da:
Huffington Post
Elezioni
2013, ora tocca a Bersani fare la proposta shock: 50 miliardi di Btp per
ripagare le imprese dei loro crediti verso lo Stato
di
Andrea Bassi
Stavolta Pierluigi Bersani ha sorpreso
tutti. Dopo le idee shock di Silvio Berlusconi è stato il leader del centrosinistra
a tirare fuori il coniglio dal cilindro. Se il Pd andrà al governo, emetterà
10 miliardi di euro l'anno di titoli pubblici per i prossimi cinque anni
esclusivamente dedicati al pagamento dei
crediti commerciali delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione.
Debito ufficiale per pagare debito occulto.
Le imprese,
secondo i dati più aggiornati, vantano
nei confronti dello Stato circa 100 miliardi di euro. Fatture arretrate che
il governo non riesce a saldare per mancanza di soldi. Un debito nascosto,
perché non emerge nelle statistiche ufficiali. Per Eurostat, infatti, i debiti
commerciali non sono debito pubblico, perché riguardano solo uno sfasamento
temporale tra l'emissione di una fattura e il suo pagamento. Solo che l'Italia,
con le casse vuote, ha usato i fornitori della pubblica amministrazione come
una banca. Molte imprese sono finite in panne (e fallite) proprio per i mancati
pagamenti dello Stato.
Corrado
Passera ci ha già provato a mettere una pezza. Ma i risultati
fino ad oggi non sono stati quelli sperati. Prima ha stanziato 6 miliardi di euro, quattro dei quali
prelevati dal fondo per il rimborso delle imposte. Una partita di giro.
Come dire, ti pago le fatture ma poi ti ritardo il rimborso dell'Iva. Altri due
miliardi di pagamento avrebbero dovuto essere effettuati con emissione di Cct da assegnare
direttamente alle imprese. Che però non li hanno voluti. Come ha rivelato l'Huffpost al Tesoro sono arrivate richieste
solo per 20 milioni (soprattutto da grandi imprese).
Neanche il meccanismo di certificazione e sconto in banca delle
fatture, previsto sempre da Passera che aveva ottenuto un impegno dell'Abi
per un plafond di 20 miliardi a tale scopo, sta dando grandi frutti. Oggi è
stato il neo presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, a ricordare che ad essere
in ritardo nella certificazione sono le amministrazioni pubbliche. Il punto è
che se certificano, poi entro tempi certi devono rimborsare. E di soldi nelle
casse di Asl, Comuni, province, ministeri, ne girano ancora pochi.
Ma quali sono i rischi della proposta Bersani? Il passaggio più delicato riguarda
il fatto che il debito pubblico, che
già viaggia verso il 127%, aumenterà di
altri 50 miliardi di euro. Il Fiscal
compact, invece, impone all'Italia di iniziare a ridurlo dal 2014 per portarlo verso il 60% entro 20 anni. Bersani ha già dato una prima risposta a questa obiezione. Gli investitori
che comprano i Btp non si spaventeranno di questo nuovo debito. Del resto
sanno bene che l'Italia ha sotto il tappeto un debito di 100 miliardi nei
confronti delle imprese. Farlo emergere ufficialmente è un'operazione di
trasparenza. Nessuno fuggirà di fronte a questa prospettiva. O almeno si spera.
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