martedì 10 dicembre 2013

Datagate: Google e altre colossi web chiedono di tutelare la privacy che…hanno “mercanteggiato”

da: Lettera 43

Datagate, Google e Facebook a Obama: «Privacy va tutelata»
I colossi del web: «Riformare la sorveglianza». In difesa degli utenti. Che le stesse aziende hanno contribuito a fare spiare.
di Gioia Reffo

A nessuno piace essere spiati, tanto meno ai colossi del web.
Ecco perché, dopo aver scoperto che la Nsa aveva messo sotto controllo i data center di Yahoo! e Google, otto aziende hanno deciso di passare al contrattacco.
Aol, Twitter, Yahoo!, Microsoft, Facebook, Google, Apple e LinkedIn hanno scritto una lettera aperta al presidente americano Barack Obama chiedendo una riforma della sorveglianza elettronica a seguito delle rivelazioni della 'talpa' Edward Snowden.
Al centro della petizione c'è la proposta di porre un divieto internazionale sulla raccolta di massa di dati per contribuire a preservare «la fiducia in internet» da parte del pubblico.

I LEGAMI CON LA NSA. Poco importa se lo scandalo Datagate abbia portato alla
luce i legami tra le stesse aziende e la National Security Agency.
Da Facebook, colpevole di soddisfare più del 50% delle richieste della Nsa solo in Italia, e Google, che ammise candidamente che «gli utenti Gmail non possono aspettarsi privacy».
Per non parlare di Microsoft che diede direttamente le chiavi dei suoi software alla Nsa.

I colossi del web: «Libertà a rischio, è tempo di cambiare»
A svelare i dettagli della lettera è stato il sito del britannico Guardian.
«Le rivelazioni hanno messo in evidenza il bisogno urgente di riformare le pratiche di sorveglianza dei governi su scala mondiale», si legge nella lettera che fa parte di una campagna ad hoc creata sul sito reformgovernmentsurveillance.com.
«L'equilibrio in molti Paesi si è sbilanciato in modo eccessivo in favore dello Stato a discapito dei diritti degli individui, diritti che sono sanciti dalla nostra Costituzione. Questo mina le libertà che tutti noi abbiamo a cuore. È tempo di cambiare».
YAHOO!: «FIDUCIA TRADITA». Secondo il ceo di Yahoo!, Marissa Mayer, «le ultime rivelazioni sulle attività di sorveglianza hanno scosso la fiducia dei nostri utenti, ed è ora che il governo Usa agisca per restaurare la fiducia dei cittadini in tutto il mondo».

Sulla stessa lunghezza d'onda Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook:  «Le segnalazioni di sorveglianza dell'esecutivo hanno mostrato che vi è una reale necessità di una maggiore divulgazione e nuovi limiti su come i governi raccolgono le informazioni. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe cogliere l'opportunità di guidare questo sforzo di riforma e fare le cose per bene».

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