lunedì 23 aprile 2012

Amici 11, obiettivo di Maria De Filippi: rilanciare Annalisa Scarrone

Riporto parte di un’intervista ad Annalisa Scarrone.

Non dice cazzate. Non esterna banalità per suscitare “emozione” che, tradotto nel mio gergo significa: non scatena endometriosi né quando canta, né quando parla.
Ha ancora da imparare. Le mancano un po’ di “sporcizia” nel tono e nei modi (ovviamente, dipende dai pezzi).
Le sue “Diamante lei e luce lui” e il tormentone ‘Senza riserva’ non mi hanno fatto correre in bagno. Anzi. Si fanno ascoltare piacevolmente. Con ciò, non mi azzardo ad ascoltare il brano che le ha scritto Federica Camba: un’assoluta numero uno della poppazza. Ascoltare i pezzi scritti da questa è come fare un overdose di un lassativo.

I “poteri forti” di Amici, vogliono rilanciare Annalisa.
La mia concezione/visione culturale-televisiva è “distante anni luce” (eufemismo) da Maria De Filippi, ma non ho né pregiudizi né preconcetti nei suoi confronti e possiedo sufficiente senso critico. Da “non potere forte del web”: concordo.
Non foss’altro perché ad altri manca quel potenziale internazionale che lei ha. Non basta cantare brani soul/blues per essere internazionali. L’anima (parola stra-abusata nei cosiddetti talent) soul è nel soul stesso. Non si deve aggiungere nulla. Non ci devono essere eccessi e virtuosismi. Il pathos sta nella melodia e nel ritmo del soul, nel timbro della voce che chiede questo tipo di espressione musicale.
Ha detto bene la Marcuzzi: è moderna. Annalisa ha un tono e un modo attuale. Meglio quando canta cover inglesi che italiane. Tanto per fare un esempio: Nada in ‘Ma che freddo fa’ ha un timbro di voce greve, nasale.
Annalisa ha un timbro più pulito, lineare. Se canti una canzone come questa rispettando l’originale devi sostituire ciò che la caratterizza (il timbro di Nada) con altro. Un po’ di “sporcizia”, di malessere, dato il testo. Non mi ha convinto in questo brano, mentre nelle esibizioni di cover straniere ha raggiunto un certo livello professionale (non sono corsa ad ascoltare gli interpreti originali).



Com'è avvenuta la scelta delle canzoni contenute all'interno di questo tuo ultimo lavoro discografico dal titolo Mentre tutto cambia?
Le cose si sono mosse intorno a me e tutto è stato dipeso dalle mie scelte. 
C'è stato un grande lavoro, sia da parte degli autori che da parte di Maria De Filippi stessa. 
Lei assieme alla mia casa discografica si è mossa affinché ancora più autori mi proponessero brani da interpretare. Da parte mia la scelta si è basata molto sul contenuto e sui testi, un lavoro piuttosto minuzioso che
poi, a progetto ultimato, ha preso la forma che desideravo. 
Un concept album, appunto, che canzone dopo canzone narra un una storia, un viaggio, il mio cambiamento.

Dall'anonimato alla notorietà, due dischi e il calore di un pubblico sempre più numeroso che ti ha travolta. Questo cambiamento come l'hai vissuto?
Il cambiamento l'ho avvertito ma ho cercato di non farmi trasportare dagli eventi.
Cavalcare il cambiamento muovendosi con lui, cercando di non far sì che prenda il sopravvento, credo sia una regola fondamentale. Sono cambiate un sacco di cose, e alcune conseguenze di questa evoluzione sono state anche difficili da affrontare.
Ma da una parte è stato proprio questo che mi ha spinto verso un progetto di questo genere.

L'amore è senz'altro il tema più cantato da miriadi di artisti. Eppure se dovessi scegliere un tema che si discosti da quello amoroso di cosa ti piacerebbe cantare?
Mi piacerebbe molto affrontare temi sociali. Vorrei però farlo con cognizione di causa. Forse non è il momento e magari potrebbe risultare addirittura anacronistico per me che sono al secondo album e che sto cercando di affermarmi.
Sto cercando ancora il mio posto, magari in bocca a me certe cose non avrebbero il peso giusto. Potrei risultare poco credibile.

Un termine sdoganato proprio da questi talent pare essere "credibilità". 
Quando e quanto un'artista è poco o abbastanza credibile affinché possa avviarsi verso una rosea carriera da cantante. Tu, cosa rispondi a chi ( a volte ) parte prevenuto e giudica "poco credibili" i giovani usciti da questi talent? 
Se si rimane fedeli a quello che si è nella vita di tutti i giorni la poca credibilità non sussiste più. 
Se vai lì con lo scopo di renderti ridicolo, architettando liti e recitando parti melodrammatiche, in quel caso è responsabilità tua. E' lì che si pecca di poca credibilità.
Per me il talent è stato semplicemente ciò che mi ha permesso di raggiungere l'obbiettivo che mi ero prefissata, ovvero fare questo lavoro e vivere di musica. 

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