mercoledì 11 aprile 2012

Amici 11 dopo due puntate in prima serata: novità e...continuità


Questa edizione del serale di Amici ha indubbiamente una novità. Quanto meno per le prime due puntate.
Niente risse, nessuno scontro verbale. Nulla di quei soliti meccanismi della signora Fascino che ne caratterizzavano il programma. Il motivo per il quale ‘Amici’ non piace a un certo tipo di pubblico, televisivo e web, è questa connotazione da “reality”.
Nel corso delle varie edizioni, le selezioni, il percorso, la gara dei concorrenti, erano ingredienti mostrati e trattati più da reality che da talent. Tanto è vero, che arrivavano all’ultima puntata e in alcuni casi vincevano le  “facce/modi da reality”. Grazie, in primis, agli rvm “sapientemente” creati e mostrati dalla produzione Fascino.
E non è detto che anche Amici 11 non faccia la stessa fine, soprattutto, perché i concorrenti relegati su una gradinata (dovrebbero essere collocati più vicini al parterre, messi lì paiono contorno e non pietanza principale) non fanno gridare al talento.

Al momento, comunque, sarà la scelta di palinsesto, sarà l’abilità della signora Fascino di apportare “cambiamenti” per mantenere attrattiva e…potere, ‘Amici 11’ - per quel che ho visto in qualche video e letto -  pare più un varietà che il talent consueto. E, nell’ambito del talent, la componente reality sembra essere accantonata o ridotta. Anche la conduzione di Maria De Filippi pare essere – in linea con il nuovo vento politico e di interessi del pubblico - più sobria: meno usa a quei meccanismi autoriali che facevano prevalere l’aspetto reality con la caratteristica principale di nostra signora Fascino: lasciare il lavoro sporco agli altri (pubblico sparlante, “professori” sottratti al precariato che si fronteggiano, corte di “giornalisti” che seguono le “direttive” della signora e leccano il “talento” prestabilito).
Tutto bene?

No, ovviamente.
Se Maria De Filippi, per motivi di palinsesto o di convincimento al cambiamento, o per entrambi i fattori, ha deciso di trasformare (da vedersi come e per quanto) il suo programma in uno spettacolo con musica, balletti, ospiti comici e giurati appartenenti al mondo dello spettacolo, non si capisce per quale motivo stia rinunciando al solo elemento di qualità che questo programma ha avuto negli anni: il corpo di ballo.
Si tratta di veri professionisti che potrebbero danzare nei teatri. E non mi riferisco solo alle punte di diamante: Josè e Anbeta. Anche il resto della compagnia è di livello professionale.
Indubbiamente, questo è sempre e solo il mio parere, non sempre le coreografie sono state al pari della qualità dei ballerini. Garrison gira e rigira sulle solite “movenze”, l’altro suo socio mandato via dalla Fascino non era certo più originale. La Celentano è, come i primi due, una miracolata dal precariato, ma le sue coreografie hanno quel che di spettacolo che serve in una prima serata su Canale 5.

E, allora, perché in questo varietà che è diventato ‘Amici’ non si dà il giusto spazio al corpo di ballo. Ridotto a guardare e raccogliere il culo di Belen qualora scarligasse o a raccoglierne il pelo del pube qualora la ceretta non avesse agito in totale “incisività”.
Capisco che si stia facendo del bene al….pene di Zerbi ma, vivaddio, sprecare il poco talento che c’era in ‘Amici’ non è certo sintomo d’intelligenza creativa, cara De Filippi.

Ci sarebbe, poi, la solita nota negativa. La composizione della giuria tecnica. I soliti “giornalisti”.
Sempre presente quel Luca Dondoni che sostiene di essere lì in qualità di critico musicale e sfoggia la sua materia grigia di persona “libera”, “indipendente”, “non asservita”, muovendo una critica incisiva e sostanziale: le tute dei ragazzi.
Cazzo!!

Meno male che qualche testa indipendente e critica esiste. Quella di Sebastiano
Pucciarelli che non si fa prendere per il culo da Dondoni e nel corso di Tv Talk, sabato scorso, gli rivolge qualche elementare e inevitabile domanda.
Vi è però da dire che l’elemento negativo è controbilanciato da una positività: la giuria tecnica non parla.
E’ sperabile che la De Filippi mantenga l’impostazione…. Già parla la giuria esterna. E non sempre a proposito. Quasi sempre “di pancia”.

Detto quanto sopra, la qualità o l’assenza di qualità di Amici deriva, in primis, dagli alunni della scuola. Anche da quelli che già sono dentro il mercato discografico.
E qui casca l’asino…

Personalmente, non mi piace né m’interessa seguire nessuno di loro perché non m’interessa la poppazza. Conseguentemente, se guardo e ascolto qualcosa è per capire se a distanza di tempo, dopo aver visto e sentito alcune delle loro performance professionali, abbia motivo di ricredermi o di scoprire se nostra signora Fascino stia cambiando non solo nella forma ma anche nella sostanza.
A parte Stefano Marletta che con ‘Rosso’ ha scritto un pezzo che trovo superiore a tutti gli inediti di X Factor (dalla seconda edizione all’ultima, ‘Distratto’ incluso), il resto è: non pervenuto.
Negativi i due pupilli della Di Michele. Non perché classici. Perché uno è piatto nella sua esecuzione (e, forse, più presuntuoso che convinto e determinato), l’altro è lezioso e piacione.
Quanto a Gerardo. Timbro che ricorda Vasco Rossi, aria di chi sta lì con fatica e fa girare le balle a chi vorrebbe esserci e se lo meriterebbe più di lui. Non l’ho visto e ascoltato a sufficienza. Se si rivelerà un cantautore interessante buon per lui, se no, potrà anche vincere Amici 11 ma sparirà di lì a poco. Perché certi atteggiamenti te li puoi permettere quando stai costantemente sotto gli occhi e con il televoto delle bimbominkia, poi, all’uscita, le bimbominkia le devi tenere acchiappate. E questo riesce a chi canta in maniera “struggente” o…strilla in maniera viscerale.
Se non hai quel repertorio, non le tiene le bimbominkia. E, allora, non ti resta che essere un cantautore degno di essere così denominato e acchiappare altro target di pubblico. E, se no: by by.

Ma veniamo allo “struggente” e al “viscerale” che sono esattamente il contrario della mia visione musicale.
Per rivedere o confermare le mie sensazioni, ho visto e ascoltato quanto segue….

Alessandra Amoroso
Dissento dagli entusiasmi e dagli orgasmi (la volta scorsa la Maionchi per Antonino, stavolta Zerbi per l’Amoroso).
Prima parte della canzone eseguita in modo appropriato al pezzo. Amoroso che si esprime come faceva ai tempi della sua partecipazione ad Amici: prima che la Sony la infilasse nel reparto polli d’allevamento.
Seconda parte del pezzo con rincorsa e salita. Un paio di note allungate in maniera piatta perché, purtroppo per lei, è abituata a cantare in questo modo. Ma questo: poco male.
Eccesso di virtuosismo. Ricerca dello struggente. Contorsionismo inappropriato. Alessandra Amoroso smuove le viscere delle sue fans, in testa: Maria De Filippi e Rudi Zerbi.
A me scatena l’endometriosi. E poiché non c’è due senza tre: smetto di guardarla/ascoltarla.
Le sue canzoni, il suo modo – attuale – di cantare, nulla hanno a che fare con la mia visione della musica e degli interpreti musicali.

Emma Marrone
Da non credere: sono riuscita ad ascoltarla fino alla fine. In uno dei suoi brani. Tra l’altro: meno cagoso della media della poppazza dei polli d’allevamento di ‘Amici’.
Gran diaframma. Meno strillona del solito. 

Annichiarico / Karima / Carlo
Premetto che Simone Annichiarico dovrebbe ritornare a fare il giurato. O è perfettamente allineato alla signora Fascino e produzione, ne capisce le logiche e le sviluppa nei suoi commenti…o è sufficientemente indipendente e capisce. Perché ha fatto qualche considerazione pertinente seppure….un’osservazione azzeccata è stata fatta sull’esecuzione sbagliata. Mi riferisco a Carlo che cantava ‘Sign your name’. 
Concordo sul fatto che, in generale, s’inflazioni con gridolini soul. Io ne ho le palle piene di sentire cantanti che scimmiottano soul e blues o che eccedono con virtuosismi credendosi dei bluesman.
Con ciò…Carlo non mi pare il tipo che faccia uso di soul/blues. Tutt’altro: è piatto come pochi. Monocorde. E, tra l’altro, in ‘Sign your name’ certi gridolini soul ci stanno.
Ma se Annichiarico ci ha preso, lo ha fatto con Karima. Che si è “risentita”.
La signorina ha i suoi difettucci. Non certo vocali, ma comportamentali. Se la tira e..peggio ancora: si prende sul serio. La sua vocalità, la sua maturità nel cantare vanno a farsi fottere ogni volta che parla.
Annichiarico non ha detto una cazzata né voleva accusarla quando osservava che mancava una parte essenziale nell’esecuzione. A meno che…la scelta del tipo di taglio della canzone non fosse opera della stessa Karima. Nel quale caso: si prenda onori e oneri.
Karima ha tecnica ed equilibrio. Ma non provoca l’emozione che richiede il brano. E’ una brava cantante. La più dotata, sia in termini di pura vocalità sia di tenuta nell’intera esecuzione. Ma le manca qualcosa di importante. La capacità di far arrivare il senso profondo di ciò che racconta vocalmente. E’ talmente egocentrica che sa prendere il brano ma non sa farlo arrivare.

Annalisa.
Ha delle capacità. Tra queste: l’equilibrio musicale. Vocalità e tenuta. Senza eccessi ma non piatta.
Le mancano un po’ di cattiveria e di “sporcizia” ma per me, dopo Karima, è la più dotata. Diversamente da Karima, Amoroso e Marrone, non riesco a “inquadrarla” come persona. Mi auguro che non assomigli né alla furbetta e ruffiana Emma né, tanto meno, a quella che si prende sul serio: Karima
Se questo programma deve “rilanciare” qualcuno…al momento, Annalisa mi pare la giusta candidata.
Però..
Sarebbe meglio cambiasse colore ai capelli…non c’entra nulla con altre ‘rosse’.

Luca e Paolo
Diversamente da Luca Dondoni – “critico musicale” del quotidiano La Stampa –  la loro esibizione mi è piaciuta. Probabilmente, per il “trattamento” riservato ai miracolati dal precariato: Di Michele, Celentano, Garrison…
Ed è esattamente per questo motivo che a Dondoni sono andati indigesti. Non ha apprezzato le battute sul cast più o meno zerbinato della De Filippi. Che Luca Dondoni, seppur non citato da Luca e Paolo, si sia sentito parte in causa?

Marco Carta / Antonino
Non seguo Marco Carta. Ho ascoltato quel tanto che bastava per concludere che non brillava per talento e rientrava nel gruppo della poppazza. 
Con ciò: la sua interpretazione di ‘Meravigliosa creatura’ mi è piaciuta. Anzi: mi ha convinto.
Di lui ho letto cose negative: pare che in ogni performance ci metta una stecca. In ‘Meravigliosa creatura’ non ne ho sentita una.
Quanto poi al “pietismo” che si porterebbe dietro e che avrebbe capitalizzato…
Che a ricordarlo sia un suo collega che quando era ad Amici è stato protagonista di uno di quei rvm strappalacrime dei meccanismi defilippiani, è ridicolo (ogni riferimento ad Antonino, non è puramente casuale).
Certo, Antonino, diversamente da Carta, non stecca. Come tutti i bravi coristi di questo mondo…
Sì, perché per me Antonino non è un solista di valore….E’ un altro di quelli che eccede nel virtuosismo.
Ha fiato. Ha tenuta. Ergo: si dia alle commedie musicali.

Per concludere.
Se Maria De Filippi – per convinzione o necessità varie (palinsesto, mantenimento del rapporto con le major discografiche) – volesse davvero cambiare forma al programma, dovrebbe apportate altre modifiche:

1. meccanismo di voto
2. composizione della giuria tecnica

Un criterio di voto “misto”, cioè dato da orchestra e giuria tecnica – che non è certo la giuria demoscopica – sarebbe più equilibrato. Ma non sarà attuato perché Maria De Filippi vuole il controllo dei voti. Sa chi è preferito e chi è penalizzato dall’orchestra, conosce le preferenze e gli “allineamenti” da parte della giuria tecnica. Tenere distinti i voti significa per nostra signora Fascino “agire” di regolamento.
Già…perché gira che ti rigira, puoi avere uno studio spettacolare, puoi avere Sharon Stone in giuria che si commuove per l’esibizione dell’Amoroso o perché le scateni degli effetti collaterali pari ai miei, ma se poi il regolamento lo modifichi a piacere, allora: non sei credibile. Sei nostra signora Fascino, all’anagrafe: Maria De Filippi.
Si potrebbe, eventualmente, sentire in merito  il “parere” di Luca Dondoni e Paolo Giordano: due “autorevoli giornalisti” dal “pensiero indipendente”.
Altra modifica che dovrebbe apportare nostra signora Fascino: la composizione della giuria esterna.
Se per fare il varietà di sabato sera bisogna metterci qualche attore, sarebbe il caso di invitare anche qualche personaggio più tecnico ma non legato al clan Fascino. La vivacità si ottiene non battibeccando, ma offrendo spunti veloci di riflessione e di confronto.
Ovviamente, bisogna trovare qualcuno che riesce in sintesi a dire qualcosa di discutibile ma non ignorabile.

Mi sto però rendendo conto che sto chiedendo troppo a nostra signora Fascino
Non posso chiederle di snaturarsi

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