venerdì 26 settembre 2014

Rai3, Fabio Fazio: cambio titolo al programma “Che Fuori tempo che fa” e remake del Rischiatutto


da: Il Messaggero

Fazio: “E ora Rischiatutto”
Il conduttore torna sabato e domenica su Raitre con il programma che cambia titolo, “Che Fuori che tempo che fa”. Racconta le novità e parla del progetto di un remake del celebre quiz di Mike.
Intervista di Marco Molendini

Fabio Fazio ci prova. Dopo tredici anni di Che tempo che fa è ora di provare a cambiare. «La tv è in crisi e non è solo un calo di ascolti, è una rivoluzione di abitudini», riflette alla vigilia del nuovo debutto. Si va in onda, al solito, con la doppietta del weekend, ma stavolta il programma del sabato di Rai 3 volta pagina, a cominciare dal titolo, Che Fuori tempo che fa, parafrasi del momento che vive la nazione: sarà un rotocalco fatto di servizi (nel primo numero c’è Fabio Volo, inviato al matrimonio di George Clooney a Venezia), brevi incontri, collegamenti (con Franco Di Bella da Parigi e Gianni Riotta da New York, via Skype coi corrispondenti di guerra) per «raccontare il sabato sera con gli argomenti di cui si parla», dice. La domenica resta il talk classico con gli ospiti (si ricomincia da Matteo Renzi, ma ci sarà anche Willem Dafoe per parlare del film su Pasolini) e con il dulcis in fundo del siparietto comico di Luciana
Littizzetto.
Fabio, ma dopo Sanremo non dovevate separarvi?
«Si era parlato di pausa temporanea, la nostra collaborazione non è mai stata in discussione».
Nostalgia del Festivalone?
«Ho sempre detto che mi diverte. Sanremo deve assomigliare al suo conduttore. Comunque avrei ridotto anch’io le canzoni in gara a una per cantante, come vuol fare Carlo Conti. Ho solo un consiglio da dargli, non far scivolare il festival alla terza settimana di febbraio per non incrociare le partite. San Valentino è il momento perfetto».
Si era anche detto che lei avrebbe fatto altre cose per la Rai.
«Infatti sto lavorando a un remake di Rischiatutto. Ne ho parlato con la vedova di Mike, Daniela Zuccoli e in azienda. Come allora dovrebbe essere un quiz che premia la competenza. Sarebbe una novità assoluta, a questo punto. Semmai verrà buono per l’anno prossimo».
Si parla molto di talk in crisi in questi giorni.
«E’ in difficoltà il talk politico. Un logoramento è normale dopo vent’anni di tensione durissima. Noi di politica non ne facciamo tanta. Stavolta partiamo da Renzi, ma lui è un personaggio istituzionale».
Inviterebbe anche Berlusconi?
«Sarebbe interessante, se venisse. Siamo ormai al decennale delle richieste di invito non accolte».
Giovanni Floris ha sbagliato a lasciare la Rai?
«Io penso che sia stata una perdita farlo andare via. I personaggi sono un patrimonio per le reti generaliste che hanno necessità di avere volti riconoscibili. Giannini o chiunque altro avrà bisogno di tempo per costruire se stesso e trovare popolarità, non basta andare in onda una volta».
A proposito di ricorrenze, il 30 novembre lei fa 50 anni e quel giorno sarà in onda, festeggerà?
«C’è poco da festeggiare, faccio tv da 31 anni: ho debuttato il 3 ottobre del 1983 a Pronto Raffaella». 

Che Fuori che tempo che fa parte dopodomani alle 20,10 con una rubrica intitolata La stanza delle meraviglie, microconferenza affidata a esperti. Poi ci sarà uno scambio di notizie di attualità con Fazio e Massimo Gramellini e a chiusura, alle 21,30, performance musicale con i Perturbazione dal Palazzo Reale di Milano dove c’è la mostra di Chagall. «Quanto faremo?» chiede Fabio, preoccupato. E si risponde: «Non più del 6, 7 per cento, ci sono le partite…».

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