giovedì 15 maggio 2014

Mancetta elettorale di Renzi: 80 euro anche a disoccupati e cassaintegrati



da: La Stampa

Decreto Irpef, il bonus degli 80 euro anche a disoccupati e cassaintegrati
La circolare dell’Agenzia delle Entrate. Le somme saranno calcolate in base ai giorni effettivamente lavorati. Per averne diritto resta la soglia dei 26mila euro.

Il bonus Irpef arriverà automatico anche per cassaintegrati e disoccupati. È il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate, che allarga così la platea dei beneficiari anche alle categorie (lavoratori in cig, in mobilità e con sussidio di disoccupazione) sulle quali erano emersi dubbi interpretativi. 

LE PRECISAZIONI  
Il credito Irpef - spiega l’Agenzia nella seconda circolare dedicata al dl all’esame del Senato - scatta anche per i lavoratori che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità di mobilità e di disoccupazione. Il diritto al bonus, infatti, come chiarisce la circolare, è da considerarsi «automatico», perché le somme percepite costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, quindi assimilabili alla stessa categoria di quelli sostituiti. 


RAFFICA DI EMENDAMENTI  
Tra le novità anche il fatto che le somme percepite come incremento della produttività, tassate al 10%, non concorrono ai fini del bonus. I redditi soggetti all’imposta sostitutiva per l’incremento di produttività, spiegano le Entrate, non rientrano infatti nel calcolo della soglia di reddito di 26mila euro, che fa perdere il diritto al bonus. Il credito spetta anche ai lavoratori part-time a quelli deceduti in rapporto al loro periodo di lavoro nel 2014. Infine, la circolare stabilisce che con l’obiettivo di verificare il limite di 26mila euro, oltre il quale il lavoratore non ha diritto al bonus, si deve tenere conto anche dei redditi provenienti dall’affitto di immobili assoggettati a cedolare secca. Fin qui i chiarimenti dell’Agenzia, mentre al Senato sono stati conteggiati 789 emendamenti al provvedimento, cifra inferiore a quella riportata da alcuni organi di stampa ma comunque imponente per un dl. In realtà, visto lo slittamento dei tempi annunciato ieri con l’approdo in Aula tra il 3 e il 5 giugno, l’intenzione potrebbe essere quella di un esame più approfondito proprio al Senato, dove potrebbero essere concentrate le modifiche più corpose, con un iter accelerato invece alla Camera. 

LE PROPOSTE DEI PARTITI  
Dal Pd sono arrivati 135 emendamenti tra i quali quelli del presidente della Commissione Finanze Mauro Marino per `salvare´ i conti correnti e i depositi sotto i 25.000 euro dall’aumento dell’aliquota al 26% e per riaprire la rateazione delle cartelle Equitalia ai contribuenti decaduti. Le altre proposte di modifica riguardano la Rai, le centrali acquisti, le agevolazioni alle rinnovabili (sulle quali potrebbe esserci una convergenza con Ncd). Il Nuovo centro destra insiste sull’ampliamento del taglio Irap a favore delle pmi e su un allargamento del bonus alle famiglie monoreddito e con figli a carico, ma per il Pd, pur non contrario in principio, non è questa la sede per un simile intervento. Reddito di cittadinanza, taglio dell’Irap per aziende sotto i 5 e 10 dipendenti, abolizione di Equitalia, limiti alle pensioni d’oro, aumento della tassazione per l’indennità dei parlamentari (dal 16% al 27%) sono invece alcune delle proposte arrivate dai 5 Stelle. 

Ecco i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate  

CIG E MOBILITA’  
Il credito Irpef - spiega l’Agenzia - scatta anche per i lavoratori che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità di mobilità e di disoccupazione. Il diritto al bonus, infatti, come chiarisce la circolare, è da considerarsi «automatico», perché le somme percepite costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, quindi assimilabili alla stessa categoria di quelli sostituiti. In particolare, l’entità del credito va calcolata in riferimento alle erogazioni effettuate nel 2014, tenendo anche conto dei giorni che danno diritto alle indennità. Naturalmente, spetta all’ente erogatore, in qualità di sostituto d’imposta, il compito di determinare in via automatica la spettanza del credito e il relativo importo sulla scorta dei dati in suo possesso. 

SALARIO DI PRODUTTIVITÀ  
I redditi soggetti all’imposta sostitutiva per l’incremento di produttività non rientrano nel calcolo della soglia di reddito di 26mila euro, che fa perdere il diritto al bonus Irpef. Nel 2014 la retribuzione di Produttività individuale che può beneficiare di questa Agevolazione fiscale non può essere complessivamente superiore a 3mila euro lordi e questa cifra non contribuisce al raggiungimento della soglia di 26mila euro di reddito Complessivo. Allo stesso tempo, precisa il documento di prassi, il reddito di lavoro dipendente assoggettato a imposta sostitutiva deve comunque essere sommato ai redditi tassati in via ordinaria per la verifica della «capienza» dell’imposta lorda, calcolata sui redditi da lavoro rispetto alle detrazioni da lavoro spettanti. 

BONUS AGLI EREDI  
Il credito spetta anche ai lavoratori deceduti in rapporto al loro periodo di lavoro nel 2014 e sarà calcolato nella dichiarazione dei redditi del lavoratore deceduto presentata da uno degli eredi, secondo le modalità che saranno specificate nel relativo modello. 

CREDITO IN BASE AL PERIODO DI PAGA  
La circolare specifica gli step che il sostituto d’imposta deve seguire per il calcolo del credito. Una volta calcolato il credito, la successiva ripartizione potrà avvenire tenendo conto del numero di giorni lavorati in ciascun periodo di paga. Per semplicità di applicazione, è comunque possibile utilizzare anche altri criteri, purché oggettivi e costanti, ferma restando la ripartizione dell’intero importo del credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014. Ad esempio, per i rapporti di lavoro che si protraggono per l’intero anno 2014 l’importo del credito di 640 euro su base annua potrà essere erogato per un importo pari a 80 euro al mese per ciascuno degli 8 mesi che vanno da maggio a dicembre 2014. 

BONUS “VARIABILE”  
Nel caso di contribuenti che hanno lavorato solo una parte dell’anno il datore di lavoro deve calcolare il credito sulla base del periodo di lavoro effettivo. Ad esempio, un lavoratore il cui reddito complessivo è di 22mila euro e che ha svolto 120 giorni di lavoro nel 2014 avrà diritto a un credito pari a 210,41 euro (640/365 x 120). Dopo aver individuato l’importo dovrà poi essere posto nella ripartizione del bonus nelle varie buste paga da maggio in poi. Infatti, l’importo da erogare nel mese andrà parametrato in base ai giorni di cui è composto il singolo mese di retribuzione. 

CEDOLARE SECCA  
La circolare stabilisce che con l’obiettivo di verificare il limite di 26mila euro, oltre il quale il lavoratore non ha diritto al «Bonus Irpef», si deve tenere conto anche dei redditi provenienti dall’affitto di immobili assoggettati a cedolare secca. 

RECUPERO DEL CREDITO  
Il recupero mediante compensazione in F24 del credito erogato al lavoratore non è soggetto al limite annuale di 700mila euro previsto oramai da alcuni anni. 

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