mercoledì 9 novembre 2011

Manovra finanziaria, Berlusconi: incapace di governare, eccellente nel prendere per il culo il paese


25 maggio 2010

Lo scriverò alla nausea. Perché trovo volgare mentalmente, offensivo dell’intelligenza, dell’onestà degli italiani – quelli onesti, ovviamente – che un presidente del consiglio si permetta di prendere per il culo.

La prima e più grande presa per il culo degli italiani, compresi quelli che hanno votato per Silvio Berlusconi – per quanto si meritino questo e altro – è di aver negato la crisi economica.
Coloro che osavano dichiararne la presenza e chiedevano interventi per limitarne gli effetti negativi, erano tacciati dal malato di mente Silvio Berlusconi, come dei menasfiga. Gente che lo odia perché non riconosce il “suo fare”.
Al grido di “ottimismo” e “spostate la pubblicità in Mediaset”,  il Grimilde di Palazzo Grazioli, colui che è stato messo lì da una percentuale del popolo che non assomma la metà + 1 degli italiani, che ogni mattina appena alzato, dopo aver controllato la presenza di altro segno della vecchiaia, sfoglia i sondaggi chiedendosi: “chi è il più amato degli italiani” ha preparato una manovra finanziaria degna del peggior governo democristiano.
Il Grimilde di Palazzo Grazioli, sceso in campo dopo Tangentopoli come l’uomo nuovo della politica italiana sta dimostrando ancora una volta come sia inadatto, incapace di governare. Non ce la fa. Non ci è portato. Gli manca la testa per governare gli italiani. E’ uno spacciatore di balle, buono per i coglioni che se le bevono.

Silvio Berlusconi è dotato di capacità comunicative. Indubbiamente.
Tanto più efficaci quanto più ha a che fare con coglioni e disonesti. Perché: o non si capisce, o non si vuole capire. Nel primo caso si è coglioni, nel secondo: disonesti.
Silvio Berlusconi è un uomo dotato di senso organizzativo. Indubbiamente.
Ma per governare un paese, non dico per rinnovarlo: ma limitarsi anche solo ad una gestione appropriata, senza infamia e senza lode, non bastano capacità organizzative e di comunicazione. Ci vuole altro.

Quanto a Tremonti: non sono l’Annunziata e manco Scalfari e, con tutto il rispetto per i due guru del giornalismo, me ne compiaccio.
Sarà un mio limite: ma ogni volta che parla il ministro dell’Economia non capisco cosa voglia dire; e non certo perché la materia mi sia ostica. Mi pare che….non dica un beato cazzo di nulla; se non aforismi dello stesso materiale maschile.
Ma il preferito della giornalista Annunziata nonché ben visto da Scalfari, sa che può esistere senza Silvio Berlusconi. Esattamente come Gianfranco Fini sa che Tremonti è il suo rivale per il posto al vertice di comando.
Il ministro dell’Economia è sponsorizzato dalla Lega e, in caso d’improvviso cambio al vertice, può essere accettato da parte dell’opposizione (ogni riferimento a Casini non è puramente casuale).
Ecco perché, oggi – quindi in netto ritardo rispetto ai problemi del paese - Giulio Tremonti si permette un esercizio di realismo con una manovra finanziaria che dichiara ufficialmente che l’Italia è in piena crisi economica. Peccato – per noi, non per lui – che sia la solita manovra rattoppata per raccattare soldi ma priva di soluzioni progettuali, vale a dire: raccogliere per spendere in investimenti. Oggi costi, domani entrate.
Questa roba la fanno in altri paesi. Beh…non certo in Grecia.

E al nome Grecia, ecco palesarsi la seconda presa per il culo.
Già vedo Tremonti nel terzo ramo del parlamento, cioè il “salotto” di Vespa a spacciarci la balla che la manovra impedirà all’Italia di trovarsi nella condizione della Grecia. Cosa impossibile, se Tremonti non ha rubato.
Perché la Grecia ha truccato i conti per entrare in Europa e ora i nodi stanno venendo al pettine. Noi, invece, questo giochetto non lo abbiamo fatto. Perché ai tempi dell’entrata nell’euro a governare – pur con dei limiti – c’era quel tizio che il centro-sinistra ha sempre usato per spalare la merda: Romano Prodi.
Ecco. Lui ha spalato la merda, cioè non ha truccato i conti. La Grecia invece la sta facendo spalare a tutta l’Unione Europea.

Se oggi dovessimo correre il rischio di trovarci con le pezze al culo come la Grecia, vorrebbe dire che Tremonti ha scialato. Ha fallito come ministro dell’Economia. Il che, per quanto non abbia del personaggio la medesima considerazione di Lucia Annunziata ed Eugenio Scalfari, tenderei ad escluderlo.
Tremonti ha tenuto chiuso i cordoni della borsa.  E allora…perché oggi vuole altri soldi?
Certa che non riuscirei a capire il fine e profondo intellettualismo economico dalla bocca di Tremonti,  attendo che la risposta arrivi da alcuni signori. A cominciare dal suo sponsor Bossi. Che deve anche spiegarmi come si concilia una manovra che toglie soldi alle regioni con il bene supremo e unico, la panacea risolutiva di ogni problema: il federalismo.
Mi aspetto che me lo spieghino i guru del giornalismo che pur di vedere Berlusconi fuori da Palazzo Chigi fingono di capire che cazzo dice Tremonti.
Nell’attesa. Il mio più cordiale vaffanculo agli spacciatori di balle. Agli incapaci a governare. Ai coglioni che li votano. 

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