Fino a quando ho votato, nazionali e/o regionali, prima o seconda repubblica che fosse, non ho mai espresso una preferenza. Per me, le preferenze “funzionano” a posteriori: vedo come si comportano i candidati e caso mai li premio alla successiva elezione. Risultato: mai espresso una preferenza.
L’esperienza italiana insegna che le preferenze sono un modo per controllare i voti. Mafia e lobby varie ne hanno fatto uso. E’ altresì vero che un sistema elettorale che porta in parlamento solo nominati soggiace alle stesse logiche clientelari e illegali. Perché il punto della questione non è: preferenze o nominati. E’ la qualità delle persone. Le caratteristiche morali e cerebrali di chi seleziona e di coloro che si propongono per esercitare la delega affidata dai cittadini a governare e legiferare.
Se i partiti
sapessero fare il loro mestiere, pur con un margine di errori inevitabili, pur
mettendo in conto che possa esserci una mela marcia (una…non una moltitudine),
il fatto che siano loro a scegliere una parte
dei candidati ci starebbe.
Il problema è che una casta e una classe politica di morti
viventi non può esprimere candidati adeguati.
Detto che, non ho mai espresso una preferenza e mi pare inconfutabile che la stessa non sia garanzia di adeguatezza e correttezza, non si può togliere al cittadino il diritto di esprimere il nome dei candidati. E’ una questione di principio. Di democrazia.
Detto che, non ho mai espresso una preferenza e mi pare inconfutabile che la stessa non sia garanzia di adeguatezza e correttezza, non si può togliere al cittadino il diritto di esprimere il nome dei candidati. E’ una questione di principio. Di democrazia.
Caso mai,
bisognerebbe introdurre un sistema misto: parte
dei seggi da attribuire in base ai candidati proposti dai partiti, parte da assegnare in base alle
preferenze espresse dagli elettori.
Se poi i candidati
proposti dai partiti subissero una selezione tramite primarie, meglio ancora.
In conclusione, per quanto mi riguarda, l’esercizio della preferenza da parte del cittadino è una questione di principio con tutti i rischi connessi: controllo mafioso e lobbystico, scelte alla cazzum da parte degli elettori.
In conclusione, per quanto mi riguarda, l’esercizio della preferenza da parte del cittadino è una questione di principio con tutti i rischi connessi: controllo mafioso e lobbystico, scelte alla cazzum da parte degli elettori.
Però, poiché fare politica non è mestiere per tutti,
è accettabile che i partiti possano nominare un numero ristretto di candidati.
Il problema è che: se i partiti sono
un misto di disonestà e incapacità, non possono scegliere nessuno. Ma, tant’è,
non si dovrebbe neppure votarli. A prescindere
da listini bloccati o preferenze.
Ma più che il “dibattito” sulle preferenze, a me interessa capire se l’accordo Renzi-Berlusconi porti a una riforma elettorale che preveda un sistema proporzionale più regalo.
Ma più che il “dibattito” sulle preferenze, a me interessa capire se l’accordo Renzi-Berlusconi porti a una riforma elettorale che preveda un sistema proporzionale più regalo.
Questa è truffa
pura. “Mitigata” dal fatto, che qualora nessuna coalizione raggiungesse il 35%,
si passerebbe a una seconda votazione – il cosiddetto turno di ballottaggio –
nel quale tutti gli italiani potrebbero tornare a esprimersi: anche coloro che al
primo turno non hanno votato per i primi due partiti.
Ora.
Ora.
Berlusconi ha
problemi mensili (non quelli della giovincella Pascale). Quando gli cambiano il
cocktail di farmaci, perde il senso tattico. Dicono che stia stato lui a
opporsi a un sistema con il doppio turno e alle preferenze. Sulle preferenze
non fatico a credere: lui è il padrone della baracca, lui decide chi nominare.
Non capisco, però,
perché dovrebbe essere contrario a un sistema a doppio turno. Pare che ciò sfavorisca
il suo elettorato. Come può pensare una roba simile? La maggior parte dei suoi
elettori vota per impedire che la sinistra (?!) vinca. Se Forza Italia non raggiunge
il 35% al primo turno, al secondo si ripresentano a votare solo per scongiurare
il “partito delle tasse”.
Certo. Alle prossime elezioni l’avversario sarà Renzi. Non esattamente un comunista mangia bambini che controlla le procure e che vuole stanare gli evasori fiscali. L’”uomo solo al comando” del Pd piace anche all’elettorato di centro destra. Ma il rischio di perdere contro Renzi, Berlusconi lo corre già al primo turno. Ergo: tanto vale scegliere una riforma che adotti il modello con il quale si vota il sindaco o il sistema francese (va che mi tocca scrivere, a me che stanno sui coglioni i francesi).
Istituire un proporzionale con premio di maggioranza qualora nessuna coalizione raggiunga il 35% è un principio inaccettabile. Il modello elezione sindaco o il sistema francese è un sistema più corretto: si presentano dei candidati, prendono dei voti, se nessuno arriva al 50% si passa al secondo turno, chi arriva primo vince e si prende – questo sì – la maggioranza per governare.
Certo. Alle prossime elezioni l’avversario sarà Renzi. Non esattamente un comunista mangia bambini che controlla le procure e che vuole stanare gli evasori fiscali. L’”uomo solo al comando” del Pd piace anche all’elettorato di centro destra. Ma il rischio di perdere contro Renzi, Berlusconi lo corre già al primo turno. Ergo: tanto vale scegliere una riforma che adotti il modello con il quale si vota il sindaco o il sistema francese (va che mi tocca scrivere, a me che stanno sui coglioni i francesi).
Istituire un proporzionale con premio di maggioranza qualora nessuna coalizione raggiunga il 35% è un principio inaccettabile. Il modello elezione sindaco o il sistema francese è un sistema più corretto: si presentano dei candidati, prendono dei voti, se nessuno arriva al 50% si passa al secondo turno, chi arriva primo vince e si prende – questo sì – la maggioranza per governare.
Se dev’essere
truffa, che almeno si limiti il “bottino della rapina”. Il premio dovrebbe
scattare per la coalizione che raggiunge il 40%. Anche perché, un conto è
presentarsi da soli e prendere il 35%, un conto è presentarsi almeno in due (se
non di più, come sempre succede in Italia). Certo. Se si ponesse l’asticella al
38% il M5S sarebbe sfavorito, perché difficilmente potrebbe prendere una simile
percentuale. Ma un proporzionale con premio di maggioranza è tollerabile solo
con un premio basso.
Ma non sarà che c’è un accordo nell’accordo tra Renzi e Berlusconi? Che ci sarebbero state lamentale per la soglia del 35, Renzi, e pure Verdini, capo progetto Forza Italia in materia di riforma elettorale, l’hanno messo in conto.
Ma non sarà che c’è un accordo nell’accordo tra Renzi e Berlusconi? Che ci sarebbero state lamentale per la soglia del 35, Renzi, e pure Verdini, capo progetto Forza Italia in materia di riforma elettorale, l’hanno messo in conto.
Se si arriverà al
38%, percentuali che una coalizione di centro destra può raggiungere,
significherà che questo accordo è contro Grillo. Ma anche Renzi ha convenienza
a stare sul 35%. Finora non ha mai subito il battesimo delle elezioni
nazionali. Meglio partire con asticella truffa bassa.
Però, il rischio per Renzi e Berlusconi è che il
35% possa diventare un obiettivo raggiungibile anche per Grillo. Se il M5S arriva
al 35% che fanno Renzi e Berlusconi. Si incontrano in un day hospital per farsi
medicare il culo a vicenda?
Nessun commento:
Posta un commento