giovedì 29 marzo 2012

Mario Monti e Silvio Berlusconi, presidenti del consiglio a confronto: qualche “vezzo” in comune..


Oggettivamente, Monti e Berlusconi sono due presidenti del consiglio diversi. In tutti i sensi: forma e sostanza.
Monti è definito sobrio. Berlusconi – per usare un sobrio eufemismo – è un vecchio puttaniere sceso in campo per sostenere e difendere gli interessi della sua azienda.
In tre mesi, Monti ha presentato e fatto approvare più disposizioni di quanto non abbia fatto in tre anni Berlusconi.

Detto quanto sopra, mi pare che in Monti si stiano manifestando due vezzi tipicamente berlusconiani.
 
Primo vezzo: anche lui racconta qualche balla. 
A parte il tormentone che lo ossessiana: “ce lo chiedono i mercati”….”ce lo chiedono i mercati”…”ce lo chiedono i mercati”………l’altro concetto verbale che ripete spesso è: “ce lo chiede L’Europa”.
Come la riforma sul lavoro. Con tanto di abbattimento dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Sennonchè, abbiamo recentemente appreso che la Commissione Europea sta elaborando un progetto di riforma del lavoro che in tema di licenziamenti non esclude totalmente il reintegro come invece stabilisce il disegno di legge di Monti: http://taccuinodiunamarziana.blogspot.com/2012/03/quando-i-tecnici-raccontano-balle-o.html

Secondo vezzo: i sondaggi.
Non passava giorno senza che Silvio Berlusconi non si autocelebrasse citando i risultati  che lo davano gradito agli italiani.
Mario Monti governa da tre mesi e ha più volte citato sondaggi che dimostrerebbero l’apprezzamento per il
governo e il presidente del consiglio. L’altro ieri, nel corso del tour ‘alla ricerca dei capitali asiatici”, alle consuete domande sulle discussioni e divergenze in tema di articolo 18 ha dichiarato: “Ho l'impressione che la maggioranza degli italiani percepisca questa riforma del lavoro come un passo necessario nell'interesse dei lavoratori e nonostante alcuni giorni di declino a causa delle nostre misure sul lavoro, questo governo sta godendo un alto consenso nei sondaggi, i partiti no"

Ora.
Queste non sporadiche citazioni dei sondaggi che, evidentemente, stanno diventando una sua passione, hanno una certa logica tra i politici che vogliono candidarsi alle elezioni mentre suonano stonate in bocca  a professori bocconiani di pragmatismo liberista, impegnati giornalmente a salvarci dal baratro – così almeno sostiene Monti – e dare lezioni a politici che si sono impegnati nello sfascio della cosa pubblica anziché nel trovare soluzioni alle esigenze del paese.
A questo punto, data una certa convergenza con alcuni vezzi berlusconiani, una domanda mi sorge spontanea: a quando la passione per le escort?

Chiuderei con Bersani. Una rondine non fa primavera. Ma pare stia dando segni di risveglio.

Pier Luigi Bersani è segretario del Pd dal 2009. Ha detto più cose intelligenti nel giro di qualche giorno che in tre anni.
La prima cosa intelligente – se sarà effettuata e mantenuta – è quella di costituire un presidio all’interno del partito per gestire l’argomento riforma del lavoro. Questo dovrebbe evitare il proliferare di dichiarazioni e pensate da parte delle prime linee del Pd – mai convergenti tra loro - con relativi commenti e presunte e reali strumentalizzazioni della stampa.
La seconda cosa intelligente è la risposta che ieri ha dato al Monti in tour asiatico che gli mandava a dire che lui è ancora più gradito dei politici: “O politici e tecnici convincono insieme il paese o sotto la pelle del paese ce ne è abbastanza per prendere a cazzotti politici e tecnici".

Monti farebbe bene ad ascoltarlo. Perché in materia di presunta riforma del lavoro e di effettivo abbattimento dell’articolo 18, i pareri contrari sono anche tra coloro che votano centro-destra e/o che potrebbero votare per il terzo polo.

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