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mercoledì 13 ottobre 2021

Il fascismo che a Meloni e Salvini conviene tollerare e non vedere

 


da: Domani – di Giovanni Tizian

Nell’immobile della fondazione Alleanza nazionale c’è il giornale dei neofascisti arrestati. Ma il partito tace. A Milano invece Lega e Fratelli d’Italia hanno stretto un accordo politico-elettorale con gli eredi dei naziskin.

Tenere il conto di quante volte Giorgia Meloni è intervenuta sulle case popolari occupate da immigrati è compito arduo. «La proprietà privata è inviolabile», la parola d’ordine di Fratelli d’Italia. Più facile è calcolare quante volte Meloni ha chiesto di sloggiare dalla sede della fondazione Alleanza nazionale a Roma ai neofascisti arrestati e accusati di essere i registi dell’assalto alla sede nazionale della Cgil. Il conto è semplice: zero.

C’è una legge non scritta negli statuti della destra istituzionale: con i neofascisti si convive ma non ci si sposa. I movimenti extra parlamentari lavorano sul territorio, catalizzano consenso nelle periferie, si intestano battaglie contro i migranti  e alimentano scontri per difendere il diritto del «prima gli italiani». Consenso che viene indirizzato poi su candidati di Lega e Fratelli d’Italia vicini o espressione di quei mondi. In fisica si chiama principio dei vasi comunicanti. Il rapporto tra neofascisti “sporchi brutti e cattivi” e la destra elegante di palazzo interpretata da Meloni e Matteo Salvini si sostanzia in alcuni fatti accertati, documentati, persino pubblicizzati sui social network.

Non dire fascista

giovedì 7 ottobre 2021

Tasse e catasto, quel che sappiamo della riforma fiscale di Draghi

 


da: https://m.famigliacristiana.it/ - di Francesco Anfossi

Il premier promette che le tasse sulla casa rimarranno invariati e che la stretta riguarda evasori ed elusori fiscali. Ma è possibile? Sono previste agevolazioni per le famiglie? E che altro si nasconde dietro le nuove misure tributarie?

Quale riforma fiscale si nasconde dietro il viso impenetrabile di Mario Draghi? La Lega di Salvini, reduce dall’ insuccesso delle amministrative (ma i ministri di Salvini avevano già abbandonato nei giorni scorsi la cabina di regia) pone un problema nella maggioranza e chiede un impegno scritto a non aumentare i tributi. Le motivazioni non sono chiare come a onor del vero non sono chiari i contenuti della riforma. Si potrà obiettare che non possono esserlo per forza di cose, poiché si tratta di una legge delega, di una legge-scatola fatta di dieci articoli che fissa i principi generali e che dovrà essere riempita entro 18 mesi dopo l’ approvazione del Parlamento, il quale appunto “delegherà” il governo a riempirla di contenuti attraverso i decreti legislativi. Draghi ha preteso che fosse una delega “larga, di un guscio vuoto, manca la “ciccia” per dirla terra terra. Ma il premier vuol procedere a piccoli passi, data la complessità e delicatezza della materia. Da qui l’ aura enigmatica che circonda questa riforma. Una riforma certamente necessaria. Di sicuro nella vita ci sono la morte e le tasse, diceva Benjamin Franklin. E il compianto Tommaso Padoa Schioppa ebbe a dire che le tasse sono bellissime, perché ci assicurano scuole, strade, servizio sanitario, ordine, sicurezza, difesa e quant’ altro. Il problema è come saranno distribuite, anzi redistribuite, queste tasse.

venerdì 1 ottobre 2021

Morisi, un caso con i "temi" cari alla Lega...

 

giovedì 30 settembre 2021

Legay

 


da: https://www.tag43.it/

Dall’apertura ai matrimoni tra persone dello stesso sesso degli Anni 90 all’anatema di Calderoli del 2006 contro «la civiltà gay che ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni», fino al caso Morisi. Il rapporto del Carroccio con l’omosessualità.

Effetti collaterali del caso Morisi. La vicenda che vede implicato il creatore della Bestia salviniana ha confermato ciò che si sapeva già cioè l’esistenza di due Leghe: quella del celodurismo 2.0, che dichiara guerra al Ddl Zan e si fa paladina della famiglia cosiddetta tradizionale con una-mamma-e-un-papà e il partito in cui, parola del senatore Simone Pillon, «i gay sono tantissimi. Li conosco tutti. Tra Camera e Senato non bastano due mani per contarli» (Intervista al Foglio).

La corrente Mykonos della Lega

Una Lega in cui serpeggia la “corrente Mykonos” (sull’isola greca il deputato dem Alessandro Zan vide un collega leghista particolarmente aggressivo in Aula contro il Ddl che porta il suo nome baciare un uomo) composta da una ventina tra deputati e senatori del Carroccio. E c’è di più, come racconta al Fatto Quotidiano una fonte leghista, nel 2018 Morisi partecipò attivamente alla composizione delle liste elettorali, infilando una ventina di suoi «protetti». Tutti gay. Chissà cosa ne pensa quel Roberto Calderoli che nel gennaio 2006 metteva in guardia il suo popolo dalla deriva rainbow. «La civiltà gay ha trasformato la Padania in un

martedì 28 settembre 2021

Parola di esperto: Salvini e la "schifezza mediatica"....

 


Matteo Salvini sul caso Morisi: "Sono spiaciuto della schifezza mediatica che condanna le persone prima che sia un tribunale a farlo".

Ha parlato l'esperto. Lui e Morisi di schifezza mediatica se ne intendono. Due dei massimi esperti di merda mediatica.

Ovviamente....se in una vicenda come quella che vede protagonista Luca Morisi ci incappasse uno del M5S o del PD, ben diversi sarebbero i commenti di Salvini.

Stai sereno Salvini. C'è sempre Giletti. Vedrai che una mano mediatica a te a Morisi ve la dà...

Massimo Gramellini: La Bestia facile

 


da: https://www.corriere.it/

Chi è senza peccato suoni il primo citofono, si potrebbe dire, ricordando Salvini che pigia il campanello di un incensurato per chiedergli se spaccia. Adesso nei guai con la droga c’è finito il suo braccio destro, che per una curiosa disfunzione dell’apparato digerente leghista era ubicato dalle parti dell’intestino. Perché questo sono stati Luca Morisi e lo spietato congegno social da lui stesso ribattezzato «la Bestia»: uno spargitore di malumori e rabbie represse, ma soprattutto di pregiudizi e giudizi definitivi, senza mai l’ombra di una sfumatura. Quello ruba lo stipendio, quella se l’è andata a cercare, quell’altro ancora è un drogato…

La naturale fragilità dell’essere umano, con le sue imperfezioni e le sue cadute continue, non era contemplata da chi divideva con l’accetta il mondo in buoni e cattivi. Dove i cattivi erano sempre gli altri e i buoni, cioè Morisi e Salvini, prima segnalavano ai «follower» gli obiettivi da colpire e poi, a lapidazione social avvenuta, intervenivano nel ruolo di pacieri, inviando un messaggio di presunta misericordia («Bacioni!») ai bersagli da loro stessi indicati.

Chissà se la vita è davvero una ruota (a volte sembra quella del criceto), ma la Bestia

lunedì 27 settembre 2021

Morisi, La comprensione di Salvini....

 

Luca Morisi, lo "spin doctor" di Salvini indagato per supposta cessione di droga

 

 

Ma le cagate che pensava e scriveva per il "Capitano" Salvini erano l'effetto di droghe?

Povero Morisi (senza ironia). C'è che riesce a pensare e dire cagate senza far uso di "additivi chimici"...

Salvini, ad esempio (ma non è il solo). Non vorrei che si pensasse che sia tutto merito di Morisi...

Detto questo...osservo un certo tempismo nelle dimissioni di Morisi.

Non sarà che per caso...dico: per caso...."qualcuno" gli ha fatto arrivare all'orecchio che era indagato per supposta cessione di sostanze stupefacenti?  

Perchè ricordo di un certo Durigon che tempo fa disse, in merito all'inchiesta sui fondi

mercoledì 22 settembre 2021

Salvini, Giorgetti, Letta: "irrilevanti" e "rilevanti" nel governo Draghi

 


Come dice il grande filosofo (senza ironia) Giovanni Trapattoni: non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.

Da un paio di giorni alcuni "autorevoli opinionisti" danno per morto o in coma politico Matteo Salvini. Io sto con il filosofo.

Premesso che, considero Matteo Salvini un cialtrone politico, non mi pare che siamo al suo de profundis.

È evidente dal tempo del Papeete che, come stratega, non vale un organo sessuale maschile. Sappiamo che l'unico, vero, grande stratega della politica italiana è Matteo Renzi (qui, ironia).

Enrico Letta ha affermato che Matteo Salvini è irrilevante nel governo. Irrilevante? Ogni volta che Draghi pensa e scrive o fa scrivere un decreto deve fare i conti con ciò che piace o no a Salvini e preparare la "mediazione", cioè soluzioni discutibili e contradditorie. A iniziare dal Green Pass. Se c'è il green pass per quale motivo non sono state abolite alcune delle norme contenitive (distanziamento, mascherine). Perché il green pass è obbligatorio per andare al ristorante, al bar, al cinema e al museo e non in chiesa? Potrei proseguire.

Definire Salvini irrilevante nel governo mi pare più un auspicio, un sogno. Lo si è visto con quella schifezza di riforma della giustizia, lo si vedrà con la riforma fiscale.

mercoledì 15 settembre 2021

"Nuovo nucleare": una centrale per Salvini e Fontana..

 


E poi dicono che i politici non sono preparati. Attilio Fontana e Matteo Salvini sono profondi conoscitori del nucleare al punto da chiedere l'apertura di centrali nucleari perché sostengono che sono sicure. Sono green: "non è più il nucleare di Chernobyl". Lo garantisce Fontana. Il che  - da residente a Milano – mi preoccupa più del Covid e di un'esplosione di una centrale nucleare. L'assenza di neuroni in Fontana è conclamata.

Altro "esperto" del "nuovo nucleare" è il cialtrone Matteo Salvini. Quello che accetta le "mediazioni" di Draghi salvo poi dichiarare di essere contrario a questo o a quello per raccattare i voti di quattro sgangherati mentali che non si accorgono che li sta prendendo per il sedere.

Chissà se nella "nuova era del nucleare" dove – ovviamente – non vi sono interessi economici di lobby (dopo il covid siamo diventati tutti migliori, pure la lobby industriale-mediatica) sia possibile creare delle piccole centrali nucleari. A misura di appartamento. Così che Attilio Fontana e quel cialtrone del suo capo possano avere una loro centrale nucleare. Dimensionata per loro. Da costruire esattamente sotto il loro culo - pardon – sotto casa loro. I vicini di casa possono rimanere – se hanno fiducia nei due cialtroni e nel "nuovo nucleare" – oppure trasferirsi dietro opportuno indennizzo.

Salvini e Fontana - fratelli di neurone separati dalla nascita - potrebbero fare da cavia

martedì 7 settembre 2021

Piero Ignazi: Su Lega e Cinque stelle la classe dirigente usa due pesi e due misure

 


da: Domani

Polemiche per gli incontri diplomatici di Grillo con i cinesi, ma non per quelli di Salvini. Indulgenza sui no-euro leghisti, intransigenza con il Movimento: dietro c’è una questione di potere

Chissà perché il recente incontro di Beppe Grillo con l’ambasciatore cinese ha suscitato ondate di indignazione che hanno riempito le prime pagine dei giornali mentre quello di ieri di Matteo Salvini viene ignorato dai grandi media con appena qualche notarella di poche righe.

Come mai due identiche azioni sono state giudicate con metri così diversi? Eppure, la Cina, nel frattempo, non ha amnistiato i manifestanti di Hong Kong, né allentato la morsa sugli Uiguri.

Il difforme trattamento dei due incontri fornisce una cartina di tornasole della diversa “collocazione” dei due partiti nel sistema di riferimento socio-economico e culturale della classe dirigente italiana, di cui fa parte anche il mondo dell’informazione.

Le oscillazioni della Lega

La Lega è un partito potente perché ha in mano le leve politico-economiche delle regioni del nord. Muove interessi – fondi, posti,appalti – nelle zone più ricche del paese:

lunedì 6 settembre 2021

Giorgia Meloni, la "moglie cornuta" di Matteo Salvini....

 


Si sono fatti un selfie insieme, sullo sfondo il lago di Como. Come i Promessi sposi.

Ma sono già sposati. Politicamente parlando..

Lei, Giorgia, si presenta alle elezioni sempre insieme a lui, Matteo e a Silvio. Appena chiuse le urne, se non prima, il "marito" Matteo la molla. Per andarsene una volta con uno (inteso come partito politico, non sia mai che dia del gay a Matteo Salvini) una volta con un altro. Una volta con M5S, un'altra volta con Draghi.

Lei, la "moglie cornuta" aspetta fiduciosa che lui, il "marito fedifrago" torni a casa: ama solo me, come si dicono talune mogli perennemente cornute.

E lui, prima o poi, torna. Fino alle prossime elezioni politiche. Fino alla prossima formazione di un governo.

Lei è lì, da moglie "tradizionalista", che lo aspetta, lo accoglie ogni volta. E spera che le corna

mercoledì 1 settembre 2021

Matteo è un personaggio in cerca di azione

 


da: Domani – di Walter Siti

Da qualche tempo nella narrazione social di Salvini è subentrata la noia, senza più dubbi e semitoni. Quello che resta è una rappresentazione stilizzata, in cui il mondo viene diviso fra i buoni e i malvagi.

Si dice spesso che la rappresentazione di sé che ciascuno di noi va facendo sul proprio account Instagram assomiglia a un romanzo autobiografico; un romanzo a puntate brevissime e ravvicinate, integrate da un coro costituito dai commenti dei follower. Vorrei prendere sul serio questo paragone, provando a leggere l’account ufficiale di Matteo Salvini come se ci presentasse un protagonista, come si dice, “seduto nel titolo” e onnipresente nel testo – prescindendo dal chiedermi se il romanzo sia il frutto di un solo autore o un prodotto collettivo. Ho scelto i due mesi estivi di luglio e agosto perché sono i mesi in cui il protagonista, meno soffocato dagli impegni pubblici, può dirci di più sulla propria vita privata, sui propri interessi e svaghi.

Una brava persona

A una prima lettura questo Matteo Salvini fictus pare proprio una gran brava persona, e una persona felice: avrà avuto anche lui i suoi alti e bassi, ma ama le cose belle della vita e

martedì 31 agosto 2021

Le categorie dei non vaccinati e l'obbligo vaccinale

 

 

Premessa: sono vaccinata (seconda dose da metà luglio) e ho il green pass. Personalmente non ero certo entusiasta di vaccinarmi (le uniche vaccinazioni risalgono all'infanzia), ma, per "difetto" di nascita e educazione, ho ritenuto che valesse la pena rischiare qualche lieve malessere per tutelare la mia salute e quella delle persone che mi sono vicino, delle persone che incontro. Devo dire che mi è andata bene. Il giorno successivo alla prima e alla seconda dose ho avuto solo un po' di malavoglia. Ma nulla che abbia condizionato a tal punto la mia giornata multitask.

Ciò premesso.

Credo che gli italiani non vaccinati si possano distinguere sostanzialmente in qualche categoria.

Una parte di italiani è composta dalle teste di cazzo no vax. Sostanzialmente individualisti che pensano che la libertà sia quella di fare ciò che si vuole quando si vuole, che non capiscono che la libertà è anche la mia e delle persone vaccinate che hanno il diritto di non correre rischi. Non capiscono o – da perfetti coglioni individualisti – se ne fregano.

A parte questa fascia di ideologi dell'individualismo, ben rappresentati politicamente da Meloni e Salvini, c'è una parte di italiani che si può catalogare come i cagasotto. La paura degli effetti collaterali è tale che evitano di vaccinarsi. Mi piacerebbe sapere quanti di coloro che non si sono vaccinati per paura sono maschi e quanti femmine. Mi punge vaghezza che

sabato 12 giugno 2021

Massimo Fini: Berlusconi al Quirinale, è tutto normale?

 


da: http://www.massimofini.it/

Quella che fino a qualche mese fa poteva sembrare solo una boutade, o piuttosto un incubo, “Berlusconi for President”, fra un anno potrebbe diventare una concreta, concretissima realtà. Il Corriere ne ha parlato più volte in questi giorni senza peraltro dar mostra di scandalizzarsi per questa indecenza, segno che evidentemente non la ritiene tale per i suoi lettori così come, probabilmente, non lo è per buona parte degli italiani.

Tutto parte dall’iniziativa di Matteo Salvini di formare una Federazione o un consorzio o quel che l’è fra le destre italiane. In realtà l’obiettivo di Salvini è di stoppare Giorgia Meloni che lo sta superando nei sondaggi. Mai, sia detto di passata, che i nostri uomini politici si muovano per quel “bene del Paese” che hanno sempre sulla bocca; le grandi parole, le grandi iniziative mascherano quasi sempre, per non dir sempre, manovre da sottobosco, manovre “tattiche” si dice, per nobilitarle, nel loro gergo poi assunto dai giornalisti.

Si sarebbe pensato che Silvio Berlusconi sarebbe stato contrario a un partito unico, o a qualcosa che gli assomiglia molto, perché farebbe la fine che lui ha fato fare a Gianfranco Fini. In un partito dove c’è un personaggio di gran lunga dominante per voti chi ne entra ne viene fatalmente fagocitato e perde ogni rilevanza. Fu così per Fini nei confronti di Berlusconi, così sarebbe per Berlusconi nei confronti di Salvini. Il prezzo che Berlusconi

venerdì 11 giugno 2021

Salvare le aziende di Berlusconi: ecco cosa c’è dietro la federazione tra Forza Italia e Salvini

 


da: https://www.tpi.it/ - di Marco Antonellis

Anche se Silvione sta molto meglio, amici e colleghi di partito ormai si sono rassegnati: parlare con Berlusconi è molto più difficile che parlare con il Presidente degli Stati Uniti. Questo non perché lui non voglia: il Cavaliere ha fatto del fair play e delle relazioni il suo marchio di fabbrica. Il punto è un altro perché nel Cav del dopo Covid sono cambiati gli equilibri interni alla grande famiglia di Arcore dove ora esiste accanto al “tradizionale” cerchio stretto anche un nuovissimo cerchio ‘strettissimo’ che è quello composto dalla figlia Marina e dal duo Letta/Confalonieri. Quindi ora per arrivare a parlare con il Cav bisogna passare un doppio filtro. D’altra parte i recenti malori di Berlusconi non potevano non portare delle modifiche anche negli equilibri interni alla grande famiglia di Arcore. Prendiamo ad esempio il recente caso dalla sempre più stretta alleanza con Matteo Salvini: è Berlusconi in realtà che vuole stringere il più possibile, non Salvini come è stato lasciato inizialmente credere quasi che la paternità dell’idea fosse stata solamente del capitano leghista. È il Cav che vuole a tutti i costi il “partitone unico” perché con la furbizia e lungimiranza che lo contraddistingue sa benissimo che è meglio avere il “il 20% di un’azienda che conta molto piuttosto che il 100% di un’azienda che non conta più niente”.

Ma c’è di più perché in questo accordo con il leader leghista un ruolo importantissimo l’ha giocato la famiglia, vale a dire che non si sarebbe mai fatto senza l’assenso di casa Berlusconi. L’obiettivo finale non è certo la salita al Quirinale come erroneamente scritto dai

mercoledì 2 giugno 2021

Mario Draghi: la strategia della mediazione

 


RECOVERY FUND - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Tutto ciò che attiene alla definizione, gestione e controllo dei progetti del PNRR, è in mano a Draghi e al "governo dei migliori". Cioè ai tecnici. La governance del PNRR è fatta di alcune strutture, tra cui la Cabina di regia, cosiddetta a "geometria variabile", oggettivamente criterio funzionale per raggiungere l'obiettivo senza avvitarsi in riunioni con un numero eccessivo quanto inconcludente di partecipanti. Il Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, composto da rappresentanti del Governo, degli Enti locali, delle categorie produttive e sociali, ecc.., è un organo esclusivamente consultivo. Ergo: saranno Draghi e il suo braccio destro Daniele Franco, ministro dell'Economia e delle Finanze - insieme a una squadra di consulenti che potranno essere assunti nei ministeri e nelle altre strutture incaricate - a gestire il PNRR.

Con questa impostazione organizzativa  - che non sarà esente da "malumori" in corso d'opera - Draghi pensa di avere il controllo gestionale dei progetti, senza il quale Bruxelles non molla un euro.

PANDEMIA

Per quanto riguarda la pandemia, abbiamo visto che Draghi non è un mago. Sostanzialmente in continuità con il governo Conte con la differenza che diversamente da un anno fa, da mesi fa, ci sono i vaccini. E le innumerevoli quotidiane dichiarazioni del generale Figliuolo.

RIFORME PRO PNRR E RIPARTENZA

Ci sono poi le decisioni, le soluzioni da intraprendere sia per quanto attiene alle riforme

venerdì 21 maggio 2021

Copasir, Matteo aiuta Matteo: si dimette il leghista Volpi, stop indagini interne tra cui l'incontro di Mancini con Renzi (e Salvini)


 

da: Il Fatto Quotidiano - di Valeria Pacelli e Giacomo Salvini

Al Copasir salta tutto. L’indagine su Mancini ora rischia uno stallo

La riunione è durata dieci minuti, dalle 9.30 alle 9.40 del mattino. Il tempo di passare la grana di un’indagine interna al governo e poi suggellare la rottura. Pd e M5S abbandonano i lavori e di lì a poco colui che ne era il presidente, il leghista Raffaele Volpi, si dimette, seguito dal senatore Paolo Arrigoni. Il Copasir ora è dunque in stallo. Per la ripartenza ci vorranno settimane. Con parecchi dossier delicati che resteranno fermi per un po’: dal cosiddetto caso Barr, all’incontro tra lo 007 Marco Mancini e Matteo Renzi e poi gli approfondimenti sulla questione libica e quelli sul salvataggio dei pescatori di Mazara. Ma da ieri il Copasir, l’organo parlamentare che controlla l’operato dei servizi segreti, nei fatti si è sciolto. La crepa di rottura nasce dalla presidenza.

La mossa di Salvini. Il finto assist a Giorgia

A preannunciare le dimissioni di Volpi è stato Matteo Salvini. Una mossa che potrebbe sembrare un assist a Fratelli d’Italia, ma così non è. Tant’è che all’ora di pranzo fonti della Lega chiedono che venga applicato in toto la legge del 2007: si dovrebbero dimettere tutti gli altri componenti per riformare un organo composto da 5 esponenti dell’opposizione. La Lega però sa benissimo che non è così facile, proprio perchè Pd e M5S non sono favorevoli a dare

martedì 11 maggio 2021

Riforma legge penale: Cartabia copia le leggi di Berlusconi

 


da: Il Fatto Quotidiano – di Antonella Mascali

Appello a metà e priorità reati La Cartabia copia le leggi di B.

Il ministero rispolvera due vecchie proposte di Silvio: niente ricorsi per i pm e gerarchia delle indagini stabilita dal Parlamento

Tutti in attesa della proposta della commissione ministeriale della Guardasigilli Marta Cartabia sulla prescrizione, croce di tutti i governi, ma ci sono altre due proposte ben più dirompenti, che faranno scontrare ancora di più i partiti di maggioranza: il Parlamento potrebbe indicare ogni anno le priorità su cui devono lavorare i pm, cioè sarebbe la politica a dettare la linea ai magistrati, il sogno di Silvio Berlusconi; potrebbe cambiare anche la natura dei processi d’appello con una rivisitazione, più articolata, della legge Pecorella, che fu bocciata dalla Corte costituzionale nel 2006.

La riforma Bonafede viene così smontata dalla proposte della commissione istituita dalla ministra Marta Cartabia in via Arenula e presieduta da un ex presidente della Corte costituzionale, come lei, Giorgio Lattanzi. “Ci sono più opzioni – ha detto più volte ieri, la ministra al vertice con i capigruppo in commissione Giustizia della Camera – voglio poi sapere da voi cosa ne pensate”. La sintesi del governo dovrebbe arrivare settimana prossima. Ma la ministra, che non vuole la palude parlamentare per via della maggioranza fatta da separati in casa, ieri ha lanciato più avvertimenti, brandendo il rischio che l’Italia perda tutti i soldi del Recovery, “non solo i 2,7 miliardi del Pnrr destinati alla giustizia,