da: La Stampa
Sugli
insegnanti specializzati s’è acceso il dibattito: queste figure professionali
vanno riformate? Formare docenti che conoscono a fondo le singole disabilità
significaincludere meglio e di più
di Gianluca
Nicoletti
Di «Buona Scuola» si è molto parlato, ma solo da pochi giorni, e per i più quasi fosse un dettaglio di contorno, il tema dell’inclusione scolastica ha sollevato dibattito tra media ufficiali e blog di settore. Il principale oggetto del contendere è la ridefinizione dell’insegnante di sostegno, che nella legge dovrebbe assumere carattere specialistico e declinato su singole disabilità.
Fare il sostegno diventerebbe una ben precisa scelta formativa e professionale, non più
un incarico a tempo per docenti di ogni disciplina.
È veramente sconsolante rendersi però conto
che in questo dibattito i ragazzi disabili, reali soggetti bisognosi di tutela
e attenzione, non siano considerati centrali, sembrano essere solo un’entità
omogenea e astratta necessaria a giustificare la presenza degli insegnati a
loro dedicati.
Il mio punto di vista è, come noto, quello
di genitore di un ragazzo autistico e quindi disabile grave.