martedì 8 settembre 2015

Il sistema bancario italiano: Popolare di Vicenza come Mps, il bubbone era noto da anni ma Bankitalia lo scopre dai giornali….



da: Il Fatto Quotidiano

Pop Vicenza come Mps, a Bankitalia gli scandali li scoprono sui giornali
Vigilanza bancaria. Era noto da almeno 7 anni: nel 2008 il primo esposto alla procura dell’Adusbef. Ma in tutto questo tempo gli ispettori non hanno mai notato niente di strano.
C’è voluta la firma della Bce per sapere ai 117 mila soci che la Popolare ha prestato 975 milioni ai clienti da investire su sue azioni.
di Giorgio Meletti

La storia della Banca Popolare di Vicenza è uguale a tante che l’hanno preceduta. Ricordate Tercas, Banca Marche, Popolare di Milano, Carige e, soprattutto, Monte dei Paschi?
Sempre lo stesso copione. Rovinati dalla crisi, i padri-padroni delle un tempo ricche banche locali e globali non sanno più come occultare le follie con cui per anni hanno costruito il loro potere distribuendo favori. Per qualche anno la casta dei sedicenti banchieri riesce anascondere le sue porcherie con porcherie ancora più grosse. Poi scoppia il bubbone e scatta la domanda: dov'era la Banca d'Italia? Il caso di Vicenza è esemplare di come funziona la vigilanza di Bankitalia. E difficile capire se all'origine di tanta lentezza ci siano l'omertà
collettiva o dei singoli o la farraginosità delle regole. Fatto sta che qualunque banchiere può fare il comodo suo per anni prima che la Banca d'Italia se ne accorga.

Venerdì scorso la Banca Popolare di Vicenza (Bpvi), presieduta da 20 anni dal noto vinificatore Gianni Zonin, ha comunicato che nei primi sei mesi del 2015 ha perso oltre un miliardo di euro e che adesso dovrà chiedere agli azionisti 1,5 miliardi di aumento di capitale per evitare il fallimento o il commissariamento. E che nel corso di un'ispezione della Bce, a cui da poco è passata la vigilanza sulle banche più grandi, sièscopertochelabanca ha prestato ai suoi clienti 975 milioni di euro per comprare azioni della banca stessa. Le azioni di Bpvi valgono 4 miliardi. Quindi un quarto del capitale è finanziato dallabanca, cosa vietata dalla legge.
Bankitalia fa sapere che i suoi ispettori hanno "notato" l'anomalo fenomeno nell'estate 2014, e che da quel momento è iniziata la procedura che ha richiesto un anno perché i 117 mila soci della Popolare venissero informati. Nel 2013 la Bpvi era già stata ispezionata per mesi, magli ispettori di Palazzo Koch non hanno "notato" niente. I casi sono due. O Zonin ha prestato tutti i 975 milioni per comprare azioni della sua banca nel 2014, oppure nel 2013 gli ispettori della Banca d'Italia erano distratti.
Proprio nel 2013 Zonin ha assunto con stipendio d'oro Gianandrea Falchi, ex capo della segreteria particolare di Mario Draghi quando era governatore. Poi ha comprato dalla Banca d'Italia un immobile a Vicenza. Il passaggio diretto di dirigenti dall'istituto di vigilanza alla banca vigilata l'imbarazzante scena del vigilante che vende palazzi al vigilato (a che prezzo?) suscita più di un interrogativo.
Il 26 ottobre scorso la Banca d'Italia ha reso noti i risultati del cosiddetto comprehensive assessment, approfondita visita medica alle banche che stavano passando sotto la vigilanzaeuropea. Secondo laBce, alla Popolare di Vicenza mancavano 223 milioni di capitale, ma Zonin poche ore prima del verdetto riunì il cda e fece deliberare la conversione in azioni di obbligazioni per 253 milioni. Con grandi riflessi la Banca d'Italia riuscì a includere la guarigione in extremis di Bpvi nel comunicato ufficiale. Ora la banca di Vicenza, dichiarata sana a ottobre, ha scoperto in soli otto mesi di avere bisogno di altri 1,5 miliardi. Sorge il sospetto che il comprehensive assessment sia stato davvero comprensivo con Zonin. Allora sembrava il salvatore della patria: è in crisi la Popolare dell'Etruria? LaBpvi si candida all'acquisto. Va in difficoltà Veneto Banca? Subito si parla di "aggregazione" con Zonin. E Bankitalia benedice silenziosa.

La verità è che il bubbone era noto da anni. Nel 2008, sette anni fa, il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti (oggi autore di La banda d'Italia, Chiarelettere) presentò un esposto alla procura di Vicenza sul fatto che Zonin aveva deciso di rivalutare le azioni di Bpvi fino a 58 euro, valore fantasiosamente alto. La banca non è quotata in Borsa, le azioni si pagano al prezzo deciso dall'assemblea dei soci, e chi vuole rivendere deve aspettare che la banca gliele ricompri al prezzo che decide lei. All'ultima assemblea, lo scorso 11 aprile, i soci hanno fatto la fila perprotestare. Per convincere la Bce, a ottobre 2014 Zonin ha convcrtito obbligazioni emesse nel 2013 che rendevano il 5 per cento in azioni che non rendono niente. Poi all'assemblea le azioni, date in conversione a 62 euro, sono state svalutate a 48 euro. Meno 23 per cento. Elabancadaalcunimesi non ricompra le azioni. Sono diventate, come suoi dirsi, illiquide. Anche perché a 48 euro fanno 4 miliardi in tutto, 1,3 volte il patrimonio netto (capitale più riserve della banca) quando le banche paragonabili quotate valgono sempre meno del patrimonio netto. E vero, era tutto scritto nel prospetto di collocamento delle obbligazioni, centinaia di pagine che l'investitore medio non ha tempo di leggere né cultura finanziaria per capire. Infatti su queste azioni illiquide e sopravvalutate, la Consob ha aperto un'ispezione presso laBpvi,incorsoda4mesi.Egià da prima sta indagando sulle modalità di collocamento delle azioni presso la clientela. È scritto e testimoniato da anni che spesso la banca ha costretto i clienti a comprare azioni sotto la minaccia di negare il finanziamento richiesto. Ai soci inviperiti Zonin ha detto che devono "avere pazienza".

Torniamo al 2008. L'esposto di Lannutti viene ridicolizzato su un giornale locale simpatizzante di Zonin. Il legale di Adusbef Lucio Golino ottiene la pubblicazione di una replica non proprio diplomatica, in cui definisce “scandalosa” la gestione della banca  affidata a “combriccole di amici (..) che continuano a creare disastri (…) bruciando il risparmio di milioni di cittadini”. Zonin ha denunciato Golino chiedendo 2,5 milioni di danni, ma nel 2012 il Tribunale di Roma l'ha pienamente assolto. Si sapeva tutto. Ma alla Banca d'Italia riflettevano sulla delicatezza del loro mestiere.

La storia: Gianni Zonin presiede da 20 anni la Popolare di Vicenza. Fino a pochi mesi fa è stato considerato fortissimo e sempre candidato da Bankitalia come possibile salvatore di altre banche con i conti in disordine.
Le cifre:  930, i milioni del cosiddetto avviamento con cui era gonfiato nel bilancio il valore degli sportelli; adesso è sceso a 61 milioni. 48 euro, il prezzo dell’azione Bpvi (fissato lo scorso aprile; era stato per anni fermo a 62 euro. 1,5 miliardi, la cifra che Zonin chiede agli azionisti per evitare il fallimento o i commissari. 17%, la quantità dei crediti deteriorati nei conti di Bpvi al 30 giugno. 703 milioni: il costo delle svalutazioni sui crediti di difficile recupero registrate nei conti al 30 giugno.

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