giovedì 7 giugno 2012

Giornalisti di sinistra, vita dura: Curzio Maltese (la Repubblica), come descrivere l’antipolitica ma attribuirla ai soggetti sbagliati…

Mi riferisco all’articolo scritto oggi da Curzio Maltese in merito alle nomine spartite ieri dai politici in Parlamento (post sotto).

Maltese non è l’unico giornalista che scrive contro le decisioni assunte ieri dal Parlamento in materia di nomine delle autorità di garanzia.
Articolo ben scritto e motivato. Peccato che il sinistrorso Maltese cada, come la maggior parte di chi vorrebbe che il PD vincesse le elezioni ma il suddetto partito continua nel volerle perdere, a citare l’antipolitica come quella cosa riconducibile sostanzialmente ai grillini (“montare dell’antipolitica” “avventura tragicomica”) e agli italiani incazzati e schifati dai comportamenti dei partiti presenti in Parlamento.
Peccato che non si sia reso conto, nello scrivere il suo articolo, che tutto ciò che descrive e critica dimostra che l’antipolitica sono i partiti che ieri  - nella “consuetudine storica” – si sono spartiti le poltrone di due organismi che richiedono competenza e indipendenza.
Peccato per lui – non certo per me e per coloro che né oggi, né a settembre-ottobre, e molto probabilmente manco nel 2013, voterebbero per l’attuale insignificanza del PD – che questo partito ieri ha dato una dimostrazione di ANTIPOLITICA.
Forse bisognerebbe rileggerli gli articoli prima di mandarli al capo redattore. E forse, li dovrebbe leggere anche Ezio Mauro, il direttore di la Repubblica, prima di pubblicarli. Rileggendo, si possono “notare” le contraddizioni tra l’analisi e la conclusione pastorale sull’antipolitica che contiene un indiretto ma "accorato appello" al PD, cui Curzio Maltese manda a dire: “se continuate così, come facciamo a vincere le elezioni” e che è anche un “invito” a cambiare registro per prossime nomine. Quelle Rai. Nota azienda oggetto di spartizione politica.
Mi rendo conto che Ezio Mauro è troppo impegnato in liste o scalate al PD per occuparsi di ciò che scrivono i suoi giornalisti…e mi rendo anche conto come sia difficile per un giornalista di sinistra subire questa difficile situazione. La situazione in cui il primo partito del centro-sinistra è un “portatore sano” dell’antipolitica. 

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