mercoledì 22 febbraio 2012

‘Vanity Fair’, Noemi: Fabrizio Moro, ‘Sono solo parole’ era per Beppe Fiorello


Per quanto trovi patetica, ridicola, la scaramuccia nella piazzola dell'autogrill (Facebook) tra "camionisti": la Strillona (Emma Marrone) e tale Kekko dei Modà, non poteva sfuggire alla mia attenzione e considerazione l’inizio dell’intervista a Fabrizio Moro: “Sentivo Noemi ogni giorno da Sanremo…”
C’è chi dal “camion” telefona tutti i giorni a Maria De Filippi - serata della finale inclusa -, c’è chi parla..con l’autore della canzone che porta a Sanremo…

Dopo aver letto le dichiarazioni di Fabrizio Moro, avrei da dare una tiratina di orecchie (o all'estensorio che scende dalla chioma rossa e m’”impressiona”..) a Noemi: si tolga l’ossessione del pezzo radiofonico. Perché se non si vuole stare nella poppazza, non si può neppure pensare che il mondo musicale giri intorno alla rotazione radiofonica.
Non mi stupisce la rivelazione di Moro che dice di non aver scritto questo brano per lei. Non bisogna essere necessariamente musicisti per capire che questo brano non è pensato per lei.
Eppure…funziona. Questo non fa che dimostrare che Noemi è un’interprete di livello. Oltre al fatto che il brano di Moro è un buon pezzo e, conseguentemente, si presta a essere “trattato” da una vera interprete con un timbro di voce particolare.


da: Vanity Fair

Ma io l’avevo scritta per Beppe Fiorello
L’autore del brano, Fabrizio Moro, su come è nata (e che cosa significa) Sono solo parole
di Ferdinando Cotugno 

«Sentivo Noemi ogni giorno da Sanremo. Era ansiosa, e io le dicevo: “Divertiti, goditi il festival, non fare come me, che non ci sono mai riuscito”». Fabrizio Moro è l’autore di Sono solo parole, la canzone di Noemi. Ma è anche un cantautore che all’Ariston c’è andato 4 volte. E che nel 2007, con Pensa, ha vinto il premio Giovani e il Mia Martini della critica.

Come è stato vivere, per la prima volta, il Festival da lontano?
«Pensavo che sarebbe stato una passeggiata, invece ero in ansia: assisti al destino di qualcosa che hai creato ma che non puoi gestire».
Discussioni, tra voi, sul brano?
«All’inizio, perché veniamo da mondi diversi, Noemi dal soul, io dal rock. E poi la capisco: aveva anche lei l’ossessione del pezzo radiofonico, le stesse paure che hanno rischiato di mandarmi in depressione. Ero diventato il discografico di me stesso, bocciavo da solo qualunque cosa scrivessi, perché temevo che non funzionasse. Per questo sono in silenzio musicale da due anni: per ripartire da zero».
Riparte bene: Sono solo parole è radiofonicamente perfetta.
«E’ prima su iTunes. Tutto merito di Noemi, che ha una timbrica e una voce pazzesche. E dire che non l’avevo neppure scritta pensando a lei. La versione originaria era per un film con Beppe Fiorello».
Com’è il rapporto tra di voi?
«Una bella amicizia».
C’è chi ha visto un senso politico nelle parole del pezzo
«Ma no, è la storia di molte coppie. Amarsi follemente, e non parlare. Prendersi a pelle, ma non andarsi incontro e non sapersi più nemmeno fare una carezza giusta».

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