sabato 18 gennaio 2014

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, stessa “emozione”: alle zone basse…


Sarò breve. Non saranno 140 caratteri come in twitter, ma non molti di più.

Io ne ho pieni i coglioni non solo di Silvio Berlusconi ma ancor di più di Matteo Renzi.

Da quando è diventato segretario del Pd non c’è giorno, che dico: porzione della giornata, senza che sia a un talk televisivo, che rilasci interviste, dichiarazioni in conferenza stampa o su una bicicletta, che cinguetti in twitter.

Una noia mortale che scassa i coglioni. A sublimare tale rompimento la giaculatoria: Enrico (Letta, il segretario particolare di Napolitano) non devi temere, devi fidarti di me. Non ho intenzione di far cadere il governo (ma solo di stare sempre in prima pagina se no mi trombano velocemente).
No. Al momento, il presenzialista tutto tondo e quadro Matteo Renzi, fa cadere sole le mie ovaie.
Neppure Berlusconi era riuscito, in così breve tempo: manco due mesi, a rompere i coglioni come il sindaco di Firenze, nonché segretario del Pd, nonché aspirante futuro presidente del consiglio.

Come? Sento una domanda:
Renzi chi? Quello che incontra il pregiudicato Berlusconi, leader del fu Pdl ora  Forza Italia, che alle ultime elezioni ha preso voti ma ne ha persi perso 6.500.000. L’ex azionista di maggioranza del governo che Napolitano ha imposto al Pd. Dove c’è Enrico Letta. Dove continua a stare Matteo Renzi.

Che barba…che noia….che noia…che barba.


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