martedì 17 dicembre 2013

Berlusconi, decaduto da senatore ma…..con tutto il suo tesoretto

da: Cadoinpiedi

Berlusconi, la fine non è nota
Decaduto e fuori dal Parlamento, ma con tutti i suoi poteri. A quasi un mese dall''uscita ufficiale dai Palazzi della politica del Cav, Cadoinpiedi.it traccia un bilancio con Carlo Porcedda, autore con Paolo Biondani di Il Cavaliere Nero (Chiarelettere, 2013) che dice: “La caccia al tesoro l’ha vinta lui, perché non gli è stato sequestrato nemmeno un centesimo: il suo tesoro rimane lì dove l’ha nascosto”.
di Antonella Scutiero

Candidato con la destra in Bulgaria. O leader di quella italiana, ma fuori dal Parlamento, come Grillo, come Renzi. In ogni caso tutt'altro che finito. Silvio Berlusconi continua a difendersi: "Cosa sia successo in Senato, cioè il voto sulla mia decadenza, all'estero nessuno riesce a spiegarselo. La magistratura che calpesta lo Stato di diritto e diventa partito politico", va ripetendo. E ancora. "Se mi arrestano, in Italia scoppia la rivoluzione".
E accantona volutamente il fatto che la Corte di Cassazione in terzo grado non ha giudicato l'uomo politico, ma l'imprenditore, e precisamente l'imprenditore colpevole di frode fiscale. "Ma alla fine, la caccia al tesoro l'ha vinta lui",
sottolinea Carlo Porcedda, autore con Paolo Biondani di Il Cavaliere Nero (Chiarelettere, 2013). "Perché in fondo non gli è stato sequestrato nemmeno un centesimo. E l'unica conseguenza che ha avuto è stata la decadenza. Ma il suo tesoro rimane lì dove l'ha nascosto".

D: Ha sentito che vorrebbero candidare Berlusconi in Bulgaria?
R: Mi pare che questa notizia faccia il paio con l'indiscrezione del passaporto diplomatico rilasciatogli da Putin in quanto rappresentante della Russia in Vaticano. È folklore, i problemi sono altri.

D: Crede che il Berlusconi pubblico, estero a parte, sia effettivamente finito con la decadenza e l'incandidabilità o troverà ancora modo di essere protagonista?
R: I segnali indicano che molto probabilmente terrà fede alle sue promesse: non ha nessuna intenzione di ritirarsi. E del resto lo diceva nel suo videomessaggio di metà settembre, diceva " io sono assolutamente innocente". Come sempre ha schierato la sua forza mediatica, il suo consenso, per proporre una sua verità. È dalla discesa in campo che costruisce un racconto cui rimane fedele qualsiasi cosa dica la realtà o le sentenze.

D: Ma dal 1994 qualcosa è cambiato.
R: La differenza è una e cioè che è come un normale cittadino, non sottoposto alle garanzie preventive che poteva avere un parlamentare.

D: Dopo la condanna in Cassazione, da Milano a Napoli ci sono numerosi altri procedimenti giudiziari che lo riguardano.
R: Berlusconi si trova davanti due situazioni che potrebbero complicare la realtà post decadenza. Se in qualsiasi procedimento avesse una nuova condanna definitiva, anche solo per un euro o per giorno, rientrerebbe nella categoria che la legge ex Cirielli definisce "recidivi" per cui perderebbe anche tutte le attenuanti di cui gode ora. E quindi i quattro anni di condanna, ridotti a uno, della sentenza Mediaset tornerebbero tutti.

D: E l'altra?
R: L'altra è che in altri procedimenti in cui i Pm dovessero ritenere necessarie misure come intercettazioni o addirittura l'arresto, se prima doveva essere informato Parlamento e quindi c'era un certo preavviso, ora non più. Il che significa che è caduto lo scudo che ha permesso a Berlusconi di gestire al meglio la sua difesa, non solo tramite i suoi avvocati nelle aule di giustizia, ma anche in pubblico.

D: E questo l'ha aiutato?
R: Sicuramente lo ha aiutato a rendere il perno della sua indignazione la "condanna politica" piuttosto che il caso giudiziario in sé. Ma la condanna, va ricordato, riguarda l'imprenditore, non il politico, il cui comportamento è stato sanzionato al massimo livello dalla giustizia italiana e ha causato al Berlusconi pubblico la perdita dei suoi incarichi.

D: Lui descrive la situazione diversamente.
R: Dice di esser stato condannato per una "presunta evasione di meno di sette milioni di euro". Quello che non dice è che l'evasione accertata riguardava oltre 360 milioni, poi per effetto di prescrizioni stabilite da alcune leggi dei suoi governi è rimasta punibile solo quella parte lì. Il racconto berlusconiano non è completo.

D: Cos'altro manca?
R: Nel libro, che contiene anche una serie di documenti inediti, a partire da condanna di agosto scorso siamo andati a vedere quello che i giudici hanno accertato sia stato accumulato all'estero da società strettamente riconducibili a Berlusconi.

D: E quanto è?
R: Più o meno 1 miliardo 277 milioni.

D: Mica male. Tornando al processo Mediaset, Berlusconi ha tirato in ballo nuovi documenti, nuovi testimoni. Cosa ne pensa?
R: Ha stupito molti perché si tratta di una difesa davvero molto debole, gli stessi avvocati hanno minimizzato l'impatto di queste nuove prove. È una tesi difensiva che viene smontata facilmente da alcuni documenti presenti anche nel libro e che hanno guidato giudici per la loro sentenza.

D: Quali dei processi in corso dovrebbe preoccuparlo di più, ora che è pregiudicato?
R: Quello che mi sento di dire è che come successo già in questo processo, altri procedimenti potrebbero aiutare a capire passaggi rimasti oscuri in momenti precedenti, come accaduto per le tangenti di Craxi. La pista che bisogna seguire è sempre quella dei soldi nella cassa offshore. Ed è lì che si annida non solo evasione ma anche soldi nascosti all'estero per cose inconfessabili.

D: Un giro non da poco, diceva.
R: Berlusconi imprenditore ha sistematicamente organizzato fondi segreti all'estero. In uno dei processi che lo riguarda, quello per la compravendita senatori ai danni del governo Prodi , ora sono state fatte rogatorie per avere accesso a conti che si trovano a Hong Kong.

D: Insomma, non finisce qui?

R: Io non credo possano fargli male più di tanto a livello di immagine, perché lui segue sempre la linea del complotto. Berlusconi ha il diritto come tutti di difendersi e chiedere la revisione dei processi, ma teniamo bene in mente che la caccia al tesoro finora l'ha vinta lui, perché i soldi accertati finora sono solo la punta dell'iceberg e non gli è mai stato sequestrato un solo centesimo. L'unica condanna in Cassazione gli è costata dieci milioni di euro, ma tutto il complotto l'ha lasciato proprietario di tutti i suoi beni.

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