martedì 19 giugno 2012

Milano: la Torre dell’evasione


da: Lettera 43

La Torre dell'evasione

Un'evasione fiscale dai numeri record è stata scoperta a Milano dalla Guardia di finanza: vi sono coinvolte ben 450 società, tutte con domicilio fiscale nella Torre Velasca, per un totale di 406 evasori. Le indagini sono in corso da due anni e hanno portato alla denuncia per frode, al momento, per cinque persone ma sembra il numero sia destinato a crescere.
IN DUE, SENZA QUALIFICHE, GESTIVANO 1.300 SOCIETÀ. Tutte le società erano inoltre gestite da un unico studio di consulenze fiscali e tributarie, nel frattempo trasferitosi però dal famoso edificio milanese in altra sede.
Dalle indagini è emerso anche che quest'attività era coordinata soltanto da due persone, laureate in materie giuridico-economiche ma senza alcuna abilitazione professionale da commercialista e da avvocato.
In totale gestivano 1.300 società, nessuna delle quali, dopo gli accertamenti, è risultata pienamente in regola: i due sono stati denunciati per omesse dichiarazioni fiscali.
MANCATE IMPOSTE SUL REDDITO PER 20 MILIONI. Dapprima la Guardia di finanza ha indagato 49 soggetti economici, scoprendo così 43 evasori totali e accertando l'omesso versamento di imposte sul reddito delle società per oltre 20 milioni di euro.
Era stata inoltre evasa l'Iva per più di 1,2 milioni di euro.
La Finanza ha recuperato a tassazione oltre 15 milioni di Ires e oltre 12 di Irap, con la conseguente denuncia all'autorità giudiziaria di cinque persone per frode fiscale.
Ma le indagini sono destinate a estendersi dato che sono stati segnalati agli uffici finanziari ulteriori 406 evasori.

Società immobiliari con la sola finalità di elusione fiscale

Le numerose società che frodavano sistematicamente il fisco facevano capo
a un unico studio di consulenze, gestito da un quarantenne e un settantenne senza le qualifiche professionali adeguate.
I due, amministratori o per nomina dei soci o essi stessi soci di minoranza, gestivano la miriade di aziende e ditte, senza alcuna operatività reale, quasi esclusivamente per finalità di elusione fiscale, tramite spin-off immobiliari e di beni di cui le società erano in possesso, quasi sempre appartamenti, e attraverso passaggi di quote e altri artifici.
«ANNULLAVANO IL DEBITO D'IMPOSTA CON PRESTANOME». «Le indagini, iniziate nel 2009 a seguito di una verifica fiscale nei confronti di una importante società operante nel settore immobiliare» hanno comunicato le Fiamme gialle il 19 giugno «hanno permesso di appurare che i soci hanno messo in atto una serie di operazioni finanziarie elusive, volte ad annullare, mediante cessioni in opportuna sequenza di quote societarie, il debito d'imposta interponendo numerose società di comodo intestate a prestanome».

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