mercoledì 4 luglio 2012

Prezzi benzina ridotti, offerte e saldi per altri prodotti: solita presa per i fondelli….


La prima volta che ho beneficiato di un prezzo sensibilmente ridotto della benzina è stato per puro caso.
Dovevo fare rifornimento. Ho visto un’insolita coda e ancor più un insolito prezzo. Ho scoperto poi, mentre passava uno spot pubblicitario in tv che Eni aveva scelto di ridurre il prezzo della benzina nei weekend.
Bella notizia? Sì. Se la promozione durasse un fine settimana. Vale a dire: se fosse un’offerta speciale. Ma se questa si applica a ogni weekend, mi viene da pensare che….ci prendono per il sedere (del resto…è lo sport più praticato da politici, aziende di prodotti e servizi, commercianti al dettaglio). Perché non è concepibile pagare la benzina self service a 1,580 il sabato e la domenica e vedersela schizzare oltre 1,7 e arrivare in alcuni distributori a quasi 1,8 nei giorni feriali.
Il materiale è sempre quello. Una simile differenza di prezzo non ha senso. Non è una promozione. E’ la consueta dimostrazione che gli italiani si dividono in due categorie: chi prende per il culo, chi è preso per il culo.
C’è però da ammettere che le due categorie, spesso, si fondono in una.

Sarebbe onesto e ragionevole portare il prezzo della benzina a livello europeo e praticare offerte speciali o ulteriori riduzioni in certi periodi. Ma pare che questa crisi economica non stia insegnando nulla. Né alle aziende, né ai commercianti.
Che hanno pure il coraggio di lamentarsi della riduzione dei consumi. La fortuna di Eni è che siamo in periodo estivo e che, prima o poi, chi più chi meno, ai distributori dobbiamo arrivare…
Diversamente, per altri generi di prodotti, ho deciso che non comprerò. Non ho mai avuto la smania dei saldi ma ritengo che ogni cosa abbia un suo prezzo. La maggior parte dei negozi di abbigliamento o altri generi voluttuari spara prezzi sproporzionati per poi procedere a riduzioni, offerte in attesa di arrivare al periodo di saldi nel quale…i prodotti hanno un prezzo più appropriato.
Non sarebbe ora di finirla di prendere per il culo e, da subito, mettere in vendita a prezzi proporzionati e ragionevoli? Non potrebbe essere che una parte degli italiani sarebbero così invogliati (compatibilmente con le risorse economiche) a comprare? 

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