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sabato 22 ottobre 2022

Ennio Flaiano: Il fascismo conviene agli italiani….

 


Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità.

Il fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di culture, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli 'altri' le cause della sua impotenza o sconfitta.

Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell'arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d'altronde non rispetta lui.

Non ama l'amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il

martedì 15 gennaio 2013

giovedì 15 novembre 2012

Quelli che…mancano, Ennio Flaiano: saggio biografico di Gino Ruozzi


da: Il Venerdì di Repubblica

Ennio Flaiano
Il battutista triste che vedeva il futuro
Ricordato soprattutto per la straordinaria ironia, fu anche un intellettuale preveggente, come non se ne trovano più. A quarant’anni dalla morte, l’amico Giovannino Russo ricorda
di Alberto Riva

Meglio di un rosso d’annata. Come invecchia bene Ennio Flaiano non invecchia nessuno tra i nostri classici. A quarant’anni dalla scomparsa, che avvenne il 20 novembre 1972 a Roma, Flaiano continua a essere citato, letto e materia di appassionata analisi critica. Recentissima è l’uscita di un bel saggio biografico sull’autore del Tempo di uccidere. L’ha scritto Gino Ruozzi, che insegna all’Università di Bologna, e si intitola Ennio Flaiano. Una verità personale (Carocci).  
Dal libro emerge uno scrittore per certi versi inedito, innanzitutto non più quel pigro epigrammista, flaneur abruzzese trapiantato nella Roma della Dolce Vita che la mitologia ci ha tramandato fin qui.
In realtà Flaiano era un lavoratore indefesso, che si divideva tra cinema (sceneggiò decine di film per Fellini, Antonioni, Rossellini), racconti, poesie, cronache teatrali, articoli e, certamente, battute fulminanti. Che erano il suo maggior talento e la sua croce, Non che l’autore di Un marziano a Roma fosse da meno di chi, come gli accadde, sperduto in un paese del sud per un servizio, era capace di uscirsene con questa considerazione: «Qui il problema non è del mezzogiorno, ma della mezzanotte, perché alla sera non c’è niente da fare!». Erano talmente strepitose le sue battute («chi mi ama mi precede»…«anime semplici abitano talvolta corpi complessi»…«moriremo prendendo appunti») che spesso Flaiano viene ricordato solo per quello. Troppo poco.

mercoledì 9 novembre 2011

Ennio Flaiano: Il Taccuino del Marziano


Tratto da: "Il taccuino del marziano"     

 - Pubblicato nel libro AUTOBIOGRAFIA DEL BLU DI PRUSSIA  -
I sessi sono due: maschile e femminile. Non avere pregiudizi sulla scelta e l’uso del sesso è una delle condizioni per una durevole tranquillità. Scegliere un sesso non deve significare la rinuncia ai piaceri che può procurare l’altro sesso.

La vanità dev’essere lusingata in se stessi prima che negli altri. Parlare di sé è bene, ma costringere il prossimo a parlare di noi è molto meglio. Nessuna esagerazione deve essere ritenuta tale.

Più una società è stanca più ammira nella prostituzione la caduta dei suoi stessi ideali.

L’evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato.

L’uomo medio è oggetto di ridicolo e di biasimo. Nessuno vorrebbe somigliarli, ma tutto quello che si fa è per lui.

La pornografia è noiosa perché fa del pettegolezzo su un mistero.

Il successo si paga con lo spogliarello.

Vivo un giorno alla volta. Non riesco a mettere insieme due giorni.

Sei stato condannato alla pena di vivere. la domanda di grazia, respinta.
  
Occhio ai corruttori di minoranze.

Il peggio che può capitare ad un genio è di essere compreso.

Il profeta riceve tutti i giorni, eccetto il venerdì, in cui viene ucciso.