Maltese non è l’unico
giornalista che scrive contro le decisioni assunte ieri dal Parlamento in materia di nomine delle autorità di garanzia.
Articolo ben
scritto e motivato. Peccato che il sinistrorso Maltese cada, come la maggior
parte di chi vorrebbe che il PD vincesse le elezioni ma il suddetto partito
continua nel volerle perdere, a citare l’antipolitica come quella cosa riconducibile
sostanzialmente ai grillini (“montare
dell’antipolitica” “avventura tragicomica”) e agli italiani incazzati e
schifati dai comportamenti dei partiti presenti in Parlamento.
Peccato che non si
sia reso conto, nello scrivere il suo articolo, che tutto ciò che descrive e
critica dimostra che l’antipolitica sono i partiti che ieri - nella “consuetudine storica” – si sono
spartiti le poltrone di due organismi che richiedono competenza e indipendenza.
Peccato per lui –
non certo per me e per coloro che né oggi, né a settembre-ottobre, e molto
probabilmente manco nel 2013, voterebbero per l’attuale insignificanza del PD –
che questo partito ieri ha dato una dimostrazione di ANTIPOLITICA.
Forse bisognerebbe
rileggerli gli articoli prima di mandarli al capo redattore. E forse, li
dovrebbe leggere anche Ezio Mauro, il direttore di la Repubblica, prima di pubblicarli. Rileggendo, si possono “notare”
le contraddizioni tra l’analisi e la conclusione pastorale sull’antipolitica che contiene un indiretto ma "accorato appello" al PD, cui Curzio Maltese manda a dire: “se
continuate così, come facciamo a vincere le elezioni” e che è anche un “invito”
a cambiare registro per prossime nomine. Quelle Rai. Nota azienda oggetto di
spartizione politica.
Mi rendo conto che
Ezio Mauro è troppo impegnato in liste o scalate al PD per occuparsi di ciò che
scrivono i suoi giornalisti…e mi rendo anche conto come sia difficile per un
giornalista di sinistra subire questa difficile situazione. La situazione in
cui il primo partito del centro-sinistra è un “portatore sano” dell’antipolitica.
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