giovedì 19 aprile 2012

Mediaset, assemblea degli azionisti: confermati i vertici, piano di riduzione dei costi, investimenti nel web


L’assemblea degli azionisti di Mediaset si è riunita ieri. Ha approvato il bilancio consolidato del Gruppo Mediaset e deliberato la distribuzione del dividendo. Il Consiglio di Amministrazione ha confermato in carica Fedele Confalonieri come presidente. Il principe sul pisello, detto: Piersilvio Berlusconi, è stato confermato come Vice presidente e Giuliano Andreani – dato mesi fa in odore di trombamento  - ha mantenuto la carica di Amministratore Delegato di Mediaset.
In questo momento, trombare Andreani equivarrebbe ad affermare implicitamente che i risultati peggiorativi di Mediaset non sono imputabili alla sola crisi economica ma a una gestione non appropriata. Non sarebbe un segnale opportuno da mandare ai mercati. Sì, quelli lì, tanto cari a Monti.

Per mantenere il posto, Andreani punterà su nuovi progetti: far crescere la raccolta sulla tv digitale free e pay e su Internet. Relativamente al web, ha annunciato di aver avviato trattative con gruppi internazionali per sviluppare, entro l’estate, la raccolta sul web.
A chi collega il calo pubblicitario con l’uscita di scena di Silvio Berlusconi da presidente del consiglio, Andreani così risponde: «Non c'entra nulla. Il problema è che la gente non consuma in Italia, così come in Francia, in Germania e negli Usa». Tanto è vero che «i risultati migliori sulla raccolta pubblicitaria li ho ottenuti con Prodi e D'Alema presidenti del Consiglio».

D’Alema sarà sicuramente contento nell’apprendere quanto sopra..

Passiamo alle dichiarazioni del mio preferito: Zio Confi.
Ha rassicurato sul futuro di Mediaset. Non è un’azienda in crisi ma, nel contempo, ha preannunciato sacrifici per tutto il 2012 e un piano di tagli dei costi per 250 milioni in tre anni:
«Stiamo facendo e faremo sacrifici. Continueremo a farli anche per tutto il 2012. Alla fine Mediaset sarà
molto più leggera e notevolmente più efficiente. Tutto questo senza impoverire le nostre offerte. L’obiettivo non è conservare l’azienda, pensiamo piuttosto a svilupparla per i prossimi anni, ridisegnandola perché possa muoversi in un mondo diverso da quello che ci ha visto nascere e prosperare».

In  merito alla pay tv: «E’ qualcosa di rilevante sul nostro bilancio: il break even economico (zio Confi parla agli analisti…per la plebe = pareggio di bilancio) ancora non c’è, ma quello strategico assolutamente sì, perché l’ingresso in questo settore cinque anni fa ha impedito alla Tv satellitare di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata. Se li avesse raggiunti, oggi lo scenario competitivo ci vedrebbe molto probabilmente soccombenti».

In merito a Endemol: Mediaset «non e' stata in grado di far prevalere le sue logiche industriali e la decisione di uscire dalla partita e' stata ‘una scelta di buon senso’. Non giriamoci intorno, non siamo riusciti a far prevalere le nostre logiche da industria televisiva a fronte di soci puramente finanziari. Uscire alla fine quando ormai il 94% del capitale era in mano a soci finanziari è stata una scelta di buon senso». 

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