Steveland Judkins Morris, nasce a
Saginaw nel Michigan, il 13 maggio del 1950 e diventa cieco dopo pochi giorni
di vita a causa di un eccesso di ossigeno nell’incubratrice.
Dimostra subito, da ragazzino, il
suo talento musicale. Inizia, come molti, cantando nel coro della chiesa e a
soli nove anni suona pianoforte, batteria e armonica. Già nel 1961, cioè a
undici anni, firma il suo primo contratto con la Motown e diventa “Little
Stevie Wonder”. Il suo primo album è un tributo al suo mito Ray Charles.
Nella musica traspone le sue
attitudine da multistrumentista. Il suo talento cresce e il genere musicale
spazia dalle ballate al genere soul, rhythm and blus, fino ad arrivare al pop e
al funck. Un artisto nero che sa conciliare talento, preparazione e senso
commerciale e che ha mantenuto negli anni un livello elevato, con qualche
piccola caduta creativa ma che comunque è riuscito ad imporre uno stile
riconoscibile nella black music.
Gli album “Music Of My
Mind”, “Innervisions” e “Songs In The Key Of Life” sono pietre miliari
della musica black, la massima espressione del talento di Stevie Wonder. Una
musica mai datata.
Una musica che amo particolarmente,
perchè il risultato di una combinazione di suoni e sfumutare che sanno produrre
in pochi e che rende Stevie Wonder uno dei miei miti musicali.
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