Città che consiglio
di vedere. Dall’aria mitteleuropea e...diversa da altre città slave..
da: la Repubblica
Lubiana. Bianco che ammalia
di Alessio Sgherza
A zonzo nella
piacevole e sottovalutata città slovena. Tra edifici candidi, statue che
rievocano amori passati, acqua e stile liberty. Rigorosamente a piedi.
Si potranno
guardare per sempre, con la città che ruota intorno al loro amore promesso ma
mai realizzato. Lui è France Prešeren, il più grande poeta sloveno, padre della
lingua e autore della poesia da cui è tratto l'inno nazionale. Lei è Julia
Primic, figlia di un ricco uomo lubianese e per questo inarrivabile per uno
scrittore con problemi di alcol, diventato celebre solo dopo la sua morte.
Il loro sguardo d'amore, nelle due statue che oggi si guardano nella piazza
principale di Lubiana (piazza Prešeren appunto) tengono a battesimo una città
il cui nome, in sloveno, suona molto simile ad "amata". Ci piace
iniziare a raccontarla così, la capitale di questo Stato indipendente da poco
più di 20 anni ma lanciato verso l'Occidente con successo senza uguale tra i
paesi dell'ex blocco socialista. Membro dell'Ue dal 2004, la Slovenia ha
adottato l'euro nel 2007. E Lubiana è una gioiellino con quasi 300mila abitanti,
a soli 100 chilometri
dal confine italiano (Trieste o Gorizia), alla stessa distanza tra il mare e le
alpi.
In città ha fatto praticamente tutto lui, a partire dal caratteristico Triplice Ponte di piazza Prešeren fino al porticato stile agorà del mercato centrale. E poi chiese, palazzi, conventi, fino all'imponente Biblioteca universitaria. Girare per il centro - completamente pedonale - è un piacere per lo spirito. La tranquillità che si respira, tra le bancarelle del mercato, prendendo un caffè nei frequenti bar con tavolini al centro della strada, lungo le rive alberate della Ljubljanica, è rigenerante. D'obbligo una tappa al castello. E anche se vi piacesse molto camminare in salita, il consiglio è salire con la funicolare: si arriverà così non all'entrata del castello, bensì sotto, tra le fondamenta.
Un altro sguardo insolito garantito ai visitatori, per poi salire sulla torre più alta. Piacere questo riservato a chi non soffre di vertigini: la ripida salita a chiocciola darà fastidio anche a chi ha lo stomaco più resistente, ma dall'alto il panorama vi ripagherà dello sforzo. In breve, Lubiana è una città che merita abbondantemente due giorni del vostro tempo. E può essere usata come base per girare la Slovenia, paese dai panorami mozzafiato. Se invece avete poco tempo, e siete solo di passaggio, affidatevi ai tour gratuiti organizzati da Ljubljiana Free Tour (per gli orari, il link). Non chiedono nulla se non una mancia: ma sono soldi ben spesi. "Da dove viene?" ci chiede Eva. "Da Roma? Strano, di italiani qui a Lubiana arrivano solo dalle città vicino al confine". Ed è un vero peccato.




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