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sabato 19 dicembre 2015

Marco Travaglio: Maria Etruria nel Paese delle Meraviglie



da: Il Fatto Quotidiano

Dobbiamo tante scuse a Maria Etruria Boschi. Vittime della cultura del sospetto, avevamo ipotizzato un suo conflitto d'interessi nella storiaccia della Banca del Buco. Poi l'abbiamo sentita alla Camera e ogni dubbio è svanito. Ci ha convinti. Se lo dice lei, osservatrice super partes, se lo conferma il suo amico premier e se lo ribadiscono i deputati della maggioranza che devono guadagnarsi la ricandidatura, allora è vero: nessun conflitto d' interessi.  Alla luce della sua impeccabile ricostruzione e di testimonianze di prima mano, la storia di Banca Etruria e dei tre decreti salva-banche va riscritta così.

4.5.2013. L'assemblea dei soci di Etruria, sull'orlo del crac, nomina vicepresidente Pier Luigi Boschi, membro del Cda dal 2011 e incidentalmente padre di Maria Elena, casualmente promossa due mesi prima ministra delle Riforme e dei Rapporti col Parlamento. Lei, azionista della banca come tutta la famiglia, è pazza di gioia: "Bravo papà, era ora che si accorgessero di quanto sei bravo. Temevo che la mia nomina a ministro ti stroncasse la carriera, invece la tua bravura ha vinto su tutto. Malgrado io sia ministra, ti han promosso lo stesso: sei un fuoriclasse". Infatti il nuovo vertice, in un anno, riesce a depauperare i patrimonio sociale per 5 miliardi.

venerdì 18 dicembre 2015

Banca Etruria, Maria Elena Boschi: come sviare tre grandi quesiti con un discorso alla Camera da impatto



da: http://www.huffingtonpost.it/

Conflitto interessi Maria Elena Boschi, tre grandi quesiti restano ancora senza risposta. Il caso non è chiuso
di Alessandro De Angelis

È un discorso ad alto effetto comunicativo quello di Maria Elena Boschi, più che politicamente incisivo. Anzi, è giocato molto sullo spostamento sul piano personale dei punti “politicamente” più controversi e sul piano politico dei punti dove veniva richiesto un chiarimento tecnico. Dice la Boschi: “Amo mio padre e non mi vergogno a dirlo. Mio padre è una persona perbene e sono fiera di lui”. Ecco, proprio per questo esistono delle norme che regolano i conflitti di interessi in ambito familiare. In Italia c’è la legge Frattini, ridicolizzata per anni dal Pd, perché consentiva a Berlusconi di andare nella stanza accanto quando si parlava di Rete4. Maria Elena Boschi ha sempre detto che non ha partecipato al primo del cdm sui decreti “salva-banche”. In tal modo, rispettando la Frattini, ammette che c’è quel conflitto di interessi negato in Aula. Sulle altre riunioni del Consiglio dei ministri c'è un mistero, dovuto al fatto che gli atti delle riunione sono secretati.

Per negare in Aula l’esistenza del conflitto, invece di chiarire se era presente o meno ai consigli dei ministri che hanno varato gli altri decreti

Luigi Guiso: Salvataggi delle banche e lezioni per il futuro



da: http://www.risparmiamocelo.it/

Le perdite subite dai risparmiatori come conseguenza della risoluzione della crisi di quattro banche italiane secondo le norme consentite dalla corrente regolamentazione europea sollevano molti quesiti sui presupposti e le implicazioni del nuovo meccanismo. E richiamano l’attenzione sulle responsabilità ancora maggiori che graveranno sui risparmiatori/clienti quando, a partire da gennaio, saranno chiamati a rispondere direttamente con i loro investimenti per le perdite generate dalla banca fallita. Le polemiche di questi giorni e quelle che seguiranno nei prossimi, con gli inevitabili scarichi di responsabilità e di “caccia al colpevole”, rischiano però di far perdere di vista gli aspetti importanti della questione. Per questo è cruciale mettere un po’ di ordine nel dibattito, isolando gli elementi chiave.

Che cosa è accaduto
Le quattro banche italiane sono fallite principalmente perché mal gestite. La Banca d’Italia, dopo averle commissariate, facendo emergere le ingenti perdite accumulate ed estromettendo gli amministratori, ha prima cercato di venderle sul mercato, senza successo, e ha poi avviato la procedura di risoluzione. La tempistica scelta – risolvere le quattro banche entro il 2015 - è stata dettata dal

Carlo Maria Pinardi: Le obbligazioni subordinate non sono tutte uguali


“Il punto resta però ancora una volta diffondere cultura finanziaria e fornire una corretta e completa informazione ai risparmiatori per una scelta consapevole”


Il tema delle obbligazioni subordinate è delicato. Il sistema bancario vi ha fatto ampio ricorso e bisogna evitare il rischio di una riduzione del credito al sistema economico. Per i risparmiatori è fondamentale la totale trasparenza prima e dopo il collocamento. Diffondere la cultura finanziaria.

I titoli subordinati in Italia
Il tema delle obbligazioni subordinate è assai delicato. E non solo perché coinvolge le migliaia di risparmiatori duramente colpiti per aver acquistato quelle delle quattro banche insolventi. Toccare un nervo sensibile del sistema bancario, che a queste obbligazioni ha fatto ampio ricorso, deve avvenire con grande attenzione per evitare che per mettere la classica pezza si peggiori la situazione. Il risparmiatore non sufficientemente avvertito deve accedere a questi strumenti affidandosi ai gestori professionali. Per gli altri, la totale trasparenza prima e dopo il collocamento deve essere invece l’elemento discriminante per poter investire.

Banca Etruria, Maria Elena Boschi: respinta la mozione di sfiducia alla Camera con 373 no



tratto da Corriere della Sera

La Camera dei deputati ha respinto la mozione di sfiducia promossa dal Movimento Cinque Stelle nei confronti del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi per la questione banca Etruria: i voti a favore sono stati 129 , 373 i contrari. Il ministro ha quindi ricevuto la piena fiducia. «Se fosse coinvolta la mia famiglia io mi dimetterei. Se mio padre ha sbagliato deve pagare, ma se ha sbagliato non può essere giudicato da un tribunale dei talk show. In tutta onestà vorrei chiedere a quest’aula dov’è il favoritismo nell’aver fatto perdere a mio padre l’incarico come a tutti gli altri membri del cda? Vorrei chiedere in tutta onestà: dov’è il favoritismo nell’essere stato mio padre sanzionato dalla Banca d’Italia con 144 mila euro? Lasciate dire con il cuore. Io amo mio padre e non mi vergogno a dirlo. Mio padre è una persona perbene e sono fiera di lui. E sono fiera di essere la prima della famiglia ad essersi laureata. E sono fiera anche di far parte di un governo in cui chi sbaglia deve pagare. «Dire che Banca Etruria è la banca della famiglia Boschi non corrisponde alla realtà dei fatti. Mio padre è di origine contadina e ogni giorno si faceva 5 chilometri a piedi per andare a scuola. Questa è la storia semplice e umile di mia famiglia, non le

Luigi Oliveri: Il libro dei sogni dei servizi ai disoccupati




I decreti attuativi del Jobs act delineano molto bene i servizi da destinare ai disoccupati. Ma tutto ciò rischia di rivelarsi solo un libro dei sogni. Perché le risorse pubbliche in termini di personale e finanziamenti restano scarse. Per realizzare gli obiettivi servirebbero 4,5 miliardi in più.

I servizi previsti dal Jobs act
La riforma del mercato del lavoro che deriva dai decreti attuativi del Jobs act è molto ben congegnata nella descrizione dei servizi da rendere ai disoccupati, ma rischia di rivelarsi un libro dei sogni.
Il problema non consiste tanto nel definire i sistemi di aiuto, ormai consolidati e noti, quanto nelle risorse. E le risorse pubbliche restano irrimediabilmente ed eccessivamente scarse. Infatti, mancano all’appello circa 4,5 miliardi, a essere generosi. Vediamo il perché.
La riforma (il decreto legislativo 150/2015) ha specificato in modo corretto e convincente le funzioni e i servizi da rendere ai disoccupati, puntando in particolare su:

giovedì 17 dicembre 2015

Banca Etruria: “Boschi presente al consiglio dei ministri che ha varato la norma salva-amministratori”



da: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Il ministro, nei cui confronti è stata presentata una mozione di sfiducia, ha sempre rivendicato di non aver partecipato alla riunione del governo che ha approvato il decreto salva banche. Ma secondo Libero ha invece preso parte, votando, a quella che ha recepito la direttiva Ue sul bail in. In cui è stato inserito un comma che impedisce ai creditori sociali l'azione di responsabilità



Il ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi era presente al consiglio dei ministri del 10 settembre, quello che ha recepito la direttiva europea sul bail in che prevede anche un salvacondotto per gli amministratori degli istituti oggetto di procedura di risoluzione. A riportarlo è il quotidiano Libero, che ricorda come Boschi – che venerdì mattina alla Camera affronterà la mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti dal MoVimento 5 Stelle – abbia sempre rivendicato di non aver preso parte al cdm del 22 novembre, quando è stato approvato il decreto salva banche. Che ha “salvato” la parte sana di Popolare dell’Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti caricando le perdite su azionisti e obbligazionisti subordinati.

Banca Etruria: Bankitalia sapeva ma lasciò spolpare i clienti



da: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Banca Etruria, nel 2013 la lettera di Bankitalia: istituto travolto “in modo irreversibile” da “progressivo degrado”
Mentre la Popolare chiedeva investimenti alla clientela, Via Nazionale già sapeva che erano fortemente a rischio. Ma non è intervenuta e i risparmiatori hanno perso tutto. E' dal 2002 che Palazzo Koch ha riserve sull'istituto aretino e lo ribadisce nel 2010 e nel 2012
di Giorgio Meletti

 
Già due anni fa Banca Etruria era travolta “in modo irreversibile” da un “progressivo degrado” in corso indisturbato da 11 anni. Lo ha scritto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in una lettera al consiglio d’amministrazione della Popolare aretina il 3 dicembre 2013. Peccato che la lettera fosse segretata, probabilmente per non disturbare il collocamento di obbligazioni subordinate in corso proprio in quei giorni. Se Visco avesse reso pubblica la lettera, molti risparmiatori avrebbero potuto salvare i propri risparmi. Ma per Bankitalia il parco buoi non deve sapere, per essere spolpato meglio. In questo caso però, essendo saltato il banco, è possibile che chi ha perso i suoi soldi chieda giustizia in tribunale: la Vigilanza bancaria sapeva cose tremende su Banca Etruria e le ha occultate al pubblico.

mercoledì 16 dicembre 2015

Tira più un pelo di fisica che un carro di boiate



da: http://www.linkiesta.it/it/ - di Andrea Coccia

“Sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli è diventato un caso letterario mondiale. Brava Adelphi: si possono vendere 300 mila copie senza rinunciare ai contenuti

Breve, efficace, piacevole, in cima alla top 10 italiana per intere settimane. È Sette brevi lezioni di fisica, l'ha scritto Carlo Rovelli, l'ha pubblicato con una lungimiranza degna di un bravo editore, l'Adelphi di Roberto Calasso, ed è diventato un caso mondiale. Un saggio di fianco ai romanzi, un saggio davanti ai romanzi. Non si vedeva da un bel pò. Tanto che il Business Insider, in un recente articolo, titola sul fatto che Rovelli sia riuscito a fare di un libro di fisica un fenomeno equiparabile alla serie soft porn di 50 sfumature di grigio.

Se non parliamo di Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli come del libro dell'anno è soltanto perché in Italia è uscito nell'ottobre 2014. Ma probabilmente se lo meriterebbe lo stesso visto che, nei 14 mesi in cui è stato in libreria, questo libretto di 78 pagine ha collezionato 19 edizioni vendendo, secondo i dati ufficiali che ci ha comunicato Adelphi, più di 300mila copie. 300mial copie. Solo in Italia. E senza il Natale che sta arrivando. Sono numeri pazzeschi per il 2015.

martedì 15 dicembre 2015

Renzo Bossi: non penso più alla politica ma….agli animali



Renzo Bossi ha dichiarato: “Non penso alla politica e non la seguo piu’: gestire un’azienda agricola e’ un lavoro impegnativo, gli animali vanno seguiti sette giorni su sette”. 


Che dire...Si sta prendendo cura di se stesso.

lunedì 14 dicembre 2015

Maurizio Belpietro: due domande a Renzi sul decreto salva-banche



da: http://www.liberoquotidiano.it/

Matteo Renzi nega di aver favorito la banche. In particolare respinge l’ accusa di aver dato un aiutino alla Popolare dell’ Etruria, ossia all’ istituto di cui era vice presidente e consigliere di amministrazione il padre del ministro Maria Elena Boschi. Il presidente del Consiglio scansa, definendoli retroscena, anche le polemiche circa un coinvolgimento in affari tra esponenti della sua famiglia e alcuni ex dirigenti della banca finita nel mirino dopo il suicidio di Luigi D’ Angelo. Anzi, ha aggiunto: «Mi fa schifo chi strumentalizza la morte delle persone». Bravo.

Anche a noi. Ma ancor più ci fa schifo chi di fronte alla morte di una persona non ha il coraggio di ammettere i propri errori. E che errori ci siano stati da parte del governo è fuori di dubbio. Lasciamo perdere i controlli e l’ assenza di vigilanza che ha consentito all’ Etruria di rifilare titoli tossici nei portafogli di ignari clienti come il pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita: di quello risponderanno i vertici della Banca d’ Italia e della Consob quando avranno smesso di giocare allo scaricabarile.

Veniamo invece a quello che Palazzo Chigi ha fatto e poteva non fare. Ci sono almeno due punti che meritano una risposta chiara, il contrario cioè di quella

Lorenzo Dilena: Obbligazioni subordinate, così la Consob ha lasciato mano libera ai banchieri



Ottimo articolo, che descrive la connivenza ai danni dei risparmiatori tra l’ente più inutile quando non nocivo che è Consob e l’istituto i cui funzionari stanno prendendo lezioni (e Dio sa quanto ne hanno bisogno) dagli ispettori della BCE: la Banca d’Italia.


da: http://www.glistatigenerali.com/

Dopo l’ultimo disastro sul risparmio, che ha colpito i clienti di Banca Marche, Etruria, Cariferrara e Carichieti, puntuale arriva la richiesta di nuove e più severe gride. Il rischio è che ancora una volta si fornisca un alibi all’inerzia di chi doveva vigilare, e non l’ha fatto. Per lo meno non con la diligenza che è legittimo aspettarsi in una Repubblica che ha posto la tutela del risparmio nella sua Costituzione.

Era il 2001 quando oltre 400mila italiani persero ingenti somme a causa del crac dell’Argentina: li avevano riempiti di obbligazioni emesse dal governo di Buenos Aires. Seguirono i casi Cirio, Parmalat e altri minori, fra i quali i prodotti “My Way” di Mps. E ora siamo di nuovo punto e daccapo.

A ogni scandalo la normativa sul collocamento dei prodotti finanziari viene “migliorata”, ma la sua applicazione crea puntualmente delle voragini

venerdì 11 dicembre 2015

Giorgio Meletti: PopEtruria, come spennare i risparmiatori



da: Il Fatto Quotidiano – 9 dicembre 2015

Pop Etruria 2013: Come prendersi 20 mila euro (quasi) legalmente
Storia di Mister X che, a stare a un contratto incomprensibile, conosceva tutti i rischi delle “subordinate ”. E poi c’è Consob che, 10 giorni dopo, lo avverte dal suo sito che la banca è messa male

Come si fa a investire 20 mila euro in obbligazioni della propria banca, che allo sportello ti vendono per sicure e perdere tutto? E' molto più facile di quanto non si creda. Ecco la storia esemplare di un risparmiatore di Frascati, in provincia di Roma, che si è fidato della locale filiale della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio.

Il nostro mister X è entrato in banca il 4 giugno 2013, di buon mattino, e si è fatto convincere a comprare delle obbligazioni subordinate a tasso fisso, della durata di cinque anni, con una rendita del 3,5 per cento all'anno. Alle 9,44 ha firmato l'ordine di acquisto dei titoli che sono stati azzerati il 22 novembre scorso per decisione della Banca d'Italia. Nel contratto il titolo acquistato è così descritto: “IT0004931405 BPEL 28/06/13-28/06/18 3,5% SUB”. Chiaro, no?

giovedì 10 dicembre 2015

Salve-banche: bail-in, risparmi in fumo



da: Corriere della Sera

Banche salvate, bail-in, risparmi in fumo
La cronaca di un mese molto difficile
Dal crac (non improvviso) di quattro banche territoriali all’evidenza che, da adesso in poi, anche i privati possono pagare per queste crisi. Soprattutto se hanno investito in azioni e prestiti subordinati degli istituti in difficoltà
di Giuditta Marvelli e Marco Sabella

Che cosa è accaduto alle 4 banche
Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca Etruria e CariChieti erano da tempo in difficoltà. Da anni si dibattevano tra commissari straordinari e sofferenze eccessive. Una banca «soffre» quando lo squilibrio tra attivi e passivi diventa ingestibile: quando i soldi prestati ai clienti non vengono restituiti. Sono banche storiche, molto radicate sul territorio: una caratteristica con molte notazioni positive per il rapporto stretto che si crea con i clienti privati e con le imprese. Anche se, in questa vicenda, risparmiatori e funzionari in buona fede si possono definire vittime della fiducia reciproca e nella banca.

Il decreto del 22 novembre 2015
Tre settimane fa il governo ha firmato un provvedimento per risolvere la

Salva banche, Bruxelles scarica Renzi, Bankitalia e Consob: “Venduti prodotti inadatti ai clienti”



da: Il Fatto Quotidiano

Il commissario Ue ai servizi finanziari offre un inaspettato assist ai risparmiatori che da settimane lamentano di aver subito una truffa e accusa il governo: "Questo apre una questione più ampia di tutela dei consumatori. La responsabilità del salvataggio è dell'esecutivo italiano"

Le quattro banche salvate dall’Italia, CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria, “vendevano alla gente prodotti inadatti ai clienti che probabilmente non sapevano cosa stessero comprando” e questo ha avuto “conseguenze personali per alcune persone in Italia”. Il commissario Ue ai servizi finanziari Jonathan Hill ha così messo la parola fine al gioco delle parti che si sta consumando da 20 giorni sull’ultimo episodio di risparmio tradito e avallato per decreto.  “Questo – ha aggiunto – apre una questione più ampia di tutela dei consumatori“.

L’affermazione è cruciale e offre un inaspettato assist agli obbligazionisti subordinati dei quattro istituti che, in seguito al decreto del governo del 22 novembre scorso, hanno visto i loro risparmi azzerarsi da un giorno con l’altro. Alla luce della valutazione del commissario Hill, infatti, la loro posizione

mercoledì 9 dicembre 2015

Salva-banche: pensionato si uccide, aveva perso 100 mila euro



da: La Stampa

Pensionato si uccide a Civitavecchia: aveva perso 100 mila euro col provvedimento salva-banche. L’uomo ha spiegato il gesto in una lettera. A trovare il cadavere è stata la moglie


Un pensionato di 78 anni (L.D.A.) si è tolto la vita a Civitavecchia per aver perso tutti i risparmi (circa 100 mila euro) a causa del provvedimento del governo per il salvataggio delle banche in fallimento che di fatto ha azzerato i conti degli obbligazionisti.  

La tragedia che risale al 28 novembre è stata riferita dal sito online “Etrurianews” secondo cui l’uomo avrebbe spiegato le ragioni del gesto in una lettera. Complessivamente il 78enne ha visto andare in fumo 100 mila euro investiti in obbligazioni emesse da Banca Etruria. Secondo quanto si apprende l’uomo soffriva anche di problemi di salute, ma il suo gesto sarebbe stato causato dallo sconforto per la perdita economica. A trovare il cadavere impiccato è stata la moglie.  

Migranti, strage silenziosa in mare: 700 bambini morti nel 2015



da: http://www.redattoresociale.it/

Mons. Perego (Migrantes) ricorda che "i morti sono più che raddoppiati nel 2015 rispetto al 2014: da 1600 a oltre 3200. Continuano le morti di bambini, dimenticate: oltre 700 dall’inizio dell’anno”. E aggiunge: “L’Europa che trova risorse per bombardare, non trova risorse per salvare vittime innocenti” 



“Continua una strage silenziosa nel Mediterraneo, con i morti che sono più che raddoppiati nel 2015 rispetto al 2014: da 1600 a oltre 3200. Continuano le morti di bambini, dimenticate: oltre 700 dall’inizio dell’anno”, denuncia oggi il Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego.

“L’Europa che trova sempre risorse per bombardare, non trova risorse per salvare vittime innocenti. L’operazione europea Triton non ha saputo rafforzare il salvataggio in mare delle vite umane rispetto all’operazione italiana Mare Nostrum – continua Mons. Perego -: una vergogna che pesa sulla coscienza europea. L’Europa sembra ora – a fronte della minaccia terroristica – giustificare i muri e la chiusura delle frontiere, oltre che il disimpegno nel creare canali umanitari che avrebbero potuto oltre che salvare vite umane, combattere il traffico degli esseri umani, una delle risorse del terrorismo”. “L’accoglienza ai nostri porti, anziché in centri  di accoglienza aperti sembra affidarsi ancora una

Salva-Banche: Bankitalia e Abi scaricano sull'Europa la responsabilità dei danni su 130 mila risparmiatori



da: www.huffingtonpost.it/

Uno scaricabarile davanti ai 130 mila risparmiatori danneggiati dal salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti."È colpa dell’Europa. Avremmo potuto evitarlo, ma l’Ue non ce l’ha permesso”.

Banca d’Italia e l'Associazione Bancaria Italiana difendono il loro operato. In audizione alla Camera sostengono che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) era pronto a intervenire, già a luglio, per salvare le quattro banche poi salvate dal governo. Un’operazione che, a loro parere, non sarebbe stato considerato un aiuto di Stato e che avrebbe invece tutelato azionisti e obbligazioni.

Bankitalia lo dice chiaro e tondo, “è stata l’Europa a non volerlo”. Per il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti "era emersa – sostiene il capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo - la disponibilità del Fondo interbancario di tutela dei depositi a farsi carico di tale aspetto, assorbendo i rischi relativi ai crediti deteriorati. L'intervento del fondo avrebbe consentito, congiuntamente alle risorse apportate da altre banche, di porre i presupposti per il superamento

lunedì 7 dicembre 2015

C’è del marcio nel capitale delle banche italiane: CONSOB ci dica quant’è



da: http://www.glistatigenerali.com/ - di Umberto Cherubini

Se il dito indica la luna, l’idiota guarda il dito. Nella vicenda del salvataggio delle quattro banche, il dito (medio) è quello rivolto dai banchieri della filibusta ai contribuenti e al bail-in, che dovrebbe mettere i conti pubblici al riparo dal salvataggio delle banche. La luna (nera) è quella della qualità del capitale di tutte le nostre banche e la latitanza delle nostre autorità di vigilanza. La luna, la domanda che nessuno solleva è: quanto altro capitale delle banche italiane è nelle mani di casalinghe, capifamiglia e piccole imprese? Perché se la vicenda delle quattro banche non fosse l’eccezione, ma la regola, il sistema italiano sarebbe il primo a sollevare il problema della qualità, più che della quantità, del capitale regolamentare delle nostre banche, e la questione di una revisione della regolamentazione di trasparenza e stabilità. Altro che scagliarsi contro il bail-in, come fanno le associazioni di consumatori e i politici: il bail-in è una vittima, insieme ai nostri conti pubblici, di una supervisione insufficiente. Piuttosto, sarebbe il caso di chiedersi se non sia il caso di attribuire a una sola autorità la supervisione della trasparenza e della stabilità, almeno in un campo delicato come il sistema bancario.

Il “capitale marcio” è quello a cui il consiglio dei ministri questa domenica dovrà

sabato 5 dicembre 2015

Salva banche, consumatori: truffati da Bankitalia



da:http://www.wallstreetitalia.com/ - di Alessandra Caparello

Continua a far discutere il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti.

Intanto proprio in merito al salvataggio delle quattro banche Adusbef e Fedeconsumatori hanno annunciato la presentazione di un esposto a nove procure d’Italia (Roma, Fiorenze, Ancona, Arezzo, Jesi, macerata, Pesaro, Ferrara e Chieti) per avviare un’indagine al fine di chiarire il ruolo di Bankitalia nella vicenda.
“Oltre all’esposto alle Procure, sedi delle banche interessate il ricorso al Tar del Lazio e la citazione della Banca d’Italia in sede civile, per ristorare tutti i danni materiali e morali a 130mila famiglie”.

Arrivata la proposta del Pd, che suggerisce la creazione di  un fondo ad hoc da cui attingere per risarcire coloro che sono stati penalizzati dalla risoluzione bancaria. Nel pomeriggio arriva il comunicato:
“E’ istituito presso il ministero dell’Economia e delle finanze il fondo di solidarietà per gli investitori in strumenti finanziari subordinati per l’erogazione