giovedì 11 luglio 2013

Informazione online: #chissenefrega della libertà

da: Cadoinpiedi

Il testo del disegno di legge 903, annunciato dal sen.Torrisi (Pdl) dalle prime indiscrezioni - confermate dallo stesso autore - sembra configurarsi come il più cruento attacco alla libertà di parola online sin qui registrato.

Appena uno pensa di aver letto la peggiore iniziativa legislativa di tutti i tempi in fatto di bavagli all'informazione online, c'è qualcuno, in Parlamento, che - quasi si trattasse di uno di quei film horror nei quali le scene più cruente sembrano non aver mai fine - interviene a fugare tale convincimento. 


Questa volta è toccato al Senatore Salvatore Torrisi (PDL).

Il testo del disegno di legge 903, annunciato al Senato dal Parlamentare Pdellino non è ancora stato pubblicato ma dalle prime indiscrezioni - confermate dallo stesso autore della proposta - che filtrano sembra proprio che si tratti del più cruento attacco alla libertà di parola online sin qui registrato.

Il principio dal quale muove il Senatore Torrisi è tanto semplice quanto democraticamente destabilizzante: estendere al gestore di qualsiasi sito internet - blog inclusi - l'eccezione prevista dalla normativa in materia di stampa secondo la quale editore e direttore di un giornale rispondono dei reati di opinioneeventualmente commessi dai loro giornalisti, semplicemente per non aver controllato sufficientemente e non aver evitato che ciò accadesse. 

Ed ecco la regola che il Parlamentare siciliano deriva dal principio: il gestore di ogni sito internet - non è chiaro se la norma dovrebbe trovare applicazione anche nei confronti dei titolari delle grandi piattaforme di pubblicazione di contenuti altrui - avrà 24 ore per procedere alla rimozione di ogni contenuto che gli venga segnalato come diffamatorio e se non vi provvederà potrà essere considerato responsabile di quel contenuto al pari dell'autore.


Gli estensori delle decine di norme proposte negli ultimi anni con lo scopo di estendere a tutti i "gestori di siti internet aventi natura editoriale" l'obbligo di rettifica entro 48 ore previsto dalla legge sulla stampa a pena di vedersi condannare ad una salata sanzione pecuniaria, appaiono, d'un colpo, timidi e smarriti agnellini, consegnati "ingiustamente" alla storia come censori del web.

Il Senatore Torrisi vuole ben altro e non si accontenta che chiunque debba integrare, entro 48 ore, il proprio contenuto con quello trasmessogli da chi assuma di essere stato offeso.

L'idea del Senatore è che ciò che io scrivo o - se scritto da altri - ciò che io pubblico debba essere "semplicemente" cancellato ed eliminato dallo spazio pubblico telematico in un "battito d'ali" e che, in caso contrario, io - che sia o meno l'autore del contenuto incriminato - possa anche rischiare la galera.

"Internet non può continuare ad essere il luogo virtuale dell'impunità", continua a ripetere Torrisi a chi gli chiede cosa lo abbia indotto ad impugnare la penna per scrivere il suo disegno di legge ammazza-internet.

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