo partito in Italia devi prendere quegli italiani lì. Possibile che Casaleggio non lo sapesse? Possibile che Grillo non sapesse cosa servisse per catturarli.
Non certo Porta a Porta. Non saranno menti sottili ma non sono mica tutti coglioni 'sti quasi sei milioni d’italiani.

L’atteggiamento di Grillo è prevalso su qualsiasi efficace apparizione di Di Maio e altri e sul lavoro positivo che svolgono in Parlamento. Certi atteggiamenti e toni vanno bene nella misura in cui, chi ti ascolta ha la percezione – magari errata, ma deve averla – che vuoi spazzare via qualcuno perché sai cosa fare e come farlo al suo posto. Meglio di lui, prima di lui.
Grillo non ha certo dato la dimostrazione di voler vincere per costruire. L’opinione di gran parte dell’elettorato italiano, che pure è realisticamente consapevole del livello di ladrocinio e d’incapacità della classe politica dalla prima alla seconda repubblica, è che il duo Casaleggio-Grillo sia più sfascista che costruttivo.

Nel paese dove ancora vige imperante il modello del berlusconismo, sono premiati i comunicatori e i venditori. E questo favorisce indubbiamente Renzi. Ma, c’è una parte degli italiani che realisticamente si rende conto che siamo da troppi anni in mano a degli “annunciatori”, ma l’alternativa dev’essere un partito, un movimento, un gruppo politico, che dia l’impressione di voler e saper costruire. A demolire siamo capaci tutti.

La costruzione è un progetto lungo fatto di confronto, mediazione e poi sintesi concreta. Il M5S non ha dato a una parte di elettorato questa impressione. A torto o a ragione, per via di una certa costante disinformazione. Tutto vero. Ma così è. Questi sono i risultati.
E non riconoscere limiti, errori, contraddizioni e strumentalizzare, porterà a perdere altri voti.

Se un Pd che non alternativo al modello del berlusconismo  - ed è ancora così - non è un bene per il paese, non lo è neppure un progressivo ridimensionamento del M5S. Né per l’Italia, né per l’Europa.
Serve una forza che sia di vera opposizione e capace, quando viene richiesto dal voto degli italiani, di condividere responsabilità in Parlamento e di Governo.
Tutto ciò senza perdere la propria identità di movimento che intende rappresentare i cittadini. Concezione rispettabilissima e utile. Purché poi, non si converta in strumentalizzazione da parte del Gatto e la Volpe.
Chi sia il gatto e chi sia la volpe tra Grillo e Casaleggio, fate vobis.

Da quando sono noti i risultati definitivi, c’è chi sostiene che Renzi sia stato sottovalutato. No, gli espertoni analisti politici e i sondaggisti dovevano essere capaci di contare quel gruppo d’italiani determinante nelle urne elettorali.
Le “grida” di Grillo servivano a questo. Non a vincere. Non poteva essere così pirla e presuntuoso da pensare che sarebbe stato in grado di battere Renzi. Ha fatto il suo gioco. Anzi. Grillo ha fatto il gioco di Casaleggio. Uno che è meglio perderlo che trovarlo.

Ovviamente, il difficile per Renzi viene ora. Non solo in Europa. Dove dovrà spuntare qualcosa per gli italiani.
Ma anche al governo. Perché dovrà tramutare gli annunci in provvedimenti concreti e questo lo porterà a scontrarsi con varie lobby. Perché l’Italia non è cambiata. Vedi lobby dei tassisti a Milano.
Ma lui la via d’uscita ce l’ha. Potrà sempre dire: non mi hanno lasciato fare, quindi me ne vado…alle elezioni.
E siccome saprà spiegare – raccontando anche balle – perché non ce l’ha fatta, quel gruppo di elettori italiani – dai quattro a sei milioni - voterà per lui.
Provare per credere.
E…non è detto che Renzi non ci provi. Non subito, ovviamente. Ma che si arrivi alla scadenza naturale della legislatura è tutto da vedere..Meglio passare all’incasso prima che i frutti marciscano. Soprattutto se sono conservati dentro contenitori di…balle. O se non sono i frutti che erano stati promessi.

1 commento:

  1. Gli scarsi risultati del 3° millennio? Sono da attribuire a l’apatia dei Giovani
    e alla disonestà (dei sessantottini che appartengono alla classe manageriale e politica) serva dei capitalisti che là discesa in campo di SB ha spianato loro la strada.
    Rendendo l’Italia quello che è. Un grande mercato delle vacche dove il popolo sarà solo lo spalatore di letame. VITTORIO
    PS L’Ultima generazione nata? per potere sperare in un futuro più giusto Dovrebbe ritornare
    al dopo Guerra e rincominciare tutto da capo. Mettendo in conto tutti gli errori fatti in 66 anni di mala politica da tutti i partiti (nessuno escluso)
    Ci tengo a precisare che ho 75 anni sono pensionato ho la seconda elementare e confidavo nel movimento 5 stelle Come me molti anziani che conosco.
    Confido nel movimento perchè è l'unico che non fa inciuci per portare avanti le sue idee.

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