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lunedì 19 dicembre 2016

La selezione del M5S, le caratteristiche per fare politica e quelle di Virginia Raggi



Poniamo pure che madre natura sia stata generosa. Abbiamo dotato l’essere umano di capacità di analisi e di sintesi che gli consentano di approcciare e gestire le fasi della vita personale e professionale capendo caratteristiche, situazioni, modalità di approccio e di gestione dei momenti critici. Poniamo pure che oltre a questa capacità possieda una certa dose d’intuito, un’attitudine a capire la persona e ciò che ha di fronte.

Mettiamo tutto insieme e abbiamo una persona attrezzata a sopravvivere a certe intemperie della vita, a scansare rischi di colossali fregature, ad arrivare a raggiungere degli obiettivi. La persona in questione perderà delle battaglie ma è probabile che possa vincere qualche guerra o quanto meno non perdere quelle in cui verrebbe fatta prigioniera con scarse possibilità di sopravvivenza.

Mettiamo adesso che una persona con queste caratteristiche decida di darsi alla politica attiva, in un movimento o partito. Le caratteristiche e capacità di cui sopra non le eviteranno errori, inciampi dovuti all’inesperienza, ma le dovrebbero consentire di capire almeno gli aspetti e le criticità principali e di fare delle valutazioni oggettive non fallimentari.
Errori ne farà, ma con il passare del tempo, le caratteristiche neuroniche di cui sopra unite all’acquisizione dei meccanismi “della macchina” dovrebbero consentire a una persona onesta e con capacità di dare una fisionomia al proprio impegno e di ottenere dei risultati.

Governo Renziloni, nomine in scadenza: la lista di Renzi a Gentiloni per tenersi Eni, Enel e Poste



da: Il Fatto Quotidiano

Il patto per confermare i vertici di Eni, Enel e Poste
Il nuovo premier è il garante della stabilità. Saranno confermati i vertici degli enti: anche di quello petrolifero, nonostante l’inchiesta sull’ad Descalzi. Fuori Moretti (Finmeccanica) a rischio condanna.
di Stefano Feltri e Carlo Tecce

C’è chi dice che sia stato prodotto anche un documento, un “patto Gentiloni” con tutti i nomi, parte cruciale del processo di scelta del nuovo premier. Ma quello che conta è la sostanza: il nuovo assetto politico ha un esito quasi inevitabile, la riconferma dei principali capi azienda delle società controllate dallo Stato, soprattutto Eni, Enel e Poste. Paolo Gentiloni è il garante di uno status quoche si regge su equilibri addirittura rafforzati dal provvisorio passo di lato di Matteo Renzi.

In primavera scadono i vertici delle partecipate pubbliche nominati dall’ex premier nel 2014, con una sorprendente rottura rispetto alla linea concordata da un altro premier transitorio, Enrico Letta che, proprio come Gentiloni, avrebbe dovuto essere il garante della continuità.

Roma: “Un futuro da ‘taglianastri’ attende Virginia Raggi”

da: http://www.glistatigenerali.com/ - Marco Carta


“Dall’uomo più potente in tre giorni divento il più coglione”, diceva Raffaele Marra in una delle telefonate intercettate dalla Procura. L’ex direttore del personale capitolino, arrestato ieri con l’accusa di  corruzione, temeva, in piena estate, che le polemiche sul suo conto potessero frenare la sua folgorante ascesa in Campidoglio. E in qualche modo profetizzava la fine. La sua, come quella del resto del “raggio magico”, il nucleo di fedelissimi attraverso cui Virginia Raggi avrebbe voluto governare Roma.

Perché per andare avanti, e mantenere il simbolo del Movimento 5 Stelle, la sindaca ora dovrà fare a meno dei suoi principali “alleati”. “Sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto – ha scritto Beppe Grillo – si è fidata delle persone più sbagliate del mondo”. Da Salvatore Romeo, il funzionario capitolino che dopo essersi messo in aspettativa è stato reinquadrato nella segreteria politica con un compenso triplicato (da 39mila euro a 120mila euro, ridotti poi a 93mila). Fino al vicesindaco Daniele Frongia, che

venerdì 16 dicembre 2016

TG5 sempre in prima linea nella disinformazione: giunta Raggi, arresto di Marra



Il TG5 non si smentisce mai. E’ sempre un campione nella disinformazione, nella parzialità. Come i tg Rai ancora al servizio di Renzi.

Nel corso di “Caduta libera” c’è l’anticipazione del TG5. Appare quella che da qualche anno maschera con degli occhiali un occhio che pare vitreo e immobile: Cesara Bonamici. La quale non si limita ad anticipare la notizia, ma visto che sta all’interno di un programma pre-serale piuttosto seguito aggiunge come commento che la sindaca Raggi minimizza. Peccato però che si dimentichi di fare informazione dicendo che Marra è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta che risale al 2013 quando era nella giunta Alemanno.

A proposito…chi appoggiava la giunta Alemanno?

Comune di Roma e di Milano: arrestato Raffaele Marra, indagato Sala per Expo


tratto da L'Huffington Post

Raffaele Marra, capo del personale del Comune di Roma, è stato arrestato dai carabinieri per il reato di corruzione.
L'arresto non sarebbe collegato all'indagine sulle nomine decise dal sindaco Virginia Raggi, tra le quali c'è anche quella dello stesso Marra. La vicenda è invece legata all'inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco e risale al 2013. In quel periodo Marra era a capo del dipartimento politiche abitative del Comune di Roma.
Oltre a Marra, i carabinieri hanno arrestato anche il costruttore e immobiliarista Sergio Scarpellini. I pm contestano anche a lui il reato di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco.

Il sindaco di Milano Beppe Sala, ex ad di Expo, è indagato e ha deciso di autosospendersi dalla carica di sindaco di Milano. Sala risulta coinvolto nell'inchiesta sulla 'Piastra dei servizi' dalla procura generale di Milano.

martedì 13 dicembre 2016

Ambra Paolo Gentiloni: “Il Parlamento non è un social network”…mica è il governo Renzi…



Ambra (clicca qui) Paolo Gentiloni si è presentato alla Camera per il raccogliere la fiducia al primo governo Renziloni o secondo governo Renzi. Nel corso del suo discorso ha detto rivolto agli assenti: “Il Parlamento non è un social network”.

Con quest’affermazione Renziloni ha voluto marcare la differenza tra potere esecutivo, rappresentato dal governo, e potere legislativo che, fatta salva la Costituzione da quel pastrocchio di riforma del trio Renzi/Boschi/Verdini, spetta ancora al Parlamento.

Sì…perché se il Parlamento non è un “social network” lo è invece il governo. Quello di Renzi. Il fanfarone pericoloso, il boy scout di Pontassieve che “governava” con i tweet e con l’hashtag #matteorisponde e che dopo aver chiuso gli scatoloni ha dato il suo arrivederci (di certo non si ritira a vita privata) tramite la pagina facebook.

lunedì 12 dicembre 2016

Governo Renziloni: Ambra Gentiloni premia la Boschi che diceva di andarsene se vinceva il NO e dà gli Esteri ad Alfano



C’era una volta…Ambra Angiolini e Gianni Boncompagni. Quest’ultimo, già affermato e originale professionista quando ideò “Non è la Rai”. Ambra Angiolini era una delle ragazze che nella terza edizione del programma fu promossa conduttrice. Ambra era “guidata” da Gianni Boncompagni tramite un auricolare.
Con il passare degli anni Ambra Angiolini è cresciuta professionalmente fino a diventare una brava attrice.

Oggi abbiamo, non su un palcoscenico televisivo ma politico, Ambra Paolo Gentiloni e Matteo Renzi Boncompagni. Con la differenza che Ambra Angiolini è diventata una professionista anche senza Boncompagni mentre Gentiloni non governerà in autonomia ma al guinzaglio di Renzi.
Perché Matteo ha chiamato Ambra Gentiloni e gli ha elencato la lista dei ministri. La slide parlante di Renzi, quella che ha detto: “Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico. Il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via. Anche io lascio se Renzi se ne va: ci assumiamo insieme la responsabilità. Abbiamo creduto e lavorato insieme ad uno stesso progetto politico”, non solo rimane ma diventa

Renzi e il prestanome Gentiloni = il primo governo Renziloni…mentre il boy scout di Pontassieve asfalta gli “avversari” nel PD…



da: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/

Dio acceca quelli che vuole perdere
di Alessandro Gilioli

Il Corriere della Sera, in un articolo di una cronista politica non antirenziana, attribuisce oggi al premier uscente l'intenzione virgolettata di andare a primarie e congresso Pd per «asfaltare le minoranze», mentre Gentiloni sta a Palazzo Chigi a occuparsi di banche e altre emergenze.

La metafora bituminosa, non nuovissima, si adatta peraltro anche a quello che abbiamo visto nelle ultime ore.

Nelle quali il presidente del Consiglio prima ha indetto una direzione del suo partito in cui ha potuto parlare solo lui (l'unico che ha cercato di replicare, Walter Tocci, è stato accompagnato alla porta); poi è tornato brevemente a casa per riapparire a Palazzo Chigi indicendo consultazioni parallele a quelle del Capo dello Stato; quindi ha mandato la delegazione del Pd al Quirinale senza il mandato di proporre alcun nome; infine ha comunicato lui il nome che aveva deciso, con una telefonata a un attonito Mattarella.

domenica 11 dicembre 2016

Inizia il governo Renziloni: Mattarella (“deluso”) dal PD riabiliterà Berlusconi in cambio del voto nel 2018



da: http://www.affaritaliani.it/

Asse Berlusconi-Mattarella per andare al voto nel 2018
In cambio re Silvio avrà la riabilitazione
Mattarella e Berlusconi d'accordo sulla road map. È lui ora il prediletto del Colle. Non il Pd che non ha saputo o voluto assecondarne gli umori. Intanto nasce il governo Renziloni... 

Finalmente King Silvio dopo tanti anni ha un vero amico al Colle. Sarà Silvio il vero garante della durata dell'intera legislatura, il braccio destro del Quirinale. 
Perché il Pd appare debole, diviso e al momento inaffidabile mentre Berlusconi è tornato al centro della scena ricco di tanta esperienza istituzionale e più forte di prima.
Oltretutto il Pd agli occhi di Mattarella non ha saputo/voluto dargli una mano, assecondarne gli umori più profondi. In certi frangenti si è anche sentito lasciato solo. La storia delle consultazioni parallele non è proprio piaciuta e si aspettava uno slancio maggiore anche dalla minoranza interna al partito. 
Berlusconi invece sin da prima del voto referendario si è subito mostrato disponibile con Mattarella. E anche ieri lo ha confermato. Alla faccia del voto subito per il quale non sarebbe pronto. Anche perché ancora non è stato riabilitato politicamente dalla Corte europea. E per farlo servono i buoni uffici

lunedì 5 dicembre 2016

4 dicembre 2016, Referendum riforma Costituzionale: il 59,11 % dei votanti ha detto “NO”



Ieri, 4 dicembre 2016, gli italiani hanno espresso la loro opinione votando “SI” o “NO” alla riforma Costituzionale. Il dato complessivo sull’affluenza alle urne è 65,47%.

Ha detto “NO” il 59,11% dei votanti
Ha detto “SI” il 48,89% dei votanti

Il 59,11% degli italiani che si sono presentati alle urne hanno detto “NO” a una riforma brutta, confusa, pasticciata. Tutto il resto è noia….

Dalle prime dichiarazioni di Renzi, rilevo che non ha capito o finge di non capire perché ha prevalso il “NO”.
Ma ci sarà tempo e modo nei prossimi giorni per qualche riflessione a freddo. Io non esulto perché ritengo che non bisognasse arrivare a questo referendum. Unico motivo di gioia profonda: constatare che la stampa non se la fila nessuno. Che tutti gli “autorevoli opinionisti” leccaculo di Renzi, che i TG Rai al servizio di Renzi, non fanno “opinione”. Fanno cagare. Come il testo della riforma Costituzionale voluta da Napolitano – il peggior presidente della Repubblica insieme a Francesco Cossiga – e da Matteo Renzi, il fanfarone pericoloso….che non si toglierà comunque dalla scena politica….