venerdì 11 maggio 2012

Gianni Boncompagni: "Io compio 80 anni, ma la tv è morta"



Boncompagni: “Io compio 80 anni, ma la tv è morta”



L’ironia, l’intelligenza, il nonsense, parecchia furbizia, un fiuto per i giovani talenti. Gianni Boncompagni resta un “guru” della televisione italiana, ideatore di programmi che hanno fatto storia. Ottant’anni il 13 maggio e ci scherza sopra, “mia figlia ha organizzato una festa in maschera, il tema è il Vaticano, mi vestiranno da Papa”. Sua la firma – fra gli altri – su Discoring e Pronto Raffaella, Non è la Rai e Macao e su canzoni come Ragazzo triste portata al successo da Patty Pravo, Il mondo, hit mondiale lanciata nel 1965 da Jimmy Fontana, e tutti i “cult” di Raffaella Carrà (con la quale ebbe una relazione decennale), da Tuca Tuca a Tanti auguri a A far l’amore comincia tu. Tempi lontani, “a viale Mazzini non ci sono più i direttori, i funzionari, sono tutti extracomunitari, che accendono fuochi, mangiano salsicce. Molti non sanno leggere. Non puoi portare una proposta scritta, ma solo orale”.  E proprio lui, che con Arbore fu papà di una tv intelligente e imprevedibile, sentenzia: “La tv è finita, superata, come il prefisso 06. E’ stata soppiantata da internet. Anche i giornali avranno grandi difficoltà, quello che leggi l’hai già visto online due-tre mesi prima”. Proprio con Arbore, amico di una vita, si vede spesso, “nel weekend andiamo in giro per mercatini, compriamo cazzate inutili”. Quanto alle “sue” ragazze, Ambra e Isabella Ferrari, Claudia Gerini e Laura Freddi, “sono tutte brave, carine e intelligenti, hanno fatto carriera e non è un caso”. Il maschilismo berlusconiano “meglio dimenticarlo, è stata una cosa terribile”. Mario Monti gli piace, Elsa Fornero gli sta simpatica: “Mi ricorda la mia professoressa di italiano al liceo. Mi dava ottimi voti. Era come la Fornero, che non dice mai cazzate. Lei va, fa, sa. E’ una con le palle”. 

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