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mercoledì 31 marzo 2021

Covid-19, Val Seriana marzo 2020: decisioni e responsabilità

 


Era il 30 aprile 2020. Poco più di un mese dalla scoperta – per noi cittadini – che in Italia era scoppiata la pandemia da covid-19. Scrissi un post dal titolo: "Giuseppe Conte, non è più tempo di errori. Non ci possiamo più permettere certi errori da chi governa. 

Nel post esprimevo le mie considerazioni, tra l'altro, su quanto era successo ad Alzano Lombardo e a Nembro. Riporto alcune delle considerazioni di allora che ritengo a tutt'oggi valide. Se volete leggere il post nella sua interezza, cliccate qui

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"E’ indubbio che Giuseppe Conte e il governo si trovano a gestire una situazione mai vista dal dopoguerra a oggi. Il Covid-19 ha colpito in maniera pesante il Nord Italia e ha messo in evidenza le differenze tra governi regionali. Il trio Fontana, Gallera e Fabrizio Sala è arrogante. Agisce e parla prevalentemente per contrastare ogni decisione governativa. Solita propaganda, a discapito degli interessi della collettività. Attilio Fontana, è il braccio armato di Salvini in caduta di consensi nei sondaggi.

A pagarne le spese della “contrapposizione” tra Conte e il governo della Regione Lombardia sono stati i cittadini di Alzano Lombardo e Nembro. La Regione Lombardia poteva dichiarare zona rossa la bassa Val Seriana ma non l’ha fatto.

Zone rosse a Bergamo. Il verbale segreto smentisce la versione di Conte

 

 

E' fuori discussione che su quanto successo in Val Seriana debbano essere individuate le responsabilità di Conte. Ma c'è un fatto altrettanto indiscutibile: la Regione Lombardia poteva dichiarare zona rossa Alzano e Nembro. Ma non lo ha fatto. 

 

da: Domani – di Francesca Nava

Ai pm che indagano sulle mancate chiusure in Lombardia nel 2020, l’ex premier non ha mai detto di essere stato informato dei pericoli dal Cts già il 2 marzo 2020

In piena terza ondata, con oltre 100mila morti registrati, arriva il momento di fare il punto su quanto avvenuto nella “stanza dei bottoni” nei primissimi giorni dello scoppio della pandemia nel nostro paese. Parliamo di Bergamo. Oggi salta fuori un verbale riservatissimo (acquisito anche dalla procura di Bergamo) di una riunione informale e ristretta del Comitato tecnico scientifico, che si è tenuta il pomeriggio del 2 marzo 2020. Alle ore 18. All’incontro partecipa anche l’ex premier Giuseppe Conte. Con lui riuniti ci sono il ministro della Salute, Roberto Speranza, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Sivio Brusaferro e alcuni membri del Cts, tra cui l’allora  coordinatore Agostino Miozzo. Di questa riunione non esistono verbali ufficiali, almeno non negli atti pubblicati sul sito della Protezione civile. Eppure, qualcuno prende appunti. Si scopre così che le date non tornano. E nemmeno le dichiarazioni ufficiali rilasciate dall’allora presidente del Consiglio.

L’allarme già il 28 febbraio

lunedì 4 gennaio 2021

Lombardia, vaccinazioni anti-covid: Gallera e le ferie….

 


Quando sono stati resi noti i dati delle prime vaccinazioni, con la Lombardia fanalino di coda, così Gallera si è espresso a chi gli chiedeva conto della scarsità di vaccinazioni: “Non faccio rientrare i medici dalle ferie per le vaccinazioni”.

Premesso che, al sentire le affermazioni di Gallera, al personale sanitario siano girate le palle perché gli ospedali non hanno certo chiuso durante le festività natalizie, ritengo sia un sacrosanto diritto prendersi giorni di ferie dopo il lavoro, l’impegno, che li vedono coinvolti dal marzo 2020.

Tra l’altro, considerando che lavorano nella sanità pubblica. Non in quella privata privilegiata dall”eccellente (???) modello sanitario lombardo”. Hanno diritto, oltre che alle ferie, a premi in denaro.

Nulla da eccepire su qualche giorno di ferie per il personale sanitario. Non saranno alcuni giorni in più o meno a cambiare sostanzialmente il piano vaccini. Del resto, non conta correre, ma arrivare primi. Certo. Con Fontana e Gallera arrivare primi è un problema…

Avrei però un suggerimento.

Alle ferie del personale sanitario perché non si aggiungono le ferie per Gallera e Fontana. Non qualche giorno di ferie. Qualche settimana. Anzi…Un anno sabbatico.

Anzi…due…tre..anni sabbatici. O per meglio dire: 

mercoledì 23 dicembre 2020

Marco Travaglio: Artiglio Fontana

 

Decisamente in forma Marco Travaglio con questo editoriale. Perfetta la citazione finale di un meraviglioso testo di Franco Battiato…

 

da: Il Fatto Quotidiano

Miseramente fallito come presidente di Regione, Artiglio Fontana diventa editorialista del Corriere, diretto dal suo omonimo Luciano Fontana, che anziché correre all’anagrafe per cambiare cognome gli pubblica una lettera in cima alla pagina dei commenti. Spazio ben meritato, viste l’autorevolezza del mittente e l’acutezza dell’analisi.

L’incipit è folgorante: “Caro direttore, il Covid ha cambiato il mondo”. Perbacco. “Ha stravolto il nostro modo di vivere”, tipo quando rischiò di strozzarsi con una mascherina. “Bisogna immaginare la Lombardia e l’Italia del domani”, dal che si deduce che la Lombardia non è in Italia (infatti lui i soldi li aveva alle Bahamas e i conti in Svizzera). “Sarà dura per tutti quando finiranno le misure che vietano i licenziamenti”: tipo il suo e quello di Gallera, peraltro già consentiti. “Occorre mettere mano alla legislazione dei contratti e degli appalti”, perché ora “servono tre anni solo per aggiudicare un’opera” (ma per suo cognato bastano un paio di giorni). Sennò addio “opere per le Olimpiadi Invernali del 2026”: e questo, visto che mancano 6 anni, più che mettere mano alle leggi, è mettere le mani avanti.

martedì 8 dicembre 2020

Regione Lombardia, Gallera viola le norme anticovid: ero “sovrappensiero”….

 

domenica 6 dicembre 2020

Marco Travaglio: Che faccio, compro?

 


da: Il Fatto Quotidiano

Dopo le ultime performance sui vaccini antinfluenzali, più introvabili della pietra filosofale, si pensava che Giulio Gallera avesse definitivamente scalzato Attilio Fontana nell’ambìto ruolo di capocomico del duo “I Nuovi Legnanesi”. Invece, con una zampata da grande guitto, lo sgovernatore ha scavalcato l’assessore proprio sul finale, ricacciandolo al rango di spalla.

La sua lettera ai quattro pm che l’hanno indagato per frode in pubbliche forniture per la commessa dei camici, affidata senza gara dalla sua Regione alla ditta di suo cognato, si inscrive nella nobile tradizione di quella di Totò e Peppino alla malafemmina e di Benigni e Troisi a Savonarola. Titolo: “Che faccio, compro?”. Trama, semplice e travolgente: il presidente leghista, dopo averlo negato per mesi, si accorge finalmente che il “modello Lombardia” non riesce neppure a vaccinare dall’influenza medici, infermieri e i malati cronici over 80: “Regione Lombardia si trova, ancora una volta, al centro di un problema emergenziale relativo al vaccino antinfluenzale”, la cui “reperibilità è, come è noto, assai problematica”. Ma, anziché guardarsi allo specchio e sputarsi solennemente in un occhio per manifesta incapacità, magari invitando alla cerimonia anche Gallera, se ne lagna con gli “Ill.mi Magistrati”, che non c’entrano una mazza. E – dopo aver tentato invano di far importare dei vaccini indiani da un dentista di Bolzano (non autorizzato) tramite un intermediario turco con gli auspici di un

martedì 24 novembre 2020

Marco Travaglio: Sci-muniti

 

Condivido e sottoscrivo….

 

 

da: Il Fatto Quotidiano

 

Il Covid-19 ci ha regalato due ondate e, se tutto va male, a gennaio arriva la terza. Invece la cosiddetta informazione sforna un’ondata alla settimana. Ma non di virus: di cazzate.

C’è la settimana del governo Draghi (la prima di ogni mese), quella del Mes (la seconda), quella del rimpasto, quella delle troppe scarcerazioni (colpa di Bonafede), quella delle troppe carcerazioni (colpa di Bonafede), quella del governo senza “anima”, quella di Conte che decide sempre tutto da solo, quella di Conte che non decide mai niente neanche in compagnia, quella che le scuole che non riapriranno mai (colpa della Azzolina), quella che riaprire le scuole è stato un errore (colpa della Azzolina), quella che devono decidere le Regioni, quella che deve decidere il governo, quella che ci vuole il lockdown, quella che meno male che non s’è fatto il lockdown, quella che i vaccini arrivano troppo tardi (colpa di Arcuri), quella che i vaccini che arrivano troppo presto (colpa di Arcuri), quella di Salvini europeista liberale, quella di B. che è diventato buono. La settimana scorsa era quella del “salviamo il Natale”. Ieri, altro giro di giostra: “Salviamo le vacanze sulla neve”.

Un’allegra combriccola di buontemponi che si fan chiamare “governatori” e “assessori” di alcune fra le Regioni peggio messe (le zone rosse Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Val d’Aosta, l’arancione Friuli-Venezia Giulia e le gialle Veneto e Trentino), chiede di riaprire la stagione sciistica. Con 600-700 morti al giorno e molti ospedali in overbooking, gli sci-muniti pensano alle “linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali”.

giovedì 19 novembre 2020

Milano, il grido dei medici del San Paolo e del San Carlo costretti a decidere chi salvare: “Le carenze erano ben note, ora ci troviamo a fare intollerabili scelte sull’accesso alle cure”

 

E stiamo a pensare al pranzone di Natale e al cenone di fino anno?! Ma certo. E perché no: il virus era “clinicamente morto” (parola di Zangrillo prima che corresse a casa di Berlusconi preso da Covid) e non è “che poco più di una banale influenza” detto da altri eminenti (?!) virologi.

 

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

La lettera-denuncia di medici d'urgenza e rianimatori degli ospedali travolti dal Covid, con 350 pazienti, pronti soccorso presi d'assalto, pazienti collocati sulle barelle in sala d'attesa trasformate in sala visita. Le assunzioni di nuovo personale non sono sufficienti, quello che c'è si vede costretto a fare scelte "eticamente e moralmente intollerabili". Ecco la lettera

“In assenza di queste risorse critiche, ci vediamo costretti a operare scelte relative alla possibilità di accesso alle cure, che non sono né clinicamente né eticamente tollerabili. Contro la nostra volontà e, soprattutto, contro la nostra coscienza umana e professionale”. E’ un passaggio della lettera che una cinquantina tra medici d’urgenza e rianimatori degli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano hanno consegnato alla loro direzione sanitaria. Ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere questo grido di aiuto che sembra arrivare dalla pagina più nera della pandemia, mentre il presidente della Regione Fontana dà per raggiunto il “picco” dei contagi, profetizza la discesa, parla del Natale e chiede che la Lombardia “rientri in zona arancione” prima possibile.

Tra gli ospedali in sofferenza a Milano ci sono anche i Santi Paolo e Carlo. I pronti soccorso,

mercoledì 18 novembre 2020

Regione Lombardia, Fiera Hospital: La Moncler rivuole i milioni da Fontana

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Andrea Sparaciari

Moncler Spa ha richiesto indietro i 10 milioni di euro che ad aprile scorso aveva donato per costruire l’Astronave di Guido Bertolaso alla Fiera di Milano. Soldi che aveva versato sul conto corrente intestato a Regione Lombardia. Ed è stato proprio a Regione Lombardia che la società guidata da Remo Ruffini ha inviato il 22 ottobre scorso la richiesta di restituzione. Non certo una cartolina di ringraziamento per l’opera svolta. Con la missiva, infatti, la società rigettava la richiesta ufficiale avanzata da Regione Lombardia di trasformare quella “donazione modale” (cioè vincolata a uno scopo specifico, cioè l’Astronave), permettendo così al Pirellone di poter utilizzare i soldi “per altre iniziative di carattere emergenziale”.

Secondo la Regione, infatti, per edificare l’Ospedale erano bastati i 21 milioni raccolti dalla Fondazione Fiera e quindi quei soldi avrebbero potuto prendere un’altra strada. È a questo punto che la società dei piumini ha risposto un gigantesco “no”. E anzi ha preteso la restituzione dell’intera somma. Una storia messa nero su bianco dallo stessa giunta regionale nella delibera n.3.820 del 9 novembre 2020 con la quale ha sancito la riconsegna dell’assegno: “Regione Lombardia ha chiesto una liberatoria ai donatori che avevano indicato nella causale della donazione l’Ospedale Fiera al fine di poter utilizzare le risorse per altre iniziative di carattere emergenziale”, liberatoria “che Moncler non ha sottoscritto”.

Così, in pochi mesi, l’ad Ruffini è passato dal: “Ho manifestato all’assessore Giulio Gallera la volontà di supportare questo grande progetto (l’Ospedale in Fiera, ndr) sin dal

venerdì 6 novembre 2020

Covid, il doppio gioco delle regioni: da un mese conoscevano già i criteri per i nuovi lockdown

 


da: Domani - di Daniela Preziosi

Le regioni conoscevano già da un mese i criteri per i nuovi lockdown

A inizio ottobre il presidente della conferenza stato regioni Bonaccini scrive al governo: avalla i parametri, ma chiede siano «non vincolanti»

Il dispositivo con cui da mercoledì il governo ha deciso di individuare le fasce di rischio-contagio era una bomba a orologeria. Le regioni lo conoscevano bene, e hanno aspettato i tempi giusti per accendere la miccia.

Lo scontro che va in scena in queste ore è esattamente quello che palazzo Chigi si era illuso di evitare. Ma, con buona pace degli autorevolissimi appelli alla collaborazione, era scritto. Perché il passaggio alla zona rossa di una regione, che il premier Giuseppe Conte definisce «automatico», suona come un atto di accusa per il suo presidente.

Il documento

Il meccanismo delle fasce, sul quale ieri è scoppiata la polemica alla camera, è il busillis che il governo ha escogitato per provare a rendere «oggettiva» – altra parola usata da Conte - una scelta ad alto rischio di conflitto. Ma per le regioni non è stato affatto un fulmine a ciel sereno. Basta ripercorrere le tappe, scorrendo la corrispondenza fra Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle regioni e il ministro della Salute Roberto Speranza.

giovedì 29 ottobre 2020

Covid a Milano, liceo Bottoni: “noi abbiamo fatto la nostra parte, ma Regione e trasporti no”

 

da: Il Fatto Quotidiano - di Simone Bauducco

Il liceo milanese che voleva riportare tutti in classe torna a distanza: “Ci siamo illusi. Noi abbiamo fatto la nostra parte, ma Regione e trasporti no”

 


“Abbiamo perso due mesi per preparare il ritorno a scuola. Se solo altri settori come quello dei trasporti avessero fatto come noi, probabilmente ce l’avremmo fatta meglio, questa è la mia illusione”.  

Giovanna Mezzatesta è la preside del Liceo Scientifico Bottoni di Milano. Dopo aver lavorato tutta l’estate insieme ai suoi collaboratori per riaprire la scuola in presenza ha dovuto fare retromarcia per osservare le indicazioni dell’ordinanza regionale. Così da lunedì, tutti i 750 studenti del liceo seguono le lezioni da casa. Le aule con i banchi appena acquistati sono rimaste vuote e i docenti possono scegliere se fare le video lezioni dalle aule o da casa: “Abbiamo lasciato loro la libertà di scegliere innanzitutto perché la nostra scuola non reggerebbe trenta connessioni in contemporanea”. I soldi che

sabato 24 ottobre 2020

L’ordine della regione e i tamponi che avrebbero salvato la zona rossa di Alzano

 


da: https://www.editorialedomani.it/ - di Francesca Nava

Un ordine della centrale acquisti della regione Lombardia rivela che i test sono stati inviati prima a Pavia e non nel vero centro di diffusione del virus: la Val Seriana. Intanto ci sono i primi indagati

Ci sono documenti ufficiali di Regione Lombardia, rimasti riservati fino ad oggi, che dimostrano la mancanza di strategia durante la più grave emergenza sanitaria mai vissuta nel nostro paese dal secondo dopoguerra ad oggi. Uno porta la data del 24 febbraio 2020.

L’oggetto è il seguente: «Emergenza nuovo coronavirus, conferma ordine di fornitura di tamponi virali sterili con terreno e asta». L’ordine è pari a un milione e mezzo di tamponi. Non viene indicato il prezzo. Quella che invece viene indicata è la priorità di destinazione: 5mila presso IRCCS San Matteo di Pavia con consegna martedì 25 febbraio 2020; 5mila presso Asst (l’azienda sanitaria) di Cremona, con medesimo giorno di consegna. Dall’elenco di priorità manca Alzano, dove il focolaio era già scoppiato.

Milena Gabanelli: Gli inutili conflitti

 

Milena Gabanelli è e rimane la mia giornalista preferita. Per un semplice motivo: è una giornalista. Una vera giornalista. Diversamente da buona parte dei suoi “colleghi” referenziali, autoreferenziali. Ciò premesso, su questa affermazione contenuta nell’articolo che di seguito riporto, avrei un’osservazione: “Sta di fatto che il governo non si assume la responsabilità di fare misure restrittive perché sono impopolari, delegando gli enti locali, che sono anatre zoppe”.

Milena Gabanelli ricorderà sicuramente ciò che è avvenuto in Val Seriana. Ricorderà sicuramente che la Regione Lombardia aveva il potere di disporre il lockdown ma non lo ha fatto. E non perché fosse “un’anatra zoppa” ma perché “sollecitata” a non farlo dalle lobby industriali e dei commercianti che sono un bacino elettorale della Lega, del centro-destra.

Vero che le regioni non possono disporre chiusure perchè ciò è di competenza dei prefetti che dipendono dal Ministero dell’Interno e se la Lamorgese fosse stato al tavolo dove scrivono di dpcm lo avrebbe sicuramente “ricordato” a Giuseppe Conte. Vero che il governo scrive decreti o parte dei decreti con i piedi (per non dire altro). Ma alcune regioni sono zoppe non per i limiti del governo, ma perché non sanno o non vogliono governare nell’interesse dei cittadini ma in base alla contrapposizione elettorale, alla propaganda elettorale permanente. Fontana e Gallera sono i numero uno in questo senso. Va però detto, che ogni volta che il Governo Conte 2 scrive un decreto con i piedi (o altro organo) non fa che concedere un alibi a due dei peggiori politici regionali in circolazione anziché in isolamento perenne: i suddetti Fontana e Gallera.

 

da: Corriere della Sera

Di fronte ad una pandemia che si diffonde nel Paese in maniera non uniforme, è evidente la necessità di misure di prevenzione e cura mirate, pertanto la cooperazione tra Stato, Regioni e Comuni è indispensabile. Lo scenario più efficace dovrebbe prevedere misure specifiche e circoscritte, inserite tuttavia in un contesto solido di visione e coordinamento nazionale. Di fronte all’emergenza estrema che stiamo affrontando, continuiamo invece ad assistere  ad un confuso e persistente conflitto istituzionale e scarico di responsabilità.

giovedì 22 ottobre 2020

Regione Lombardia, Milano: vaccino antinfluenzale, chi l’ha visto?

 

martedì 20 ottobre 2020

Covid a Milano, una buona notizia: abbiamo trovato il "vaccino"

 


La buona notizia è che a Milano è tornato l’anticorpo. Anzi. E’ arrivato l'efficace "vaccino" anti Covid-19.

Si chiama CAGARELLA. E' in distribuzione da ieri.

Con tutto il rispetto per gli italiani - tra cui ci metto la sottoscritta - responsabili, coscenziosi, attenti, che rispettano regole che si sono dimostrate essenziali per contenere, ridurre il virus in assenza di vaccini, un gran bel numero di italiani - inclusi i milanesi - non hanno uno spiccato senso del benessere comune, non sono portati a rispettare regole, limitazioni. C’è una sola cosa che li costringe - loro malgrado - a rispettare norme, regole anti-covid (alcune discutibili): la CAGARELLA.

Quindi: bentornata CAGARELLA a Milano!

Anche perché, si interviene su posti, orari, smartwotking e altro, ma non si fa nulla, ma proprio un organo sessuale di nulla per potenziare il trasporto pubblico.

Si sapeva che da settembre sarebbero aumentati gli utenti dei mezzi pubblici. Si poteva aggiungere qualche mezzo di trasporto, qualche conducente. Si potevano noleggiare i bus turistici che non lavorano da mesi. Nulla di tutto questo è stato fatto nella cosiddetta “unica città europea italiana”, vale a dire: Milano.

domenica 23 agosto 2020

Covid-19, Lombardia: regalo di Gallera i privati


da: Il Fatto Quotidiano - di Andrea Sparaciari

Contrordine compagni. I tamponi vanno fatti a tutti i passeggeri provenienti dai quattro Paesi a rischio (Spagna, Grecia, Croazia e Malta) che atterrano negli scali lombardi. Siano essi stranieri, residenti in Lombardia o altrove. E poi, gazebo e drive-in attivi anche negli scali di Linate e Orio al Serio (Bergamo). Con un doppio carpiato, nella notte tra giovedì e venerdì scorso l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera ha sconfessato il piano illustrato solo poche ore prima dal suo direttore generale, Marco Trivelli. In effetti la politica della “due misure” (che escludeva dagli esami in aeroporto i non lombardi) ore aveva attirato sul Pirellone uno tsunami di critiche. Impietoso il confronto con lo scalo romano di Fiumicino dove da giorni si fanno i test rapidi a tutti i passeggeri, indipendentemente dalla residenza.

Così, Gallera è corso ai ripari. E per ribaltare quel piano ha chiamato in aiuto il Gruppo San Donato, numero uno della sanità privata lombarda che ha in mano il Policlinico San Donato, il San Raffaele e decine di strutture nella regione: saranno loro a farsi carico dei tamponi per i passeggeri in arrivo a Linate e Orio al Serio dai Paesi considerati a rischio.

Come è noto, la famiglia Rotelli ha insediato ai vertici del Gruppo l’ex ministro Angelino Alfano e l’ex presidente lombardo Roberto Maroni. Non sarà un favore gratuito, naturalmente: il Pirellone, infatti, rimborserà al gruppo privato 62,89 euro

Comunione e Liberazione santifica Attilio Fontana e torna anche Alfano

 


da: Il Fatto Quotidiano - di Tommaso Rodano

L’insegna del meeting di Rimini 2020 dice “special edition”. Perché è l’anno del Covid e persino il maxi-evento di Comunione e Liberazione, che da decenni mette allo stesso tavolo la politica e il capitalismo italiano, si è dovuto dare una ridimensionata.

Grandi spazi vuoti, posti dimezzati, nessun padiglione, pochi e sparsi visitatori, ospiti per lo più in videoconferenza: un inevitabile senso di malinconia. Ma pure in “edizione speciale” e ridotta, la festa ciellina conserva lo spirito della tradizione: rimane in fondo la prova di forza di una grande famiglia. Una famiglia di fede e potere.

Comunione e Liberazione e il suo braccio economico, la Compagnia delle Opere, sono un unico grande nucleo promiscuo con la sanità privata lombarda e con la politica regionale. Un rapporto particolarmente esposto negli anni del “Celeste” Roberto Formigoni, governatore ciellino della Lombardia, che sull’altare dell’incesto cliniche-Regione ha fondato il suo successo e le sue sventure (il carcere e ora dei domiciliari). Il matrimonio però va avanti. Non è un caso che proprio sugli schermi del meeting di Rimini ieri si sia celebrata la ricomparsa di Angelino Alfano, ex delfino di Berlusconi, poi pluridecorato ministro nei governi col Pd, oggi presidente del gruppo San Donato, il gigante privato della sanità lombarda. Alfano (in video) è ospite di una tavola rotonda a cui partecipa il ministro della Salute Roberto Speranza. È una meravigliosa marchetta – non ce ne voglia nessuno – a favore dei privati. Alfano gigioneggia: “La pandemia è stata una lezione per il sistema sanitario

mercoledì 8 luglio 2020

Regione Lombardia, la maggioranza “sfiducia” Giulio Gallera assessore al Welfare


Premesso che Gallera è un ottimo materiale per Maurizio Crozza e satira in genere e che, ahimè, è tra i peggiori politici in circolazione nel mondo, il voto favorevole della maggioranza su una mozione del Pd è una evidente “sfiducia” nei suoi confronti ma è anche il tentativo di scaricare su di lui ogni responsabilità della pessima gestione del governo lombardo sulla sanità al tempo del Covid-19. Si scarica Gallera per cercare di salvare faccia e culo di Attilio Fontana.


da: https://milano.repubblica.it/ - di Alessandra Corica

Gallera è solo: imboscata in aula sulla sanità privata, mozione del Pd passa con 14 voti del centrodestra
I dem chiedono la rendicontazione di quanto fatto dai privati durante la pandemia dopo una frase dell'assessore: e la mozione passa a scrutinio segreto


La pubblicazione dei fondi destinati alla sanità privata e i dati relativi al contributo delle cliniche durante l'emergenza Covid. È il fulcro della mozione del Pd che ieri in Consiglio regionale ha visto la maggioranza andare sotto. E l'assessore al Welfare Giulio Gallera essere "battuto", con l'ok alla richiesta grazie a 42 voti favorevoli e 27 contrari: l'opposizione, da sola, ieri ha raccolto 28 voti (la renziana Patrizia Baffi non ha votato). La mozione, quindi, è passata grazie a 14 consiglieri di Lega-Forza Italia-Fdi che, a scrutinio segreto, hanno votato con Pd e M5S. "È una sfiducia a Gallera", dicono i Dem.

giovedì 11 giugno 2020

Mancata zona rossa ad Alzano e Nembro: il “garantismo” di Salvini


Toh…mi ero persa il processo sulla mancata istituzione delle zone rosse di Alzano e Nembro, in bassa Valseriana. Non solo. Mi sono persa anche il processo d’Appello e la sentenza definitiva della Cassazione. Tre fasi di processo a...mia insaputa.

Mi sono accorta di essermi persa tre fasi di processo che durano anni e anni (strano...non mi era parso di essere così invecchiata..), quando ho letto il tweet del cialtrone Matteo Salvini: “Dopo tante menzogne e attacchi vergognosi, giustizia è fatta. Chi ha sbagliato deve pagare".

Se “giustizia è fatta” significa che sono state accertate le responsabilità penali e che Giuseppe Conte è stato condannato in via definitiva, cioè dopo la sentenza di terzo grado.

A quanto pare…pare invece che nulla mi sia sfuggito. Il processo non è neppure iniziato. Non sono stati ancora inviati gli avvisi di garanzia che, come il cialtrone Salvini dovrebbe sapere non sono comunque indicativi di colpevolezza.  

Il tweet di Salvini, che “confonde” l’essere chiamati nell’ambito di un’inchiesta con la sentenza definitiva di colpevolezza, dimostra che il cialtrone leader del Papeete di Salvini sa che tra i suoi elettori e fans in twitter c’è un bel numero di ignoranti.
Solo cialtroni ignoranti come lui possono pensare che “giustizia è fatta”.

Mentre aspettiamo che i giudici stabiliscano le responsabilità che a mio parere riguardano,

mercoledì 10 giugno 2020

“Rimpasto” in Regione Lombardia, DG Welfare: Marco Trivelli (Comunione e Liberazione) al posto di Luigi Cajazzo



"E’ giusto che se i cittadini danno fiducia a un partito sia questo a scegliere persone fidate da mettere alla guida delle aziende sanitarie e ospedaliere”.

Chi ha detto quanto sopra? Tale Marco Trivelli, ex dg dell’ospedale Niguarda di Milano e super ciellino (Comunione e Liberazione) e dal 2018 direttore generale all’ospedale Civili di Brescia.

Alcuni miei amici che lavorano agli ospedali Civili di Brescia, non saranno certo dispiaciuti che Trivelli se ne vada a nuovo incarico. Ma il problema è che le nomine dei dirigenti delle strutture lombarde la fanno Fontana & C…quindi, i miei amici non hanno di che stare tranquilli. Il sostituto sarà scelto con i medesimi “criteri” dei precedenti.

Trivelli prende il posto di Luigi Cajazzo, attuale direttore generale del Welfare.